Fremdkörper
8 Maggio 2008
Sulla recente proposta avanzata dalla SVP di Bolzano, cioè quella di istituire esami linguistici d’accesso negli asili tedeschi, si legge oggi una dura (e condivisibile) presa di posizione di Riccardo Dello Sbarba (Alto Adige e blog) e una letterina furente del nostro GattoMur (sempre sul quotidiano Alto Adige). Non mi pare ci sia bisogno di aggiungere altro (se non, forse, che comunque non è certo il caso di parlare di “apartheid”, come ovviamente fanno le persone che non capiscono niente).
Solo una piccola nota al margine (una spigolatura, per così dire). Sul Corriere dell’Alto Adige è apparsa anche questa presa di posizione del consigliere provinciale di Forza Italia, Alberto Pasquali. La riporto perché è di una comicità rara:
Ci sono troppi bimbi italiani negli asili tedeschi? Si facciano più asili.
A chi sfuggisse la comicità di questa affermazione (ormai sono abituato a non farmi illusioni: non sono sicuramente in pochi), propongo questo apologo.
Luigi e Roberta hanno un figlio, Matteo. Matteo è stato iscritto all’asilo tedesco x. Come ogni mattina, Roberta, recandosi al lavoro, accompagna Matteo all’asilo. È un po’ in ritardo, Roberta, e arriva quando il portone d’ingresso sta per chiudersi. Però ce la fa, apre e sale le scale che portano alla classe del figlio. Stranamente, in giro tutto è silenzioso, molto tranquillo. Aperta la porta dell’aula, Roberta si accorge che i bambini sono pochissimi. Ci sono Tommaso, Francesca, Pasqualino… ma mancano gli altri. Dove sono Thomas, Günther e Sabine? Dov’è Timon, dov’è Sebastian? “Si sono tutti trasferiti nella scuola qui accanto, quella che hanno costruito stanotte”, dice la maestra.
Altra spigolatura. Il Coordinatore comunale di Forza Italia, Enrico Lillo, afferma:
Ellecosta deve sapere che in Svizzera vengono insegnate simultaneamente ben 4 lingue: tedesco, francese, italiano e inglese. I bimbi trascorrono un’ora in un’aula in cui predomina un colore cui viene associata una delle 4 lingue, passando da una classe all’altra in modo naturale.
Insomma, la Svizzera è un vero Paradiso, per Lillo.
Ma è davvero così? Ovviamente no.
E già che ci sei leggi anche qui
Senza bisogno di riferirsi alla Svizzera (che presenta una situazione particolare, problematica e senz’altro non da cartolina illustrata come vorrebbe farci credere Lillo), una versione pluricromatica del plurilinguismo si trova nelle nostre valli ladine:
Di Ellecosta mi ero già occupato comunque QUI
Come dimostrato dalle più recenti ricerche, tanto prima un bambino viene sottoposto ad una pluralità di lingue e di linguaggi tanto più verranno “allenate” e si svilupperanno le sinapsi. Con il termine inglese NGF (nerve growth Factor) si spiega la maggiore velocità di apprendimento nei bambini che negli adolescenti e negli adulti.
Quindi non ci si dovrebbe porre solo il problema dell’età dei bambini nell’apprendere una lingua seconda poiché lo sviluppo del plurilinguismo potenzia la plasticità celebrale, stimolando l’NGF, e ciò comporta una più elevata plasticità mentale e lo sviluppo dell’intelligenza in quanto tale.
Quindi se un bambino viene sottoposto a degli stimoli linguistici che coinvolgono la maggiorparte dei sensi (tatto, vista …), vedi M.Montessori, si potrà forse dire di guidare il discente alla scoperta del sapere e non ad un apprendimento inteso come una trasmissione di sapere dall’insegnante al bambino.
Ricordo che M.Montessori ha istituito più di mezzo secolo fa le cosiddette “case dei bambini”, quelle che noi chiamiamo scuole dell’infanzia e/o asili dove i bambini imparano a scrivere e a leggere molto prima del primo anno della scuola primaria. Ciò per dire che non solo le lingue si possono apprendere con più facilità in età precoce, è l’NGF che lo dimostra.
