Libellule

31 Marzo 2008

Una libellula

Ho rivisto il pezzo… per renderlo più da “Corriere”… Mah. In fondo meglio così.

Il frutto aspro della conoscenza

Oggi, durante un incontro organizzato dagli Istituti Superiori Parificati di Bolzano, è successo un fatto spiacevole. Il tema dell’incontro ruotava intorno alle scienze naturali e, per illustrarlo, era previsto l’intervento di alcuni relatori di lingua italiana. Con un’eccezione. Tanja Nössing, ricercatrice di un’associazione – denominata “Libella” – formatasi quattro anni fa per studiare il complesso e affascinante ecosistema delle libellule, ha infatti cercato di svolgere la sua relazione in tedesco, cioè nella propria madrelingua. E qui è scattata una reazione davvero censurabile da parte degli studenti. Rumori, segni d’impazienza e di fastidio, fischi. Parliamo pure di libellule, se proprio dev’essere, ma per favore: almeno non in tedesco!

È possibile trovare qualche attenuante nei confronti di un simile atteggiamento di rifiuto e di chiusura? A parte la maleducazione – che è da condannare comunque – si potrebbe forse dire che gli organizzatori dell’incontro siano stati incauti nel proporre ai ragazzi un contributo che, a causa delle loro diffuse e purtroppo anche ostentate carenze linguistiche, non era magari indicato per motivare attenzione e rispetto? Io credo di no. E azzardo questa nettezza di giudizio proprio facendo leva sulla difficoltà specifica, quella linguistica, cercando quindi di non minimizzare il problema, ma di trasformarlo in una sfida da affrontare con uno spirito completamente rinnovato.

È giudizio diffuso – specialmente nell’opinione pubblica di lingua italiana – che i tradizionali metodi d’insegnamento della seconda lingua non siano sufficienti per apprendere il tedesco. Per questo ci si appella spesso ad innovazioni metodologiche che prevedono tutte una maggiore esposizione degli studenti alla lingua “parlata” e “vissuta”. Benissimo. Ma come sarà possibile (se e quando sarà possibile) valorizzare queste innovazioni se non cominciamo a capire che un effettivo confronto con l’altra lingua potrà risultare inizialmente anche difficile, in certi casi persino respingente, e dunque che occorre un supplemento di motivazione e di slancio?

Se dovessimo interpretare quanto accaduto a Bolzano alla luce di un possibile auspicio nei confronti di quella società compiutamente e virtuosamente plurilingue che vorremmo costruire, non c’è dubbio: non si tratta di un segno incoraggiante. Non è possibile chiedere da un lato più opportunità, anche più diritti, se dall’altro non assumiamo un atteggiamento più responsabile e consapevole dei sacrifici che questo comporta. L’albero della conoscenza ha frutti prelibati, ma non è escluso che il primo morso ci sembri un po’ aspro.

71 Risposte a “Libellule”

  1. Susanne detto

    Mi ero già chiesta cosa ne fosse delle libellule. Quando ho visto il TG3, ho capito subito.

    Io mi sono semplicemente vergognata per la reazione degli studenti.

  2. Étranger detto

    Sì. In effetti c’e solo da vergognarsi. E anche tanto. Ringrazio Lucio Giudiceandrea che – mediante sms – stamani mi ha informato del fatto in anteprima.

  3. Susanne detto

    Azzardo: Non ci si può nemmeno tranquillizzare dicendo che si tratta di scuole private; temo che la stessa cosa sarebbe successa nella scuola pubblica.

  4. Étranger detto

    Tra quelle scuole, mi pare, ci fosse anche l’istituto delle Marcelline: punta di diamante dell’insegnamento plurilingue in ST… Sprofondiamo.

  5. Un episodio che va condannato anche se posso capire chi ha fischiato, nel senso che magari non erano nella condizione di capire una conferenza in tedesco, visto che l’insegnamento del tedesco nelle scuole italiane è molto scarso. Lo stesso vale per la lingua italiana nelle scuole tedesche, dove spesso gli insegnanti di italiano vengono presi di mira dai proprio studenti solo perchè insegnati di italiano.
    Per quanto riguarda l’insegnamento della seconda lingua, questo l’ho sempre sostenuto, c’è bisogno di una vera e propria rivoluzione. Nel senso che l’insegnamento della seconda lingua nelle scuole va rivisto, in modo che possa essere migliorato.

