Ein Sieg Italiens

28 Marzo 2008

Vale la pena leggersi l’articolo di Günther Pallaver sull’FF attualmente in edicola (n° 13, 27 marzo 2008, pagg. 48-49). Si parla del nuovo libro di documenti sulla politica sudtirolese degli anni sessanta, curato da Rolf Steininger [vedi].

La tesi che è possibile distillare dalla lettura dei documenti – così Pallaver – è piuttosto clamorosa: se finora si è sempre pensato infatti che il processo capace di portare all’emanazione del secondo statuto d’autonomia fosse stato per così dire “agevolato” dagli attentati della notte dei fuochi (11-12 giugno 1961), adesso sembra farsi largo l’idea che in realtà la decisione di istituire una commissione per l’esame della questione sudtirolese (operazione che poi si perfezionerà con l’istituzione della cosiddetta Commissione dei 19) fosse stata presa PRIMA di quella data. Invece che ringraziare Kerschbaumer & co., insomma, i sudtirolesi potrebbero anche accendere almeno una candela per Scelba e Fanfani. Le bombe, in pratica, non hanno costituito nient’altro che un ostacolo sulla via di trattative che il governo italiano aveva già pianificato in modo da condizionare l’internalizzazione della vicenda. Per dirlo con le parole di Viktoria Stadlmayer: “Die 19er Kommission und ihre positive Aufnahme in Südtirol ist kein Erfolg der Bombenpolitik, sondern ein Sieg Italiens”. 

7 Risposte a “Ein Sieg Italiens”

  1. [...] Ein Sieg Italiens « SegnaVia – Geschichte wird gern von den Siegern geschrieben – aber wenn die falschen Sieger schreiben? [...]

  2. Gschnitzler-Brunner detto

    Dal punto di vista strategico, i sudtirolesi possono sicuramente rimproverare ai terroristi assassini di avere indebolito l’autorità morale dell’istanza secessionista, sporcandola di sangue e collegandola a ideologie nazistoidi.

    Dal punto di vista tattico, gli attentati avranno al massimo accelerato un cammino che l’Italia democratica avrebbe ugualmente percorso.

  3. Mazinga Z detto

    Sieger schreiben immer die Geschichte… so war es bei den Römern schon…

  4. Luk4S detto

    Se avessero aspettato i tempi italiani a quest’ora si che saremmo messi male… Non è un caso che in questi giorni si parla dei finanziamenti della Bundes Republik al Sudtirolo. All’Italia non fregava niente della cultura Sudtirolese… Basta vedere poi cos’ha fatto l’Italia nel dopoguerra… hanno snaturato completamente l’alta val venosta distruggendo paesi… se questa non è violenza…

  5. Che si tratti di terrosisti sudtirolesi o di chiunque altro, io trovo che l´istituto stesso della grazia sia incompatibile con la giustizia

  6. Tschurtschenthaler detto

    All’Alta Val Venosta ci aveva gia’ pensato l’Austria nel Settecento. Non per ‘distruggere’ (e ricostruire) un villaggio per ragioni idroelettriche (cosa successa non solo in Sudtirolo) ma per distruggere una cultura.

  7. Rolf Steininger ha sempre sostenuto la tesi che le bombe non abbiano in alcun modo accelerato il processo d’ autonomia.
    Questa tesi la ritrovo anche nel libro di Hans-Karl-Peterlini sugli attentati terroristici degli anni ‘60, nel quale evidenzia la passività di gran parte dei sudtirolesi di fronte agli avvenimenti.
    Molti Aktivisten si sono lamentati della passività dei loro conterranei e la guerriglia partigiana che Georg Klotz avrebbe voluto intraprendere in grande stile, non si è avverata.
    Posso comunque dire a tutti, che vale la pena di leggersi i libri di Steininger.

    @Tschurtschenthaler
    Die Zerstörung der ladinischen Kultur im Vinschgau und die Germanisierung vieler ladinischen Personennamen sind zwei nie wiedergutgemachte Verbrechen, worüber man sich ausgiebig unterhalten sollte.

    E per andare un attimino in off topic, un divertenissimo video in vista delle prossime elezioni:
    http://www.youtube.com/watch?v=9mqclZ1pbeA

    Lunedi vado a votare.

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