Proporz
20 Maggio 2008

In Sudtirolo ognuno sa cos’è la cosiddetta “proporzionale”. O meglio: in Sudtirolo tutti dovrebbero sapere che cos’è questa norma introdotta contestualmente allo Statuto d’Autonomia che regola la suddivisione dei posti di lavoro in ambito pubblico secondo la proporzione numerica dei gruppi linguistici presenti sul territorio. Purtroppo però non è così. Ogni tanto si incontra infatti qualcuno che pur conoscendo questo “meccanismo” in forma superficiale, esprime valutazioni e commenti che lasciano intendere di ignorarne storia, motivazioni e ragioni di fondo.
Qualche giorno fa, viaggiavo sull’autostrada del Brennero, mi sono fermato ad un autogrill per usare il bagno. Sulla porta interna, scritta a pennarello, ho trovato questa strampalata elucubrazione:
La proporzionale etnica applicata ai posti di lavoro pubblici (ai privati ci pensano direttamente le dinamiche sociali) è un sistema che comporta una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sull’origine etnica. E costituzionalmente tutelata. La singolarità assoluta dell’Alto Adige/Südtirol è proprio questa: subordinando al principio dell’etnia tutti gli altri principi giuridici fondamentali, ristabilisce la priorità del diritto naturale sul diritto positivo. Tu hai diritti che altri non hanno in quanto sei di quell’etnia. Tu invece non hai diritti che altri hanno perchè sei dell’altra etnia. Tu sei della mia tribù, tu no. A più di trecento anni dalla Rivoluzione francese (e rivoluzione del diritto connessa), nel cuore dell’Europa c’è una provincia che ha legittimato la discriminazione etnica su base normativa. Alla fine, rimane solo l’orrore: l’orrore di constatare che tutti considerano questa via la via della normalità. Perchè, si dice, bisogna tutelare una minoranza. E se la tutela di una minoranza diventa la discriminazione di un’altra? Non importa. Anzi: chissenefrega. O mir isch scheiss egal, che è la stessa cosa solo in un altra lingua: quella dominante della minoranza da tutelare.
Chi mai avrà scritto queste stupidaggini? – mi sono chiesto – Chi può essere talmente imbecille da affermare queste sciocchezze trovando pure la forza di esprimerle in un luogo pubblico? Non importa. Non è tanto importante sapere chi sia l’autore di queste frasi infantili, ma chiedersi se magari ci sono altre persone che, al pari di lui (o di lei), pur evidentemente vivendo qui, abbiano una così scarsa contezza del significato delle regole fondamentali che regolano la convivenza pacifica dei diversi gruppi linguistici presenti su questo territorio. Sarebbe invero preoccupante.
È improbabile che l’anonimo autore del cesso autostradale legga questo blog. Casomai lo facesse, però, potrebbe trovare utile leggersi questo testo, tratto da una pubblicazione divulgativa sul censimento (*), augurandoci ovviamente che sappia compitare alla meglio un po’ di tedesco:
Der ethnische Proporz stell einen Mechanismus dar, der den Angehörigen der deutschen, italienischen und ladinischen Sprachgruppe den Genuss bestimmter Rechte wie den Zugang zu öffentlichen Stellen oder die Gewährung von sozialen und kulturellen Mitteln im Verhältnis zu ihrer zahlenmäßigen Stärke sichert. Seine erste rechtliche Grundlage findet der Proporz in Art. 1, Abs. 2 des Pariser Vetrages vom 5. September 1946. Dieser verpflichtet Italien dafür Sorge zu tragen, dass im Gebiet der (damaligen) Provinz Bozen und den benachbarten zweisprachigen Gemeinden der Provinz Trient (Unterland) die “Staatsbürger deutscher Zunge” bei der Zulassung zu öffentlichen Ämtern gleichberechtigt sind, um eine “angemessenere Verteilung” der Beamtenstelle zwischen den Volksgruppen zu verwirklichen. Hintergrund der Regelung im Pariser Vertrag war die Tatsache, dass zum damaligen Zeitpunkt die Stellen in der öffentlichen Verwaltung größenteils von italienischsprachigen Beamten besetzt waren.
Mit den Proporzsystem sollte gewährleistet werden, dass beide ethnischen Minderheiten [cioè i tedeschi e i ladini] in ihrem angestammten Lebensraum in gewissen Bereichen des öffentlichen Lebens vom staatlichen Mehrheitsvolk nicht ins Abseits gedrängt werden, sondern jene Stellung einnehmen können, die ihnen aufgrund ihrer zahlenmäßigen Stärke zusteht. Da aber in der Proporzregelung nicht nur den beiden ethnischen Minderheiten das Recht zuerkannt wird, sondern auch der örtlichen italienischen Sprachgruppe, entfaltet der ethnischen Proporz auch zu Gunsten Letzterer seine Schutzwirkung, und zwar in all jenen Bereichen, in denen die ethnischen Minderheiten der Deutschen und Ladiner mehrheitlich vertreten sind und die italienische Sprachgruppe zahlenmäßig in der Minderheit ist.
Il testo è chiarissimo, oserei dire didascalico (purché ovviamente ci sia qualcuno che abbia l’onestà intellettuale di capire quello che c’è scritto). Vale la pena però sottolineare l’ultimo passaggio (Da aber in der Proporzregelung nicht nur den beiden ethnischen Minderheiten das Recht zuerkannt wird, sondern auch der örtlichen italienischen Sprachgruppe, entfaltet der ethnischen Proporz auch zu Gunsten Letzterer seine Schutzwirkung, und zwar in all jenen Bereichen, in denen die ethnischen Minderheiten der Deutschen und Ladiner mehrheitlich vertreten sind und die italienische Sprachgruppe zahlenmäßig in der Minderheit ist) per far capire bene che chiunque parli di “discriminazione” degli italiani (altoatesini) MENTE SPUDORATAMENTE.
Detto questo, è perfettamente logico che l’istituto della proporzionale venga criticato nel merito della sua applicazione e contestualmente al suo valore strategico, di formazione della società sudtirolese. Ma per l’appunto, NEL MERITO, e non attivando una nauseante retorica nazionalista di stampo dichiaratamente fascista come in fin dei conti ha fatto quell’ignoto autore scrivendo sulla porta del cesso suddetto.
(*): Verena Brunner, Thomas Ladurner, Karl Zeller, Volkszählung in Südtirol, Bozen 2007.