  6. Étranger detto

    “…anche se posso capire chi ha fischiato”.

    Non c’è proprio nulla da capire. Questa è la prima falla del tuo ragionamento. Che poi imbarca acqua da tutte le parti. E, come sempre, cala a picco.

  7. Io faccio (anche) questo ragionamento: E se uno studente italiano non capiva il tedesco? E’questo il problema alla fine! Se fosse per i tuoi amici l’italiano nelle scuole tedesche non si insegnerebbe nemmeno..

    Comunque i fischi non andavano certo bene. Però bisogna anche capire gli studenti italiani che non capivano il tedesco…o no??

  8. Étranger detto

    1. Se uno studente italiano (pur avendone avuta la possibilità: il tedesco si insegna nelle scuole italiane dalla prima classe elementare per un numero impressionante di ore) non capisce il tedesco durante una conferenza scolastica può fare una sola cosa: stare zitto e vergognarsi.

    2. Se fosse per i miei amici? Quali amici? Donato Seppi non è un mio amico. Piuttosto tuo.

    E ora fila via, sciò, tornate a presidiare il confine. Magari però mettiti sul bordo della strada, che al Brennero la gente sfreccia a 120 all’ora. Zoooooooooooooom.

  9. Lucio Giudiceandrea detto

    grazie per aver accolto la segnalazione, etranger.
    qualche aggiunta. io non tirerei in ballo la differenza tra scienza e magia, in questo caso. tutti i relatori hanno tenuto relazioni “scientifiche” (e non “magiche”) e tutti hanno raccolto segni di noia e impazienza. solo la relatrice che parlava in tedesco però ha raccolto malumore e disapprovazione. dunque c’è un problema specifico, originato da una “causa” molto chiara: un discorso tenuto in tedesco.

    credo anche io, come susanne, che studenti della scuola pubblica avrebbero reagito in modo analogo. ciò la dice lunga sullo stato della nostra scuola e sul lavoro che vi viene svolto.
    l’episodio, tra l’altro, dovrebbe dar da pensare anche ai molti spacciatori di “ricette magiche”. esso dimostra che non basta prendere e “immergere” uno studente nell’altra lingua: prima c’è molto, molto lavoro da fare.

  10. Étranger detto

    Lucio… ho parlato di “magia” proprio per alludere alle “ricette magiche”. E dai!

  11. Vedi Gabriele..ecco cosa volevo dire ieri..con te il più delle volte è impossibile discutere…
    comunque, dovresti informarti meglio: l’insegnamento della lingua tedesca nella scuola italiana è molto scarso…lo so per esperienza!

    Come tuoi amici intendevo Lorenz & Co…

  12. Étranger detto

    Ah. Lo sai per esperienza? Urca. Io invece no. Sono insegnante di italiano L2 in una scuola professionale tedesca ma, effettivamente, non ho mai fatto nessuna esperienza in proposito. Sarà grave?

    Lorenz è un mio amico. Possibile. È comunque una persona che mi sta simpatica. Sull’”& co.” ci andrei molto più cauto. MOLTO PIÙ CAUTO.

  13. Non sapevo che eri insegnante…ma ora capisco…

    Insegni italiano nelle scuole tedesche….io sto parlando dell’insegnamento del tedesco nelle scuole italiane…ecco cosa si fa nelle superiori:

    die katzte, die katzten,
    der hund, die hunde…

    sono questi i livelli…

  14. GattoMur detto

    Orfino, non dire cacate, come tuo solito.
    Sarà capitato a te così, ma non è la regola.
    Ci sono dei problemi, è vero, ma non è così come dici tu.
    Quindi evita di dire boiate, plis.

  15. Étranger detto

    Davide, mi piacerebbe sapere cosa intendi quando scrivi:

    … ora capisco… (ti confesso che sudo freddo).

