Venerdì scorso sono andato alla Podiumsdiskussion organizzata dagli Schützen di Lana sul tema “Freistaat Süd-Tirol”. Eccone un reportage per punti.

1. Scendo a Bolzano per incontrare Riccardo Dello Sbarba. Ho appuntamento con lui alle 19.00, sul grande parcheggio della Metro. Per scherzo, al telefono, gli avevo detto che, nel frattempo, io ero diventato il comandante degli Schützen di Lana. Titolo del quale - sostenevo – vado ovviamente molto orgoglioso. Per questo motivo avevo anche esortato Riccardo a non comportarsi da tipico “italiano” (mafia, pizza, mandolino e baffi neri) e ad essere teutonicamente puntuale. Riccardo, che è uomo di spirito, mi aveva dato subito il suo “deutsches Wort” che sarebbe arrivato puntualissimo. È arrivato con 15 minuti di ritardo, rovinando il gioco. Di comune accordo abbiamo quindi deciso di restare quello che siamo: due toscani trapiantati quassù.

2. Confesso che solo quando sono insieme ad un toscano riesco a lasciarmi andare, a parlare con l’accento della mia città d’origine. Riccardo è di Volterra, io sono di Livorno. Apparentemente due città vicine, ma chi conosce la geografia (anche quella umana) della Toscana sa che non è così. Volterra è una cittadina antichissima, arroccata su una collina aspra ed adusta. Dalle nostre parti si dice che i volterrani sono tutti un po’ pazzi, per via del vento che lassù soffia più forte oppure pensando al manicomio che un tempo si trovava lì (mi pare adesso non ci sia più). Altre cose notevoli di Volterra: la deposizione di Rosso Fiorentino, conservata nella Pinacoteca Comunale, e l’ombra della sera, una sculturina di bronzo, di epoca etrusca, di forma allungata, praticamente un’opera di Giacometti ma realizzata quasi tremila anni prima che fosse nato il grande artista svizzero. Di Livorno invece bisogna notare ovviamente il mare e il carattere chiassoso e burlone dei suoi abitanti (noto in tutto il mondo in seguito alla celeberrima “beffa” delle teste di Modigliani). Durante il viaggio abbiamo farcito il dialogo delle solite volgarità che in Toscana addobbano sempre ogni discorso. Anche il più elevato.

3. Arrivati a Lana, davanti alla sala della Raiffeisen che ospita la Podiumsdiskussion, l’atmosfera è un po’ quella dei concerti rock. Vale a dire che il pubblico, raccolto in piccoli crocchi, esibisce un abbigliamento e in generale un’aria che fa pensare ad un preciso indirizzo d’idee e di gusti, come per l’appunto accade fuori dai teatri o dagli stadi nei quali suonano gruppi musicali che rappresentano una determinata tendenza. Beviamo un paio di caffè in un bar vicino e poi entriamo.

4. (Non so perché, ma mi aspettavo che Riccardo godesse di una maggiore popolarità. Che venisse riconosciuto di più, per esempio in quel bar. Dopo tutto è il presidente del Consiglio Provinciale, è cioè un personaggio molto presente in televisione e sui giornali locali. Invece niente. Come se fosse “vassallianamente trasparente” anche lui. Lui che è l’autore di un libro scritto quasi apposta per rovesciare o comunque contestare il “paradigma Vassalli”. A conferma ulteriore di questa impressione: quando ha incontrato l’organizzatore della serata – il vero comandante degli Schützen locali – questo gli ha detto che in realtà lui avrebbe voluto invitare Reinhold Messner, ma siccome l’ex scalatore non poteva… allora hanno chiamato lui).

5) Prima della discussione vera e propria, il programma prevedeva tre brevi Impulsreferaten di Harald Stauder (in seguito moderatore della serata), del professor Karl Socher e di Fabian Baumgartner, figlio del più famoso Walter. Ecco in pillole quello che hanno detto:

Harald Stauder ha cercato di preparare il terreno parlando delle minoranze esistenti sul territorio europeo. Ha poi toccato le diverse modalità con le quali, recentemente, alcuni piccoli stati si sono potuti formare “staccandosi” da contesti nazionali o geopolitici più ampi (Montenegro e Kosova, per esempio). Il suo è stato un intervento diciamo così meramente illustrativo, dal quale (a mio avviso) non si poteva ricavare una chiara presa di posizione a favore della realizzabilità di un progetto indipendentistico sudtirolese.

L’anziano professor Socher ha cercato di spiegare perché, dal suo punto di vista, un piccolo stato ha migliori possibilità di affermazione e di successo di un grande stato. L’esposizione non era molto approfondita, tanto che questa sua teoria alla fine equivaleva ad una semplice dichiarazione di fede (piccolo è bello). Poco convincente: non è tanto la dimensione a decretare il buon funzionamento di uno stato, ma le sue dinamiche interne e i suoi rapporti con l’esterno. Però una cosa chiara il professor Socher l’ha detta: l’ipotesi di uno stato indipendente è – per il Sudtirolo – più realistica e generalmente desiderabile di quella che prevede l’annessione (o come dicono alcuni, sbagliando: riunificazione) all’Austria.

