DANKE!
30 Maggio 2008

Mi ha appena telefonato Loiny. Piangeva dal ridere. Mi ha detto che sul Dolomiten di oggi ci sono due pagine intere di lettere sulla “rana” di Kippenberger. Lettere indignate, disgustate, lettere cariche d’odio verso quell’opera, il suo autore, l’arte contemporanea, la cultura. Praticamente un intero popolo di bigotti in sollevazione contro quello che altrove sarebbe (ovviamente) giudicato un banale esercizio di manierismo.
A questo punto dobbiamo confutare l’azzardo di Oscar, che aveva stabilito un’incompatibilità di fondo tra il Sudtirolo e il mondo dell’arte contemporanea. Confutazione che è addirittura un ribaltamento. Il Sudtirolo è forse l’unico luogo al mondo, a parte la provincia di Teheran, nel quale l’arte contemporanea (con le sue stravaganti operazioni) ha ancora un briciolo d’effetto. L’unico luogo al mondo nel quale questo briciolo d’effetto riesce poi a gonfiarsi, a diventare massa compatta, slavina e poi colossale valanga di idiozia e talibana imbecillità.
La “rana” di Kippenberger, questo meteorite scagliato con violenza sul deserto intellettuale sudtirolese, ha scavato un cratere profondo. E i sudtirolesi non perdono un minuto per tentare di ricoprirlo con la loro abominevole miseria.
Grazie, Danke Herr Kippenberger.
Non posso che condividere.
Allora, paradossalmente, è il posto migliore per vivere.
http://www.kulturtussi.de/ausstellungen_gucken/martin_kippenberger_in_duesseldorf.shtml Per una panoramica assolutamente interessante dell’artista, che serve a far un po’ di pubblicità al Museion, alla Chiesa per incazzarsi e, direi, soprattutto, a ètranger per non parlare del deserto nel quale, politicamente, lui ed i suoi (verdoni, civici, autodeterministi, compagnisponsorizzatidallebanche e pard della conservazionechevorrebberospacciareperrivoluzione) sguazzano. Disputandosi voti che non ci sono…
PS Parlando di cose serie e lasciando il teatrino dell’apartheid, mi sembra strano che l’impatto della rana sia stato non depotenziato in partenza, dicendo che l’autore si vedeva cosi’, anfibio, in una metamorfosi che lo stava portando, lo aveva condotto, su una croce che l’avrebbe accompagnato, pesante e dolorosa, fino alla morte, in una vita vissuta a mille all’ora, da bohemienne alcolizzato. Quanto al Dolomiten, criticato, mi sa che il pulpito dal quale viene la predica non sia certo meglio.. Buonanotte fiorellini
@ pessimesempio
Diciamo che ci sono molti spunti divertenti, qui. Tipo il prossimo:
@ Luigi D’Ambrosio
Urca. Ti sei scordato le cadreghe, gli amici degli amici e il FUEV (questo te lo scordi sempre più spesso, che sia passata la minaccia?)
È sempre un piacere leggerti, Luigi. Anche perché ci ricordi che il deserto intellettuale del quale dicevamo non potrebbe essere così deserto senza i tuoi risibili interventi.
P.S. L’interpretazione della rana da te suggerita l’avevo già indicata io in un commento ad un post sottostante. Non sei neppure originale e mi scopiazzi. Brutto segno.
P.S.
Parlando di cose serie e lasciando il teatrino dell’Apartheid…
AHAHAH. Apartheid. Sei meglio di Totò. Salutami Peppino 2008, quando vai sul suo blog.
Sto per altro terminando qui dal Belgio la bella lettura de “La Questua” di Curzio Maltese, indagine su quanto la Chiesa costi agli italiani.
Dovrebbe divenire lettura obbligatoria per i ragazzi delle scuole e per i nostri amministratori (anche se loro sanno bene come tira il vento).
Dopodichè molti anche in SudTirolo comincerebbero ad allevare girini… altro che Kippenberger!
