Censura

6 Maggio 2008

Chi ricorre generalmente alla censura? A parte i casi nei quali questa pratica odiosa è legittima (spam, offese esplicite eccetera), alla censura ricorre chi non è in grado di sostenere una discussione alla pari. Chi soccombe dialetticamente e quindi, non potendo fare altro, decide che è meglio tappare la bocca all’interlocutore.

In vita mia, nei vari forum o blog ai quali ho partecipato, ho patito parecchie volte la censura. L’ho subita sul forum degli Schützen, dal giovane Orfino, da Concetta Failla e ovviamente anche dal prode artefice del blog Provinciali 2008, il quale da un po’ di tempo sposta tutti i miei commenti (anche quelli più costruttivi) in una rubrichetta intitolata “commenti non graditi” (o qualcosa del genere).

Confesso che per me è piacevole avere successo nelle discussioni, avere cioè la sensazione di possedere argomenti più validi. Ma questo trionfo, francamente, mi pare decisamente eclatante.

P.S. La signora Concetta Failla (una persona diciamo così non particolarmente creativa o brillante) comunque ha segnato pochi minuti fa un colpo che è riuscito a stupirmi. Non solo infatti mi ha censurato (in realtà ha censurato un commento da me rivolto ad un frequentatore del suo blog), ma ha addirittura poi ricopiato quello che avevo scritto io e si è rivolta a quel mio potenziale interlocutore spacciando il commento come suo. Censura e appropriazione indebita di pensieri altrui. Grandissima.

44 Risposte a “Censura”

  1. Luk4S detto:

    cosa ci vuoi fare… poi tra l’altro sta Concetta Failla mo’ si è inventata che per scrivere sul suo blog devi dare nome e cognome… cosa che trovo assurda.
    E poi il bello è che dice che parlano di lei su altri blog… e ci credo, censura chi non la pensa come lei…

  2. Étranger detto:

    Per me il blog della Failla è fondamentale (come lo sono tutti). Quando voglio andare a farmi un giro tra gli italioti di Bolzano, per esempio, cosa c’è di meglio che cliccare il blog nazional-bolzanino?

  3. Mazinga Z detto:

    italioti di Bolzano????
    Was ist ein Italiot…

  4. Étranger detto:

    Beh, tu dovresti conoscerli meglio di me. Ci vivi. Tra gli italioti.

  5. Mazinga Z detto:

    Ich kenne drei arten Italiener in Bozen:
    1.) Bozner Italiener
    2.) Faschisten die in Bozen geboren sind
    3.) Faschisten die nicht in Bozen geboren sind

  6. Étranger detto:

    2 e 3 sono gli italioti.

  7. GattoMur detto:

    @ Ètranger e Luk4S

    Ma perché vi ostinate a frequentare certi postacci?
    Ma lasciate quella povera di spirito nella convinzione che il suo blog si sia innalzato di livello e che sia un importante faro per la politica altoatesina…

  8. Mazinga Z detto:

    Manche kennen vier arten Italiener in Bozen:

    1.) Bozner Italiener
    2.) Faschisten die in Bozen geboren sind
    3.) Faschisten die nicht in Bozen geboren sind
    4.) Bozner mit aufgezwungener italienischer Identitätskarte

  9. GattoMur detto:

    Tra l’altro: la signora in questione (chiamiamola: Cettina la censora), in periodo preelettorale, si vantava di essere bombardata dallo spam, e vi leggeva un attacco ad arte contro un sito che avrebbe pesato molto sulle scelte degli elettori.
    In poche parole: se la tirava parecchio.
    Ora, alla luce del tonfo elettorale del PdL in provincia di Bolzano, se è ancora vero che il blog della succitata ha avuto un peso sulle scelte degli elettori: non si pone la signora qualche domanda sulla propria efficacia, almeno?
    Così, visto che ogni tanto legge anche questo blog, ci tenevo a farglielo sapere, perdonami Ètranger se ho approfittato della tua disponibilità.

  10. Mazinga Z detto:

    E adesso entra Mazinga Z in campo, l´unico che ha il dovere di proteggere la signora in questione.
    Mazinga Z e la signora sono vicini di casa, entrambi fieri della loro Heimat, che e´ Gries.