Das Schönste an dem genannten Blogeintrag des nicht näher genannten Bloggers ist, dass er anscheinend selbst nicht liest was er schreibt: Großmaulig wird das Antidiskriminationsgesetz zitiert:
> Costituisce discriminazione indiretta ogni trattamento
> pregiudizievole conseguente all’adozione di criteri che
> svantaggino in modo proporzionalmente maggiore i
> lavoratori appartenenti ad una determinata razza, ad un
> determinato gruppo etnico o linguistico, ad una determinata
> confessione religiosa o ad una cittadinanza e riguardino
> requisiti non essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa.
In Warheit bin ich kein Rechtsgelehrter: Trotzdem kann ich eigentlich eindeutig aus dem Gesetzestext herauslesen, dass “Diskrimination” so definiert ist, dass sie “überproportional” (proporzionalmente maggiore) jemanden benachteiligen muss. Schon allein der treffende Name der “Proporzionale” verrät, dass hier dieser Paragraph keine Anwendung finden kann.
Caro/a Seth, condivido in pieno il tuo intervento. Ma c’è un punto sul quale forse ti sbagli:
dass er anscheinend selbst nicht liest was er schreibt
Ho fondato motivo di credere che invece il personaggio in questione legga proprio solo quello che lui stesso scrive. E oltretutto pensa di scrivere cose notevoli! È questo il dramma umano che abbiamo di fronte.
P.S.
In Warheit bin ich kein Rechtsgelehrter
Neppure io. Pensa che comunque abbiamo una fortuna. Esiste un blog (Provinciali 2008 ) che è gestito da un grande esperto di diritto (anche internazionale). Lui sicuramente sa tutto di discriminazione e roba simile. Forse dovremmo sottoporre al suo dotto giudizio quelle frasi imbecilli che io ho letto nel cesso dell’autostrada. Lui sì che saprebbe confutarle!
Auch ich habe mich einmal auf den Blog des besagten Experten verirrt und fürchte, dass der Plafond der Peinlichkeit noch nicht erreicht ist – da ist noch Luft nach oben.
Abgesehen von der in diesen Aussagen demonstrierten absoluten Ahnungslosigkeit, ist es regelrecht erheiternd wie mit bestimmten Themen, die Steckenpferde Étrangers sind, versucht wird eine Reaktion von ihm zu provozieren, um ihn anschließend in eine eigene passwortgeschützte (!) Rubrik zu verbannen.Ganz großes Tennis!
http://provinciali2008.wordpress.com/v-archivio-commenti/1-etranger/
@ Prinzenvinzen
Prima di tutto benvenuto! Era ora.
Riguardo al fatto che il nostro amico abbia secretato la rubrica (spazzatura) nella quale lui custodisce i miei interventi (in realtà pietosi tentativi di indurlo a recuperare un minimo di dignità intellettuale), ho una teoria: si vergogna. O almeno io lo spero. Perché ne ha cospicuo motivo.
Categoria megalomani, parolai, presuntuosi, provocatori, maleducati e offensivi
Lui non ti ama
Non mi ama perché l’ho buttato giù dal seggiolone dove si era arrampicato (e dove purtroppo tenta continuamente di risalire).
Non trovi però discriminante il fatto che io non possa leggere il testo in quanto di lingua italiana?
E ancora (stupidamente): devo dire che il livello culturale lassù è ben altra cosa rispetto a quaggiù: da noi nei cessi si trovano solo numeri di telefono per particolari prestazioni o offese a màmmeta. anche qui
@ pessimesempio
In Alto Adige/Südtirol esiste l’obbligo del bilinguismo su tutta la cosiddetta cartellonistica, sulla segnaletica e su ogni tipo di comunicazione scritta rivolta al pubblico. Esistono ancora eccezioni, talvolta in ambiti sensibili (per esempio i foglietti esplicativi abbinati ai medicinali, che in qualche caso non riportano il testo in tedesco). L’obbligo di utilizzare il bilinguismo anche sulle scritte fatte nei cessi non è però effettivamente ancora stato introdotto. Dovremmo provvedere.
L’incauto presidente del Consiglio Provinciale, in un suo intervento sul blog Provinciali 2008, ha tentato di rimettere il povero M. sui binari della ragione:
Mi ricordo che quando io parlai di “discriminazione positiva” (su BBD) il M. andò su tutte le furie sbraitando che questo concetto era un “assurdo giuridico”. A nulla valse il mio rimando a copiosa letteratura. A questo punto temo che anche gli interventi di Riccardo Dello Sbarba rischino seriamente di essere avviai ad una apposita “rubrica spazzatura”…
Leggo con molto interesse il tuo blog. Io sono ex altoatesino, ovvero nato a Bolzano ed “espatriato” (in Lombardia) per motivi di studio quando ancora l’Uni non c’era. Non capisco l’importanza di una scritta sulla porta di un “servizio igenico” sull’autostrada. Capisco che è l’occasione per parlare di un argomento, ma diamine, non si può mica rispondere “a ogni can che abbaia”.
L’autore di quella frase, che a mio parere è un’interpretazione distorta della realtà e pesantemente influenzata da posizioni dogmatiche, ma che vanno cmq rispettate e controbattute ad argomenti. Forse ci si lascia trasportare dalla passione, ma mi sembra che il tono fosse un po’ troppo offensivo. Un consiglio se la posizione di qualcuno non ti piace (la cosa è assolutamente lecita) non parlarne! Sei sul tuo blog a casa tua, fai quello che vuoi tu. Ma l’autore chi è? Ho la sensazione che in realtà ci sia della storia…. O sbaglio?
Diskriminierung im juristischen Sinn liegt vor, wenn der Gleichheitssatz verletzt wird – und dafür keine SACHLICHE RECHTFERTIGUNG vorliegt.
Oder ist etwa beispielsweise die Progression der Steuerpflicht auch eine Diskriminierung?
Das Autonomiestatut (insbesondere die finanzielle Autonomie) eine Diskriminierung der Bürger im Rest von Italien?
Wir bewegen uns hier allgemein und rechtsvergleichend gesprochen auf dem Gebiet der Grundrechtseingriffe – und hier gibt es in ganz Europa -je nach Ausgestaltung – soetwas wie: Gesetzesvorbehalte verschiedenster Art (riserva di legge), verschiedene Arten von sog. Schranken und Sachlichkeitsgebote.
Der Minderheitenschutz ist aber in JEDEM europäischen Rechtsstaat eine sachlicher Rechtfertigungsgrund für Differenzierungen.
Aber eigentlich sagt einem schon die Logik, dass Instrumente des Minderheitenschutzes dem Gleichheitssatz widersprechen müssen, aber gerechtfertigt sind, wenn sie der Chancengleichheit der Minderheit dienen.