Fabian Baumgartner ha puntato tutto sui “sentimenti patriottici”, parlando del fastidio di veder concorrere atleti sudtirolesi sotto la bandiera italiana nelle competizioni internazionali. Per questo motivo, ha detto, sarebbe auspicabile lavorare per ottenere – almeno nello sport - una totale autonomia dal riferimento nazionale. Baumgartner non ha comunque sentito la necessità di riconoscere che i primi a non sentire questo “problema” sono gli stessi atleti, cioè chi poi dovrebbe effettivamente gareggiare per una “nuova” squadra sudtirolese.

6) Veniamo alla discussione vera e propria. I partecipanti, oltre ai tre relatori, erano Karl Zeller, Riccardo Dello Sbarba, Alois Wechselberger e Elmar Thaler (dello Schützenbund). Ecco come – sempre per rapidi tratti – hanno cercato di mettere in luce le loro idee. (Lo farò procedendo per gradazione d’intensità, dal più debole al più forte, vale  a dire suggerendo una progressione di qualità e di rilevanza dei loro interventi. Una qualità e una rilevanza che non dipendono – peraltro – dal mio isolato punto di vista, ma che potevano anche essere percepite anche in base alle reazioni del numeroso e tutt’altro che imparziale pubblico presente). 

Alois Wechselberger: in qualità di rappresentante di un movimento (Liste-Tirol) d’ispirazione patriottica e popolustica, il giovane politico del Nord Tirolo ha cercato di perorare la causa indipendentistica riferendosi ai valori dell’unità pan-tirolese (escludendo però come sempre il Trentino) e accusando Zeller (in qualità di esponente della SVP) di completa inattività sul versante dell’autodeterminazione (”ihr könntet nur quatschen“). Tutto l’impianto della sua argomentazione è velleitario e irrealistico. Da politico di un paese in fin dei conti “straniero” Wechselberger dovrebbe sapere che una ridefinizione dei confini e un’inclusione del Tirolo meridionale all’interno della repubblica austriaca rappresenterebbe una sfida micidiale e di complessissima soluzione proprio per il paese a situato a nord del Brennero. Ma facendo leva esclusivamente su slogan ad effetto è chiaro che questi non sono aspetti da lui tenuti in considerazione. Molto concretamente, Zelger annichilisce l’inconsistente posizione di Wechselberger, si sbarazza agilmente delle sue risibili accuse e con poche battute riduce l’ospite al ruolo di semplice comparsa (il pubblico non gli rivolgerà neppure una domanda).

Elmar Thaler e Fabian Baumgartner: li accomuno perché il secondo in pratica non farà che ribadire quello che ha già detto nel suo Impulsreferat. Anche loro, al pari di Wechselberger, cercano di evidenziare soprattutto l’aspetto sentimentale ed emotivo della questione indipendentistica. Ma per farlo sono costretti a ricorrere a delle affermazioni o completamente ovvie (il diritto di esprimersi nella propria madrelingua…) oppure basate su una versione insosteninile dei fatti (Baumgartner recita per esempio la sterile litania di una minoranza – quella tedesca – che permanendo in Italia sarebbe destinata ad estinguersi…). Di ragioni serie, effettive, manco l’ombra. Siccome all’ingresso avevo acquistato il libro di Margareth Lun sulla grande manifestazione di Castelfirmiano (Der Tag von Sigmundskron), ho modo di leggere: “Norbert Gasser ging am Rednerpult vor allem auf die sozialen Problemen der Südtiroler ein: Arbeitslosigkeit, Wohnungsnot, Abwanderung“. Questi erano i problemi della minoranza sudtirolese nel 1957. Il corso successivo dell’autonmia li ha spazzati via. L’impressione è questa: chiunque, oggi, tenda a presentare la minoranza tedesca e ladina alla stregua di un “popolo” oppresso fa la figura dell’imbecille. E questa è sostanzialmente la figura che hanno fatto Baumgartner e Thaler.

Karl Zeller: non ci fosse stato Dello Sbarba (del quale dirò) sarebbe ovviamente stato lui il protagonista della serata. Su Karl Zeller bisognerebbe aprire una lunga parentesi. Da quel che ho capito, lui rappresenta all’interno della SVP l’interfaccia più affidabile quando bisogna rivolgersi ad un pubblico come quello dell’altra sera. In queste occasioni egli infatti fa valere una capacità che sfrutta due posizioni di forza: da un lato egli si dichiara vicino alla “causa patriottica”, può permettersi di dire che la sua visione delle cose non è troppo diversa da quella dei vecchi esponenti del BAS (in sala, tutto agghindato, era presente anche Sepp Mitterhofer) e può ribadire che la prospettiva autonomistica non esclude quella autodeterministica; dall’altro, però, egli sa anche richiamare le difficoltà specifiche (anzi: insormontabili) che potrebbero scaturire da un’avventato ricorso a quel diritto fondamentale dei “popoli”. Senza una concreta minaccia portata dall’esterno all’edificio autonomistico – afferma – la causa dell’autodeterminazione non riceverebbe nessuna solidarietà internazionale. Perciò essa deve restare presente soltanto al livello di mera possibilità, finché il quadro complessivo dei rapporti “reali” non consenta di tentare quel passo estremo. È un gran furbone, Karl Zeller. E sa togliersi d’impaccio anche in modo risoluto e arrogante. Un esempio su tutti: quando Helmut Taber (un giovane rappresentante politico dell’Union für Südtirol di Pöder) lo accusa di guadagnare troppo, Zeller lo corregge dicendo che lui guadagna in realtà molto di più di quanto ha affermato Taber. E che guadagnerebbe ancora di più, se lasciasse la politica. Davanti a tanta sicumera la platea ammutolisce. Non so se più intimidita o ammirata.