    E non dimenticate, che il monumento fascista ,il ritratto del Duce e altri simboli fascisti son a Gries!

  11. Valentin[o] detto:

    A dire il vero, la “signora in questione” risiede nel quartiere un tempo denominato “Quirein” (dal nome del santo “Quirino” cui è dedicata un’antica cappella di famiglia in Viale Venezia), più precisamente nella Florenzerstraße - pensate: è quasi mia vicina di casa (Triesterstraße)! Il nucleo storico di Gries dista da qui oltre un km in linea d’aria, quindi…

  12. Mazinga Z detto:

    Kennst du deine Heimat, Valentino?

    Gries-Quirein (italienisch Gries-San Quirino) ist eines der fünf Stadtviertel von Bozen. Gries-Quirein ist mit 29.870 Einwohnern (28. Dezember 2007) der an Bevölkerung größte und mit 13,46 km² flächenmäßig der zweitgrößte Stadtteil von Bozen.

    Die Katastralgemeinde Gries entspricht der historischen Gemeinde Gries, westlich der Talfer und nördlich des Eisacks, neben dem Stadtviertel Gries-Quirein auch die Stadtviertel Don Bosco und Europa-Neustift.

    Gries war eine ursprünglich selbstständige Gemeinde im Bozner Talkessel und wurde 1925 nach Bozen eingemeindet, weil die faschistische Regierung Platz für ihr italianisiertes Bozen brauchte. Ironischerweise wurde nie ein eigener italienischer Name für Gries erfunden (s. Ettore Tolomei). Quirein war ursprünglich eine der sieben Fraktionen von Gries, die ihren Namen vom heiligen Quirinus von Tegernsee ableitete. Die Mönche vom Kloster Tegernsee unterhielten am rechten Talferufer ein Weingut.
    Im 19. Jahrhundert blühte Gries als Kurort auf, an diese Zeit erinnern unter anderem die Erzherzog-Heinrich- oder Guntschna-Promende[1], die nach dem Habsburger Heinrich von Österreich (1828–1891) benannt wurde, der viel zum Aufschwung von Gries beigetragen hatte. In den 1920er- und 1930er-Jahren wurden in Gries einige Gebäude im faschistischen Stil errichtet wie das sogenannte „Siegesdenkmal“ und das neue Gerichtsgebäude.

  13. Valentin[o] detto:

    So benissimo che un tempo l’area attorno al ‘Lido’ faceva parte del comune di Gries, e che qui era tutta campagna, con vigneti ora di monaci germanici, ora dei prelati di Neustift. E so anche del comune catastale - gli altri due sui quali sorge la moderna Bolzano ricalcano rispettivamente l’antico nucleo di Bozen e le “Zwölfmalgreien” - e della circoscrizione “Gries-San Quirino” nella quale è stata eletta la Failla. Non sono nato ieri. Ma come ho avuto modo di scriverti sul tuo blog: io vivo nella realtà, tu in una cartolina d’epoca.

  14. Étranger detto:

    Sì, comunque: Quirein o non Quirein, Gries o non Gries… a me mi censurano e a voi no. E allora? Cosa vogliamo fare?

  15. Mazinga Z detto:

    Nur wer seine Wurzeln kennt, kennt seine Zunkunft.
    Kennst du deine Wurzeln?

  16. Mazinga Z detto:

    E allora? Cosa vogliamo fare?

    Ich hätte da eine “Nichtvirtuelle Idee”.

  17. Étranger detto:

    Sappiamo. Tu vuoi andare a sbevazzare.

  18. Mazinga Z detto:

    17.05.2008 Runder Tisch im Weingut von Moritzing - gutes Essen, guter Wein, gute ital. Musik und gute Gespräche.
    Geladene Gäste:
    Étranger und compania bella ( BBD )
    la signora in questione
    Super Davide
    Markus L.
    eventl. weitere Vörschläge?