Va bene, Gabriele, siamo tutti allibiti e ci sono veramente cascati i…
Ma dire che questo accade SOLO qui non è proprio corretto:
http://www.fainotizia.it/2007/07/11/vergognosa-censura-a-milano-sullarte-omosessuale
http://www.unaltralombardia.it/?p=271
http://beppegrillo.meetup.com/262/messages/boards/thread/3036618
http://www.ecoblog.it/post/4352/una-stella-rossa-tra-arte-censura-e-riciclaggio
http://www.intro.de/news/newsfeatures/23000360/kunstzensur_in_new_york_giuliani_droht_dem_museum_of_art_mit_zuschussentzug
http://www.novo-magazin.de/50/novo5086.htm
etc. etc.
2:59
http://www.gloria.tv/?video=jqkt0g73kj9oaqo6jkse
Non ho piu’ il vizio di leggerti, mitico (ehehe). Quindi non copio. Comunque le rane in croce hanno dato problemi già anni fa in Germania..http://www.sonntagsblatt-bayern.de/news/aktuell/2005_07_29_01.htm?PHPSESSID=163950c64154bcf1e13cdd32439eacaa Praticamente l’hanno ritirata fuori ad hoc.. Che tu ti compiaccia con un’associazione, il Fuev, che ha ben poco di europeo e di accettabile, è uno dei tuoi peccati politici piu’ gravi. Non puoi non sapere… Nella terra degli zingari da gasare, della contaminazione etnica e della poltrona (parola magica per la sinistra di governo) del cemento e degli inceneritori razziali, dell’amiicodellamico, dei quartieri ghetto e senescenti, del Fuev e dell’Eurac, delle querele, degli Avolio e dei Camin, delle rane in croce e degli italiani pecore puzzolenti, dei mobbing,dei Goti mai stati e dei mai stati che vorrebbero essere, ci stai bene. Come un fagiolo nel baccello.
E, nota bene, a me Avolio e’ napule (come il tuo fedelissimo) e Camin stanno simpatici. Li voglio assessori. Due che vanno in tribunale per una quaestio di diffamazione mi fanno esaltare. COme il tuo sindaco (vice), che denuncia chi festeggia per l’Italia. Un mito. Assoluto.
In omaggio all’artista, un po’ di paginette antifa per il Nostro..a casa sua. Sai e non puoi dire di non sapere, di dormire, di sognare di non sapere…
http://www.apabiz.de/publikation/broschueren/mittelfranken.pdf
Ach. Speriamo che Cettina riapra presto il suo salottino. Dare asilo a questo qui è difficile.
È vero pé. Succede anche altrove. Ma due pagine fitte fitte sul quotidiano di regime…? Questo accade solo qui.
Può darsi. Non lo so. Siamo tutti giustamente allibiti, ed è ovvio che ci occupiamo del qui ed ora. Soprattutto del qui. Ma dobbiamo anche cercare di non esagerare, sempre per il bene della verità.
Gli Schützen del Vinschgau vogliono marciare sul museo. Ecco, sì, questo mi fa scompisciare dalle risate. È la scemenza, l’ignoranza, il niente che marcia contro l’intelletto e contro il progresso. [Ma nemmeno questo accade solo qui, anche se intimamente spero che non accada da nessuna parte.]
Se vi può consolare, il Sudtirolo non è l’ unica area del bellissimo mondo italo-tedesco a soffrire di bigottismo oscurantista: in Italia mi verrebbe in mente il Veneto, il Trentino e da noi in Toscana la Lucchesia.
In Germania basta girare per l’ Alta Baviera, la Franconia, Fulda, Limburgo e Westfalia: crocifissi e Madonne ad ogni angolo di strada, che ogni volta che ci passo davanti mi verrebbe voglia di metterci una carica di esplosivo o di spaccarli col Vorschlaghammer.
@Klingo
Il libro di Curzio Maltese dovrebbe essere distribuito e fatto leggere OBBLIGATORIAMENTE!!!! ad ogni famiglia italiana e ad ogni contribuente il quale ingenuamente o per idiozia continua a devolvere l’ otto per mille alla più antica organizzazione mafiosa del mondo.
