La rana dello scandalo

26 Maggio 2008

Gli studenti di Salamanca hanno qualche problema con le rane. Sulla facciata dell’antica università, infatti, è presente la scultura di un teschio con sopra un minuscolo anfibio e la leggenda vuole che chi riesce a scorgerlo avrà poi fortuna agli esami. Secondo alcuni, la rana in questione rappresenterebbe la lussuria, ovvero uno dei peccati capitali particolarmente dannosi per chi voglia intraprendere la carriera accademica e dunque tenersi al riparo da pericolose (ancorché piacevoli) distrazioni.

 

Anche a Bolzano, adesso, una rana ha cominciato a far parlare di sé. Si tratta di un’opera (decisamente più grande di quella di Salamanca) dello scultore Martin Kippenberger e raffigura quel verde animale inchiodato a una croce. Era evidente che, deposti i calici dei brindisi per l’inaugurazione del nuovo Museion, l’attenzione venisse attratta da una simile curiosità. Tra l’indignazione e il richiamo ad atteggiamenti morali più ortodossi, fioccano i rimproveri. Il vescovo Egger ha parlato del rispetto per i simboli e i sentimenti religiosi. Durnwalder ha insinuato che forse l’artista non ha tutte le rotelle a posto (“Da muss einer nicht ganz holla im Kopf sein”, nella versione originale), mentre Alessandro Urzì – ancora scosso da un episodio avvenuto due anni fa, accaduto sempre al Museion, nel quale la registrazione dell’inno nazionale finì addirittura nel cesso – si è chiesto con viva preoccupazione se all’arte può essere perdonato tutto.

 

In realtà questo dibattito è vecchio come la cosiddetta arte moderna (nel frattempo diventata anch’essa classica). Per fare solo un paio di esempi: chi s’indignerebbe più, oggi, di fronte all’orinatoio di Marcel Duchamp, chi si tapperebbe il naso vicino alla famosa “Merda d’artista” di Piero Manzoni (un esemplare della quale è stato battuto recentemente all’asta per 124.000 euro)? È più di un secolo, ormai, che l’arte ha fatto proprio l’assunto nietzscheano, secondo il quale la riformulazione dei valori che ha luogo nell’estetica non ha più nulla a che fare con le idee assolute di “bene” o di “male”, di “brutto” o di “bello”, di “vero” o di “falso”. Piuttosto, è proprio la collocazione di simili “provocazioni” all’interno di spazi espositivi circoscritti che finisce col depotenziarne la carica dissacrante. Alla fine tutto l’effetto urticante si concentra in quelle sparute occasioni nelle quali i manufatti artistici entrano in rotta di collisione con persone che generalmente si occupano d’altro. A guardar bene, dunque, la libertà senza limiti dell’arte non è che il rovescio della sua impotenza comunicativa e soltanto la paventata censura rende ormai famose opere che altrimenti non lo sarebbero affatto.

 

 

 

Una diversa interpretazione di questa notizia, ma in accordo con la mia impostazione, si può leggere [qui].

Da segnalare anche questa ulteriore (finissima, lucidissima) analisi, evidentemente debitrice delle delucidazioni di Paul Ricoeur sulla cosiddetta “scuola del sospetto” (Marx, Nietzsche, Freud): [leggi] Cfr. P. Ricoeur, De l’interprétation. Essai sur Freud, Paris, 1965, trad. it. Dell’interpretazione. Saggio su Freud, di E. Renzi, Il Saggiatore, Milano, 1967, pagg. 46-48.

Ma tornando ora a commenti più seri, sul blog di Markus Lobis è possibile leggere le due pagine dedicate dall’edizione odierna della Tageszeitung all’affaire [leggi].

 

58 Risposte a “La rana dello scandalo”

  1. derFrankie detto

    Io sono contento per il Museion – ormai l’arte suscita poche volte “scandalo” (almeno nel resto del mondo) e dal punto di vista “comunicativo” l’apertura è riuscita. Infatti se ne parla in tutti giornali nazionali.

    Lo scandalo per l’arte era spesso implicito perchè esprimeva la realtà e se ne fregava dell’opinione pubblica.

    E poi – ricordiamoci delle vignette di Maometto – li si parlava di libertà d’espressione – qui non va applicata?

