“Attivisti”

2 Maggio 2008

Attivisti, terroristi oppure Freiheitskämpfer?

(immagine aggiunta da Valentin[o], tratta dal sito del Südtiroler Schützenbund)

Trovandomi a Livorno e avendo soltanto un limitato accesso a Internet non ho avuto modo, in questi giorni, di seguire il consueto dibattito che si svolge al margine di quanto io scrivo qui. In particolare non ho potuto rispondere come avrei voluto (e potuto) ad un attacco rivoltomi dall’autore del blog Provinciali 2008, il quale (estrapolando una frase dal mio editoriale sulla visita del Presidente della Repubblica) mi ha accusato di confondere il senso delle parole e di mistificare – mediante l’uso del termine “attivisti” – il significato del “terrorismo” sudtirolese degli anni sessanta. Ho già reagito a questa accusa in modo parziale sia con un commento apparso su questo blog, sia sul blog Provinciali 2008. Siccome il tema è però “sensibile” aggiungo qualcosa anche qui.

In un testo consultabile on line, lo storico Steininger scrive:

Das Thema “Attentate” ist bis heute eine sensible Angelegenheit, besonders in (Süd-)Tirol, was allein schon an der Bezeichnung der Täter erkennbar ist. Je nach Sichtweise waren und sind sie entweder Freiheitskämpfer, Idealisten, Patrioten, Südtirolaktivisten, Bumser, schlicht und einfach Terroristen, oder alles zusammen.

Steininger mette molto giustamente l’accento su una “diversità del punto di vista” (Je nach Sichtweise) accingendosi a parlare di una questione che in effetti non sussisterebbe se potessimo ricorrere ad un punto di vista super partes. Per questo motivo – questo il mio argomento – ritengo che in prima battuta (e parlando in modo generico, come ho fatto io nel mio articolo) sarebbe sbagliato utilizzare un termine che aderisce in modo completo e senza residui ad uno (ad uno soltanto) di questi punti di vista. Col termine “attivisti” io sostengo dunque la plausibilità di una scelta che rende possibile una successiva definizione a seconda dei vari casi, che cerca dunque di “distinguere”, allentando la presa ideologica che (da una parte o dall’altra) potrebbe sicuramente farci dire che gli attentati dei quali stiamo parlando siano da interpretare tutti (e indistintamente) o nel senso di una guerriglia partigiana per la liberazione del Sudtirolo dall’Italia, oppure nel senso di una attività terroristica esclusivamente volta alla destabilizzazione e all’omicidio.

Mi rendo conto che questa spiegazione (proprio perché quanto più possibile “neutra”) non accontenterà gli “ultras” dei due gruppi. Non me ne dolgo. Combattere (sui due fronti) il settarismo e il fanatismo nazionalistico è precisamente lo scopo di questo blog e più in generale della piattaforma BBD.

Ecco come Wikipedia (alla voce: attivismo politico) definisce il termine:

L’attivismo è una attività finalizzata a produrre un cambiamento sociale o politico ed è spesso intesa anche come sinonimo di protesta o dissenso.

I termini attivismo ed attivista vengono dal francese activisme ed activiste, rispettivamente, e furono coniate dalla stampa belga nel 1916 con riferimento al movimento Flamingant 1.

L’attivismo è proprio di diversi orientamenti politici ed è praticato in forme differenti: lettere ai giornali politici, propaganda politica, scioperi, marce e azioni di guerriglia sono forme di attivismo. L’attivismo economico più specificatamente si esprime con boicottaggi e l’acquisizione del controllo di particolari settori o industrie.

A volte accade che un attivista sia indicato da alcuni come combattente per la libertà, da altri come terrorista, a seconda della visione politica.