Riccardo Dello Sbarba: il suo intervento è stato di gran lunga il migliore. Dico questo non perché Riccardo sia un amico e le sue posizioni siano in qualche modo più vicine alle mie (in fatto di autodeterminazione non lo sono). Lo dico perché il suo contributo è stato brillante, circostanziato, efficace e soprattutto utile. Mi soffermerò solo su quest’ultimo punto, rimandando alla lettura del testo da lui preparato per l’occasione un’eventuale discussione delle sue tesi (il testo lo allego in calce a questo articolo). Ecco perché – in dettaglio – considero l’intervento di Riccardo particolarmente prezioso dal punto di vista dell’utilità:

a) Riccardo è un italiano (un sudtirolese e un politico “italiano”, con importanti responsabilità istituzionali). Senza considerare la posizione degli “italiani” ogni riflessione sull’autodeterminazione rischia sempre di apparire parziale e priva di prospettive. Il fatto che lui sia andato lì e (parlando in tedesco) abbia esposto le sue considerazioni rappresenta un fatto innovativo e da qui in avanti ineludibile per chiunque voglia riflettere seriamente su questa questione. Di questo se ne sono accorti tutti.

b) Riccardo ha evidenziato che l’aspetto più interessante, parlando di autodeterminazione, non riguarda certo la questione dei “confini” (secondo lui non alterabili), quanto piuttosto il processo democratico al quale essa dovrebbe appellarsi. Quello che oggi manca – in Sudtirolo – non è tanto una maggiore quantità di “autogoverno”, quanto piuttosto una maggiore partecipazione di tutti i sudtirolesi al governo del territorio. E questo – ha aggiunto – dovebbe essere un obiettivo da tenere presente prima di qualsiasi discorso ulteriore (rilevo soltanto che proprio sottolineando l’istanza appena citata, Eva Klotz ha posto a Dello Sbarba una domanda interessante: gli ha chiesto cioè se non fosse possibile ottenere un maggiore livello di democrazia proprio puntando ad un’indipendenza formale dallo stato italiano: è in fondo la questione che noi di BBD sosteniamo da sempre, facendo “dialogare” su questo punto le posizioni di Eva Klotz e quelle di Riccardo Dello Sbarba).

c) Riccardo ha parlato anche del Kosovo (o Kosova). Ha chiesto: quanti di voi conoscono la situazione direttamente, quanti di voi sono stati laggiù? Nessuno ha alzato la mano. Allora ha fornito un breve resoconto di quanto lui aveva visto in quel paese essendoci stato per tre settimane. Era del tutto evidente dove voleva arrivare. Prima di tutto voleva sottolineare la dabbenaggine di quanti (parlando a vanvera e richiamandosi al cosiddetto “vento balcanico”) affermano senza pensarci due volte la positività di esperienze indipendentistiche che, in virtù della loro determinazione “etnica”, sono state battezzate col sangue. Secondariamente (e contestualmente) voleva ancora una volta richiamare l’attenzione sulla questione delle “priorità”  e dell’”esigenza” di intraprendere una via così rischiosa e drastica senza considerarne tutti gli aspetti di possibile conflitto. Infine voleva anche correggere indirettamente Zeller – il quale, ricordo, ha sostenuto che l’autonomia non è prospetticamente inconciliabile con l’autodeterminazione – affermando che questa propettiva è comunque subordinata al miglioramento dell’autonomia di cui già oggi disponiamo. Miglioramento che non coincide necessariamente con quello che ha in mente Karl Zeller.

d) Last but not least: Riccardo ha dimostrato che per dar corpo ad una proposta come quella autodeterministica occorre un confronto dialettico (e un dibattito) basato su posizioni realmente alternative e differenziate. Non basta cioè ispirarsi ai sentimenti e agli slogan. Non basta ritrovarsi tra i soliti quattro gatti a ruminare concetti e idee condivise solo da quei quattro gatti. Bisogna coinvolgere anche chi non è d’accordo, chi non la pensa allo stesso modo, chi può formulare obiezioni e dubbi in grado di farci passare da visioni romantiche e in fondo velleitarie ad un esame più realistico e fondato dei fatti e delle difficoltà che si legano ad ipotesi così estreme.

7) Alla fine della serata io e Riccardo siamo andati a mangiare una pizza (altrimenti: che “italiani” saremmo?) e poi siamo tornati a Bolzano.

Intervento di Riccardo Dello Sbarba

81 Risposte a “Lana. 28 marzo 2008. Un reportage”

  1. Valentin[o] detto

    Davvero un ottimo reportage. Sono convinto tu abbia ricostruito perfettamente la discussione e l’”ambientazione” della serata a Lana. Mi sento “partecipe” nonostante non ci fossi. E’ tra gli articoli più belli (oltre che lunghi…) scritti su BBD. Complimenti.

