La politica dei cannoli

25 Febbraio 2008

cannoli alla crema

Eh già, eh già, eh già. Ecco un articolo che – se non fossi stato bannato a divinis (anzi: scomunicato del tutto) dal salottino della sora Concetta - le andrei a portare nonché a piazzare in bell’evidenza: tra un delirio anti-antisemita dello sbarellato “superciuco” e una forte stretta di mano dell’enologo ominoso.

L’articolo è di Francesco Merlo, nome che alle persone dabbene usualmente transitanti da questo forum certo non farà l’effetto di un Carneade qualunque.

Mi raccomando: leggetelo, anzi degustatelo con calma e voluttà. Non ve ne pentirete.

Leggi l’articolo di F. Merlo QUI

13 Risposte a “La politica dei cannoli”

  1. Étranger detto

    Evidenzio solo questo passaggio perché è davvero troppo scritto bene:

    Da un punto di vista elettorale, Lombardo ha perfezionato il modello ruspante del suo profeta Cuffaro e oggi controlla il territorio proprio come i barboni presidiano gli ingressi delle chiese, le stazioni della metropolitana e le entrate dei supermercati. E sono entrambi medici, Lombardo e Cuffaro, come vuole il nuovo potere politico nel Meridione. Signori delle corsie, i medici al Sud sono spesso i nuovi ricattatori della salute – “o il voto o la vita” – , e gli ospedali sono le scuole di fedeltà, i luoghi dove si coltiva il consenso: hanno preso il posto delle sezioni di partito. Ebbene, in questa nuova politica del territorio, Lombardo sta a Cuffaro come Marx stava a Saint-Simon: il lombardismo è il cuffarismo scientifico. E infatti esteticamente la differenza è riassumibile nei baci che Lombardo non dà e nei baffi che Cuffaro non ha.

  2. L’ articolo sarebbe da spedire ad ogni siciliano avente diritto al voto!
    Ho conosciuto un ragazzo di 25 anni di Palermo, giunto a Ottobre a Francoforte, che mi ha raccontato cose da pazzi su come vanno le cose laggiù: Voto di scambio, regali pre- e postelettorali e tante altre cose ancora.
    Come se ci fosse ancora la DC!

  3. Étranger detto

    Beh, vai Matteo, tu che sei così ben introdotto… vai da Cettina e sentiamo cosa ne dice del pezzo di Merlo.

  4. Boia, Gabriele, mi sento quasi come un messaggero che fa la spola tra una fortezza e l’ altra nel tentativo di conciliare :)
    D’ altra parte, io, non essendo sudtirolese o altoatesino, sono solo un ospite e come tale cerco di comportarmi, sia da Te che da Concetta o da Orfino o dalla Klotz.

  5. Étranger detto

    Notizia: anche Daniela Mosconi ha aperto un blog (da me già linkato nel blog-roll, qui in basso).

    http://danielamosconi.blogspot.com/

  6. werner detto

    Angesichts dieser und anderer Umstände – es reicht, auf irgend eine Titelseite italienischer Medien zu klicken: die offene Einmischung der Kirche, der inhaltsleere Medienwahlkampf von Veltroni mit den stilistischen Anleihen an Berlusconi (10 punti, 12 priorità, etc.), die Debatten um das Gesetz 194, chi più ne ha, più ne metta – ist es unvermeidlich, dass Italien die EM 2008 gewinnen wird.
    Und einen Abend und eine Nacht wird alles gut.

    Italien steht nicht am Abgrund; das wurde zu häufig prognostiziert. Aber auf Italien kommen unabhängig vom Wahlergebnis Zeiten tiefgreifendster Reformen zu.

    Die Reform des politischen Systems ist wohl eine der tiefgreifendsten und eine Chance für ein Gesamtsüdtirolo.