  19. Valentin[o] detto:

    p.s. @ Lorenz

    Insomma, te la sentiresti di definire un abitante di Via Resia a tutti gli effetti “Grieser”? A Bolzano/Bozen chiunque considera la zona di Via Roma con vie limitrofe contrapposta a quella attorno P.zza Gries due quartieri ben distinti.

    E poi, sul conoscere le proprie radici e percepire la Heimat: pensando ai miei simpatici concittadini, proprio non riuscirei a definirmi bolzanino - tantomeno abitante di Gries. Dal punto di vista climatico, paeaggistico e urbanistico, Bolzano è una città splendida. Nulla da ridire. Ma sto molto meglio a Brixen e Bruneck, oppure ammirando le Dolomites da Mareo o Urtijei, dove vivono diversi amici. Ammetto che quando giungo alle porte del Sudtirolo leggo »Willkommen« sottovoce e più tardi (a riconferma del mio ritorno in terre familiari) osservo ammaliato la fortezza diroccata di Sigmundskron o le imponenti creste del Rosengarten in lontananza. In quei momenti penso di trovarmi a casa. La mia è un’identità fatta di persone e immagini vere, dinamiche, presenti, una sorta di armamentario capace di rendere chiunque Südtiroler (senza trattini di sorta) tanto quanto basta per sentirsi tutto sommato a proprio agio in questo magnifico territorio, consentendo al contempo una vita serena e priva di patemi d’animo. Altro che vicende medievali, araldica, alberi genealogici, sangue e suolo. Delle radici (Penon bei Kurtatsch, Biccari presso Foggia) me ne frego. Preferisco guardare le fronde degli alberi.

  20. Mazinga Z detto:

    Interessante Aussage.
    Vor 20 Jahren hatte ich dein alter und hatte ähnliche Ansichten über meine Wurzeln.

    Delle radici (Penon bei Kurtatsch, Biccari presso Foggia) me ne frego. Preferisco guardare le fronde degli alberi.

    Gerade in dieser deiner Aussage, kann man vieles zwischen den Zeilen lesen.
    Es gibt bei uns ein altes Sprichwort: Irgendwann kommt jeder nach Hause.

  21. werner detto:

    Valentino!!!!!!

  22. Étranger detto:

    Irgendwann kommt jeder nach Hause.

    Già. Tipo i cinesi. L’ho letto sulla prima pagina di quel grande romanzo che è “Gomorra”, di Saviano. I cinesi. Quando muoiono li congelano, li stipano dentro i container e li rispediscono a casa. Nei container. Qualche volta i container però si aprono, mentre volteggiano spostati dalle gru. E allora i cinesi, morti, cadono tutti a terra. Agghiacciante.

  23. Valentin[o] detto:

    Pardon Werner, sono stato un po’ brusco. Ho modificato alcuni passaggi del commento (ho le chiavi di SegnaVia) ma la sostanza resta, compreso il passaggio incriminato da Lorenz. Ho grande riguardo verso il mio paese d’origine e coloro i quali mi hanno preceduto, ma non ho bisogno di guardarmi quotidianamente alle spalle, all’indietro per sapere chi sono oggi. Questa è la differenza tra NOI e LORO. Gli ideali che ispirano BBD permettono una condivisione del territorio nuova, moderna ed europea, capace di rafforzare quei “traguardi” - primi fra tutti il pluriliguismo e lo status di Provincia Autonoma - che a partire da quel “mito fondante” (il Ventennio) ha raggiunto il nostro Sudtirolo. Gli altri scavano nel passato, alla ricerca di una giustificazione per la loro visione del presente, ammuffita e retrograda. Io ne sono profondamente disgustato.

    E poi, sul conoscere le proprie radici e percepire la Heimat: pensando ai miei simpatici concittadini, proprio non riuscirei a definirmi bolzanino - tantomeno abitante di Gries.

    Cito me stesso: riguardo ai miei concittadini, intendevo dire certi miei concittadini, dunque né Werner né Susanne (e nemmeno Lorenz).

    Gerade in dieser deiner Aussage, kann man vieles zwischen den Zeilen lesen.

