Abecedario

31 Marzo 2008

Saturno contro la terra 

A e B giustapposti a frantumi ne tentano a verbo    

l’amalgama reciproca 

A dipana e ricuce a vita per B e B a converso 

Stupefazione inversa a verifica: l’amalgama di A  

è quella vissuta da B e viceversa

(Nanni Menetti, Shakespeariana, XXXI – Microviolenza, Anterem edizioni, 1995) 

Nel tempo libero, coricati tra i piloni di un viadotto, ci si chiede se la piaga sudtirolese/altoatesina sia artificiale oppure no: A stabilisce che la piaga è autentica. B lo contraddice sostenendo che essa è artificiale. C, scuotendo la testa, puntualizza che solo la ferita sudtirolese può essere considerata autentica. D, intuendo nelle parole di C un’accusa di inautenticità all’indirizzo della ferita altoatesina, si incupisce e si chiude in un silenzio rancoroso. E si prova a ribaltare l’argomento di C, concludendo che oggi solo la ferita altoatesina è una ferita autentica. F svolge fino in fondo il pensiero di E e afferma che la piaga sudtirolese è una messinscena. G, indispettito dalla mancanza di equilibrio di F, vorrebbe ricucire lo strappo tra C e E, ma non trova le parole adatte. H nega la realtà della piaga e invoca una sua rimozione sul piano del discorso. I puntella il pensiero di H cucendogli addosso una citazione autorevole: “Le parole che usiamo protraggono nel tempo una conflittualità in realtà già superata. Bisogna adeguare le nostre parole, abbandonare quelle vecchie, irrigidite, che irrigidiscono il parlare e il pensare”. J si dichiara d’accordo con H e invita i presenti a cassare la parola piaga dai vocabolari. K declina l’invito di J, argomentando che la soluzione di H, ancorché nobilissima, è una falsa soluzione: “perché la piaga”, dice lui, “prima di essere una parola stampata sui nostri vocabolari, è una ferita aperta nei nostri cervelli”. La reazione di L, secondo il quale l’epifania delle lettere J e K segnalerebbe una deriva intollerabile verso l’universo alfabetico tedesco, induce a pensare che K non abbia tutti i torti. M, lasciando cadere la provocazione di L, decide di ricominciare daccapo e articola le posizioni di A e B coniando una definizione terra terra: la piaga sudtirolese/altoatesina era una piaga autentica che con il tempo è diventata artificiale. N, come si dice in questi casi, alza la posta teorica e ipotizza che l’autenticità della piaga, oggi, coincida con il suo essere artificiale. O prova a fare di più, precisando che una piaga autentica, allo scopo di perpetuarsi, è costretta a riprodurre artificialmente la propria autenticità. P, sentendosi intrappolato tra l’affettazione di N  e la supponenza di O, tenta una via di fuga mollando una puzzetta. Q  avalla il punto di vista di C e giudica “palesemente fascista” l’enunciazione di F. R, per ripicca, documenta il passato nazionalsocialista del padre di Q. S, ancora immerso nelle atmosfere di P, sentenzia che questa comunità di discussione è una comunità di discussione di merda. T definisce il bla blà sulla piaga “un modo come un altro per nascondere i fatti”. U, incluso nello spazio mentale di T, parla di bollette e di gente che non arriva a fine mese. V, dati alla mano, ribadisce l’urgenza improrogabile dei problemi ambientali. W annuncia il collasso del pianeta  e con esso la definitiva estinzione della piaga. X, nel frattempo, ha una visione: “il neotribalismo è una mano globale le cui terminazioni, probabilmente migliaia di migliaia, sono artigli conficcati fino all’osso nelle piaghe locali”. Y, tirando le somme, dice che quest’accozzaglia di mezze menzogne e di mezze verità non è soltanto l’abecedario del nostro mutismo, ma è la sostanza specifica della nostra verità. Z gli dà ragione e aggiunge che questo scheletro comunicativo e nessun altro è il nostro alfabeto: nelle lettere che lo compongono, prese nel vortice dei loro antagonismi, sono inscritti i nostri possibili destini”.

Tutt’intorno si spande un odore di asfalto e di pneumatici. Le macchine parcheggiano. Anche i camion parcheggiano, ma la manovra è un po’ più lenta. “Siamo al termine del viaggio” dice O “Tutte le combinazioni sono state sperimentate, ogni accoppiamento è già stato tentato. I giochi sono fatti e rien ne va plus. Dopo aver finito di parlare, però, si rannicchia ai margini del discorso, dove i razzi scintillanti accendono i motori, e fa l’autostop.

3 Risposte a “Abecedario”

  1. GattoMur detto


    “ABCD il tuo perimetro m’importa”

  2. [...] di una sua ancora non palese intuizione su quale possa essere un altro modo possibile) -: qui, qui e qui. Riguardo al modo simbolico di interpretare la realtà, il libro più interessante [...]

I commenti sono chiusi.