Berger come Artioli
11 Marzo 2008
Più di una cosa li accomuna. Prima di tutto il provenire da famiglie “mistilingui” e dunque una particolare sensibilità nei confronti di tutti quei soggetti che non possono dichiararsi a cuor leggero appartenenti a questo o a quel gruppo rigidamente definito. Grenzgänger in einem Grenzland. Condizione che potrebbe, che dovrebbe apparire virtuosa, ma che alla luce della storia locale finisce piuttosto con l’emarginarti e col sacrificarti sull’altare di identità (presunte) compatte e indifferenziate (Grenzgänger werden hier ausgegrenzt). Poi, l’altra cosa che li accomuna, è la difficoltà a far valere le ragioni del “territorio” su quelle degli interessi nazionali (da un lato) e delle rivendicazioni etniche (dall’altro). Berger è stato costretto a non candidarsi alle prossime elezioni di aprile perché un diktat piovuto da Roma ha previsto che le liste non dovessero tenere conto delle persone che in questa terra ci vivono. L’Artioli probabilmente non verrà candidata alle prossime provinciali perché il partito nel quale si ostina a riconoscersi non è ancora pronto a rivedere il proprio codice genetico, da sempre orientato alla conservazione di un potere basato sulla divisione dei gruppi linguistici e non sulla loro possibile integrazione.
Due brevi note:
1. L’immagine che ho scelto per commentare questo post rimanda ad un desiderio. Non ho letto il libro di Borges, ma spero che – quando lo farò – vi troverò un’esauriente descrizione di questi famigerati ”mistilingue”.
2. Dall’appunto steso velocemente stamani è “fiorito” un editoriale che propongo in [Allegato].
Ho letto con attenzione la lettera di Berger, che mi sembra sincera e dimostra una reale “partecipazione”.
Respect.
Però mi è venuta in mente la stessa cosa che mi venne in mente quando lessi la lettera di donna Veronica su Repubblica: certo hai ragione a ritenerti offesa, a pretendere spiegazioni, a non accettare certe cose.
Ma comunque sei tu che ti sei sposata con uno come Berlusconi…
Infatti.
Ah… ovviamente dimenticavo (che poi mi si accusa di vedere solo le colpe solo da una parte): un pensiero simile mi viene per l’Artioli e la SVP
Tu l’hai scritto. Io l’ho pensato.
Oh, no, l’hai scritto pure tu nel tuo pezzo (”il partito nel quale si ostina a riconoscersi…”), guarda che io leggo attentamente…
Un altro appunto (sacrosanto) che si potrebbe rivolgere a chi, da sostenitore, si senta deluso da un “partito” come FI (ma anche qui occorrerebbe allargare ad altre forze politiche), la si può leggere su provinciali2008
Un po’ OT, scusa.
Segnalerei, a perenne memoria, questo nome: Massimo Zanello, l’assessore alla Cultura della Lombardia (SIC! e SIGH!).
Insomma, pare che quest’uomo di cultura, eletto nelle liste della Lega, maco a dirlo, “ha abbandonato polemicamente la cerimonia per la consegna delle massime onorificenze regionali perché a far da conduttrice era stata invitata appunto Rula Jebreal” (’Corriere’ di oggi). Il motivo: semplice, parla male l’italiano.
Ora, io non ho mai sentito parlare questo genio lombardo, ma, per quel che ne so (purtroppo è una conoscenza “de lonh”), la signora (che, tra l’altro, è di una bellezza strabiliante) parla (e scrive) perfettamente l’italiano. Forse sono pregiudizi, ma avendo in mente l’elettorato e le élite della Lega, a occhio direi che Rula Jebral sta ai Leghisti come Dante Alighieri sta a Giggino ‘o Puorc’ (è un benzinaio dell’agro-nocerino, magari lo possiamo consigliare ai nostri conterranei che vanno a farsi votare nel collegio Campania2…).
Dopo la simpatica definizione che ne aveva dato un altro genio, Roberto Calderoli (a quelli che sono fieri di essere italiani, ricorderei che è stato, oltre che ministro, anche vice-presidente del Senato, ri-SIGH!), che l’aveva definita “quella signora abbronazata”, la giornalista deve insomma incassare un’altra stronzata razzistica. Bah…
Non c’e’ una grande differenza con chi va a braccetto con chi si indigna solo quando non viene rispettato il bilinguismo nell uso del tedesco e nega le ragioni del gruppo minoritario e siede al comune di bolzano con chi definisce la Wehrmacht un esercito di liberatori. Ma come, loro sono razzisti e voi siete democratici e liberatori? Piccola patria l una e l altra…
ma sto superciuk non ce la fa proprio a trattenere le puttanate…
Superciuk, a chi ti riferisci scusa? Chi è che qui va a braccetto con chi si indigna solo quando non viene rispettato il bilinguismo nell’uso del tedesco? Chi è che nega le ragioni del gruppo minoritario (noi qui vorremmo abolirli, i gruppi minoritari)? Chi, tra i frequentatori di questo blog, siede nel comune di Bolzano? Chi è che definisce qui la Wehrmacht un esercito di liberatori? Perché parli sempre e solo a vanvera? Te l’ha forse ordinato lo psicoanalista?