  2. markus lobis detto

    Die Aufregung, die jetzt auf Grund der Ausstellung des Objekts von Kippenberger im Museion hoch kocht, ist für sich alleine schon die Investition wert.

    Sie bestätigt, wie wichtig es ist, dass unser Land eine kräftige Sauerstoffzufuhr erhält.

  3. GattoMur detto

    Finalmente quella odiosa di RenataRanetta ha avuto ciò che si meritava… :)

  4. Ho visto la rana beona crocifissa su una foto di Repubblica che spiegava l’accaduto con un breve trafiletto. Abbastanza forte, devo dire e ( per me) di non facile interpretazione. Ma sull’arte contemporanea non bisogna mai farsi troppe domande. Mi piacerebbe vederla dal vivo, per capire l’effetto che fa.

  5. Étranger detto

    Il valore “estetico” dell’oggetto in questione è del tutto trascurabile. Voglio dire: non vale la pena fare un viaggio per vederlo. Al pari del 95% dei manufatti appartenenti alla categoria dell’arte “contemporanea” (o moderna, secondo una vulgata più larga) non conta nulla la “cosa”, ma solo l’idea. “Sai cosa faccio? Schiaffo una rana sulla croce”, avrà pensato l’artista, “e speriamo che qualcuno s’incazzi”. A quel che ne so questo esemplare di crocifissione sui generis girava per gallerie ed esposizioni da diverso tempo. Ovviamente nessuno diceva nulla. Ma è bastato appenderla nell’atrio di un museo appena inaugurato per sollevare un polverone. Che noia.

  6. Enrico Lillo detto

    La cosa che fa più arrabbiare però, lasciando da parte l’arte moderna, (della quale non ci capisco nulla) è che quando si tratta di denigrare o comunque di cose mussulmane, la massima prudenza, il massimo rispetto per non urtare la suscettibilità dei mussulmani (perchè quelli menano) ma quando riguarda la religione cristiana, allora possiamo sbizarrirci come vogliamo. (tanto quelli porgono l’altra guancia)!

  7. Appunto e se fosse stata la stella di David?

    Mah, cultura va bene, arte anche, ma ogni cosa o è contestualizzata, o è provocazione pura.

    Ed allora non ci stò al gioco di chi si diverte a farci incazzare.

  8. Michi detto

    “…(tanto quelli porgono l’altra guancia)…”
    oder sie verbrennen dich auf dem Scheiterhaufen!
    Es ist doch interessant,dass jene die bei den Mohamedkarikaturen von Meinungsfreiheit sprachen, jetzt nach der Zensur rufen, scheiß- bigotte Kunstbanausen!

  9. daniela detto

    Non centra nulla il cristianesimo o l’islamismo, l’arte è libertà di espressione.
    Può non essere condivisa nel concetto (il crocefisso) ma non si può censurare.
    Non si tratta nemmeno di chi pone l’altra guancia, anche nell’islam si predica pace e tolleranza (@ Lillo: prova a leggere il corano).
    Resta il fatto che gli artisti non fanno opere per il solo gusto di provocare ma ne danno un significato che possiamo non condividere.
    Anche al Caravaggio venivano mosse tali accuse…anvedi che quadri ha dipinto!

  10. Il sudtirolo è un ambiente talmente limitato culturalmente che una rana crocifissa provoca queste discussioni?

  11. incredula detto

    @lillo
    E Calderoli? Lui si che ha usato la massima prudenza… e poi dove è finito??

  12. Klingo detto

    Comunque un po’ di fantasia… Secondo me è un omaggio alla cristianità.
    Dio è ultraterreno, con parole umili si potrebbe ricordare che “sta in cielo”. La rana, regina degli anfibi, ha la gloria delle acque e della terra. E così, divinizzare un anfibio, porta ad una trinità “spaziale”. Non solo Dio uno e trino in senso spirituale ma anche nel senso del dominio spaziale.
    La Rana s’è sacrificata per noi e per tutti.

    Ma via, un po’ di ironia delle volte non guasta. Scandalizzarsi difronte a opere come queste realizza il triste intento dell’autore che ci vuole schiavi della sua esagerazione. Riderci su e prenderla per quel che è, una provocazione, ci aiuta a contestualizzare un po’ meglio le cose della vita.
    E poi a me è simpatica, con quella linguina di fuori.