    Un’ultima analisi su Riccardo Dello Sbarba: non è mio amico, ma sottoscrivo le impressioni di Gabriele. Dello Sbarba è una delle menti più preziose in Sudtirolo, la più lucida tra gli “italiani” residenti in questa terra. Lo dico anche e soprattutto come giovane il quale si affaccia alla realtà sudtirolese con inguaribile curiosità.

    Leggerne i contributi è sempre un piacere. Di tutti gli eredi o pseudo tali del rimpianto Alexander Langer (qui lancio un sasso nello stagno), lui è fra i pochi a mantenerne lo spirito originale, a fare del “continuate in ciò che era giusto” una vera filosofia (!) professionale, priva d’ipocrisie e facili langerismi. Altri custodi del messaggio post-etnico di Langer si contano sulle dita di una mano. Peccato che il consenso attorno a loro sia così limitato, persino il partito che dovrebbe rappresentarli si occupa spesso e volentieri d’”altro”.

    Se le elezioni provinciali dovvessero confermare il trend negativo dei consensi “italiani” ai Verdi, per Dello Sbarba “politico” è finita.

  2. Tschurtschenthaler detto

    Se capisco bene, Dello Sbarba è contro QUESTA autonomia, che è la causa della insufficiente democraticità e della Machtkonzentration. Per migliorare occorre cambiare le regole di rappresentatività e ridurre le competenze della Provincia. Solo che non indica un percorso per arrivarci.

  3. Mazinga Z detto

    Wenn Dello Sparba nicht mehr gewählt wird ( was mi sehr leid täte ) und es nur mehr deutsche Grüne im Landtag geben wir ( ich schätze 2 ) wird es sehr eng mit der italienischen Presänz in Süd-Tirol.

  4. @Mazinga es wird nicht schlecht, es wird sehr rechtsnational beschränkt sein.
    Mir täte es auch sehr leid, wenn Dello Sbarba nicht mehr gewählt würde.

    @Gabriele
    Questo Tuo post è forse uno di quelli che mi sono piaciuti di più.
    Non ci sono parole.
    Tu non parli con accento labronico quando sei in nicht-toskanischer Gesellschaft?
    Pensa che io, anche quando parlo con salernitani o pugliesi trapiantati qui in Germania, non riesco mai a mascherare il mio accento fiorentino, con le volgarità annesse e connesse *hehe*
    Mi sono letto l’ intervento di Dello Sbarba, che Tu hai ricopiato qui, e la sua argomentazione mi sembra ragionevolissima.
    È un vero peccato che egli sia quasi un “Einzelkämpfer” nello scenario politico italofono del Sudtirolo.
    Da quassù (Germania, non dal Paradiso!) gli auguro buona fortuna per Ottobre.

  5. Étranger detto

    @ Valentino:

    Grazie. Ti spedisco una mail.

    @ Tschurtschy:

    Non so se hai capito bene (non mi pare). Dello Sbarba non è contro QUESTA autonomia, ma eventualmente contro alcuni aspetti che la caratterizzano. Cambiare le regole di rappresentatività cosa significa? È una formulazione abbastanza ambigua. Sicuramente non è a favore di una riduzione delle “competenze”… Anzi. E poi: non indica un percorso per arrivare dove? Dello Sbarba è un esponente di spicco dei Verdi, quindi condivide all’ingrosso le finalità proposte da quel partito.

    @ Lorenz:

    I Verdi (più le BürgerListeCiviche) solo due seggi? E magari voi anche due, eh? Cazzo, allora dovete candidare me nella Süd-Tiroler Freiheit… Così, se mi eleggono, riequilibriamo la quota etnica.

    @ Matteo:

    Grazie anche a te. Sono contento che questo mio reportage sia piaciuto, anche se non lo giudico certo una delle migliori cose che ho scritto. Comunque è vero: mi viene da parlare “toscano” solo tra toscani. Dello Sbarba invece parla “toscano” sempre e comunque. Anche quando parla in tedesco…

  6. Tschurtschenthaler detto

    Non è che faccia una grande differenza tra l’essere contro questa autonomia e alcuni aspetti di essa. Si mira comunque a un ALTRA autonomia.

  7. Mazinga Z detto

    @Étranger
    Noi sette ;-)
    Se anche tu entri nel Landtag – io ti faccio Landeshauptmann……..
    Insieme siamo stark!

  8. Étranger detto

    @ Tschurtschy:

    LUI mira a un’autonomia migliore. Senza dubbio. Ma la differenza è enorme. Perché in giro c’è un sacco di gente che dice di voler migliorare l’autonomia e poi applaude Galan… Se capisci cosa voglio dire.

    @ Lorenz:

    Sette? Siete straordinari. Però ieri sera Zeller mi sembrava molto tranquillo…

    Landeshauptmann meglio di no. Che poi mi tocca ricevere le persone alle sei di mattina…

  9. Mazinga Z detto

    @Étranger
    Spass beiseite….. was aber wenn wir einen Erdrutschsieg erlangen?