Ipotizzo che chi vuole introdurre un esame di lingua per i bambini (vorrei conoscere la formula di questo esame, mi diverte molto pensare ad un bambino di 3 anni davanti alla commissione del patentino…) o chi vuole più asili non conosce approfonditamente i lavori dei grandi pedagogisti e i risultati delle ricerche più recenti che spingono sempre più verso un apprendimento/insegnamento precoce. Ricordo inoltre, e termino, che le politiche scolastiche degl’altri paesi europei tendono ad un abbassamento dell’obbligo scolastico: la scuola dell’obbligo inizia a 3 anni e non a 6 come da noi. Saranno mica più consci dell’importanza dell’apprendimento precoce???
Grazie della citazione, adesso sto andando a lezione ma siccome l’argomento è interessante, lo riprendiamo se vi va questa sera quando rientro.
Zwei nicht uninteressante Artikel über das Bildungssystem/Kindergärten in anderen Gefilden:
http://www.uni-protokolle.de/nachrichten/id/31767/
Ein Blick nach Übersee:
http://www.ftd.de/forschung_bildung/bildung/:Agenda%20Mustersch%FCler%20Kanada/285913.html
É,
c’è la possibilità di registrarsi qui?
Cos’è il disegnino vicino al mio nick?
Una stretta di mano,
Martin Gotter
Ciao Martin. Il disegnino è il sostituto dell’avatar (te ne puoi fare uno sfruttando le risorse di wordpress). Non c’è bisogno di alcuna registrazione. Il forum è libero. Porte e finestre spalancate.
Fanno ridere quelli di sForza Italia.
In Svizzera c’è pari dignità per tutte le lingue della confederazione non come in Italia. Non mi pare che lo stato italiano pubblichi le proprie leggi e/o regolamenti in tedesco, francese e italiano…
Basta vedere soltanto la homepage del parlamento svizzero:
http://www.parlament.ch/I/Pagine/WelcomePage.aspx
e quello italiano:
http://www.parlamento.it/
Quindi cari italiani prima fate una vera riforma federalista di questo stato con pari dignità per tutte le lingue e poi ne riparliamo.
@Lukas
Nicht um Dich belehren zu wollen, aber Italien ist ein Nationalstaat.
Italienisch wird von weit über 90% der Bevölkerung gesprochen (als Muttersprache, wohlbemerkt).
Die Confederation Helvetique besteht aus 4 Sprachgruppen (Rumantsch ist seit den 30er Jahren 4. offizielle Landessprache).
In Deutschland werden die Gesetze auch nicht auf sorbisch, dänisch, friesisch oder türkisch veröffentlicht
@Lukas
Damit wollte ich lediglich sagen, daß regional begrenzte Sprachminderheiten auf nationale Ebene keine Bedeutung haben.
Die Schweiz war schon immer eine mehrsprachige Nation, wie die K.u.K.-Monarchie einst.
@Luk4s
Noi faremo anche ridere ma almeno cerchiamo di essere propositivi, non facciamo parte del popolo del “no a prescindere”, che come si è visto ha ricevuto una sonora batosta.
Enrico, lasciamo perdere il popolo del “no a prescindere”. Non ci interessa. Io sono interessato invece a capire da dove hai tratto quelle informazioni sulla Svizzera.
@Matteo
Ciao,
secondo me tu 1) conosci già il sito che sto citando sotto ma 2) forse non quest’ articolo, che merita la lettura.
Buona giornata intanto.
“Jedes Volk hat aber das Recht auf Gesetze in der eigenen Sprache (…)”
“Deshalb bestehen wir auch auf unseren eigenen Institutionen, auf dänisch-sprachigen Kindergärten und Schulen. Nur so können wir unsere Identität leben und weitergeben. Diese Botschaft gilt allen Staaten: Wenn ihr die Minderheiten in euren Grenzen schützen wollt, dann müßt ihr ihnen auch die Institutionen geben, in denen sie sich entfalten können.”
http://www.gfbv.it/3dossier/eu-min/schleswig.html
Dal silenzio di Lillo devo forse arguire che l’esempio della Svizzera sia stato un po’ scelto a caso, senza una seria riflessione/informazione preliminare? Possibile?
è un po’ datata ma interessante
http://www.gebi.bz.it/gebi/info2000/arnau.htm
Äußerst interessant:
http://www.spiegel.de/schulspiegel/ausland/0,1518,552614,00.html