  13. Mazinga Z detto

    Die moderne Kunst steckt in einem Dilemma: Da das Publikum das Kunstwerk selbst nicht beurteilen kann, muss es, um zu einer Meinung zu gelangen, ein Urteil über die Person des Künstlers fällen.
    Zitat von Luciano de Crescenzo

  14. Basta ipocrisia detto

    ha ragione michi … purtroppo.

  15. GattoMur detto

    @ Lillo

    “quando si tratta di denigrare o comunque di cose mussulmane, la massima prudenza, il massimo rispetto per non urtare la suscettibilità dei mussulmani”

    Ma cosa dici? Ma ti ricordi, per esempio, l’ex vice presidente del Senato e attuale ministro che ha fatto pascolare un porco sull’area di una costruenda moschea? La rana, almeno, ha un intento diverso.
    È incredibile come continui a usare i soliti stereotipi cari alla vostra sciagurata parte politica.

  16. Étranger detto

    Dopo aver letto i giornali di oggi (e i vari commenti alla “rana” ) devo dire che il giudizio di Oscar trova una conferma inquietante. Ci voleva una rana messa in croce per svelare la pochezza culturale di questa terra!

    P.S. Spero che questa crociata anti-rana risparmi mio figlio, il quale, al pari di Martin Kippenberger, dimostra già una spiccatissima sensibilità artistica:

    http://segnavia.wordpress.com/2008/02/03/se-il-papa-fosse-una-rana/

  17. Enrico Lillo detto

    @GattoMur
    @Incredula

    Calderoli fu costretto a pubbliche scuse per una maglietta con dei disegnini satirici di Maometto, per quanto riguarda il porco sull’area di una costruenda moschea, fu un’azione che giustamente nessuno condivise nemmeno la chiesa.
    Anzi io dico che fu una cosa da idioti. Ma vorrei ricordarvi anche cosa accade a chi osa solo scherzare su argomenti che riguardano l’Islam, vedi il regista olandese Theo Van Gogh ucciso a pugnalate per mano di un estremista musulmano, a causa dell’impietoso ritratto che fece dell’Islam e della sottomissione della donna perpetrata in nome di esso in Submission, e ancora il giornalista Magdi Hallam sotto scorta da anni così come Calderoli e tantissimi altri personaggi che hanno avuto la “sfrontatezza” di accostare l’Islam o il Corano a qualcosa di simile ad una satira o che ne hanno in qualche modo tirato fuori le faccie più scure. Ecco il senso del mio (quelli menano)!
    Non sono entrato nel discorso artiscico in quanto non ne so assolutamente nulla come ho già specificato ma la delicatezza dell’argomento credo che sia nota a tutti.

    @daniela

    Io, ho letto solo alcuni versetti del Corano, ed hai ragione tu nel dire che il Corano in generale incita alla pace ed alla tolleranza, in particolare verso chi crede nell’Islam! Non so se ti sono “fuggiti” quei versetti che invece sono tutt’altro in particolare per chi non crede. Un aiutino qualora tu abbia un pò di tempo da dedicare: http://www.corano.it/corano.html

  18. Luk4S detto

    cmq io non capisco tutta sta polemica:

    1- i romani crocifiggevano tutti non solo Gesù… quindi non necessariamente si tratta di un simbolo religioso la croce

    2- la rana crocifissa, almeno per me, simboleggia semplicemente l’uomo che distrugge la natura… dove sta lo scandalo? boh…

  19. Étranger detto

    Hmm. Da quanto si ha modo di vedere (e di leggere) in Sudtirolo non è molto noto il pensiero di Luciano Anceschi relativo all’autonomia e all’eteronomia dell’arte. Chi l’avrebbe detto?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Anceschi

  20. Enrico Lillo detto

    Tanto per ribadire il concetto, non mi intendo di arte moderna, anche se nel momento in cui leggo una nota riferita a quanto esposto, sono in grado di cogliere l’emozione che l’autore attraverso l’opera esprime. Ma ribadisco anche, secondo il mio giudizio, la totale mancanza di un trattamento equo tra le tante religioni. Cioè un continuo oltraggio alla religione cristiana, (che in questo caso è rappresentato dalla croce) ed un continuo abbassare i toni nei confronti delle altre religioni per non alterare gli animi degli amici mussulmani o maomettani etc. Tutto qui.