    Spiegati meglio. Non ho segreti nemmeno per appassioniati di astrologia :D

  24. Mazinga Z detto:

    Spiegati meglio. Non ho segreti nemmeno per appassioniati di astrologia

    Heimat wird nicht länger nur durch verlorene Kindheit, bornierte Enge oder Blut-und-Boden-Bindungen definiert sondern als stabilisierender Ort des Kennen, Gekannt- und Anerkannt-Werdens.

    Heimat zu haben ist - insbesondere in Zeiten der Globalisierung - Grundbedingung um sich Neuem zu öffnen. Heimatlosigkeit fördert psychosomatische Störungen und Fremdenfeindlichkeit.

  25. Valentin[o] detto:

    Secondo il tuo punto di vista sarei privo di una “Heimat”? Tutti abbiamo un senso di appartenenza “geografico” più o meno nitido. Persino Étranger, che (per quanto riguarda sé stesso) delle questioni identitarie se ne frega sul serio. Ma allora, seguendo la tua logica, saremmo due razzisti?

  26. Mazinga Z detto:

    saremmo due razzisti?
    Sicher nicht.

    Fremdenfeindlichkeit, kann auch ein nichanerkennen seiner eigenen, zur Fremde gewordenen Wurzeln sein. Es hat viele Seiten. Viele meiner Freunde in Bozen habe eine deutsche Mutte und einen ital. Vater. Gerade bei der Suche nach dem stabilisierenden Ort kommt es zur Feindlichkeit der Fremde gegenüber.
    Die Fremde liegt aber im Unterbewustsein der eigenen Psyche versteckt und wird aber auch meistens gefunden. Das geschied aber komischerweise in der zweiten Lebenshälfte und wird dann als Selbstfindung fehlgedeutet. Am Ende dieser Suche findet man das Feindsbild indem man vor dem Spiegel steht und sich selbst erkennt.

  27. werner detto:

    Beeindruckend, wie fundiert Mazinga Z sich über die Individuation äußert. Nicht-Tiroler wie C.G. Jung brauchen dafür ein ganzes Forscherleben.
    Mein Ausruf, Valentin[o]!, war ausschließlich Ausdruck meiner Bewunderung für Deine kaum – oder nicht zu übertreffende - Synthese aus Formulierung und inhaltlicher Argumentation!

  28. Valentin[o] detto:

    Mein Ausruf, Valentin[o]!, war ausschließlich Ausdruck meiner Bewunderung für Deine kaum – oder nicht zu übertreffende - Synthese aus Formulierung und inhaltlicher Argumentation!

    Non saprei come risponderti, Werner. Hai ragione. Di certo l’ho messa troppo sul personale, ma l’identità è un fatto essenzialmente personale. Il finale (”me ne frego“…una vera provocazione) ha rovinato il resto. Non condivido però l’uso sconsiderato di contributi pseudostorici nei quali si spiegano le “origini” di qualsiasi cosa onde giustificare l’appartenenza ad un luogo. Per me è intollerabile: se ci piace vivere qui non è certo merito dei monaci venuti da Tegernsee. O no?

  29. Mazinga Z detto:

    @werner

    Wenne wilsch, nor konn is dir a goanz aonfocher erklärn - nochar konsche a mitreadn.

  30. Étranger detto:

    Ragazzi volete fare una pausa? Vi porto un paio di biscotti? Un caffè?

  31. Mazinga Z detto:

    Runder Tisch?

  32. Valentin[o] detto:

    Abbi pazienza Étranger. Evidentemente il thread failliano non ispirava discussioni più erudite…

    Forse stasera non capisco un accidente per colpa del gran mal di testa che mi perseguita da giorni. Congetture su Heimat e storie da cartomanti non sono il mio forte. Per carità, Lorenz ha grande competenza sull’argomento, l’intento è però il solito: ribadire la validità della sua proposta ‘patriottica’.

  33. Mazinga Z detto:

    @Valtie ( Valentino auf Tirolerisch )

    Heimatlosigkeit fördert psychosomatische Störungen und Fremdenfeindlichkeit.