    Se nelle scuole italiane si fa Die Katze/ Die Katzen di chi è la colpa?

    a) degli studenti testoni che dicono “del tedesco me ne sbatto”

    b) degli insegnanti impreparati e poco capaci di stimolare i propri allievi introducendoli in età precoce ai misteri dell’ermetismo di Paul Celan.

    c) della SVP

    d) dei Verdi

    e) di Eva Klotz e del cartello del Brennero

    f) di Étranger e del suo blog di merda

    Puoi indicare anche più di una opzione.

  16. @ GattoMur…io per esperienza mi rivolgo alle scuole di periferia..dove l’insegnamento della seconda lingua è scarso non solo in certe situazioni ma sempre!

    Gabriele, b, c, e!

  17. B perchè molte volte gli insegnati non sono capaci di insegnare bene la seconda lingua, l’italiano nelle scuole tedesche e il tedesco nelel scuole italiane! Non dico tutti, però l’80 % dei miei insegnanti di seconda lingua li consideravo “scarsi”

    C perchè la Svp per non perdere seggi preferisce per quanto riguarda la scuola la poltica del muro contro muro..

    e perchè la Klotz con la sua politica danneggia la pacifica convivenza, creando anche disagi tra i giovani

    E per quanto riguarda il “del tedesco me ne sbatto” non credo sia vero! Con poche eccezzioni…

  18. Étranger detto

    Ottimo. Soprattutto “e”, in effetti, distoglie moltissimo dall’apprendimento delle lingue. E ovviamente guai ad assumersi delle responsabilità personali (“a”). Figuriamoci. Gli studenti italiani arrivano in classe con una voglia matta d’imparare, motivatissimi dalle famiglie, dall’ambiente nel quale vivono… E poi vengono sistematicamente depressi e scoraggiati. Managgia, che sfiga!

  19. dall’ambiente nel quale vivono…

    quale??? quello dove se sei italiano vieni picchiato, preso di mira, discriminato??

  20. Étranger detto

    Picchiato??? Preso di mira??? Discriminato??? Maria Gesù. E magari pure sciolto nell’acido?

  21. Vedi…impossbile discutere con te…anche perchè non conosci la realtà…o magari non vuoi conoscerla!

  22. GattoMur detto

    “quale??? quello dove se sei italiano vieni picchiato, preso di mira, discriminato??”

    Orfino, devi avere avuto proprio delle brutte esperienze, mi dispiace per te.
    Ma appunto: generalizzare la propria esperienza, come fosse un universale, mi sembra un errore.

  23. GattoMur detto

    Dai, Ètranger, confessiamolo: stiamo qui a tormentare Orfino solo perché è italiano!

  24. Non sto generalizzando le proprie esprienze…sono realtà! Basta pensare alla ragazzina di Vilandro!

  25. GattoMur detto

    Comunque, vorrei ricordarti, Ètranger, che Orfino è stato discriminato a scuola anche perché è di destra (ricordi l’ineffabile querelle sulla mecca appesa accanto al crocifisso?), in un mondo in cui tutti sono, come minimo, di estrema sinistra, se non addirittura comunisti!
    Mi sa che Orfino viene discriminato anche, chessò, in AN: un motivo lo troveranno anche lì!

  26. Ma che cavolo spari…

  27. GattoMur detto

    @ Orfino

    Già… Orfino, hai mai fatto caso alle discriminazioni, QUOTIDIANE e DIFFUSE, che devono subire gli stranieri o le donne?
    E ti rendi conto che, per un caso di italiano discriminato, qualcuno ti può citare altrettanti casi sui tedeschi?
    Insomma, Orfino: magari sarebbe bello che tu condannassi le discriminazioni IN GENERALE (magari partendo dalle più visibili e diffuse) e non ti attaccassi, ancora una volta, alle solite cose.

  28. Étranger detto

    ECCOLA! LO SAPEVO! Mi chiedevo, ma perché adesso Orfino non ci parla della famosa ragazzina di Villandro? Un caso indubbiamente impressionante. Sconcertante. E soprattutto: UN CASO.

    Dai Orfino, lo sai che per poter parlare di una tendenza sensibile dovresti per lo meno nominarne altri 50 di casi simili? Dai su, metti mano all’archivietto del disagio. Possibile che tu non trovi – che so – qualche spernacchiamento, qualche sguardo in tralice (o in “traliccio”… che fa più bombarolo), qualche maledizione a fatica trattenuta dai denti?