Quando ho letto la notizia ho pensato ad una rana viva e dimenantesi. Quando infine ho visto l’opera l’ho trovata addirittura bonaria, nell’attuale panorama di cinismo estetizzato.
Anche a me, in un primo momento, è venuta in mente “l’opera d’arte” di Guilliermo Habacuc Vargas, che consisteva nell’attaccare un cane in un museo e lasciarlo morire di denutrimento sotto gli occhi degli spettatori. Ma probabilmente avrebbe dovuto attaccarlo anche su una croce per fare veramente scalpore…
Anche oggi due belle pagine di lettere incendiarie al grido di “Weg mit der entarteten Kunst!”. Il Sudtirolo talibano avanza.
Gli Schützen vogliono marciare sul Museion? Che lo facciano. Il mondo gli ha riso dietro quando a Innsbruck portarono in processione una vergognosa corona di spine grande quanto un condominio. Ma allora nessuno dei PATRIDIOTI si accorse della volgare ridicolezza di quel gesto. Né, mi pare, dal vescovo si levarono moniti contro la strumentalizzazione di simboli religiosi a bassi e insulsi fini politici. L’unica cosa che vedrei bene crocifissa è questo Sudtirolo bigotto e fascista.
Lotta e governo, questo qui quello lì….
Sono tante pagine, http://www.apabiz.de/publikation/broschueren/mittelfranken.pdf
ètranger.. leggile, rileggile, postale e ripostale. Poi torna qui e parliamo di fascismo.. della Welle edizione locale.. nelle sue varianti…
Non leggo nulla. Tutto quello che dici mi è completamente indifferente, Luigi. Non hai mai capito nulla, né di quello che scrivo io, né in generale. Sei penoso e patetico. Tu sei il corrispettivo italiano di uno Schütze con la corone di spine grossa come un condominio. Mi fate schifo. SCHIFO.
Leggi, invece di ingiuriare. In cosa sarei simile ad uno scizzero non si sa ed il sito che ti spedisco, stellino, è antifascista… GLi slogan non vi portano ne’ voti ne’ consenso. Ma altro. Dimmi, cui prodest fare cosi’?=?=???
Quello che scrivi e scrivete lo conosco bene. A senso unico. Comincia ad ammettere l’apartheid, la discriminazione, la logica di soppressione di un gruppo linguistico, l’assenza di progettualità e di idee nella sinistra verde..
E candidati, dai..
L’apartheid non esiste. Chi lo sostiene si candida a non veder mai cambiare le cose perché non può essere preso sul serio. Tu non puoi essere preso sul serio. È semplice, fin troppo. Ma è così.
In cosa saresti simile a uno Schütze? Lo Schütze porta in giro la corona di spine grossa come un condominio e parla di una terra oppressa dallo straniero. Fa vomitare. Tu parli di apartheid e sostieni che gli italiani siano trattati come i negri di Soweto. Fai vomitare. Siete uguali. Le due facce della medesima cialtroneria.
Davanti a quello che per tutti è chiaro, neghi. La domanda è molto semplice. Perché i verdi e i cosiddetti civici, considerano reazionario se non fascista tutto cio’ che nel resto del mondo tedesco è avanzato e progressista, sicuramente -per usare un termine abusato- antifa, condanna dell’apartheid-discriminazione e delle associazioni ed interessi che lo supportano comprese? Schifo, vomito. COn gli occhiali che ho e che piacciono tanto al tuo amico napuletà (che bacio in bocca) il verde è il colore dominante. Chissà perchè
Non dire mai che non sapevi. Ricordatelo sempre.
Ich würde unterscheiden:
a) Es gibt ohne Zweifel ein bigottes Südtirol. Und es gibt ein Südtirol, das dieses Kunstwerk als “entartet” betrachtet. Unerträglich. Kulturferne und Religiöse sind immer eine gefährliche Mischung.
b) Nichtsdestotrotz kann ich verstehen, dass ein Kunstwerk wie dieses die Sensibilität auch von toleranten und offenen Gläubigen verletzt. Äußerungen von diesen – ich nenne als Beispiel KVW-Vorsitzende Maria Kußtatscher – haben aus meiner Sicht schon Gewicht, weil sie von unverdächtiger Seite kommen.