  10. Étranger detto

    Sarebbe un fatto nuovo. Secondo me, comunque, il massimo che SF può ottenere è rubare il seggio all’Union. Non è sul versante della sola “autodeterminazione” che la SVP può perdere consensi. E i Freiheitlichen vi fanno concorrenza da destra. Se loro centrassero il terzo seggio (io penso) che per voi avere più di un eletto sia praticamente impossibile.

  11. Mazinga Z detto

    @Étranger
    2 Sitze sind auf jeden Fall schon sicher ( die Mitglieder wählen sicher die eigene Partei ).
    Die Union für Pöder wird höchstens 4000 Stimmen bekommen. Die Freiheitlichen werden die zwei Sitze behalten. Was ist aber mit dem Grünen und dem Würgerlisten???

  12. 2 seggi alla Suedtiroler Freiheit…ma va…

  13. Mazinga Z detto

    @Davide
    Hoi Davide! Wie geht es dir denn in Vipiteno oben?
    Habe schon lange nichts mehr von dir gelesen!

  14. Naja….das hat so seine Grùnde…wirst aber bald von mir hòren…grùss mir den sven und die eva

  15. Étranger detto

    Was ist aber mit dem Grünen und dem Würgerlisten???

    Boh. Io spero almeno la riconferma dei tre seggi (incluso quello di Riccardone). Quattro sarebbe il massimo. Due (e senza Riccardone) sarebbe una catastrofe.

  16. Étranger detto

    wirst aber bald von mir hòren

    Heilà. Cosa state organizzando? La festa di compleanno del duce?

  17. Mazinga Z detto

    @Davide
    Was ist den mit deiner Seiten los?????

    Der Server unter http://www.daivdeorfino.net konnte nicht gefunden werden.

  18. Mazinga Z detto

    Naja….das hat so seine Grùnde…wirst aber bald von mir hòren

    Mal die Politik auf Seite:
    Klingt nicht gut…. bist du krank gewesen oder ist was passiert.

  19. Nein nein…weder krank noch feste del duce (non guardo al passato)…

    die seite wird vieleicht ùberlastet sein, oder vieleicht hat ja gabriel wieder mal seine hànde im spiel…
    sie wird bald wieder funken…

  20. Die seite geht ja schon wieder..

  21. Étranger detto

    oder vieleicht hat ja gabriel wieder mal seine hànde im spiel…

    Was??? Was willst du damit sagen, Schätzchen?

  22. Mazinga Z detto

    @Davide
    die Seite wird vieleicht ùberlastet sein…
    vor lauter Zugriffe oder Angriffe???

  23. Gabriele, con te sarebbe anche interessante discutere un pò…ma i tuoi modi non mi piacciono…e non solo a me…sarà perchè sei un verde…

  24. Mazinga Z detto

    Gabriel – the extreem Hacker in the house :-)

  25. Lorenz, mi porti i saluti allora a Sven ed Eva (i nuovi promessi sposi???))

  26. Étranger detto

    Gabriele, con te sarebbe anche interessante discutere un pò…ma i tuoi modi non mi piacciono…e non solo a me…sarà perchè sei un verde…

    Guarda, con me è interessante discutere. Punto. Di modi ne ho molti. Dai più raffinati ai più volgari. Non sono un verde. Sono toscano.

  27. Mazinga Z detto

    Gabriele = Grüner
    Lorenz = Rot/Weiß
    Davide = Grün/Weiß/Rot

  28. Mazinga Z detto

    @Davide
    Quando due si sposano ce´sempre un terzo che piange.
    hahahahahaha

  29. Mazinga Z detto

    Die Daveseite geht no net????

  30. Étranger detto

    Stasera ho condotto un esperimento interessante. Ho postato il link di questa pagina sul forum di STOL. Un utente (che non voleva – chissà perché – cliccare sul mio blog) mi ha chiesto di dire lì quello che volevo dire. Allora ho semplicemente copiato il mio piccolo romanzo sul sito di STOL. Leggete le reazioni perché sono molto divertenti.

    http://www.stol.it/community/forum/beitraege.asp?t=1820&SID=21966576574738351

  31. olasz detto

    Mi associo agli applausi :-)

    RDS: “Was heißt heute, im Südtirol anno 2009, Freiheit?”

    una versione aggiornata di dibattito “Teutsche Libertät” vs. “Liberté (Fraternité, Égalité)” ?

  32. [...] il mio avvio di giornata è stato – fortunatamente solo quasi – rovinato dalla lettura di questo intervento su questo blog. Non che – prima o poi – non me lo aspettassi: come affermato dallo stesso autore, [...]

  33. Étranger detto

    Beh, sono contento che il tuo inizio di giornata sia stato solo QUASI rovinato del mio intervento. Come vedi, la mia facoltà di combinare cose maligne non è illimitata. ;)

  34. Anja detto

    war am freitag auch in lana. laut Étranger soll dello sbarba nur zweite wahl gewesen sein. trotzdem, muss sagen: alle ehre und respekt den schützen – dass man bei so einer veranstaltung auch einen italiener bzw. einen linken eingeladen hat. das hätte ich nicht erwartetr. überdies war die veranstaltung gut organisiert (pp-präsentation) und überaus gut besucht (über 300 leute). die redner wurden bei guten stellungnahmen auch mit beifall bedacht, was ich nicht unbedingt erwartet hätte. schon allein das zeigt, welchen zuspruch die schützen haben. fazit: der abend hat eine bei mir einen guten eindruck hinterlassen.