Per ulteriori approfondimenti (anche nel senso dell’oscillazione terminologica), segnalo questi due articoli:

http://www.ladige.it/news/a_portale_storia_notizia_04.php?id_cat=50&id_news=2442

http://www.societaaperta.it/storia_regionale/politica/terrorismo.htm

30 Risposte a ““Attivisti””

  1. Gabriele detto

    Non lo inserisco nel testo, ma almeno a livello di commento voglio ribadirlo. Le critiche che mi sono state rivolte servono a dimostrare (semmai ce ne fosse bisogno) quanta strada ancora ci sia da fare nella comunicazione pubblica sudtirolese. In particolare, la difficoltà maggiore non deriva dal fatto che essa (comunicazione) sia infettata da prese di posizioni pregiudiziali e riconducibili ad una ancora persistente “matrice etnica”. No. La difficoltà maggiore inerisce il bassissimo livello culturale (e in certi casi anche umano) di commentatori presuntuosi e spocchiosi ad un livello addirittura superiore alla loro conclamata e imbarazzante ignoranza delle cose sudtirolesi. Mi viene sinceramente da ridere nel leggere i patetici sforzi di chi (facendo leva su quei due o tre libri letti male) affastella citazioni nel vano tentativo di dire qualcosa di risolutivo su questioni delle quali è evidente che poco (anzi: nulla) capisce. Ma non importa. Noi siamo qui apposta per dimostrare e denunciare tutta la loro stupida inconsistenza.

  2. Gabriele detto

    Ringrazio Valentino per la foto.

    Proprio adesso, seduto a godermi il fresco di questa sera toscana, sto leggendo un libro molto interessante: Pierluigi Battista. Cancellare le tracce: il caso Grass e il silenzio degli intellettuali italiani dopo il fascismo (Rzzoli). Nel libro si parla dei “Soloni” che, dopo la caduta del fascismo, si sono subito affaccendati nel denunciare gli altri di compromissioni col passato regime fascista e, contestualmente, nel cancellare le tracce della propria più o meno attiva militanza. Un quadro impressionante. Allo stesso modo noi qui abbiamo a che fare con questi “Soloni” improvvisati che si credono in diritto di mettere alla gogna il sottoscritto per aver qualificato come “attivisti” i “terroristi” ma non si vergognano minimamente di sguazzare nella più vieta retorica nazionalista (e antitedesca) che li rende a tutti gli effetti esemplari cittadini di quella città ancora fascistizzata che è Bolzano. QUESTA GENTE NON CI PUO’ INSEGNARE NULLA!

  3. cloudberry detto

    Non vedo problemi all’uso del termine “attivisti” in questa frase:

    Una volta driblate o rinviate le questioni più spinose esposte da alcuni contestatori (grazia agli ex attivisti, protesta degli scontenti nazionalisti, malumori degli ecologisti No-Tav), il Presidente …

    Rispetto al termine terroristi il termine attivisti marca maggiormente le finalità rispetto al contenuto concreto delle azioni realizzate.

    Se seguiamo il ragionamento dei tuoi critici su questo versante, Gabriele, rischiamo di istituire attraverso l’opposizione fra due parole, un rinvio alla solita scelta di campo. Ne abbiamo già una grande quantità di termini che dividono in questo modo (pensa, banalmente, a quando si critica l’uso del termine Sudtirolo in opposione ad Alto Adige). Non abbiamo quindi necessità ulteriore di marcare attraverso le parole una opposizione già ben definita; invece dovremmo sforzarci di costruire se non un linguaggio comune, quantomeno una trasversalità di uso dei termini.

    In qesto senso ribadisco quanto ho detto sopra: dovrebbe essere possibile condividere la parola attivista quando si intende indicare un processo e la parola terrorista quando si intende indicare il contenuto delle azioni realizzate.