  7. tuscan detto

    Non capisco perché da queste elezioni dovrebbero derivare riforme politiche decisive per il Sudtirolo, in particolare per quello Gesamt, non più diviso per appartenenze etnico-linguistiche, immagino. Mi incuriosisce molto.
    A me, italiota medio, sembrano elezioni dove per l’ennesima volta si dovrà votare turandosi il naso, dando il cosiddetto voto utile, quindi probabilmente Partito Democratico, nonostante tutti i dubbi personali sulla laicità del medesimo. L’alternativa è la vittoria di una destra intollerabile.

  8. Étranger detto

    Anche a me, devo dire, l’intervento di Werner non pare immadiatamente comprensibile. Werner stesso è pregato di “mediare” (cioè di spiegare) quello che ha voluto dire con la sua ultima frase.

  9. werner detto

    Ich denke, dass nach diesen Wahlen – relativ unabhängig davon, wie sie ausgehen werden – in Italien kein Stein auf dem anderen bleibt. Mit anderen Worten: das politische und das institutionelle System wird vollständig umgekrempelt werden.
    Auf parteipolitischer Ebene ist eine Konzentration absehbar, in etwa ein Fünfparteiensystem.
    Auf parlamentarischer Ebene wird es eine tiefgreifende Reformen geben: eine Entmachtung des Parlaments zugunsten einer stärkeren Exekutive.
    Diesem Szenario zu Folge kann es de facto entweder ein präsidentielles System (Frankreich) oder aber eine Mischform Präsidentielles System mit Föderalismus geben (BRD). Ich gehe davon aus, dass sich Italien doch eher an der BRD orientieren wird.

    Für Südtirol bedeutet dies, dass die SVP noch deutlicher Farbe bekennen muss.
    In einem präsidentiellen System hat eine Minderheitenpartei nichts zu melden. Der Konzentrationsprozess der Parteien entmachtet die Kleinen – endlich!!! Bleibt aus meiner Sicht die wahrscheinlichste und wünschenswerteste Variante: Zumindest in Südtirolo wird über Föderalismus -> Selbstregierung -> Selbstbestimmung diskutiert.

  10. Étranger detto

    OK, Werner, adesso è chiaro. Se si avvera tutto quello che dici ti regalo un cappello da mago Merlino e un mantello con le stelle.

  11. @Werner
    Ich sehe es ähnlich wie Du, ich glaube schon, daß die italienische Parteienlandschaft sich verkleinern wird, und daß ab demnächst nur 5 bis 6 Parteien in Rom sitzen werden.
    Vor allem bräuchte Italien dringend eine föderalistische Reform, mit mehr Kompetenzen für die Regionen und Abschaffung der Provinzen.
    Fragt sich, wie man das für die Autonome Region Trentino-Alto Adige/Südtirol regeln wird: De facto, gibt es diese Region nicht mehr, also könnte man die zwei autonomen Provinzen Trient und Bozen zu Regionen erklären.

  12. werner detto

    Naja, Gabriele, zugegeben ein bisschen optimistisch, meine Variante.
    Manchmal denke ich, es ist notwendig, den Kampf um die kulturelle Hegemonie (den “wir” ja schon längst gewonnen haben), zu erweitern und zum “politischen Subjekt zu werden”.
    Im Augenblick spricht in Italien ja einiges für die “Grosse Coalition” und die Bedeutungsabnahme der Kleinstparteien.
    Föderalismus ist aus gesamtsüdtiroler Sicht wünschenswert, ob es eine Option für Italien ist, sei dahingestellt. Wie die Abiturdiskussion in der BRD oder die Diskussion um die Sozialleistungen in Ö zeigt, ist Föderalismus kein Allheilmittel.

  13. @Werner
    Niemand (außer vielleicht Bossi, der nichtmal weiss, was Föderalismus bedeutet) würde behaupten, Föderalismus sei ein Allerheilmittel.
    Außerdem, was das Schulsystem betrifft, würde ich mir auch für Deutschland einen zentralen Schulsystem wünschen.

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