  35. superciuk detto

    Non si discute piu’ del se, ma del come…

  36. Étranger detto

    @ Anja:

    Sono d’accordo. Ribadisco comunque un concetto espresso sopra: se vogliamo parlare di “autodeterminazione” in relazione alla creazione di un “Stato libero” è del tutto OVVIO e NECESSARIO invitare degli italiani. Senza il coinvolgimento degli italiani la situazione rimarrà così nei secoli dei secoli.

    @ Superciuk

    Che tu sia pronto a discutere (del se, del come o di cosa ti pare) e non semplicemente a mettere su il solito disco: sarebbe già una notizia.

  37. superciuk detto

    Dai, dai e di nuovo dai. Sai quel che penso e lo sanno tutti. Mi diverto leggendo e riflettendo. E naturalmente aspettando le elezioni di autunno..

  38. Étranger detto

    Ti diverti leggendo e riflettendo. Scusa, ma ti chi credi di essere? Stai lì, sul seggiolone, guardi in basso, sogghignando. Spari cacca su tutti, su tutto. Ma che personaggio sei?

  39. superciuk detto

    Sto leggendo le notiziole che arrivano dall’Inghilterra, paese dalla stampa libera dove il “F1 boss Max Mosley has sick Nazi orgy with 5 hookers. Son of fascist Hitler lover in sex shame”.. notiziole, comunque proprie di un paese libero e liberale. Dove difficilmente capita di dover vedere dire tutto ed il contrario di tutto. Protestare per schioppi e poi rimangiarsi quanto detto, protestare contro la Moratti e dopo tenersela.. E dove, parlo dell’Inghilterra, diffilmente si va a fare la fila ad un Museo per parlare con il Capo..
    Piu’ ti leggo e piu’ amo l’Italia, caro Gabriele.
    PS Non vedo l’ora di parlare di elezioni d’Autunno. Ci sono un paio di candidati che mi fanno scompisciare.

  40. Étranger detto

    “Protestare per schioppi e poi rimangiarsi quanto detto…”

    Sei male informato. Non si trattò di una protesta. Ma di un giudizio “estetico”. Ne demmo conto qui:

    http://markus-lobis.blog.de/2006/10/13/e_possibile_parlare_male_degli_schutzen_~1216416

    Ah, già. Dimenticavo. Tu non hai bisogno di confrontarti seriamente con le persone. Per “scompisciarti” ti basta ascoltare quello che dici (e non ti si può dar torto).

    Per la cronaca (particolare omesso nel mio reportage), Dello Sbarba ha ribadito venerdì sera che secondo lui festeggiare un compleanno sparando non è una cosa simpatica. Sarebbe stato meglio offrire dei fiori.

    Che tu ami l’Italia leggendomi è una buona cosa. A me succede esattamente il contrario leggendo te. Pensa un po’.

  41. Anja detto

    stimmt. das mit den blumen anstatt salutschüsse habe ich auch gehört. und siehe da: keine “buh-rufe “von den schützen. das hat mich mehr als verwundert. vielleicht haben sich selbst viele schützen gedacht, dem landeshauptmann gehört zu lebzeiten keine salve geschossen, erst am grabe :-)

  42. Étranger detto

    C’è un’altra cosa, se ricordi Anja, che ha detto Dello Sbarba riguardo a Durnwalder. Ha detto che lui non comprende neppure il motivo di così tanta pompa nei confronti di un… presidente della provincia. Un presidente della provincia non è un re o un imperatore, è un amministratore. Punto. E come tale andrebbe trattato.

  43. Lorenz detto

    @superciuk

    Wos bisch du den fir a Hornochs????

  44. Anja detto

    ganz genau. du hast den abend besser in erinnerung als ich. ob dieser argumente werden sich die schützen auch gedacht haben, respekt, das stimmt, was der mann da von sich gibt: der durni ist noch nicht king durnwalder.

  45. Étranger detto

    Anja, se posso chiedere, tu perché sei andata a quell’incontro di Lana? Che tipo di aspettativa avevi? Chi ti ha convinto di più?

  46. Anja detto

    bin von lana und habe mir gedacht: interessantes thema, geh’n wir mal hin schauen. gut argumentiert hatte am anfag der uni-professor, aber auch der zeller hat einen guten und seriösen eindruck hinterlassen. aber auch dello sbarba war gut vorbereitet und hat seine deutschkenntnisse unter beweis gestellt. dass mit populismus (wechselberger und taber) nichts zu holen ist, wurde auch klar aufgezeigt. das publikum war dankbar für informationen und hat auch entsprechend reagiert. das hätte ich von einer schützenveranstaltung so nicht erwartet. hut ab. im großen und ganzen konnte ich mir einer klare meinung bilden: selbstbestimmung ja, aber derzeit sehr schwer realisierbar, eher nur ein wunschtraum als nahe realität.

  47. Étranger detto

    Grazie Anja. Ich hoffe, dass du weiter in SegnaVia reinschauen wirst.

  48. GattoMur detto

    SUPERCIUK: “PS Non vedo l’ora di parlare di elezioni d’Autunno. Ci sono un paio di candidati che mi fanno scompisciare.”