    Ancora alla ragazzina di Vilandro, sei? Guarda che se vai avanti così tra un paio d’anni quella ragazzina (ormai cresciuta) sale a Vipiteno e ti dice: “Oh, ma la smetti di rompermi i coglioni”? In quel caso avrebbe tutta la mia solidarietà.

  29. E nel caso in cui è stata discriminata solo perchè è italiana no vero??

  30. Condanno tutte le discriminazioni!!!

    Però non possiamo stare in silenzio sulle discriminazioni che subiscono gli italiani dell’Alto Adige.

  31. Étranger detto

    BASTA!!! BASTA!!! AIUTIAMO LA POVERA RAGAZZA DI VILLANDRO!!! LIBERIAMOLA DA ORFINO!!!

  32. Étranger detto

    Però non possiamo stare in silenzio sulle discriminazioni che subiscono gli italiani dell’Alto Adige.

    E infatti. Non stiamo in silenzio. Parliamone. Allora? “Discriminazioni”? Quali?

  33. GattoMur detto

    @ Etranger

    Quelli della ragazzina di Villandro, che domanda!

  34. Étranger detto

    Ah già. La donna ideale di Orfino.

  35. Le palestre delle scuole a Vipiteno: Quella tedesca super moderna…e quella italiana lascia a desiderare….fa schifo!

    vi sembra un caso anche questo?

  36. Étranger detto

    Un caso drammatico!!! Guarda che se chiedi i soldi te la fanno. Anche se siete in cinque. Ve la fanno di 500 metri quadrati. Così potete poi lamentarvi che vi sentite “spaesati”…

  37. superciuk detto

    IN MEMORIA.
    Locvizza il 30 settembre 1916.

    Si chiamava
    Moammed Sceab

    Discendente
    di emiri di nomadi
    suicida
    perché non aveva più
    Patria
    Amò la Francia
    e mutò nome

    Fu Marcel
    ma non era Francese
    e non sapeva più
    vivere
    nella tenda dei suoi
    dove si ascolta la cantilena
    del Corano
    gustando un caffè

    E non sapeva
    sciogliere
    il canto
    del suo abbandono

    L’ho accompagnato
    insieme alla padrona dell’albergo
    dove abitavamo
    a Parigi
    dal numero 5 della rue des Carmes
    appassito vicolo in discesa.

    Riposa
    nel camposanto d’Ivry
    sobborgo che pare
    sempre
    in una giornata
    di una
    decomposta fiera

    E forse io solo
    so ancora
    che visse

    n

  38. Étranger detto

    Bravo Luigi. Come sempre un intervento in tema. Continua così. Povero Ungaretti. In che mani.

  39. Valentin[o] detto

    Orfino, la prossima volta fatti eleggere nella Consulta provinciale degli studenti. Così forse risolverai i tuoi problemi. Parola di vicepresidente ;-)

    In quanto alla notizia, sono inorridito, nonostante bene o male sia abituato a episodi del genere nelle scuole (sia private che pubbliche) di Bolzano-Bozen. “Del tedesco me ne sbatto” è la filosofia predominante, checché ne dica Orfino, il quale ha il coraggio (comunque non è l’unico, è opinione diffusa tra i miei coetanei) di attribuire al cartello rosso-bianco-rosso oltreconfine la responsabilità di tale menefreghismo. Assurdo.

    Tra quelle scuole, mi pare, ci fosse anche l’istituto delle Marcelline: punta di diamante dell’insegnamento plurilingue in ST…

    Lo dico con cognizione di causa: quell’istituto superiore è un’accozzaglia di ragazze svogliate ma “benestanti” provenienti perlopiù da (udite udite) fuori provincia. Questa volta ha ragione Lucio Giudiceandrea: il “caso Marcelline” dimostra che non basta la formula in sé, bensì la buona riuscita di programmi didattici orientati al plurilinguismo dipende da una serie di condizioni ambientali più o meno favorevoli all’apprendimento – non ultima, la realtà sociale nella quale è inserita una scuola: basti pensare a Brunico piuttosto che a Bressanone, dove gli studenti “italiani” sono da sempre (nella media) più disponibili al confronto con il mondo sudtirolese.