  21. Enrico Lillo detto

    @GattoMur

    Io capisco che la batosta presa alle ultime elezioni faccia ancora male, e qundi ti perdono per la tua insistenza su questo tema, ma spiegami pittosto come mai il governo precedente in due anni non ha sanato questa situazione. Non ha sanato la questione del conflitto di interesse, non ha sanato la questione sulla giustizia, non ha sanato la questione dei precari, non sanato un bel niente. Hooooooo! Svegliaaa!

  22. GattoMur detto

    Che palle, Lillo, adesso parli come Cettina, è grave…
    1. Del governo precedente non me ne frega un cazzo
    2. il governo attuale fa ancora più cacare di quello precedente
    3. Sono ben sveglio
    4. il governo attuale comincia bene:

    Frequenze tv, è battaglia in Aula
    Governo battuto su un emendamento

  23. Luk4S detto

    Un continuo oltraggio alla religione cristiana? Ma dove? E’ il Vaticano, in primis Ratzinger, che è oltraggioso dell’umanità, vedi le battaglie contro preservativi, diagnosi preimpianto, aborto ecc.. ecc.. (la lista è infinita).
    Se c’è proprio qualcuno che non è discriminato sono i cattolici! (possono ringraziare l’8 per mille)

  24. GattoMur detto

    A me fa molto ridere che a ergersi a paladini del cristianesimo siano quelle forze e quegli uomini politici che, se volessimo tenerci fedeli al Vangelo, verrebbero immediatamente dissolti…

  25. Enrico Lillo detto

    @ GattoMur

    Evidentemente Leggi le cose a metà come spesso accade da chi è accecato dalla rabbia!

    Governo battuto nell’Aula della Camera dove è stato respinto un suo emendamento al decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari. L’emendamento è stato bocciato per due voti: 240 no contro 238 sì. Tre deputati si sono astenuti. L’emendamento non è quello contestato in materia radiotelevisiva, ma un articolo aggiuntivo in materia di caccia e di distruzione di nidi e uova di uccelli di specie protette.
    Ripeto! Sveliaaaaaaaaaaaaaaa!

  26. GattoMur detto

    Ma chissenefrega, a me importa che sia stato bocciato, era questo il punto.
    Forse tu leggi tutto e non sei accecato dalla rabbia, ma leggi male.
    E sveglia lo dici a tua sorella, se ce l’hai.

  27. Luk4S detto

    x Enrico Lillo magari leggile meglio le notizie, all’interno di quel decreto legge c’è anche il “salva-rete4″ :-)

  28. Enrico Lillo detto

    @Luk4s

    Tutto quello che vuoi! Ma nessun prete viene a tagliarti la gola o si fa saltare in aria al mercato del giovedì in Piazza Matteotti per far si che venga modificata la legge sull’aborto, che non si usuno più i preservativi e tutte le altre cose che hai detto. Net tanto meno lo fanno quando una persona come te dice quello che hai detto del Papa. Vai in un paese mussulmano e ripeti quello che hai detto nei confronti di Maometto e del capo spirituale del posto, ricordati però di lasciar detto in che modo vuoi che vengano sparse le tue ceneri!

  29. Étranger detto

    Ah. E io che volevo discutere della “rana”, di autonomia ed eteronomia dell’arte, di Luciano Nanni, del DAMS e di Duchamp. Che carogne che siete.

  30. Enrico Lillo detto

    @Gabriele
    Hai ragione scusa!

  31. Étranger detto

    :) È inevitabile. Sono stato per anni un cultore dell’OT. Fate pure. Gra-gra.

  32. Étranger detto

    Per tentare di tornare IT. Ho ricevuto da un amico una mail che cita un intervento di un certo Andreas Perugini. L’intervento non è particolarmente acuto, ma qualcosa di giusto secondo me lo dice. Ve lo propongo:

    Credo che una delle missioni dell’arte sia non tanto il mantenimento e la celebrazione dello status quo, quanto la ricerca del suo continuo superamento attraverso forzature dell’estetica e della morale consolidata. Senza questa continua tensione nel tentativo di provocare rotture forse non ci sarebbe stato alcuno sviluppo artistico. Le istituzioni, invece, sono sempre state attente ad organizzare e contestualizzare l’arte, per poi magari utilizzarla ai propri fini. Risulta quindi strano vederle buttare l’arte in faccia alla gente. La Gioconda di Leonardo, che è forse il quadro più famoso al mondo, se al pubblico non fosse stata largamente spiegata, sottolineandone la genialità ai più sarebbe passata inosservata e molti, a seguire il proprio gusto personale, in salotto preferirebbero appendere un quadro naif piuttosto che un Picasso. Ecco, ad anni di distanza dal “disastro Mir” e con un investimento di milioni di euro, ci si poteva aspettare uno sforzo sicuramente maggiore per spigare ai non addetti ai lavori cosa rappresenti l’opera geniale di Cattelan piuttosto che una tela di Fontana. Invece, in un ambiente privo di percorsi, come dice una mia amica, ci si imbatte in opere abbandonate che da sole non danno risposte, ma che non permettono al pubblico neppure di porsi domande. E così si produce reazione, scandalo ed indignazione. Si produce profonda diffidenza contro tutto ciò che è forma espressiva moderna con grave danno per future manifestazioni. Poi, nel piatto marasma di opere indecifrabili e non particolarmente d’impatto sull’immaginario del pubblico, emerge brillando di luce propria la “crocifissione del ranocchio” unica che riesce a creare dibattito, domande, riflessioni, agitazione d’animo. Durnwalder si affretta a parlare di scompensi psichici dell’autore, del suo abuso d’alcol. Che sia la volta buona per decidersi di combattere l’alcolismo della nostra terra visto il potenziale di “arte degenerata” che rischia di produrre? (Andreas Perugini)

  33. Enrico Lillo detto

    @Gabriele
    Forte! Sono convinto che anche un profano del mio calibro leggendo un documento di commento all’opera, ne apprezzerebbe la bellezza espressa.

  34. Étranger detto

    Enrico, come ho cercato di spiegare nel mio fondo, l’arte contemporanea non ha niente a che fare con la “bellezza”. Anzi. Proprio la rottura di questa categoria estetica (rottura che si è prodotta nella storia delle arti già diverse volte, in forma implicita, e poi con piena consapevolezza agli inizi del novecento) ha liberato l’arte da un obbligo di conformità ai paradigmi esistenti.

    Per una rapida introduzione:

    http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-non_specificato/sku-12414969/storia_della_bruttezza_.htm

  35. Enrico Lillo detto

    Gabriele, bellezza intesa nel senso più profondo del termine, nel senso di come una persona percepisce la bellezza, fosse anche un “cadavere squartato in due” c’è chi da una immagine così ne trae gioia al contrario di chi la considera stomachevole. La percezione del bello è quindi soggettivo e proprio per questo, ritornando sulla nostra povera rana non mi sono espresso sul suo lato artistico, anche se personalmente devo dire che non mi fa nessun effetto non mi fa emozionare.

  36. Gianluca Trotta detto

    Innanzitutto le scuse:

    @ Ètranger: scusa se ho provocato e fomentato l’OT di sopra.

    @ Enrico Lillo: persona che non conosco, ma, al di là dell’appartenenza politica, per il poco che di lui so da quello che ho letto, stimo per la cortesia e la pazienza con la quale discute. Spero che gli eccessi di GattoMur non lo convincano a chiudere questa disposizione al dialogo. Se dovesse essersi sentito offeso da alcune mie parole, ovviamente porgo le mie scuse.

    Sull’arte: Premetto anch’io che di arte contemporanea non capisco molto. E, anzi, l’arte visiva, in generale, non è tra le mie cose preferite, i musei mi annoiano, non saprei riconoscere un Tiziano da un Raffaello. Insomma, sono un po’ un buzzurro. Ho spesso avuto anch’io molti dubbi di fronte a opere “contemporanee” (anche poetiche o musicali). Parlando con persone più esperte, o leggiucchiando qualcosa, sono giunto almeno a questa piccola convinzione: nell’arte “non tradizionale” a contare non è tanto il prodotto, la sua bellezza, il suo “rispecchiamento della realtà” etc., quanto la “concezione dell’arte” oppure la “posizione nei confronti dell’istituzione arte” che quell’opera porta con sé. E qui cade a fagiuolo il riferimento di Ètranger ad Anceschi, che, appunto, assegnava particolare importanza alle “poetiche” degli artisti.
    Non so se “Zuerst die Fuesse” porti con sé una qualche concezione di arte; ma la cosa che mi sento di dire è che quando la “politica”, in maniera superficiale e con discorsi che esulano dall’arte, si immischia nelle cose artistiche, non è mai un bene, e spesso è anzi una spia pericolosa.
    Ciao.