    Occhio, Superciuco, io ricordo un candidato alle comunali che ha quasi sfondato le 30 preferenze e che tuttora fa scompisciare… Sarebbe bello che ti riproponessi anche tu in salsa provinciale, ci hai pensato?

  49. Lorenz detto

    @Anja
    In der Politik ist nichts unmöglich!

    Noch 1989 haben namhafte Politiker laut verkündet, dass eine Wiedervereinigung Deutschland unrealistisch und nie mehr zu erreichen sei. Allein die Geschichte belehrte sie eines Besseren, denn wenige Monate später war das eingetreten, was alle für unmöglich gehalten hatten.

  50. superciuk detto

    QUando, caro Mur, parlerai delle tue, di candidature, potremo riparlarne senza che tu faccia la figura del mona nazional patriottico. I voti erano piu’ del doppio, carissimo anonimissimo, nick.. Dello Sbarba poteva dimettersi, davanti a quella che una volta si chiamava protervia. Non lo ha fatto. Non credo sarà eletto, ma questo è un suo e tuo problema.

  51. Étranger detto

    Luigi, voi “bolzanini” vi meritate Donato Seppi. Questa è la verità. Fate schifo. E non poco.

  52. GattoMur detto

    Caro Superciuco, io, per mia fortuna, non mi sono mai candidato. E mai lo farò, diversamente da chi si atteggia a libertario e anarchico, quando poi è solo un povero mona che al limite sta dalle parti del Popolo delle Libertà.
    Per dirla tutta, poi, i problemi del sig. Dello Sbarba non mi riguardano.

  53. Étranger detto

    Noch 1989 haben namhafte Politiker laut verkündet, dass eine Wiedervereinigung Deutschland unrealistisch und nie mehr zu erreichen sei.

    Lorenz, ti ricordi come stavano i tedeschi dell’Est nel 1989? Avevano alberghi a quattro stelle, mercedes cabinate e tesoretti da portare a Vaduz? No? Ah, mi pareva.

  54. GattoMur detto

    No, Ètrangero, i “bolzanini” si meriterebbero addirittura GigiD’Alessio come sindaco…

  55. Étranger detto

    GattoMur, temo che se il PDL (Partito dei Ladroni) avesse candidato Gigi D’Alessio nel collegio senatoriale di Bolzano-Bassa Atesina avrebbe raccolto molti consensi. Per non parlare di Apicella…

    http://de.youtube.com/watch?v=_tA31A8Qe-g

  56. GattoMur detto

    Per precisare, allego il link a un sito che dà i voti di preferneza.
    Il nostro, altro che il doppio di 30, pare averne avuti 21 (VENTUNO).
    Superciuco, non vedi doppio, ma triplo.
    http://www.gemeindewahlen.bz.it/007/pref_li_s0_p2193_c0.htm

  57. GattoMur detto

    Ventuno, VENTUNO….
    Hai capito chi è quello che dall’alto del suo scranno irride tutti i candidati…

  58. Étranger detto

    VENTUNO??? Ma guarda che sono un’enormità. Temo ci siano stati dei brogli.

  59. Lorenz detto

    @Étranger
    Europaregion Tirol – Von Kufstein bis Ala. Alles andere ist heisse Luft. Er wächst zusammen was zusammen gehört. Drei Sprachen und ein Staat.

    Steuersystem wie die Schweiz = 7,6%

  60. GattoMur detto

    Ovvio, guarda che se non lo sai, quelli di sinistra sono dei professionisti del broglio.
    Hanno visto in GigiD’Alessio un pericolo mortale che li avrebbe annullati, così hanno pensato bene di fare annullare, con le loro tecniche sopraffini, almeno duecento (DUECENTO) preferenze al candiato Superciuco, che, visto che è uno che non ama i tarzanielli sulla lingua, ovviamente diversamente da tutti noi che invece, YUUUM, che buoni!, e infatti guarda tu di quanti privilegi godiamo, quali alti incarichi ricopriamo, quali guiderdoni abbiam guadagnato a forza di stare coi potenti; ecco, lui invece non ha avuto nessuno a difenderlo…

  61. GattoMur detto

    Visto che una fonte magari è poco, ne allego un’altra:
    http://www.comune.bolzano.it/prog/elezioni/com2005/inc/?action=voti_pref&elezione=200525&scheda=L&lista=20052516
    Sono sempre 21 (VENTUNO)!!!!

  62. superciuk detto

    Gatto Mur, il tono ed il contenuto di quel che dici fanno cagare. Non sono abituato a litigare con nick psicopatici ed i segoni da tastiera non meritano una risposta, caro Mur.
    Il buon ètranger continua a tribuneggiare, ma come Inhalt non ci siamo. Dello Sbarba non è stato e non è un grande politico. Del resto, come Bondi, viene dal PCI.