    In questo caso, sarebbe opportuno un intervento sulla stampa a difesa di coloro i quali, anche tra i giovani, credono nel Sudtirolo plurilingue. A noi studenti manca un organo di rappresentanza “culturale” sufficientemente credibile, com’erano anni fa “Il Ponte-Die Brücke” o “Skolast”.

  40. superciuk detto

    Come al solito chi non dà risposte sei tu. Ungaretti potrebbe insegnarci molto. Tante patrie nessuna patria. Orrore, tentazione, fascino, paura. Grandezza. Non è un protofascista, un pecorone, un lercio. E, insultandomi perché lo citi mostra tutta intera, consentimi, oltre ad una preocupante arroganza, anche un’infeiorità intellettuale senza scusanti.
    Quanto a quello che è successo davanti alla signora, dal cognome interessante, mi piacerebbe sapere cosa farebbero gli studenti delle scuole tedesche davanti ad un analogo intervento in Walsch. Gli italiani non conoscono il tedesco ed i tedeschi l’italiano. Ed entrambi hanno forti problemi nella cosiddetta lingua madre. Il problema è grosso, ma non certo sparando merda sugli italiani lo risolvi. Piuttosto, quanti sono gli italiani assunti ad un certo livello nei musei provinciali, diretti, se non sbaglio, da un certo Hosp?

  41. superciuk detto

    Leggo anche un intervento sovietico sulle Marcelline. Rispetto per le scelte di tutti, altro che seghe. E per i diritti di tutti. Chi critica il tedesco è come quel cretino che insulta da dietro la tastiera convinto di fare il ganzo. Inqualificabili. Ma il fenomeno è diffuso anche nelle scuole tedesche. Chi ha seminato vento per decenni e discorsi del menga sulla superiorità degli uni sugli altri e nazionalismo idiota a piene mani, raccoglie quel che deve e vuole.

  42. superciuk detto

    Vedi, Gabriele, gli italiani del Sudtirolo, non dovrebbero fare come l’amico di Ungaretti. Non vogliono fare quella fine… Nessuno di dovrebbe vergognare di quel che è o cercare di cambiarsi per rendersi piu’ gradevole o ACCETTATO. PAsso e chiudo, ci sentiamo dopo le elezioni.

  43. Étranger detto

    Luigi, te lo ripeto: non hai da insegnarmi nulla. Sono venuto in Sudtirolo dieci anni fa e ho insegnato in scuole (in lingua tedesca) dove il Walscher ero proprio io. Competenza della seconda lingua: zero. Rispetto nei confronti dell’insegnante (cioè io): zero. Disponibilità all’apprendimento dell’italiano: zero. Sono cose che conosco fino al vomito. E che ho denunciato (e denuncio) in ogni dove. Ma c’è una cosa che io non faccio. Chiudere gli occhi di fronte a comportamenti analoghi del “mio” cosiddetto gruppo linguistico. Invece tu lo fai. Sempre e comunque. La tua credibilità, per me, equivale a zero. E lascia stare Ungaretti, che in bocca a te è veramente sprecato.

  44. incredula detto

    “Piuttosto, quanti sono gli italiani assunti ad un certo livello nei musei provinciali, diretti, se non sbaglio, da un certo Hosp?”

    superciuk, a maggior ragione gli italiani dovrebbero studiare e imparare meglio il tedesco.
    Con un atteggiamento ostile in confronto al mondo di lingua tedesca non otterranno nulla.

  45. superciuk detto

    Quando mai, dimmi, avrei chiuso ” gli occhi di fronte a comportamenti analoghi del “mio” cosiddetto gruppo linguistico”? Mi sa che non vuoi capire. Ci sono altre posizioni, oltre alle vostre. Carissimo. E’ stantio il tuo manicheo maneggiare la questione in termine di o con noi o contro di noi, di noi, i giusti. Voi, i nazionalisti ed i fascisti. COsi’, carissimo, non solo non andate da nessuna parte, ma non aiutate il Land a crescere.
    Incredula, i posti nei musei sono dati per proporz. QUindi a regolari patentati. Ma non mancano tanti contrattisti, mi dicono, che non hanno o patentino e che non sono nemmeno italofoni. Certo se l italiano è solo quello giusto a me politicamente vicino non si puo’ comunciare una discussione.. Quanti, tra i politici italiani e tra i loro corifei, conoscono il tedesco?