  4. Gabriele detto

    Sono senz’altro d’accordo. Ma te vaglielo a dire…

  5. Lasciando da parte la retorica nazionalista italiana di Bolzano, bisogna comunque riconoscere che chi faccia uso della violenza è pur sempre un terrorista.
    Gli “attivisti” avrebbero potuto anche avvalersi di altri mezzi, invece di passare direttamente al tritolo e alle armi da fuoco.
    Anche la retorica nazionalista tedesca dei bombaroli buoni fa venire il latte ai coglioni, tanto quanto quella vittimistica degli italiani, sempre bbuoni ed innocenti e assolutamente privi di colpe, vittime dei tedeschi cattivi e di cospirazioni naziplutocraticomuniste ai danni del Bel Paese.
    Bombe buone non esistono, ed il morto ci scappa sempre, vedi Giovanni Postal di Salorno durante la Feuernacht.
    Oppure si pensi al giornalista sudtirolese (del quale purtroppo non mi viene il nome), citato nel libro di Hans Karl Peterlini “Südtirols Bombenjahre – Von Blut und Tränen zum Happy End?”
    il quale scriveva per la pagina tedeca del quotidiano “Alto Adige”.
    Questi criticava aspramente i bombaroli e l’ uso della violenza, ricevette minacce di morte da parte del BAS e un giorno si ritrovò una carica d’ esplosivo sotto la macchina.
    La famiglia era terrorizzata e lui doveva muoversi con la scorta.
    Quindi, elogiare gli attivisti del BAS come angeli immacolati impregnati di carità cristiana ed amore per il prossimo mi sembra alquanto esagerato.
    Allo stesso modo da deprecare i metodi uati dalle forze dell’ “ordine” e dalle autorità italiane in Alto Adige, per le quali, in fondo, le bombe erano una manna dal cielo per sperimentare in piccolo quello che pochi anni dopo hanno condotto in grande stile nel resto d’ Italia, con bombe e stragi di Stato.
    Il conflitto etnico era auspicato da entrambe le parti.

  6. Gabriele detto

    Matteo, io ho usato il termine “attivisti” (che come ognuno dovrebbe capire può coprire uno spettro sufficientemente ampio di significati: dall’estensore di lettere anonime al guerrigliero). Sono stato criticato per questo da due personaggi che non conoscono la storia e le istituzioni locali – pensa che uno ha scritto che lo statuto d’autonomia è stato concesso ai sudtirolesi pe magnanimità morale e l’altro fa spesso uso del termine “apartheid” riferendosi alla situazione politica della provincia di Bolzano – e poco anche la lingua italiana. Roba da pazzi.

  7. Alexander detto

    Condividendo in pieno il post di Gabriele, aggiungo alcune osservazioni.

    Sono convintissimo che la scelta delle parole sia molto importante. E, ringraziando Valentin[o] per l’immagine, vorrei sottolineare un dettaglio: “Die Pusterer Buabm” (o Buibm, in pusterese), significa letteralmente: i ragazzi pusteresi. Non «bravi» ragazzi. Ma la stampa locale e nazionale italiana, ha subito aggiunto l’aggettivo. Questo aggettivo non ha mai fatto parte del nome dato dalla stampa o da altra parte dell’Alto Adige tedesco. Nemmeno dai loro amici personali e politici.

    Si tratterà pure di un dettaglio poco importante, ma chi legge solo la stampa in lingua italiana potrebbe essere indotto a pensare che per i tedeschi dell’Alto Adige i quattro ragazzi, comunque condannati per fatti gravi, fossero assolutamente “bravi” ragazzi.

    La realtà è che comunque, nonostante un sostegno nascosto in parti anche importanti della popolazione, non vi è mai stato un appoggio politico da parte dell’Alto Adige ufficiale (ed in particolare da parte della SVP di Magnago) per gli attivisti (o Freiheitskämpfer, o terroristi), perché la linea scelta è stata quella delle trattative. E dunque i quattro ragazzi pusteresi, fino ad oggi, sono semplicemente i quattro ragazzi pusteresi, mai definiti “bravi”.

  8. Gabriele detto

    Io mi rendo sempre più conto del livello spaventoso dell’opinione pubblica italiana altoatesina. E come se non bastasse mi tocca leggere di aspiranti “non si sa bene che cosa” che rinfacciano agli altri di essere “aspiranti giornalisti”. Talvolta è difficile reprimere il voltastomaco.