  63. superciuk detto

    Mi piace ètranger quando urla ed impreca contro i Walsche. La pianola la tengono i soliti noti e lui si comporta, politicamente, come una scimmietta ammaestrata. Se fa becca la nocciolina. Bah..
    Amo l’Italia e non me ne vergogno, caro ètranger. Ah, dimenticavo, per te, nella terra che si vergogna di Giuseppe Verdi, Italia significa male e fascismo.. Poveretto, poveretti

  64. GattoMur detto

    Ma come, Superciuco, ho corretto semplicemente la tua errata convinzione di avere preso più del doppio di 30 preferenze. E per questo faccio cacare?
    Se poi c’è uno a cui si può dare la palma di “psicopatico”, “segone da tastiera”, “che non merita risposta”, beh, francamente mi pare che tu, stavolta, porteresti a casa un bel po’ di preferenze…

  65. Lorenz detto

    @superciuk
    Amo l’Italia e non me ne vergogno, caro ètranger. Ah, dimenticavo, per te, nella terra che si vergogna di Giuseppe Verdi, Italia significa male e fascismo.. Poveretto, poveretti

    Vai a cagare – Strunz!

  66. GattoMur detto

    Così, visto che faccio cacare, allego una rassegna stampa sulla battaglia più importante combattuta dal candidato Superciuco, vi fosse finita la carta…

  67. Sammelsurium detto

    [...] 31. März 2008 von Susanne Von Étrangers Blog kopiere ich folgenden Beitrag, den Herr Dello Sbarba am 28. März 2008 anlässlich  der [...]

  68. Lorenz detto

    Sowohl Giovanni Salghetti Drioli als auch Giovanni Benussi kommen ursprünglich aus dem heutigen Kroatien.

    Tausche Istrien gegen Süd-Tirol!

  69. Étranger detto

    Superciuk, a me piace l’Italia (non tutta, a dire il vero). A te piace l’Itaglia. La differenza è tutta qui.

  70. Étranger detto

    Ah, superciuk, ancora una cosa. Sei intervenuto (come sempre) ignorando il tema specifico del thread. Non una tua parola di commento su quanto scritto da me o sull’intervento di Dello Sbarba (in allegato). Solo le solite frasi sparate dal seggiolone. È proprio vero: ognuno dà solo quello che può. E tu… può.

  71. Luk4S detto

    ma LOL… se son tutti come superciuk i bolzanini si meritano veramente Cicci D’alessio :-)

  72. Étranger detto

    O forse si meritano… SUPERCIUK!!! ;)

  73. superciuk detto

    Vedo che l intervento sull Eurac ti da’ sulle balle, carissimo. E, colpe sempre, ho ragione io. Tu pensa se si realizzasse il sogno, quanta gente andrebbe a lavorare… E vedo anche, da bravi sergentini dell esercito della razza, che basta pronunciare il nome dell’Italia per vedere reazione invero schizzate. Se ami la patria Lorenz, rispetta l’amore degli altri per le altre patrie. Per questo sono sempre stato a favore dei sudtirolesi, perché li capisco. Tu no. Credi davvero di avere, credete davvero di avere una qualche superiorità? In qualche settore? Mur, se vuoi parlare dell’Eurac, quando e dove vuoi. Ma in pubblico. Io vengo, tu sei un cagone e fai il segone da tastiera. Coniglio

  74. Étranger detto

    Mi dà noia l’intervento sull’Eurac? Ma che dici? Puoi scrivere quello che vuoi: te la suoni e te la canti. Quando la smetterai di usare espressioni tipo “esercito della razza”… potrai ambire ad essere un minimo credibile. Lezioni di interculturalismo, io, da te non ne prendo.

  75. superciuk detto

    Nessuno te le vuole dare, le lezioni, ma quando scivoli sull onda tribunizia perdi in lucidità. Sono convinto che il Sudtirolo abbia delle potenzialità che altri paesi dell area centroeuropea non hanno. Un po’ di sana esaltazione degli uni e degli altri farebbe bene, del meglio delle culture italiana, austriaca, alpina, tedesca. Un po’ di identità, insomma. Io sono convinto che non sia un problema insormontabile. Se nel tuo progetto futuribile, invece che l’assenza di identità, idea utopistica e irrealizzabile, si condensasse un po’ di sano patriottismo austroitalico mitteleuropeo (questo poi è il Sudtirolo), forse ce la faresti a vedere un Sudtirolo senza teatrini. Ma mi sa che troppo forti sono i nazionalisti che ti fanno compagnia e pure quelli che, provendo dal calderone marxiano, nonjj si rendono conto dell importanza del sostrato culturale ed identitario.
    Risaluto e dai una sberla al Mur che se la merita tutta

  76. GattoMur detto

    @Superciuk

    “Mur, se vuoi parlare dell’Eurac, quando e dove vuoi. Ma in pubblico.”

    Forse non hai capito: dell’Eurac m’importanasega. Ho messo la cosa solo per mettere in risalto la tua statura di “politico”, i grandi argomenti di cui ti sei occupato nella tua fruttuosa campagna elettorale.

  77. [...] per me centrale. Su BBD ne abbiamo già parlato qui. E anche in seguito all’ormai famosa Podimumsdiskussion di Lana (grazie alla presenza di Dello Sbarba) per me è ormai chiarissimo perché i Verdi locali non siano [...]

  78. [...] – della realtà locale diversa da quelle fino ad ora praticate” (in riferimento a questo articolo.) che è stato ripreso in quest’altro articolo. ” Oggi, – e in attesa di due nuovi [...]

  79. [...] racconto della serata su [...]

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