  46. superciuk detto

    Ripeto, quando avrei chiuso gli occhi? Non dare ad altri colpe tue

  47. superciuk detto

    PS Naturalmente i nazionalisti e i fascisti non era riferito a voi…Gli aggettivi se li beccano gli italici. Chiudo, buone elezioni, votate Peterlini e fate i bravi che vi fa il tavolo dell autonomia…(ehehe)

  48. Étranger detto

    Non è che chiudi gli occhi. Ne chiudi uno solo. Quello tricolore. Amen.

  49. incredula detto

    Ma queste ingiustizie superciuk succedono ovunque. Cosa credi che qui in Tirolo del Nord non è la stessa solfa? Se non sei vicino alla ÖVP certi posti sono irraggiungibili. Storie di ordinaria follia. Personalmente non mi sorprendo ne mi incazzo più per faccende del genere (e di certo non sono vicina alla ÖVP o alla SVP). Ho visto persone veramente povere, senza prospettive qui, questo si mi rattrista.

  50. incredula detto

    @superciuk, perché non parli più fino a dopo le elezioni? È una specie di voto al silenzio? Per fede o per protesta?

  51. Valentin[o] detto

    Ho rivisto il pezzo… per renderlo più da “Corriere”… Mah. In fondo meglio così.

    Anch’io credo che il risultato sia buono. Il messaggio arriva forte e chiaro, ma senza il rischio di offendere qualche benpensante; è molto ben riuscito e il contenuto risulta del tutto condivisibile. In particolare trovo esplicito

    A parte la maleducazione si potrebbe forse dire che gli organizzatori dell’incontro siano stati incauti nel proporre ai ragazzi un contributo che, a causa delle loro diffuse e purtroppo anche ostentate carenze linguistiche, non era magari indicato per motivare attenzione e rispetto?
    Io credo di no.

    Di questo passaggio, invece, sarà particolarmente contento Lucio Giudiceandrea:

    come sarà possibile [...] valorizzare queste innovazioni se non cominciamo a capire che un effettivo confronto con l’altra lingua potrà risultare inizialmente anche difficile, in certi casi persino respingente, e dunque che occorre un supplemento di motivazione e di slancio?

    Sacrifici ragazzi, sacrifici! ;-)

  52. Tschurtschenthaler detto

    Gli studenti non hanno brillato, tuttavia andare a parlare di libellule in tedesco in una scuola italiana e nel corso di un incontro interamente svolto in italiano non rivela una grande sensibilità. Ne hanno più le libellule di Tanja Nössing, parrebbe.

    Dello Sbarba, dalle brache di cuoio, ha parlato in tedesco (e non nella propria madrelingua).

  53. Étranger detto

    Pessimo intervento il tuo, caro Tschurtschy.

    Non ironizzerei tanto sulle libellule. È probabile che una libellula sappia raccontare il territorio e l’ambiente locale meglio di Alessandro Urzì (tanto per fare il nome di uno “spaesato”). E comunque insegnano i linguisti che il miglior modo per apprendere una lingua è fare comunicazione scientifica. Grandissima sensibilità dunque (e a vari livelli).

    Dire che gli studenti non abbiano brillato è il classico eufemismo che ciurla nel manico. Abbiamo il coraggio di dire che gli studenti sono stati degli insulsi cafoni.

    Dello Sbarba ha fatto benissimo a parlare in tedesco davanti agli Schützen. Infatti tra gli Schützen circola il pregiudizio (non del tutto infondato) che i Walschen (come dicono loro) non sappiano una parola di tedesco. Parlando in tedesco Dello Sbarba ha acquistato rispetto per sé e anche per tutti gli altri italiani che (ahimè) quotidianamente mettono nuova biada nella greppia dei pregiudizi degli Schützen.

    Mi sembra di essere stato molto chiaro su tutto.

  54. Tschurtschenthaler detto

    Io invece farei di tutto per alimentare i pregiudizi degli Schützen: baffi finti, coppola, mandolino e un forte accento toscano.

    Non critico Dello Sbarba, anche secondo me ha fatto bene a parlare in tedesco. Dico che forse (absit iniuria verbis) la Nössing, che non doveva insegnare il tedesco ma parlare di libellule, poteva sforzarsi di più.