Lorenzo, l’autore di quella scritta è un signore che tiene un blog “ombra” del mio. Cioè, ogni volta che io pubblico qualcosa, lui si illude di farmi le pulci contro-argomentando (si fa per dire) sul suo blog. Pensa che una volta, in una mail privata, mi ha addirittura detto di essere “mille anni avanti a me”. Non pago di questo, il signore in questione non pubblica i miei interventi e le mie risposte, ma le “stocca” tutte in una rubrica che fino a poco tempo fa s’intitolava “spazzatura” (rubrica per di più secretata, da quando si è accorto che era quella più letta del suo blog).
Me la prendo con lui non per una questione personale. Ho infatti il fondato sospetto che il suo atteggiamento non sia che la punta di un iceberg, di una mentalità assai diffusa tra gli altoatesini (e in particolare tra i bolzanini). Il modo di pensare di questa gente è stato ampiamente illustrato (e giustamente stigmatizzato) nel libro del mio amico Lucio Giudiceandrea (”Spaesati”, ed. Raetia), una lettura che ti consiglio caldamente.
Se ti regge lo stomaco, questo è l’indirizzo del blog in questione:
http://provinciali2008.wordpress.com/
(Pensa quanto sono generoso io: gli faccio pure pubblicità).
@Etranger
è difficile per me pensare alla proporzionale come qualcosa di non discriminante. Ma di questo ne abbiamo già discusso. Fra l’altro come il presidente del consiglio provinciale fa notare, anche l’azione positiva è un meccanismo che deve essere limitato nel tempo, immagino fintato che il danno, il torto, lo squilibrio, chiamalo come ti pare non è stato riparato. (E a ma pare che sia il nostro caso, penso difficilmente si possa affermare il contrario)
Ed è logico che sia così perchè il diritto del singolo cittadino a pari trattamento è sicuramente maggiore di quanto non lo sia quello di gruppi o categorie.
Ma la proporzionale prolungata oltre il necessario non solo è un meccanismo ingiusto e discriminatorio, ma assieme all’obbligatorietà della dichiarazione di appartenenza rappresenta il pilastro che sostiene questa visione etnocentrica della società che ci impedisce di ritrovare la serenità e l’armonia fra le persone nonchè le normali dinamiche politiche e sociali.
Sì Sergio, ne abbiamo già parlato, ma serve sempre riprenderlo, questo discorso, perché altrimenti continuiamo a propagare leggende metropolitane che sono nocive per tutti.
Io non sono un difensore della proporzionale, non ritengo cioè che sia un meccanismo immune da critiche. Ci tengo però a manifestare la mia piena disapprovazione nei confronti di opinioni che vorrebbero farla passare per quel che non è (poco meno che un crimine contro l’umanità, nelle parole del nostro amico fine giurista).
La proporzionale è stata un male necessario, diciamo così, alla reintroduzione di un equilbrio basato sulla dura realtà dei numeri. C’era un evidente torto da riparare e l’ha riparato. Che poi questa situazione, adesso, sia da riconsiderare lo trovo certamente sensato. Tieni però conto del fatto che – allo stato attuale – la proporzionale tutela ANCHE il gruppo linguistico italiano, ed è per questo che persino i partiti della destra (AN in primis) non lo condannano più.
@etranger
la tesi secondo cui la proporzionale tutelerebbe il gruppo italiano secondo me è un’altra leggenda metropolitana da smascherare se non altro perchè oggi come oggi è applicata dalla parte forte che la usa a proprio vantaggio (vedi ad es. la nota questione dei posti apicali o dirigenziali). Accontentarsi della proporzionale, di questa proporzionale soprattutto, significherebbe accettare un ruolo sempre più subalterno di un gruppo (che fra l’altro ha una propria vocazione nell’amministrazione e quasi nessuna chance nell’economia tradizionale) ma quel che è più grave accettare questa base etnica di impostazione della società.
June 4, 1965 In an eloquent speech to the graduating class at Howard University, President Johnson frames the concept underlying affirmative action, asserting that civil rights laws alone are not enough to remedy discrimination:
“You do not wipe away the scars of centuries by saying: ‘now, you are free to go where you want, do as you desire, and choose the leaders you please.’ You do not take a man who for years has been hobbled by chains, liberate him, bring him to the starting line of a race, saying, ‘you are free to compete with all the others,’ and still justly believe you have been completely fair . . . This is the next and more profound stage of the battle for civil rights. We seek not just freedom but opportunity—not just legal equity but human ability—not just equality as a right and a theory, but equality as a fact and as a result.”
http://www.infoplease.com/spot/affirmativetimeline1.html
@Prinzenvinzen
anche le normali medicine non servono a nulla contro una grave infezione. Per questo si usano gli antibiotici. Ma poi quando l’infezione non c’è più gli antibiotici li devi smettere perchè altrimenti il tuo organismo soffre.
E’ questo il senso della affirmative action: un rimedio estremo e temporaneo.
Sergio, la famosa questione dei posti apicali o dirigenziali rientra nel quadro normativo della proporzionale? Temo di no. Tu dici che il fatto che la proporzionale torna utile (anche) agli italiani è una leggenda metropolitana? E la destra italiana dà dunque credito ad una leggenda del genere? Mi pare un po’ strano, no?
Cito Minniti (non superciuk o Marcon) da “Il concetto e il progetto”, pp. 81-82:
Leggende metropolitane sono quelle propagate dai vari Marcon & co. Lascia fare.
@Sergio Sette
Der Proporz ist eine wesentliche Säule des Minderheitenschutzes. Die Situation der südtiroler Minderheit in Italien ist den Umständen entsprechend als positiv zu bewerten. Nur: An der Eigenschaft der Südtiroler als Minderheit in einer Nation, hat sich nichts geändert. Auf der anderen Seite ist das gesellschaftliche und politische Klima auch in Italien wie man jüngst gesehen hat, keine Konstante und kann sich zum Nachteil von Minderheiten verändern. Der juristische Schutz ist somit nicht obsolet, nur weil er im Moment nicht akut notwendig ist.
Wenn Bereiche des Minderheitenschutzes abgebaut werden, kann es früher oder später dazu kommen, dass die Einrichtung des Minderheitenschutzes als solche zur Disposition gestellt wird und sich ein sogenannte Dammbruch einstellt.
Dieses Thema nimmt im öffentlichen Diskurs wenig Platz ein und ich bezweifle, dass es viele Fälle gibt in denen der Minderheitenschutz zu einer signifikanten Diskriminierung anderer Bürger führt.