P.S. E che mi dici di Berger? “Nitto Palma lancia Vezzali”, leggo sul Corriere. Contento? Sei già andato a stappare lo spumante da Cettina?
Tornando a cose serie: il libro di Borges (che è la riedizione aggiornata e con aggiunte dell’einaudiano ‘Manuale di zoologia fantastica’), se ho visto bene, non cita i “mistilingue”, strani esseri che pare non voglia nessuno, nemmeno la letteratura.
Anzi no: forse per la letteratura sono talmente “normali”, che non ne cita mai la qualità che, invece, in AA/St pare tanto dover essere rimarcata…
Sono contento. Sono contento perché superciuk si prende sempre la briga di leggere i miei articoli, applicandovi la sua dirompente vis ermeneutica.
Ovviamente per commentare i miei articoli superciuk non usa questo spazio, rivolgendosi direttamente a me. No. Superciuk, per commentare i miei articoli, usa il blog di Concetta Failla e lo fa del tutto indipendentemente dal fatto che io abbia detto più volte alla signora Failla di non pubblicare commenti ai miei testi in uno spazio nel quale io non posso replicare. Questione di stile, si dirà, e di stile il nostro superciuk ne ha da vendere.
Ma questi sono dettagli. Vediamo, piuttosto, in che modo superciuk ha reagito al mio articolo su Artioli/Berger:
Ecco. Io avevo scritto, sopra, “l’Artioli probabilmente non verrà candidata alle prossime provinciali perché il partito nel quale si ostina a riconoscersi non è ancora pronto a rivedere il proprio codice genetico, da sempre orientato alla conservazione di un potere basato sulla divisione dei gruppi linguistici e non sulla loro possibile integrazione”. Esprimevo dunque una posizione non in assoluto contrasto con quanto dice superciuk. Era insomma una buona occasione per condivedere (seppur parzialmente) quanto da me detto. Invece no. Appena legge qualcosa di mio superciuk perde il lume della ragione e comincia di nuovo a vaneggiare. Perché?
Ich möchte nur anmerken, dass meine zwei heutigen Versuche, das Video “le perle di Berlusconi” im Blog von Frau Failla anzusprechen, nicht veröffentlicht worden sind.
Werner
@ Werner:
Ah. Che strano.
Stamani, sulla Tageszeitung, c’è un articolo di C. Franceschini che dice esattamente le stesse cose che dico io su Berger. Ne estrapolo un passaggio:
“Alberto Berger wurde nach der Gemeinderatswahl in Bozen von Michaela Biancofiore entdeckt. Er sollte in FORZA ITALIA ungefähr jene Rolle spielen, die Elena Artioli in der SVP einnehmen möchte. Aber AUCH Berger ist dabei grandios gescheitert”.
Insomma, anche Franceschini (come me) è affetto da “insipienza politica”. Dal che si evince (ma si tratta di una conferma in un certo senso superflua) che l’unico qui a capire di politica locale è superciuk.
@werner
meno male che poi dicono che la destra non censura…
ps.: grazie per i saluti, mi sono arrivati
Guarda, GT, che Calderoli, con quelli ‘che sono fieri di essere italiani’, o anche semplicemente con quelli che, come me, sono italiani, non lo puoi associare. E’ ‘padano’.
Calderoli inoltre appartiene al folto gruppo di coloro, da diverse direzioni e verso diverse mete, chiama l’Alto Adige esclusivamente Sudtirolo.
Informo inoltre che Zanello non e’ assessore alla cultura. Troppo poco per lui la cultura. E’ assessore ALLE culture, oltre che, pensa un po’, alle Identità e Autonomie. Dal titolo puoi inferire il livello.
@ Tremal-Naik
Chapeau alla precisione. Grazie.
il libro me lo segno!
Si certamente, è vero,sono entrato io e liberamente in FI. Liberamente non in AN. E FI rappresentava uno stimolo per costruire, proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno. Michaela Biancofiore attaccata a Roma, “autosospesa” per agevolare una manovra con la SVP, indicata da Holzmann come la responsabile di una barriera eretta tra gli italiani e la SVP. Barriera da disruggere.
Ho creduto possibile, da ummo di progetto, con passione e con lealtà di poter portare un contenuto di idee, passione, organizzazione, affiancando il percorso Athesis a FI.
Non è andata così, non ci piango sopra, sono orgoglioso di aver scelto con coerenza ed energia di respingere un “teatrio dei bussolotti”. Non mi interessava in alcun modo una candidatura di facciata.
Io mi lancio certamente da solo ed in altro modo per le Provinciali. Non era certamente un’opportunità mia e basta, ma insieme per il partito. Se non è stasto compreso, mi dispiace, ma chi ci ha rimesso non è stato Berger. Berger rimane lo stesso e continua il suo lavoro e non perde la sua passione.