  55. Étranger detto

    L’accento toscano si coniuga malissimo con la coppola, i baffi finti e il mandolino. E incoraggiare i pregiudizi degli Schützen significa truccare il motore di una Maserati. Non ti bastano 300 km/h?

    È molto probabile che alla Nössing sia stato chiesto di parlare in tedesco. E in ogni caso: in una scuola altoatesina (non dico sudtirolese: dico proprio altoatesina), da sempre agognante l’immersione, un po’ di tedesco “vivo” (e non “replicato”) ce lo vogliamo fare entrare o no?

  56. Tschurtschenthaler detto

    Tra il brigante Tiburzi e un mafioso…vabè.

    Bella idea una Maserati truccata: che si schiantassero.

    Vogliamo tanto tedesco, dalla A alla scharfes S, ma iniziare dalle libellule…

  57. Étranger detto

    Gli Schützen sono molto meno peggio di quello che ti può sembrare. Ne ho conosciuti molti, anche miei studenti. Ti dico due cose positive degli Schützen:

    1. Conoscono mediamente la storia locale meglio degli altri. Ovviamente la interpretano a modo loro. Ma almeno ci puoi parlare. Se gli parli di Togni non pensano al Circo, insomma.

    2. Costituiscono (quando se lo ricordano) un argine alla deriva pan-germanista e/o apertamente nazista di certa gioventù nostrana. E quando gli dici che nell’antico Tirolo ci stavano anche i trentini… insomma… ti offrono anche da bere.

    Altra questione: vogliamo tanto tedesco…

    Non cominciamo col fare gli schizzinosi. Se arrivano le libellule prendiamo le libellule. La prossima volta saranno le cavallette e, insomma, con un po’ di fortuna arriveremo anche alle cosce di pollo.

  58. Lucio Giudiceandrea detto

    alla biologa noessing è stato chiesto di parlare in tedesco. lo ha detto lei stessa durante la conferenza:
    “ich wurde gefragt, meinen vortrag auf deutsch zu helten und werde es auch tun.” mi è sembrata molto coraggiosa.

    dello sbarba ha parlato in italiano, ma ha perso un’occasione. come professore, come consigliere provinciale dei verdi, come presidente del consiglio provinciale e come persona che sostiene di battersi per la convivenza avrebbe avuto tutte le ragioni e gli argomenti per stigmatizzare il comportamento degli studenti che hanno fischiato il discorso in tedesco. invece ha cercato maldestramente di blandirli: notando che anche durante il suo intervento c’era noia e rumore, si è prontamente assunto la “colpa”, dicendo che il suo intervento era troppo lungo. piuttosto schwach.

  59. incredula detto

    “Gli Schützen sono molto meno peggio di quello che ti può sembrare”

    Mi viene da dire: Die Schützen haben sich selbst überlebt.

    Ich habe den Eindruck, dass die ItalienerInnen in Südtirol unter einem generellen Minderwertigkeitskomplex leiden. Warum das so ist wurde in diesem Blog schon öfters erörtert (sie empfinden Südtirol nicht als ihre “Heimat”, da keine territoriale Verankerung, sie lernen nur mühsam und ungern die deutsche Sprache, sie haben weniger Chancen in Südtirol Karriere zu machen..ecc.). Das spiegelt sich bei den Jugendlichen, welche (noch) nicht in einem objektiven Maße darüber reflektieren, ganz deutlich wieder. Meines Erachtens sind die SchülerInnen dieser Schule nicht zu verurteilen, denn sie leben nur das aus, was ihnen von den Erwachsenen vorgegeben wird.
    Ich würde nun in den Klassen das Gespräch suchen und darauf hinweisen, dass ihr Verhalten nicht in Ordnung ist, aber auch nachforschen, warum sie so reagiert haben.
    Wenn man jetzt eine Staatsaffäre (wie man bei uns sagt) daraus macht, wird die Sache nur wieder für politische Zwecke instrumentalisiert.

  60. Tschurtschenthaler detto

    Sarei cauto nel trarre conclusioni generali.
    Qui come per l’episodio di Villandro.