  9. Caro Gabriele,
    Capisco benissimo la tua posizione.
    Io parlo da italo-tedesco, fiorentino residente in Germania, e cerco di vedere la questione in maniera super partes.
    Che da voi in Sudtirolo questo sia poco possibile, o che venga spesso e volentieri frainteso, l’ ho dovuto capire ormai anche io.
    Quel che più mi preme dire, è che gli anni delle bombe non sono stati solo un semplice conflitto etnico in una regione periferica, ma anche un’ opera di destabilizzazione e di tensione voluta
    ed orchestrata da vari servizi segreti occidentali, quelli italiani in particolare.
    Anche io condivido la tesi di Steininger e anche H. K. Peterlini ribadisce nei suoi libri che il consenso popolare agli attentati non sia stato così ampio come si tenderebbe a pensare.

  10. Gabriele detto

    Caro Matteo, a me interessava mettere in luce solo una cosa. L’uso del termine “attivisti” (da me fatto) non rappresenta un’infamia (come avrebbe voluto far pensare l’individuo autore di Provinciali 2008 e il suo barbiere – o meglio: ragazzo spazzola – ebbro). L’uso del termine “attivisti” è corretto e più comprensivo (in senso semantico) della sua declinazione ideologica (Freiheitskaempfer/Terroristi). Penso di esserci riuscito (cfr. il commento di Alexander) e questo mi basta.

    Sono disposto a prendere lezioni di correttezza da chi è in grado di darmele, non da due affastellatori di luoghi comuni tipicamente espressivi della depressione intellettuale che grava sulla conca bolzanina.

  11. Mazinga Z detto

    Kanonikus Gamper: „Ein Volk, das um nichts anderes kämpft, als um sein natürliches und verbrieftes Recht, wird den Herrgott zum Bundesgenossen haben!“

  12. Gabriele detto

    E’ una citazione che possiamo definire o blasfema o stupida. Essendo sostanzialmente ateo, io opto per la seconda possibilità.

  13. Il terore in Sudtirolo non è stato solo un fenomeno locale, ma un’ operazione orchestrata dall’ interno e dall’ estero.
    Gli Aktivisten (chiamiamoli così, secondo me, non hanno accelerato il processo d’ autonomia.
    Semmai, lo hanno minato seriamente.

  14. Gabriele, non mi stupisce che il termine “attivista” possa stimolare reazioni da parte di chi trova molto più rassicurante e definitivo nel giudizio il termine “terrorista”. Anche non limitandosi alla questione regionale, questa voluta generalizzazione è stata applicata ad ogni azione politica che sia sfociata nell’omicidio. Se un uomo va in una scuola ed uccide decine di studenti non è considerato un terrorista ma un pazzo. Terrorista è sempre colui che, per motivazioni ideologiche, sceglie l’uso delle armi come mezzo per affermare il suo pensiero. Ripeto, questa è un’opinione generalizzata e indubbiamente non corretta, ma dovuta alle mille strumentalizzazioni che si fanno dei termini. Anarchia = caos, sappiamo bene quanto sia sbagliato.
    Terrorista è anche sinonimo di esaltato, estremista, colui che mitizza e come tale sceglie comportamenti violenti e antisociali.
    E’ difficile discutere serenamente sulla applicazione di “attivista” al posto di “terrorista”, anche se io ritengo che dire “attivista” non sigifichi essere “giustificazionista”.

  15. incredula detto

    Riprendo a questo punto un pensiero di Paul Ricoeur contenuto nel libro di Luigi Manconi “Terroristi italiani”, perché sta bene un po’ in tutti i discorsi delle ultime giornate:

    C’è un privilegio che non potrebbe essere negato alla storia, e non è solo quello di estendere la memoria collettiva al di là di ogni ricordo effettivo, ma anche quello di correggere, di criticare, o anche di smentire la memoria di una comunità determinata, quando questa si ripiega e si rinchiude sulle sofferenze al punto di rendersi cieca e sorda alle sofferenze delle altre comunità.

    Chi ha orecchie per intendere, intenda.

