Riflettevo, ancora, sul titolo della Podiumsdiskussion di Lana: Freistaat Süd-Tirol: Wunschtraum oder nahe Realität? Secondo me un buon metodo per mettere alla prova questa opzione è porsi questa domanda: quando (e come) sarà possibile che il Sudtirolo abbia un Landeshauptmann di madrelingua italiana o che il sindaco di Bolzano sia di madrelingua tedesca? In altre parole: quali cambiamenti, quali trasformazioni (istituzionali, sociali, culturali, ma anche psicologiche e, diciamola tutta, antropologiche) dovranno intervenire affiché una simile ipotesi non rimanga un mero Wunschtraum ma divenga Realität?

12 Risposte a “Un Landeshauptmann italiano”

  1. superciuk detto:

    Il sindaco di Bolzano e’ Pichler Rolle, ergo è di lingua tedesca. Si potrebbe chiedere semplicemente un politico eletto che non abbia sindromi di Stoccolma e sia di visioni europeistiche, aperto agli altri e corretto con tutti. Ergo un politico che, al momento, non c’e’.

  2. euregiotirol detto:

    quando gli asini voleranno… a parte gli scherzi. Penso sia fattibile solo e quando saremo certi che non vi siano rischi per la nostra autonomia. Ma credo che sarebbe più fattibile se il Sudtirolo fosse indipendente perchè in quel caso non ci sarebbe rischi.

  3. Étranger detto:

    @ Sì Luigi, ma la sostanza non cambia. Se vuoi te la riformulo: quando potremo avere un sindaco italiano di Bolzano… (magari però non uno che si fa spalleggiare da un pidduista di Arcore, invitato a mostrare il dito medio con alle spalle un tempio fascista). Ok?

    @ Eurogiotirol, secondo te gli attuali cultori dei vari progetti autodeterministici (ritorno all’austria o Freistaat) sarebbero disposti a rigettare la loro impostazione etnicistica per considerare il Sudtirolo una terra governabile da chi ne è più capace (indipendentemente dal gruppo linguistico d’appartenenza)? A che punto siamo in questo processo?

  4. superciuk detto:

    Dai, dai, non citare a vanvera. Vedi, da buon comunista, certi di appoggiarti all’odio (l’antiberlusconismo.. a proposito, conosco quasi tutti i P2 di Arezzo personalmente..) e non ai fatti. Legittimo, ma le premesse sono sballate. Personalmente non avrei problemi a votare un tedesco, cinese, afgano etc. etc… Quel che valgono sono i valori. E quelli, purtroppo, non si trovano per strada…

  5. superciuk detto:

    Naturalmente scherzo sulla P2, ma, vedi, basta la parola per scatenare l’inferno..

  6. Étranger detto:

    Io non sono comunista. Il comunismo mi repelle.Così come mi repelle la P2 e mi repellono i suoi affiliati.

  7. Bakunin detto:

    Hai ragione a repellere la P2, la P38 era molto meglio.

  8. werner detto:

    C****, Bakunin.
    C****, Etranger.
    Beccatevi questo:
    http://www.wildcat-www.de/dossiers/operaismus/bologna.htm
    Bruno Trentin. Toni Negri. Sergio Bologna.
    E puoi c’è chi dice che il contributo italiano alla causa sarebbe marginale. ;-)

  9. Oscar Ferrari detto:

    Ecco la risposta al quesito, è di due anni fa ma ancora valida (per me, ovviamente)
    http://oscarferrari.wordpress.com/2006/12/14/la-casocrazia/

  10. Étranger detto:

    Un post memorabile Oscar, grazie di avercelo ricordato.

    P.S. Ammazza che progressi hai fatto nello stile. Intendiamoci, quel manifesto è già “storia”. Ma il ritmo è un po’ incepposo, si procede a fatica. Adesso ogni tuo testo è una scheggia.

  11. Oscar Ferrari detto:

    È che dal tema della maturità fino a due anni fa non avevo mai scritto niente di lungo, solo i testi delle canzoni

  12. Étranger detto:

    Diceva giustamente Severgnini che grazie all’esistenza di internet e dei blog corriamo il rischio di rialfabetizzarci un po’ tutti.

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