    Non bastano alcuni tamarri per condannare l’italiano medio di Bolzano.

  61. Étranger detto

    Io infatti non ho condannato l’italiano “medio” di Bolzano. Ma quei tamarri. Ritengo però che qui tamarri non siano una sparuta minoranza. Lo afferma anche Antonella Biancofiore (direttrice delle Marcelline): “Sono rimasta sorpresa dall’atteggiamento di alcuni studenti, ma è l’immagine della nostra realtà”.

  62. [...] lo fa guardando i fatti attraverso le lenti (deformanti) del pre-giudizio. L’episodio – descritto qui e prossimamente rilanciato sul Corrierino dei Piccoli locale – riguarda i fischi che taluni [...]

  63. Étranger detto

    Ormai LM si è rassegnato a farmi da ombra…

  64. GattoMur detto

    In questo caso, farei come Peter Schlemil, pur di togliermi un’ombra simile dai coglioni.

  65. Étranger detto

    Ma no. Io gli voglio bene.

  66. GattoMur detto

    Vabbè che voti Veltroni, ma il buonismo non ti si addice troppo…

  67. Susanne detto

    Ah, dietro a quel sito c’è il signor M.! Bene bene.

  68. [...] di servizio… Il signor G.T. che si cela dietro il nick GattoMur , nel commentare un intervento pubblicato qui, ha, del tutto prevedibilmente, lasciato un indirizzo [...]

  69. tuscan detto

    Mi inserisco in questa discussione, da italiano che non vive in Sudtirolo, per cercare di capire due o tre cose. Non ho la più pallida idea di come “siano” gli altoatesini, mi limito a guardare Bolzano dall’autostrada quando vado in vacanza nelle valli più a nord; credo di conoscere molto di più i sudtirolesi, perlomeno gli albergatori, gli addetti ai rifugi, i negozianti, quelli del Verkehrsamt. Per quanto riguarda i pregiudizi verso i Walschen, cui si accenna in qua e là in questo e altri, posso dire che in 15 anni di seguito non mi è MAI capitato un episodio, non voglio dire di discriminazione, che tra l’altro sarebbe ridicolo in questo contesto, ma anche solo di sgarbataggine o insofferenza. Forse dipenderà dal fatto che sono un turista, ovvero un cliente che paga, ma forse anche dal fatto che sono venuto su senza pregiudizi fin dal principio, senza badare ai soliti discorsi di quaggiù (ah, vai fra i crucchi? Stai attento, nei bar ti servono per ultimo se vedono che sei italiano, ecc.,ecc….)e ho cercato di parlare in tedesco. Tra di loro parlavano in dialetto, quindi non capivo nulla, a me si rivolgevano in italiano e io, per quanto possibile e a seconda delle situazioni, cercavo di rispondergli in tedesco. A poco a poco hanno cominciato anche loro a rispondermi in tedesco, sempre con un forte accento locale e conseguenti difficoltà mie a capire, ma col tempo la situazione è migliorata.Una volta capite certe regolarità, tipo “wosch” per “was”, “gsogt” per “gesagt”, diciamo che la cosa è fattibile. Certo, la comunicazione non è esaltante, si parla del tempo, della situazione alberghiera e così via, ma comunque … c’è.
    Un’altra cosa: nelle scuole italiane è possibile insegnare certe materie usando il tedesco come lingua veicolare, la cosiddetta immersione, oppure è vietato dall’art. 19 dello Statuto? E, se è vietato, ciò non è in contrasto con il principio costituzionale della libertà d’insegnamento e quindi impugnabile in sede giurisdizionale?
    Se invece non fosse vietato, mi pare che l’unico motivo per non imparare il tedesco da parte degli studenti, tipo quelli delle libellule, sia la cattiva volontà.

  70. [...] sul Corriere dell’Alto Adige, Ferruccio Cumer ha pubblicato una replica indiretta al mio editoriale di martedì (conto di pubblicarlo in allegato non appena l’autore me lo spedirà per mail). In sostanza la [...]

  71. [...] »Del tedesco me ne sbatto« è una “filosofia” dilagante tra i giovani. Molti attribuiscono la causa di tale indifferenza alla mancanza di stimoli nell’insegnamento della L2, ma la situazione è ben diversa [...]

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