  16. Mazinga Z detto

    Der Begriff des Terrorismus selbst ist umstritten. Trotz mehrerer Versuche konnte bis heute keine staatenübergreifende Definition gefunden werden. Die Grenze zwischen „Widerstandskämpfer“ und „Terrorist“ ist weltanschaulich geprägt und daher oft strittig. Der Soziologe Henner Hess findet in der Begrifflichkeit ein Problem, da es im Auge des Betrachters läge. Wen manche als Terroristen nennen, können andere als Gotteskrieger, Revolutionär oder Freiheitskämpfer definieren. Richard R. Baxter, ehemaliger Richter am internationalen Gerichtshof, äußerte sich wie folgt:

    Wir haben Grund zu bedauern, dass uns ein juristischer Begriff des Terrorismus jemals auferlegt wurde. Der Begriff ist unpräzise; er ist mehrdeutig; und vor allem dient er keinem entscheidenden juristischen Zweck.

    Quelle:
    http://de.wikipedia.org/wiki/Terroristen

  17. Étranger detto

    Lorenz, non so se ti rendi conto cosa hai fatto. Adesso su Provinciali 2008 appariranno almeno una ventina di articoli tutti farciti di inutili citazioni.

  18. Mazinga Z detto

    Ich habe doch nur Richard R. Baxter, ehemaliger Richter am internationalen Gerichtshof zitiert. Wenn nun jemand solche Leute in Frage stellt, dann ist es sein Problem.
    Im Grunde ist die Sache doch einfach: Für die Mehrheit der Italiener sind es Terroristen und für die Mehrheit der Tiroler sind es Freiheitskämpfer.

  19. Étranger detto

    für die Mehrheit der Tiroler sind es Freiheitskämpfer…

    Hmmm. Mi sa che ti sbagli. Che siano “Freiheitskämpfer” lo pensa una minoranza dei sudtirolesi. “Aktivisten” e “Bumser” penso siano le definizioni più correnti.

  20. Mazinga Z detto

    Das Wort Bumser wurde doch nur von den österreichischen Printmedien erfunden.

    Die Wiener Geschworenen sprachen am 12. März 1968 Heinrich Oberlechner mit 7:1 und Josef Forer mit 8:0 Stimmen frei.

    Für uns Tiroler sind es Freiheitskämpfer…. für manche sind es Aktivisten…. für andere sind es Terroristen.

    Und wie der Alessandro sagen würde :
    Wir müssen in die Zukunft schauen und basta.

  21. Ander detto

    Es ist ja nicht auszuschliessen, dass Aktivisten in einem Freiheitskampf zu terroristischen Mitteln (z.B. Bomben) greifen.

    “Für uns Tiroler”, wie du sagst, oder “Per noi italiani dell’Alto Adige”, wie Frau Biancofiore sagt, würde ich in der Rhetorik jedoch vermeiden. Denn wir wissen ja nicht, wie es die Mehrheit der betreffenden wirklich sieht.

    “Für uns vom Volk der Freiheit” bzw. “Für uns von der Süd-Tiroler Freiheit” – das wäre schon etwas korrekter formuliert.

    Nur weil wir grad beim Thema präzise Wortwahl sind ;-)

  22. Mazinga Z detto

    @Ander
    Zur allgemeinen Info: Ich schreibe hier nicht als Bzsp. der Süd-Tiroler Freiheit, sondern als Enkel eines SVP Gründungsmitgliedes ( http://www.svpartei.org/de/partei/geschichte/ )und als Tiroler. Die Gründungsmitglieder der SVP hatten alle die Landeseinheit als Ziel und unterstützten moralisch die Süd-Tiroler Freiheitskämpfer. Ich mache dort weiter, wo manche SVPler aufgehört haben – oder mußten.

  23. Luk4S detto

    Hmmm. Mi sa che ti sbagli. Che siano “Freiheitskämpfer” lo pensa una minoranza dei sudtirolesi. “Aktivisten” e “Bumser” penso siano le definizioni più correnti.