Außerdem wo genau liegt der Vorteil der deutschen Minderheit gegenüber der italienischen Sprachgruppe? Die Bedingungen sind ja für beide gleich.
A tutti, è vero che la proporzionale è un argine sicuro al continuo cambio dell’umore politico in Italia, siamo d’accordissimo. Ma l’orizzonte deve andare oltre alla mera relazione con il Belpaese. Ora la definizione identitaria è forzatamente univoca: o sei italiano o tedesco o ladino!
Ultimamente leggevo le statistiche sui matrimoni misti: in Alto Adige, se non ricordo male, sono circa il 25%. Il che conoscendo la distribuzione etnica sul territorio vuol dire che nelle zone a forte convivenza sono circa il 50%. Non è che inevitabilmente la realtà supererà la teoria? Non si può, a mio avviso, chiedere a un mistilingue di prendere una posizione identitaria tanto univoca, se lo farà sarà esclusivamente per convenienza. Il discorso che bisognerà affrontare nei prossimi anni sarà diverso da quello degli ultimi 50 (il mondo va avanti anche in Südtirol per fortuna) ovvero come affrontare un’identità in quanto sudtirolese o altoatesino a prescindere dalla lingua che si parla perchè moltissimi le parleranno naturalmente entrambe e la conflittualità si potrebbe spostare, piuttosto, verso chi arriva da fuori e non condivide lo stesso mondo culturale/etnico. Io già 20 anni fa avevo questo sentore. Oggi leggo i commenti e vedo che non si è fatta moltissima strada. Sono bilingue e per me ciò è un vanto e una ricchezza. Tutto il resto alla lunga tende a essere noioso…. e anche un po’ dispersivo rispetto alle problematicità sullo sfondo.
Lorenzo: pienamente d’accordo con te. Noi di BBD ci battiamo per quello.
Ma che succede oggi ? Lillo mi dà del veterocomunista, tu del compagniuccio di Minniti.
Etranger, a me di quello che dice la destra non me è che mi interessi più di tanto, non capisco cosa significa continuare a contrapporre ai miei argomenti il “ma Minniti ha detto che…”. Con rispetto per Minniti, ma chissenefrega, non è questo il punto.
Il problema degli apicali c’entra: è la dimostrazione che un meccanismo di emergenza usato scorrettamente e in chiave etnico/politica può generare gravi distorsioni.
@Prinzenvinzen
“Die Situation der südtiroler Minderheit in Italien ist den Umständen entsprechend als positiv zu bewerten. Nur: An der Eigenschaft der Südtiroler als Minderheit in einer Nation, hat sich nichts geändert”
Quindi per te la proporzionale esiste non per riparare un torto ma solo perchè i sudtirolesi di lingua tedesca sono minoranza. Oppure perchè il torto è quello di essere parte dell’italia e non è stato pertanto riparato.
“Der juristische Schutz ist somit nicht obsolet, nur weil er im Moment nicht akut notwendig ist.”
La tutela giuridica non è la proporzionale, ma lo statuto d’autonomia. La proporzionale è una norma transitoria, caduta la quale non viene persa la tutela giuridica ma solo lo strumento con cui si è (ampiamente) ripianata una situazione di squilibrio
“Außerdem wo genau liegt der Vorteil der deutschen Minderheit gegenüber der italienischen Sprachgruppe? Die Bedingungen sind ja für beide gleich.”
I problemi sono diversi :
1. Il gruppo italiano ha nell’amministrazione uno sbocco occupazionale importante, non avendo per esempio nè terreni, nè alberghi o attività artigianali che rappresentano l’alternativa occupazionale tipica. Limitare l’accesso a tali posizioni mette in grave difficoltà questo gruppo.
2. La proporz. è oggi applicata da funzionari che rappresentano l’altro gruppo e la stanno usando in modo spergiudicato, ad esempio per azzerarare la classe dirigente dell’altro gruppo.
3. Vale per entrambe i gruppi: è un meccanismo ingiusto per il singolo individue. Vinci un concorso perchè sei il più bravo e non prendi il posto perchè del gruppo linguistico sbagliato. L’individuo viene prima del gruppo etnico, penso sia abbastanza innegabile.
Ma ripeto, la proporz. è l’emblema di una mentalità etnocentrica che sarebbe ora finalmente di cambiare.
Sergio, io non ti do affatto del “minnitiano”, ti sto semplicemente dicendo che NON È UNA LEGGENDA METROPOLITANA il ritenere che la proporzionale favorisca (!) gli italiani. Altrimenti (se non li favorisse) stai sicuro che la destra strillerebbe piuttosto forte.
Il problema degli apicali non rientra nella proporzionale ed eventualmente potrebbe essere risolto proprio con un’estensione della proporzionale agli ambiti finora non toccati da questa legge!!!
Cerchiamo di capirci per cortesia!
I posti apicali sono coperti da proporzionale come gli altri. Naturalmente quando interessa alla SVP, come ad esempio il caso del segretario comunale di Laives, negli altri casi si sorvola. E’ come se ad arbitrare il Milan ci fosse Berlusconi.
La destra su questo ha preso un gran bel granchio perché i dati non suffragano per niente questa loro convinzione. Il ragionamento della destra é il seguente: ormai gli italiani sono sotto il giogo della SVP, incapaci di farsi valere, non adeguatamente rappresentati. Se non ci fosse la proporzionale sparirebbero. Un ragionamento “per assurdo” che col tempo ha poi finito per diventare reale.
Se gli italiani avessero veramente bisogno della proporzionale sarebbero veramente spacciati.
Se gli italiani avessero veramente bisogno della proporzionale sarebbero veramente spacciati.
Sarebbero spacciati se si dichiarassero progressivamente tedeschi (ma qui bisognerebbe discutere su cosa vorrebbe dire “essere spacciati” in questo senso…). Del resto, non mi ricordo dove l’ho letto, mi pare che quando furono stabilite le regole per l’applicazione della proporzionale, furono gli italiani a non consentire che il meccanismo venisse calibrato (e fissato!) sulle quote proporzionali di allora (quando gli italiani rappresentavano più del 30% della popolazione). Calibrando il calcolo reale sulla “dichiarazione d’appartenenza” ci si consegnò poi ad una tendenza numerica decrescente a seconda della scelta individuale.
I posti apicali sono coperti dalla proporzionale…
Alt! Tutti? Boh.
No gli italiani con la proporzionale sono spacciati comunque perché é un meccanismo che li penalizza comunque.
E comunque non é questo il punto. Il punto é smetterla una volta per tutte con questa cagata dell’italiano e del tedesco: è una cosa non porta da nessuna parte ed è addirittura pericolosa. La proporz. ne é la materializzazione e come tale va superata.