  37. Enrico Lillo detto

    @ Gianluca
    mi fa piacere per quanto hai detto nei miei confronti, GattoMur mi impegna molto, ma discuto volentieri con lui come con gli altri ospiti di questo blog. Tutti all’altezza dei vari argomenti di volta in volta trattati. Anzi devo dire sinceramente che alcune volte ho il timore di non essere io in grado di affrontare i vari interventi, per cui me ne sto buono e partecipo solo leggendo le tante cose che si scrivono.

  38. Prinzenwinzen detto

    Die erste Generation schafft Vermögen,
    die zweite Generation verwaltet Vermögen,
    die dritte studiert Kunstgeschichte,
    die vierte verkommt.

    Otto von Bismarck

    Evropa Patria Nostra In Christvs Rex

  39. Prinnzenvinzen detto

    Warum will man seine Mitmenschen provozieren? Was soll daran – wie es in dieser Diskussion oft dargestellt wurde – an “provozierender” Kunst positiv sein? Das Wort “Provokation” ist schlicht mit dem Begriff “Beleidigung” zu ersetzen. Wir Gläubigen, die wir vom Kreuzweg unseres Herrn tief ergriffen sind, wir sind es, die wir uns angesichts, dieser Ungeheuerlichkeiten still und leise verhalten sollen?
    Man sollte euch mit euerem Steuergeld “provozieren”, bei Dingen, die euch wichtig sind. Armes Europa!

  40. Étranger detto

    Prinzenvinzen, la “provocazione” non è che il risvolto automatico all’interno della relazione tra opera e società automatica. Siccome mi rendo conto che questa formula potrebbe risultare enigmatica, te la spiego.

    Automatismo: a implica b (sempre e comunque). Un po’ come per il cane di Pavlov. Se la società funziona in larga parte per automatismi, l’arte li segnala mediante gesti che ne sospendono il funzionamento. In termini religiosi questa è anche l’effetto dello scandalo.

    Ma, dicevo, la “provocazione” (o lo scandalo secolarizzato) dell’arte non è che un aspetto dell’opera (appunto: quello percepito da una società largamente governata da automatismi). In realtà ogni opera di arte moderna e contemporanea (e dunque, retroattivamente, ogni opera d’arte tout court) è per sua stessa natura “polisemica”.

    Polisemia (plurivocità di significati) è un termine desunto dall’epistemologia del linguaggio che si oppone a “significazione univoca” (univocità che rimanda all’automatismo di cui sopra).

    Essendo polisemica, l’arte veicola più significati, li tiene per così dire TUTTI sospesi e attende che un’ermeneutica (interpretazione) appropriata li faccia uscire dalla latenza.

    L’arte, in sostanza, è irriducibile, perché anche i significati sono irriducibili.

    Diceva Roland Barthes: la polisemia fonda la verità dell’opera che è enigma.

    La verità è enigmatica. Una verità enigmatica non può essere “rispecchiata” da opere semanticamente univoche, bensì da opere polisemiche e dunque (anche) provocatorie.

    Questo è quanto. Se vai a Parigi, Londra, New York o Berlino, questo è quanto troveresti in ogni museo e in ogni galleria.

    Bolzano, qualche giorno fa, si è illusa di poter competere con Parigi, Londra, New York o Berlino. O anche magari solo con Rovereto (MART). Invece abbiamo scoperto che Bolzano è ancora solo Bolzano. Provinciale, bigotta, con un drappello di politici al comando che altro poi non sono che una mediocre falange di Kunstbanausen.

    E tu non sei da meno.

  41. Priinzenvinzen detto

    Das Problem ist, dass dir nicht die Mittel gegeben sind, deine modernistische Borniertheit zu hinterfragen. Du versuchst das hinter einem zusammenhangslosen Wortschwall zu verstecken – was dir nicht gelingt. Es ist klar, dass in einer kulturlosen und unsolidarischen Gesellschaft ein solches “Werk”, eine willkommene Gelegenheit ist, seinen Nächsten zu erniedrigen, um dem Irrglauben aufzusitzen sich so selbst erhöhen zu können.
    Nicht nur Aby Warburg, hätte dieses “Werk” als das erkannt was es ist.
    So. Ein weiterer deutscher Beitrag, der die Illusion nähren wird, es handelte sich um einen zweisprachigen Blog.