    Psychosomatische Störungen

    Viele gesundheitliche Störungen spielen sich im Gefühlsbereich ab, ohne dass eine direkte körperliche Störung vorliegt. Dazu zählen zum Beispiel Angst, Nervosität, Apathie und Gereiztheit. Psychosomatische Störungen können eng mit funktionellen Beschwerden wie Kopfschmerzen, Durchfall und Kreislaufschwäche verbunden sein. Dafür ist das vegetative Nervensystem verantwortlich. Das vegetative Nervensystem steuert die unbewussten Vorgänge im Körper wie die Verdauung, die Atmung, den Stoffwechsel, usw.

    Bei Migräne- und Spannungskopfschmerzen läßt sich oft eine enge symbiotische Beziehung zu den Eltern feststellen, die auch in der Realität noch einen starken Einfluß auf die Patienten ausüben.

    Selbsthilfe bei psychosomatischen Störungen

    Psychosomatische Störungen sind ein wichtiges Alarmsignal des Körpers. Es signalisiert, dass das körperlich-seelische Wohlbefinden aus dem Gleichgewicht geraten ist.

    Bei kurzzeitig auftretenden Befindlichkeitsstörungen hilft:

    * Schlaf
    * Entspannungsübungen
    * Bewegung und Sport
    * Abwechslung, z.B. ein schönes Wochenende mit Freunden

  34. Étranger detto:

    Per me va bene Lorenz. Il Runder Tisch, dico.

    Ma volevo spendere anche due parole sul tema dell’identità (del quale ho una certa esperienza teorica).

    Venendo dalla Toscana io possiedo naturaliter un’identità molto solida. Talmente solida che non ho nemmeno bisogno di sottolinearla, né di difenderla o comunque enfatizzarla. Basta che apra bocca, si sente da dove vengo e così via. Ho la fortuna (diciamo così) di provenire da una delle regioni più belle e importanti del mondo. Talmente bella e importante che davvero si potrebbe correre il rischio di diventare sciovinisti. Qui però scatta qualcosa che mi preserva dal farlo (anzi: ci preserva: a noi toscani tutti). Siccome la bellezza di quella regione è talmente evidente e impressionante e la sua importanza (pensiamo alla storia) talmente rilevante, ecco che anche una eccessiva manifestazione d’orgoglio apparirebbe ridicola. Insomma, davanti a tanta bellezza e a tanta importanza, è difficile che uno possa pensare di avere qualche “merito” nella faccenda.

    Provate ad immaginarvi una situazione del genere. Se siete nati vicino a Firenze e fate una gita, potete incontrare nello spazio di una breve passaggiata una tale quantità di documenti e testimonianze della genialità umana da rimanere schiacciati. Leonardo di qua, Michelangelo di là, Della Robbia di su, Galileo di giù. E poi i palazzi, le colline, i negozi… Allora: avrebbe senso essere orgogliosi di ciò? Potrei davvero sentire Michelangelo parte di “me”, della mia “storia”, quando m’immagino benissimo che Michelangelo, incontrandomi, l’unica cosa che mi direbbe sarebbe: che cazzo vuoi brutta razza di insignificante fallito?

    Ecco. Secondo me l’esser sempre vissuto a contatto con simili altezze un po’ ti preserva dal ritenerti in qualche modo partecipe di quella specie di gloria.

    Qui (capisco Lorenz) è obiettivamente più semplice identificarsi con i propri simili, ritenere che la storia di questo luogo ti abbia plasmato.

    Poi ovviamente c’è il discorso legato alla rilevanza che in questo luogo (parlo del Sudtirolo) ha giocato la storia e la politica contemporanea. Qui uno è obbligato a schierarsi, a identificarsi, a fare di sé il rappresentante di un gruppo contrapposto all’altro. E dunque è quasi impossibile (per Valentino lo è, ma lui è una luminosa eccezione) sottrarsi a quella dolce (o amara, per gli italiani di qui per esempio) costrizione a recitare un copione collettivo e doppiamente identitario.

    Non so se mi sono spiegato.

    Insomma. A me le beghe locali mi divertono molto. Però effettivamete mi divertono perché posso guardarle con un duplice distacco. Prima di tutto perché non sono di qui. Secondariamente perché non sento nessun bisogno di provare ad esserlo. Anzi. Io una patria ce l’ho. Talmente ingombrante che sono dovuto fuggire per non finirci schiacciato sotto.

