Un Landeshauptmann italiano
2 Aprile 2008
Riflettevo, ancora, sul titolo della Podiumsdiskussion di Lana: Freistaat Süd-Tirol: Wunschtraum oder nahe Realität? Secondo me un buon metodo per mettere alla prova questa opzione è porsi questa domanda: quando (e come) sarà possibile che il Sudtirolo abbia un Landeshauptmann di madrelingua italiana o che il sindaco di Bolzano sia di madrelingua tedesca? In altre parole: quali cambiamenti, quali trasformazioni (istituzionali, sociali, culturali, ma anche psicologiche e, diciamola tutta, antropologiche) dovranno intervenire affiché una simile ipotesi non rimanga un mero Wunschtraum ma divenga Realität?
2 Aprile 2008 a 10:35
Il sindaco di Bolzano e’ Pichler Rolle, ergo è di lingua tedesca. Si potrebbe chiedere semplicemente un politico eletto che non abbia sindromi di Stoccolma e sia di visioni europeistiche, aperto agli altri e corretto con tutti. Ergo un politico che, al momento, non c’e’.
2 Aprile 2008 a 10:54
quando gli asini voleranno… a parte gli scherzi. Penso sia fattibile solo e quando saremo certi che non vi siano rischi per la nostra autonomia. Ma credo che sarebbe più fattibile se il Sudtirolo fosse indipendente perchè in quel caso non ci sarebbe rischi.
2 Aprile 2008 a 11:10
@ Sì Luigi, ma la sostanza non cambia. Se vuoi te la riformulo: quando potremo avere un sindaco italiano di Bolzano… (magari però non uno che si fa spalleggiare da un pidduista di Arcore, invitato a mostrare il dito medio con alle spalle un tempio fascista). Ok?
@ Eurogiotirol, secondo te gli attuali cultori dei vari progetti autodeterministici (ritorno all’austria o Freistaat) sarebbero disposti a rigettare la loro impostazione etnicistica per considerare il Sudtirolo una terra governabile da chi ne è più capace (indipendentemente dal gruppo linguistico d’appartenenza)? A che punto siamo in questo processo?
2 Aprile 2008 a 11:29
Dai, dai, non citare a vanvera. Vedi, da buon comunista, certi di appoggiarti all’odio (l’antiberlusconismo.. a proposito, conosco quasi tutti i P2 di Arezzo personalmente..) e non ai fatti. Legittimo, ma le premesse sono sballate. Personalmente non avrei problemi a votare un tedesco, cinese, afgano etc. etc… Quel che valgono sono i valori. E quelli, purtroppo, non si trovano per strada…
2 Aprile 2008 a 11:30
Naturalmente scherzo sulla P2, ma, vedi, basta la parola per scatenare l’inferno..
2 Aprile 2008 a 11:37
Io non sono comunista. Il comunismo mi repelle.Così come mi repelle la P2 e mi repellono i suoi affiliati.
2 Aprile 2008 a 11:44
Hai ragione a repellere la P2, la P38 era molto meglio.
2 Aprile 2008 a 12:15
C****, Bakunin.
C****, Etranger.
Beccatevi questo:
http://www.wildcat-www.de/dossiers/operaismus/bologna.htm
Bruno Trentin. Toni Negri. Sergio Bologna.
E puoi c’è chi dice che il contributo italiano alla causa sarebbe marginale.
2 Aprile 2008 a 20:41
Ecco la risposta al quesito, è di due anni fa ma ancora valida (per me, ovviamente)
http://oscarferrari.wordpress.com/2006/12/14/la-casocrazia/
2 Aprile 2008 a 21:21
Un post memorabile Oscar, grazie di avercelo ricordato.
P.S. Ammazza che progressi hai fatto nello stile. Intendiamoci, quel manifesto è già “storia”. Ma il ritmo è un po’ incepposo, si procede a fatica. Adesso ogni tuo testo è una scheggia.
3 Aprile 2008 a 8:14
È che dal tema della maturità fino a due anni fa non avevo mai scritto niente di lungo, solo i testi delle canzoni
3 Aprile 2008 a 8:49
Diceva giustamente Severgnini che grazie all’esistenza di internet e dei blog corriamo il rischio di rialfabetizzarci un po’ tutti.