    Caro etranger mi sa che stavolta ti sbagli tu! :-)

    Se i nostri patrioti non avessero fatto quello che hanno fatto l’Italia non avrebbe mai accelerato sulla riforma dello statuto di autonomia… e visti i tempi per fare le cose in Italia al giorno d’oggi saremmo ancora nella stessa situazione di 50 anni fa…

    E’ ovvio che l’Italia li considerava terroristi… ma io poi mi domando, e Cesare Battisti allora? Per l’Italia è un eroe per l’Austria un traditore…

  24. Étranger detto

    Lukas, qui non è in discussione il ruolo giocato dagli attivisti nella vicenda autonomistica (ma volendo aprire questa parentesi: gli attentati degli anni sessanta non hanno colto l’obbiettivo sperato, che era quello dell’autodeterminazione, e inoltre è quantomeno dubbio che abbiano “favorito” l’esito che poi si è avuto).

    Per quanto riguarda l’uso del termine “Freiheitskämpfer” secondo me (è ovviamente una mia sensazione, visto che mancano riscontri documentati) è minoritario rispetto agli altri.

  25. Étranger detto

    Il povero M., sul suo sito (che in sostanza non è che un pessimo commentario del mio) sta continuando ad infierire sulla sua reputazione (si fa per dire). Da scompisciarsi la seguente frase:

    Ciò detto, va aggiunto quanto segue: il termine “terrorismo” e il termine “terrorista” non sono campati in aria – ovvero soggetti alla moda del parolaio di turno – ma attengono ad una definizione cosiddetta “de jure”, in diritto.

    Ah beh: “de jure”: il latinorum del neofita alle prese con una materia che non comprende. Alle volte è molto rischioso prendersela con i “parolai”.

  26. Mazinga Z detto

    2 Agosto 1980 – strage alla stazione di Bologna: 85 morti, 200 feriti.

    Fazit: Non erano Freiheitskämpfer, oder?

  27. Étranger detto

    Tu pensa. Per la strage di Bologna è stato condannato anche Licio Gelli (quello della Loggia Massonica p2) per “depistaggio” delle indagini. E gli italiani hanno consegnato per tre volte (TRE VOLTE!) ad un affiliato alla Loggia Massonica p2 il governo. Se non è una roba da vomito questa…

  28. Mazinga Z detto

    Misteri d´Italia… Che fine ha fatto il film “Colpo di Stato” di Luciano Salce, del 1969? La Rai, Mediaset e le centinaia di televisioni private hanno messo in onda migliaia e migliaia di film di ogni tipo, ma questo e’ sparito. Nessuno lo ha mai programmato e nessuno forse lo programmera’ piu’. Non è mai uscito né in videocassetta, né in Dvd. Il film era una commedia fantastica ambientata in un’ Italia dove si votava per le elezioni politiche. Il nuovo cervellone usato per lo spoglio, dopo un po’, rendeva chiaro che avrebbero vinto i comunisti. Allora cominciava un gran movimento interno ed estero, finche’ alla fine, con gran sollievo di tutti, i risultati erano truccati e la vittoria elettorale andava, come sempre, alla Dc ed ai suoi alleati.

    questa volta lo scrivo nella bella lingua di Dante – cosi il tuo carissimo amico WM capisce qualcosa…..

  29. @Lorenz
    No, non erano Freiheitskämpfer, ma estremisti di destra.
    Pensa che negli anni ‘60 e ‘70, in Italia, c’ erano anche esponenti e movimenti di estrema destra che si pronunciavano per l’ autodeterminazione del Sudtirolo, come Adriano Romualdi (figlio di Pino Romualdi) http://www.centrostudilaruna.it/memoriadiadriano.html , Rauto, Stefano Delle Chiaie, il movimento Terza Posizione e Avanguardia Nazionale, così come anche Franco Freda.

  30. [...] del Sudtirolo, non posso che consigliare la lettura di tutto il blog Segnavia, partendo magari da qui); ma del fenomeno dei “bombaroli tricolori”, che negli anni Ottanta hanno rivendicato [...]

I commenti sono chiusi.