  35. Mazinga Z detto:

    @Étranger

    Du sprichst immer von der Toskana, nie von Italien.
    So wie ich mich als Tiroler, aber nie als Deutscher fühle so fühlst du dich als Toskaner aber nicht als Italiener. Da hat mein toskanischer Blutsbruder schon wieder was gemeinsam mit seinem tiroler Bludsbruder.

    Ich glaube,unterm Strich bist du mehr Patriot als ich, wobei wir unsere Wurzeln in der Anarchie wiederfinden.

  36. Étranger detto:

    Du sprichst immer von der Toskana, nie von Italien.

    È vero. Toskana ist nicht Italien.

    … wobei wir unsere Wurzeln in der Anarchie wiederfinden.

    Questa definizione mi piace molto. Sono totalmente d’accordo.

  37. Étranger detto:

    Toskana ist nicht Italien. Ecco, ci sono. Vedi Lorenz? Questo, per noi toscani, è TALMENTE OVVIO, che non sentiremmo mai il bisogno di dirlo. E figurati di segnalarlo con un cartello. È ovvio. Lo sappiamo noi. Lo sanno gli altri. Lo sanno tutti. A che scopo ripeterlo?

  38. Mazinga Z detto:

    http://de.youtube.com/watch?v=ksuVl3sEf7s

  39. Étranger detto:

    http://de.youtube.com/watch?v=GVqDX4Q6jjQ

  40. Mazinga Z detto:

    http://de.youtube.com/watch?v=fkuOAY-S6OY

  41. Bakunin detto:

    Bella discussione…non sulla censura, ma interessante. Già il fatto di “sbirciare” spesso nei blog bolzanini la dice lunga su quanto si possa essere legati ad una Heimat, per quanto ormai lontana nel tempo. È dal 1984 che non abito più a Bolzano, eppure fino a 10 anni fa, a domanda rispondevo che ero bolzanino. Ora non più. Il fatto di trascorrere l’infanzia e l’adolescenza in un determinato luogo geografico, magari anche con genitori e nonni cresciuti negli stessi luoghi è sicuramente pregnante, ma assolutamente casuale. Inoltre è una situazione tipica soprattutto in territori (una volta) isolati, tipo montagne o isole. Quello che ci lega alla Heimat sono solo i ricordi di quella che è la stagione migliore, la primavera. Mazinga Z dice: “Heimatlosigkeit fördert psychosomatische Störungen und Fremdenfeindlichkeit.” Ma se nel passare degli anni si lascia prendere il sopravvento all’anima nomade che in realtà è fortemente radicata negli esseri umani, ci si aggorge del contrario.

  42. Bakunin detto:

    …accorge del contrario…pardòn

  43. Mazinga Z detto:

    Heimat - Das ist eben eine Tiroler Eigenheit. Gerade diese Tiroler Eigenheit hat 1809, am Berg Isel fast die Geschichte angehalten. Die Italiener waren schon immer ein See- und Handelsvolk, die die Heimat eher im weiten Horizont suchten und auch fanden. Wir Tiroler sind zu sehr an unseren Wurzeln befangen, was sicher auch Nachteile hat.
    Psychologisch ist unsere Tiroler-Heimat heute ein subjektives Empfinden, unabhängig von politisch-juristischen Definitionen. Sie besteht aus individuellen Einstellungen zum Land Tirol, Gesellschaft und persönlicher Entwicklung des Einzelnen. Ihr Verlust oder die Angst davor wird als Heimweh empfunden. Für den, der seine Heimat verlassen hat( immerhin 100.000 Süd-Tiroler ), kann Heimat gleichbedeutend werden mit Vaterland. Es ist möglich, dass ein solcher Mensch sich dann für eine Wahlheimat entscheidet.

  44. Oscar Ferrari detto:

    Da quello che ho visto in giro, la censura si esercita nei blog sudtirolesi (o altoatesini, chiamali come vuoi), e in quelli dei politici tipo Mastella. Qualcosa vorrà pur dire…

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