Nota personale:(magari cancellala da qui)
come mai non mi rispondi su quella cosa che ti ho inviato personalmente ?
evidentemente mi piace scrivere la parola comunque, sorry…
Risposta alla nota personale:
Perché non ti voglio rispondere superficialmente… (lo faccio, promesso, presto).
Riprendendo il discorso: siamo d’accordo che guardata da una prospettiva celeste la proporzionale è una soluzione non ideale (e infatti è molto reale: ma reali erano anche i conflitti che è andata a calmare). Mi vuoi spiegare bene (per filo e per segno) in che senso dici che la proporzionale “ci” penalizza COMUNQUE? Se vogliamo valutare la proporzionale è proprio questo il punto (perché la tua frase indicherebbe un potenziale discriminatorio che invece, a mio avviso, non ha).
la SVP sostiene di sí (vedi appunto Laives), ma se ne dimentica spesso e volentieri. Ripeto: é come se Berlusconi arbitrasse il Milan.
E sai come giustificano la cosa ? Gli italiani sono sovrarappresentati nei ruoli bassi, quindi equilibriamo nei posti apicali , altrimenti ci toccherebbe licenziare un mucchio di italiani. Furbetti no ?
Sul discorso della dichiarazione io sono ancora dell’idea di Langer fosse semplice ma geniale. Un po’ quello che stanno facendo i genitori italiani che mandan i figli a scuola tedesca in fondo.
La SVP non può agire contro la legge. Si può andare a un contenzioso, no? Anche i tribunali sono succubi della SVP? Puoi citarmi una sentenza che non abbia accolto la richiesta di ribaltare l’assegnamento di un posto apicale coperto dalla proporzionale (a svantaggio del gruppo linguistico italiano)?
la proporzionale non tiene conto della diversa condizione sociale dei due gruppi. Sono andati ad intervenire solo in un ambito dove l’italiano (in quanto cittadino) ha la sua vocazione naturale.
L’intervento era necessario ma comunque la situazione di proporzione esatta fra posti e consistenza dei gruppi è innaturale e penalizzante per gli italiani. Ci sono ambiti (che ne so, i forestali ad esempio) dove la cosa é ribaltata, ma dove la parzialitá dell’arbitro ha mitigato il problema.
ma stai scherzando vero ? Lo sai da chi è composto il TAR ? Lo sai da chi è nominato ?
nessuno sano di mente si metterebbe ad aprire un contenzioso al TAR su questo argomento, se non appunto qualcuno della SVP.
Un esempio ? Il segretario a Laives secondo l’organo competente (la Regione in questo caso, non la Provincia) dovrebbe essere italiano. Cosí é in tutti i comuni in cui il segretario é SEMPRE del gruppo linguistico di maggioranza nel comune.
A Laives si vuole invece applicare la proporz. Se si seguisse la regola di Laives allora in provincia ci dovrebbero essere il doppio di capi ripartizione italiani, a Bressanone il vice segretario dovrebbe essere italiano
Tutta una mafia insomma. Viviamo in una provincia che si è data da sola le leggi e neppure le rispetta. È così Sergio? Ma almeno un esempio me lo fai?
OK. Adesso ho l’esempio. A questo punto devo farmi le mie belle verifiche.
“Quindi per te la proporzionale esiste non per riparare un torto ma solo perchè i sudtirolesi di lingua tedesca sono minoranza. Oppure perchè il torto è quello di essere parte dell’italia e non è stato pertanto riparato.”
Die Wiederherstellung von Chancengleichheit ist natürlich ein entscheidender Aspekt für die Legitimation der ethnischen Proporz. Ganz prinzipiell würde ich sagen, dass dieses Instrument eine Versicherung ist, dass die südtiroler Minderheit Verantwortung im öffentlichen Dienst übernehmen kann und als Minderheit nicht marginalisiert wird.
Ich finde, dass die Bestimmungen des Proporz etwas unflexibel sind. In Positionen, die besonders verantwortungsvoll sind, sollte tatsächlich der fachlich geeignetste Kandidat arbeiten dürfen. Auf den unteren Ebenen ist aber dem Minderheitenschutz Vorrang zu geben. Die gleichmäßige Partizipation an öffentlichen Aufgaben, scheint mir Garant für eine gerechte Gesellschaft, die dem Pluralismus der Kulturen -soweit praktikabel- Rechnung trägt. Man sollte nicht aus einzelnen Härtefällen ein verzerrtes Gesamtbild entstehen lassen.
Hier sind die wesentliche Pro und Contra-Positionen zusammengefasst:
http://www.proscientia.at/files/2006/Ulrich_Mamming__Der_ethnische_Proporz_in_Suedtirol.pdf
Abschließend kann gesagt werden, dass der ethnische Proporz sicher weiterhin auf reges
Interesse vonseiten aller politischen Gruppierungen in Südtirol treffen wird, wobei zu hoffen
bleibt, dass mit der wachsenden Zusammenarbeit zwischen den Volksgruppen Südtirols auch
die Diskussion um diesen Punkt weniger polemisch und dafür sachlich und konstruktiv
verlaufen wird, im Interesse des friedlichen Zusammenlebens aller Bürger.
Allora, bibliografia di riferimento incompleta, di parte, per la parte in italiano allucinante. Conclusioni da tirargliele dietro e insegnarli come si fa un Referat
Cercando su Google e digitando Luigi D’Ambrosio + Alto Adige + Proporzionale non viene fuori nulla. E lui vorrebbe insegnare qualcosa a qualcuno.
Senti mammolo, mettiamo il mio ed il tuo curriculum online?
Non c’è bisogno di curricula. Io leggo quello che scrivi qui e in altri luoghi della rete. È di una pochezza rara. Se altrove hai prodotto scienza e dottrina buon per te. Vuol dire che lo nascondi in modo egregio.
“Allora, bibliografia di riferimento incompleta, di parte, per la parte in italiano allucinante. Conclusioni da tirargliele dietro e insegnarli come si fa un Referat”
Argumentieren scheint nicht dein Sport zu sein. Wie schaut es mit einer Äußerung zum Thema aus? Vielleicht sogar ausnahmsweise in einer nicht völlig hysterischen Weise?
Etranger
verifica pure, fra l’altro la stampa ha abbondantemente fornito dati e spunti. I capi ripartizione sono al 91% appartenenti al gruppo tedesco. Nessun comune a maggioranza tedesca ha un segretario italiano, al contrario esistono segertari tedeschi in comuni italiani. Verifica pure nella tua cittá secondo le regole sugli apicali che la SVP impone a Laives chi dovrebbe essere il vicesegretario.