Cordialmente
Alberto Berger
Alberto, il massimo rispetto per quello che dici e che affermi di voler perseguire (come sai: anch’io ritengo che la “questione” delle persone che si definiscono “bilingui naturali” sia molto interessante e potrebbe costituire la chiave di volta per migliorare il nostro sistema). Però. Come potevi onestamente ritenere di combattere la tua battaglia all’interno di un partito denominato FORZA ITALIA (quindi distantissimo da una sua legittimazione territoriale), a sua volta partner in un cartello (quello di centro-destra) che ha comunque in AN un suo riferimento essenziale? Era chiaro che ti avrebbero messo da parte. Appena possibile.
Biancofiore è una persona che ha fatto e farà solo il male per la nostra terra.
Ma consigliami tu : ci sono altre vie percorribili? AN dice ora che Berger alle provinciali sarbbe ancor più un problema. Una mia eventuale elezione ( tutto da vedere se ce la faccio ), porterebbe via posti agli italiani.
So che devo approfondire questi aspetti normativi e lo farò con la massima precisione. Ho chiesto aiuto anche a Francesco Palermo, costituzionalista, ma il problema, al di là della facciata teorica, sta nell’analisi di chi si è dichiarato ( etnicamente ) come.
Per necessità, per convinzione, per furbizia, o semplicemente perchè spesso si è dovuto scegliere, anche con sincerità, comunque un qualcosa che rappresentava solamente la tua metà.
Credo che il tema non sia più semplicemente matematico, ma antropologico. Guardiamo all’uomo e non alla sua dichiarazione etnica. Non tutti gli uomini dalla stessa parte sono uguali e non è certo l’abito che fa il monaco, nemmeno la dichiarazione etnica. Ed è il caso di scoperchiare le pentole, anche subito, in questa campagna elettorale. E’ bene che chiariamo chi ancora mantiene in piedi le gabbie etncihe e chi meno.
Alberto
Alberto, tu sai che in Sudtirolo c’è soltanto un partito che è effettivamente la “casa” per tutti quelli che non accettano le “gabbie etniche”. I Verdi. Ti dirò di più, ultimamente tra i Verdi il tema dell’interetnicità (o, come si dovrebbe dire facendo leva proprio sui “mistilingue”, il tema della POST-ETNICITÀ) è un po’ sbiadito, non c’è nessuno che ne faccia un cavallo di battaglia al fine di scardinare questo sistema bloccato. Non c’hai mai pensato?
Ma se non dovessero andare bene i Verdi, tu potresti ancora chiedere, a chi mi devo rivolgere?
Per come la vedo io una battaglia come quella che vuoi condurre tu ha bisogno di una lista che sia innanzitutto slegata da un partito che sia dichiaratamente “nazionale”. È il vincolo “nazionale” quello che ci frega, Alberto, se vogliamo proporre un tema così dirompente. Perché nei partiti “nazionali” la determinazione etnica è ancora e sarà sempre preponderante.
Io vedrei bene anche una lista civica, calibrata sul territorio, che abbia proprio nel tema della virtuosa integrazione dei gruppi linguistici la sua nota più caratterizzante. Non so se è possibile dar vita a qualcosa del genere o accostarsi ad esperienze già pensate in questa direzione. Altre ipotesi non ne vedo.
Quindi ATHESIS. Il mio progetto aveva preso il vi proprio da riunioni con i rappresentanti più importanti di molti partiti di tutto l’orizzonte. SVP esclusa, ma sarebbe stata inviata, almeno in un secondo tempo.
Il tutto orientato ad un orizzonte del 2010. Orizzonte oltre alle lezioni, per toglierci di mezzo una concorrenzialità elettorale nel laboratorio Athesis. Il tutto è andato avanti anche con interesse, poi ha preso il via la frenesia elettorale e tutti sono rientrati nelle stalle.
E’ stato Alberto Pasquali, uomo aperto, anche per la convivenza, sostentore e parte di Convivia ai tempi in cui operava, ad incitarmi ad aiutare con entusiasmo in un’area in sviluppo.
A me piacciono le sfide e ci ho provato.
Ora ancora ATHESIS e ritorno sul progetto originale, ci provo ancora, ma occorre riuscire a mettere attorno al tavolo forze rappresentative di tutti i mondi.
Persone ne conosco molte, ma sono più le persone che conoscono me. Io mi auguro sempre che il portale Polis risca a stuzzicare ed a legare attorno al Focus di Athesis.
Ciao
Alberto
Ti ho preso in prestito le pecore.
Troppo bello!
Mi diverto a stuzzicare.
Grazie
Alberto
Il problema di quel portale, mi sembra è che i commenti sono un po’ problematici. Io ho provato a lasciarli, ma… Insomma, un blog tipo questo o questo http://www.brennerbasisdemokratie.eu mi sembrano megliori. E poi da te non si leggono MAI interventi in tedesco. Wieso?
http://athesis.wordpress.com/ oppure puoi inserire brevi commenti o mandarli a me per la pubblicazione
Ciao
Alberto
Grazie.