  42. Étranger detto

    Ein weiterer deutscher Beitrag, der die Illusion nähren wird, es handelte sich um einen zweisprachigen Blog.

    ???

    Questo è un blog libero. Tu puoi scrivere in tedesco. Ognuno può scrivere nella lingua che meglio crede (io ne leggo quattro e posso rispondere, anche altri sono in grado di farlo). Questo piccolo attacco alla credibilità plurilingue di SegnaVia e di BBD in generale dimostra (ma non ce n’era bisogno) quanto meschino e volgare tu sia.

    Per quanto riguarda la discussione sull’arte, scusa, ma non ti posso neppure prendere in considerazione. Il divario tra me (che mi sono occupato di arte e di arte contemporanea per almeno due buoni decenni) e te (che sei – esteticamente parlando – un fascista bigotto) è talmente grande che fa quasi ridere.

    Mille di queste rane!

  43. Prinzenvinzenn detto

    Damit ihr überhaupt begreift, wogegen sich euere niedrigen Instinkte richten:

    http://de.youtube.com/watch?v=RAwjXhJy0BM

  44. Étranger detto

    No. Non lo capiamo affatto. Ma puoi sempre pregare per noi. :)

  45. Étranger detto

    Significati simbolici delle rane:

    RANA: animale che collega terra e acqua ; è simbolo dai connotati positivi per quanto susciti disgusto.. Il suo processo di sviluppo da girino ad animale completo in tutte le sue parti, lo rende simile all’uomo e gli rammenta la possibilità di ascendere a un grado superiore di spiritualità.

    Fonte: http://www.liceivaldagno.it/ScuoleInRete/trissino_valdagno/mediateca.nsf/NoFrames/9501A52B98822456C1257020006160BC?OpenDocument

  46. Die Kirche, die Pfaffen und die Katholacken sind nicht zufrieden, wenn sie nicht immer gegen Modernisierung, Fortschritt und Freiheit hetzen können.
    Diceva giustamente Gusepe Garibaldi: “La nostra bella Italia sarà grande quando sarà sanata dalla nera scrofolosa genìa dei preti e dei gesuitanti!”

  47. Étranger detto

    Diceva Cavour: libera chiesa in libero Stato.

    A noi tocca dire: libera arte in libero Museo! Pensa come siamo ridotti.

  48. Ridotti male, direi.
    Giuseppe Mazzini diceva: Libertà e cattolicesimo stanno in contraddizione.
    I Padri del Risorgimento si stanno sicuramente rotolando da decenni nelle loro tombe.

  49. Luk4S detto

    Eh Matteo mi sa che è proprio così…

  50. Matteo, la butto lì: sudtirolo e arte sono in contraddizione

  51. [...] questo punto dobbiamo confutare l’azzardo di Oscar, che aveva stabilito un’incompatibilità di fondo tra il Sudtirolo e il mondo dell’arte [...]

  52. [...] qua in Südtirol stanno tutti impazzendo per una rana crocifissa esposta al nuovo museo d´arte contemporanea appena inaugurato. Schützen che protestano, quintali [...]

  53. [...] sembrare la copia del Deposito di Zio Paperone. Ma subito è scoppiata la polemica per via di una rana crocifissa esposta nel museo stesso, opera di Martin Kippenberger già morto e sepolto da tempo. Chi la voleva [...]

  54. NoirPink detto

    “Non siamo a New York” dice l’assessore alla cultura della Provincia di Bolzano, Sabrina Kasslatter Mur. Su questo non ci sono dubbi. La cosa che suona strana, forse, è il fatto che tale frase venga usata in senso positivo: non siamo a New York e ce ne vantiamo. Bolzano non è New York, giustamente. Altrimenti non si spiegherebbe perché, nel mondo globale, una è la capitale, l’altra una specie di villaggio di pecorari superstiziosi…
    http://noirpink.blogspot.com/2008/07/attualit-la-rana-il-girino-e-lo-spirito.html

  55. [...] lo sciopero della fame con l´obiettivo di far rimuovere dal nuovo Museo d´arte contemporanea la rana crocifissa che, oltre ad offendere il tradizionale sentimento religioso dei sudtirolesi, sarebbe anche motivo [...]

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