E anche un’occhiatina alla composizione del TAR, visto che ci sei.
Sí, la situazione fa un po’ schifo, si puó dire ? O fai come Lillo che se critico B mi taccio di veterocomunismo ?
ah, altro piccolo episodio. Merano : 50% circa della popolazione di lingua italiana. E’ in fase di approvazione il progetto di variante stradale per la circonvallazione ovest. Oggi la Dolomiten pubblica un documento UFFICIALE della Provincia che descrive l’opera. Ne esiste solo la versione tedesca.
Non grido allo scandalo, fra l’altro a Merano c’é il mio amico Minniti per questo, però è indicativo di una certa impostazione…
@Prinzenvinzen
“Die Wiederherstellung von Chancengleichheit ist natürlich ein entscheidender Aspekt für die Legitimation der ethnischen Proporz. Ganz prinzipiell würde ich sagen, dass dieses Instrument eine Versicherung ist, dass die südtiroler Minderheit Verantwortung im öffentlichen Dienst übernehmen kann und als Minderheit nicht marginalisiert wird.”
Ma scusa ragiona un attimo. Ma l’amministrazione da chi é comandata ? Da Durnwalder o da Berlusconi ? Tu parli come se l’autonomia non esistesse, come se il sudtirolo fosse una normale provincia italiana. Non per niente la destra italiana sostiene esattamente la stessa posizione a parti invertite.
Ma chi potrebbe, oggi come oggi marginalizzare i sudtirolesi nell’amministrazione provinciale ? Scusami sai ma dove vivi ? Ti sei accorto che tutte le competenze primarie sono provinciali ?
E scusami, ma sono sudtirolese anch’io, o sei anche tu uno di quelli che dice che questa non é anche la mia Heimat ?
Sergio, tu però così non stai dicendo altro che questo: la proporzionale non viene applicata! Se, poniamo, i capi ripartizione fossero veramente al 91% appartenenti al gruppo tedesco (prendo la notizia così come me la dai), vuol dire che agli italiani viene loro tolto un 15% di poltrone alle quali avrebbero diritto. Ma questo diritto è riconosciuto loro proprio dalla proporzionale. Quindi? Più proporzionale! E infatti è quello che dice il tuo amico Minniti. Se togli la proporzionale il 91% diventa 100%, no?
Sergio, Prinzenvinzen (che io conosco benissimo, fra parentesi) dice questo: finché FORMALMENTE il Sudtirolo appartiene all’ITALIA è sempre possibile che qualcuno o qualcosa mette a repentaglio lo status autonomistico. Che so: un giorno ti svegli, apri la finestra e ci sono i carri armati sotto. Allora (interpreto sempre il prinzenvinzenpensiero) non bisogna mollare l’osso di un millimetro. Fare e dire sempre cose che si sarebbero potute fare e dire nel 1957. Che non è una data remota, ma sempre imminente. Giusto Prinzenvinzen?
Io dico che la proporzionale é applicata in modo strumentale. Perché l’arbitro é di parte.
Ma continuando ad insistere su questo punto distogli il focus dal vero problema che è l’aspetto etnocentrico della norma.
Per quanto riguarda la posizione di Prinzenvinzen beh, ok allora se gli elefanti volano…
Ma siamo seri, chi, in questo contesto internazionale, si potrebbe anche solo lontanamente immaginare una cosa del genere ? Il suo è un atteggiamento strumentale teso a mantenere una posizione di vantaggio.
chi rischia qui al piú sono proprio gli italiani (con l’aria che tira…)
Se guardi bene il focus (cioè l’aspetto etnocentrico) ti accorgi che il meccanismo che lo tempera meglio (l’elemento che raffredda il fuoco) è una corretta applicazione della proporzionale. Lo so, è triste. Ma è così. Divide et impera. Se dividi male, magari perché insegui il sogno poetico di una società senza divisioni, alla fine spuntano i coltelli.
No etranger, mi spiace. La proporzionale é un sistema COMODO per mantenere una pace sociale labile. E i coltelli spuntano sempre e solo dove vengono mantenute divisioni (magari fittiziamente) : cattolici e protestanti, musulmani e buddisti…
Non appena ci sono problemi (nel nostro piccolo cito il caso degli asili) spuntano subito i coltelli.
Io sono contro questa politica proprio perché ne percepisco i limiti e il pericolo.
Una domanda: come mai sei cosí attento alle contraddizioni di Berlusconi e non ti accorgi di quelle del nostro sistema ? Come puoi non cogliere la contraddizione del partito etnico con la maggioranza assoluta che controlla la stampa, che nomina i giudici del tar (c’é la sig.ra Ebner per esempio…ma tutti sono di nomina politica, ossia del partito di maggioranza assoluta) e che detiene tutte le competenze politiche ed economiche (almeno di maggior rilievo) ?
Oggi mi sono divertito: tu mi dai del filo minniti, di quello che pensa che sia tutt un magna magna, e Lillo del veterocomunista.
Mi dá la conferma di essere veramente non allineato
Non ti vorrei deludere, Sergio. Non ti ho mai dato del filo Minniti. Tant’è vero che Minniti è a favore della proporzionale e tu no.
La pace sociale è labile. Verissimo. Ma è pace sociale. Tu prova adesso a toccare (nel senso di togliere) la proporzionale e poi me la racconti, la pace sociale.
Leggo un giudizio personale da parte tua, che a quel che mi risulta non ne hai alcun titolo a parte la tua libertà di giudizio. Che nessuno ti leva. E che per me è dello stesso valore di quella del mio ciabattino, certamente, almeno, esperto in un’arte antica e che non mi viene a millantare competenze che non ha. E che sa cosa signiifica il sudore della fronte. Comunque sempre disponibile, carissimo. DIciamo che posso farmene un baffo in salsa tonnè di quel che dici. E lo sai. Quanto all’invasato che non dà alcun tipo di risposta alla mia osservazione-critica (per la quale non c’e’ bisogno di alcun titolo accademico, ma solo di un minimo di senso critico), che dire? Poretto chi gli dà un lavoro.
Ripeto, quel che cita pomposamente è, da un punto di vista scientifico, di metodo e contenuti, da volo. Nel senso che ci si possono fare gli aereoplanini. Spero non da guerra. Ma temo, visto il tipo
Il giudizio è senza dubbio mio e personale. Mi consola che è condiviso da parecchi che ti leggono (a tuo sostegno invece tu puoi portare certamente i vari Crosta, Failla… insomma… mica Edoardo Sanguineti o Giorgio Manganelli).
L’invasato ha detto che tu non hai detto nulla, cioè che la tua critica non è entrata nel merito. Ma forse ti conosce poco. Altrimenti non avrebbe neppure perso tempo a fare un rilievo del genere.
cosa vuoi dire etranger, o cosí o attentati ?
Il costante ricatto che poi significa: fintanto ci saranno italiani qui non saremo in pace…
Un futuro diverso per questa terra non possiamo neanche sognarlo eh ?
No. Infatti il mio blog ha come sottotitolo: perché tutto rimanga com’è.
P.S. Non ti ho mai detto che la pensi come Minniti.
alla fine è che tu credi che qui qualcuno abbia ragione e altri torto. A prescindere e comunque anche dopo 70 anni…
ho capito, ma ogni volta che dico qualcosa mi dici che Minniti però…sono cosí che nascono le leggende metropolitane
Infatti. Ogni volta che dico qualcosa io ti dico che Minniti non la pensa come te… (così nascono i malintesi, non le leggende metropolitane, abbi pazienza).
se qualcuno legge le risposte che mi dai poi fa fatica a capire il titolo del tuo blog…
alla fine è che tu credi che qui qualcuno abbia ragione e altri torto. A prescindere e comunque anche dopo 70 anni…
????
sí ma lo dici nel senso di: guarda che non puoi dire cosí, perché Minniti la pensa diversamente. Una sorta di richiamo all’ordine.
Ma non sai che sono veterocomunista ? No, scusa mi sono confuso, sono vicino a forza italia.
Ragazzi ma sono cosí confuso nell’esporre le mie idee ?
Inizio ad avere delle crisi d’identità !!
volevo dire che in fondo pensi che gli italiani abbiano torto e debbano espiare…senza lamentarsi…e per sempre…
Vedi Sergio, le mie risposte mutano proprio in ragione del mio interlocutore. Se parlo con D’Ambrosio e lui mi dice che la SVP è un partito nazista (più o meno lo dice) io cosa devo fare? È chiaro che devo “difendere” la SVP. Se Lucio Giudiceandrea mi dice però che la SVP ha costruito un’autonomia formidabile e gli unici a non averlo capito sono gli altoatesini, allora è chiaro che io devo smettere di “difendere” la SVP. Non so se mi spiego. Se dico “un altro Sudtirolo” è possibile cerco di uscire fuori dagli schemi che continuamente ci martelliamo gli uni sulla testa degli altri.
volevo dire che in fondo pensi che gli italiani abbiano torto e debbano espiare…senza lamentarsi…e per sempre…
Ehmm. No guarda. Questo lo pensa Lucio. Che come sai non va d’accordo con me (te l’ho appena detto). Acqua… acqua… Sergio.
bastian contrario ?
No. Costruttore di ponti e distruttore di miti.
o Arianna ? Mi sembra che monti e smonti in continuazione…
È la decostruzione bellezza…
Il termine “decostruzione” fa il suo ingresso nella storia della filosofia occidentale con il tentativo, da parte di Jacques Derrida, di tradurre linguisticamente e semanticamente l’invito heideggeriano alla Destruktion dei concetti della metafisica. Per quanto l’autore franco-algerino si sottragga ad ogni tentativo di definizione della decostruzione, possiamo dire che si tratta di operare un confronto serrato con i testi e gli autori della filosofia occidentale nell’intento di mettere in luce i presupposti impliciti, i pregiudizi nascosti, le contraddizioni latenti della cultura e del linguaggio che non troppo consapevolmente “abitiamo”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Decostruzionismo
azz…e io che stavo guardando la finale di champions…
esiste un concetto simile anche in informatica, nella teoria dei database relazionali. Dopo una fase di normalizzazione il sistema DEVE, pena la pardita di prestazioni, essere denormalizzato. Le due cose non sono una l’opposto dell’altra, ma una il necessario complemento dell’altra.
Puó reggere il paragone ?
e comunque, verifica i dati che ho riportato, io li ho attinti dall’alto adige che cita fonti provinciali. E guarda la composizione dei giudici del TAR. E anche la questione dei segretari comunali. Sono dati reali, una tua interpretazione, dopo le verifiche si intende, sarebbe interessante.
Non lo so, perché d’informatica non ne capisco nulla. Mi suona familiare, ma forse è solo un effetto di superficie delle parole.
Spiegare la decostruzione è facilissimo. L’ha fatto – assai brillantemente – D. Larcher in quel saggio che io cito sempre:
Dekonstruktion kann erklärt werden als die Einsicht, dass die Strukturen unserer großen Erzählungen oder Theorien [i tedeschi ci vogliono fottere, gli italiani sono fascisti], mit deren Hilfe wir die Geschichte und die Gesellschaft zu erkennen glaubten, Strukturen waren, die wir in die Welt hineingelesen, nicht aus ihr herausgelesen haben.
(D. Larcher, Heimat – Eine Schiefheilung, in Fremdgehen, Merano/Klagenfurt 2005)
Ich will nicht Missverstanden werden, auch ich denke, dass dieses System flexibler sein müsste um Fälle in denen es wirklich zu eklatanten Ungerechtigkeiten bei der Auswahl eines geeigneten öffentlich Bediensteten kommt zu vermeiden. Insgesamt kann man den Proporz aber als notwendigen Kompromiss sehen. Hier aber eine Zweiklassengesellschaft herbeizuschreiben (oder wie manche Kretins gar von Apartheid zu sprechen) scheint mir doch kontraproduktiv.
P.S. Gratulation
http://www.unser-italien.de/23.html
@ etranger
“Questo (che gli italiani abbiano torto e debbano espiare senza lamentarsi e per sempre) lo pensa Lucio.”
caro gabriele, già hai notevoli difficoltà a spiegare il tuo pensiero. per favore lascia che sia io a spiegare il mio. grazie
Mi pare che abbiamo tutti notevoli difficoltà a spiegare quello che pensiamo.
… specialmente hanno difficoltà i cultori del bello scrivere …
quindi ripeto: tu cerca di spiegare bene le tue idee; alle mie ci penso io.
grazie
Sì Lucio, pensaci tu, ma non hai bisogno di usare quel tono.
@étranger
… e tu non hai bisogno di tentare di sputtanare il mio pensiero, specialmente quando non partecipo alla discussione.
grazie.
Non “sputtano” il tuo pensiero, l’ho solo semplificato (semplificando si perde qualcosa, ma forse non l’essenziale).
Abbassando i toni e tornando al dunque. Traviso il tuo pensiero (adesso) se dico che:
1. Tu dai una valutazione sostanzialmente positiva del modello sudtirolese (censimento e proporzionale inclusi)?
2. Tu ritieni che il ruolo svolto dalla SVP sia stato sostanzialmente meritorio e non debba essere messo in discussione?
3. Tu ritieni che gli italiani (altoatesini) abbiano sempre adottato un atteggiamento di sterile opposizione al “sistema”, rifiutandosi di ammettere le proprie responsabilità?
4. Tu ritieni che chi parla di “gabbie etniche”, “discriminazione” e quant’altro sia da compatire?
5. Tu ritieni che lo status quo sia comunque meglio di improbabili tentativi di riforma radicali?
Sto “sputtanando” il tuo pensiero?
@ étranger
grazie del tono ragionato, finalmente. sulle tue domande:
1. sì, inclusi censimento e proporzionale.
2. sì: il ruolo svolto dalla svp è stato sostanzialmente meritorio, soprattutto nella fase “im kampf gegen rom”.
certe scelte contemporanee della svp possono benissimo essere criticate e messe in discussione. (quello che non va è farli passare per dei “ripulitori etnici” )
3. sì: la grande maggioranza degli altoatesini ha adottato un atteggiamento di sterile opposizone al sistema (al sistema!).
la grande maggioranza degli altoatesini non comprende che proprio questa opposizione al sistema (al sistema) è la causa principale del proprio spaesamento. gli altoatesini hanno la maggiore responsabilità del proprio spaesamento, ma non vogliono ammetterlo.
4. più che da compatire, chi parla di “gabbie etniche”, “discrimonazioni” dimostra una certa pigrizia intellettuale. le categorie che servono per descrivere la nostra situazione non sono queste.
5. ogni realtà è migliorabile, anche la nostra. prima di buttarla via (e di sputtanarla) vorrei vedere cosa si propone di alternativo.
Hai tentato di sputtanare il mio pensiero attribuendomi questa posizione: “… che gli italiani debbano espiare senza lamentarsi e per sempre”. gli italiani non debbono espiare, debbono acquisire coscienza.
OK. Scommetto che per Sergio 7 “espiare” e “acquisire coscienza” sono sinonimi. Ma anche questo è un problema di “tono”, dipende da come si dicono certe cose. Io invece penso di poter apprezzare la differenza e la sottolineo positivamente: acquisiamo coscienza! Mi pare che nella discussione soprastante abbia coerentemente cercato di proporlo.
Lucio,
cosa vuol dire in concreto acquisire coscienza ?
Detto cosí sinceramente non capisco.
beh Lucio sono d’accordo con tutto quello che hai scritto…
Io acquisire coscienza lo intendo così: gli italiani altoatesini devono prendere coscienza di far parte anche loro della Heimat e non di sentirsi qui per caso o ospiti… però finchè esisterà gente come Urzì (o la nostra amica “nazionalbolzanina”) non credo sia così semplice…
io sono pienissimamente cosciente che questa é la mia heimat, anzi, mi batto con forza per fare in modo che questo sia riconosciuto. Come ben sai lo stesso Durnwalder non crede ancora che Heimat sia qualcosa che possa essere attribuito ad un sudtirolese di lingua italiana.
Quindi mi auguro che chi non mi vuole nella Heimat prenda finalmente coscienza che io esisto ed ho tutto il diritto a sentirmi nella mia Heimat; mi auguro anche che gli stessi la smettano di farsi rappresentare da persone tipo Klotz, Poedr o Ellecosta.
Cosí, tanto per “par condicio”, caro luk4s, aspettando che lucio mi illumini su cosa intende lui per presa di coscienza
Mi permetto di segnalare questo post interessante presente sul blog di Riccardo Dello Sbarba :
http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/05/19/scuola-bilingue-a-trento-e-innsbruck/#comment-218
Contiene diverse cose che condivido e che non sono mai riuscito ad esprimere in modo chiaro come invece ha fatto l’autore di questo post
Anch’io condivido quanto dice questo Francesco, anche se innumerevoli volte sono riuscito a dirlo in modo perfino più chiaro.
se lo avessi scritto io lo avresti smantellato pezzo per pezzo. Destrutturalizzato
sergio,
torno da una pesante trasferta e non ho molto tempo, ora.
ti prometto una risposta esauriente sul mio “acquisire coscienza”.
a presto
si lucio, so che eri in trasferta (”sportiva” giusto ? – ho anch’io i miei informatori)
Rimango dunque in attesa.
Fra l’altro se Etranger ti rigira l’email come promesso (io non ho il tuo indirizzo) mi piacerebbe avere un tuo parere anche su quella questione.
@ sergio 7
sai benissimo dove sono stato, allora. grazie al nostro comune amico!
venendo alla nostra questione:
chi siamo noi altoatesini? perché siamo qui? la ragione della presenza “italiana” (non di tutti gli italiani, ma dell’elemento “italiano”) in che misura ci condiziona? cosa possiamo fare per liberarci da condizionamenti storici così pesanti?
dove siamo noi altoatesini? quali sono i tratti prevalenti della nostra coscienza? in che misura ci definiamo “in opposizione” ai tedeschi? esistono lati che ci distinguono da questa terra: quali sono, sono compatibili con una presenza rilassata, non pregiudizialmente antagonista? esistono lati comuni tra noi e questa terra. quali sono, come possiamo valorizzarli?
dove vogliamo andare noi altoatesini?
cosa deve succedere affinché noi altoatesini ci convinciamo di poter vivere, con pari dignità, in questa terra? cosa deve cambiare nell’”altro”? cosa deve cambiare in “noi”?
acquisire coscienza significa, secondo me, rispondere a queste (e altre) domande.
@lucio
io è da anni che mi pongo questi quesiti e credo che in molti se li pongano. Ma io immagino che per te la presa di coscienza presupponga anche darsi delle risposte e non risposte qualsiasi.
Sarei curioso di sapere cosa dovrebbe rispopndere secondo te un altoatesino “cosciente”
p.s.
dai un’occhiata al mio blog per l’altra questione, vorri capire come mai la stampa italiana non è interessata.
@sergio
immagino tu conosca la mia risposta.
effettivamente sì: io credo che l’altoatesino cosciente dovrebbe capire che fino ad oggi si è autoescluso da questo sistema.
la svp ci ha messo di suo. lo dico e lo ripeto. ma l’altoatesino italiano ha fatto troppo poco sforzo per mettere radici in questa terra.
@sergio
è ai ladini che ti riferisci con “l’altra questione?”