Zumindest im meinem Mikrokosmos habe ich bei Gläubigen versucht, auf größere Verletzungen christlicher Werte aufmerksam zu machen: etwa die vielen Toten im Mittelmeer, die fehlende Nächstenliebe zu Sinti und Rom, …
Hoi nochr morgn mochmr di anti-frosch marsch?
hihihihi 
Hobn sie nix ondrsch zu tian?
caro nelson “superciuck” mandela de no artri quand’è che la smetterai con sta pagliacciata dell’apartheid?
Se tanto blateri della cosiddetta minoranza italiana (che semmai è la minoranza di quelli come te che non si vogliono integrare) perchè non prendete armi e bagagli, vi accampate tutti attorno al monumento alla vittoria che vi piace tanto e chiedete l’indipendenza?
lo ringrazio anche io!
e comunque… guardiamo dal lato positivo la cosa… vi ricordate quanto ha venduto “il codice da vinci”? Beh… la pubblicità gratuita che gli stanno facendo sia bigotti che politici, non ha prezzo!!!
non mi sento offeso e non mi scandalizzo per la rana crocefissa. però non reputo sia un fatto grave se qualcuno si dice offeso per quell’opera. dimostra una certa isteria chi conclude che vi sarebbe “un’incompatibilità di fondo tra il Sudtirolo e il mondo dell’arte contemporanea” (dopo l’incompatibilità di fondo tra il sudtirolo e la democrazia, la civiltà, la cultura, la dignità umana, la libertà e quant’altro).
oltretutto: se uno vuole dissacrare e nessuno si incazza per la sua opera, che dissacrazione è? a parte i soliti idealisti, che vorrebbero una società di uomini perfetti e poi finiscono per costruire gulag) non è che ci auguriamo una assoluta gleichschaltung, dove tutti osannano le opere di un museo, specialmente se d’arte contemporanea che fa tanto chic.
credo invece che dovremmo seriamente mobilitarci se quell’opera, dopo queste pressioni, venisse tolta. questo sì sarebbe un fatto grave.
@Lucio Giudiceandrea
In parte condivido la sua opinione ma dal dirsi offeso (del vescovo, il che è comprensibile) ai ridicoli aricoli comparsi in particolare sulla stampa tedesca, ne passa.
@Superciuk
Lei è una pesona molto triste, perchè ha così tanta rabbia in corpo?
Mi permetto di dirLe che non è il caso che Lei dia delle lezioni di antifascismo, se non le piace quello che Gabriele scrive perchè viene a leggere? Non è obbligatorio frequentare i blog che non piacciono.
La ringrazio dell’attenzione e la invito ad essere più gentile che non guasterebbe..
Grazie per avermi ribaltato la massima, se mi capita sarò ben lieto di ricambiare il ribaltamento.
Certo che volere a tutti i costi un museo d´arte contemporanea e poi incazzarsi per una rana crocifissa che sono anni che gira non è un buon segno…
Non sono affatto triste, cara Mosconi. Ho la fortuna di non vivere in un postaccio deitalianizzato e deprimente come Bressanone e non devo preoccuparmi di andare a cercare voti che non ci sono e nemmeno di fare giravolte per non dire quello che appare a tutti molto chiaro riguardo alla realtà provinciale. Se lei medico-insegnante, come si definisce, quindi attenta all’ecologia del corpo e dell’anima non se ne è accorta non posso farci niente. Se non provare a farglielo capire, citando quello che continuate a fingere di non vedere e non sapere. Per questo, per evitare che vi traformiate sempre di piu’ in un circolo viziosi di autoreferenzialità, vi ricordo che non sono tutti d’accordo con voi. Mi rendo conto che invitarmi ad andarmene dal sito è la trasposizione di quello che lei ed altri desiderate: mandar via chi non accetta l’apartheid. Nel mio caso l’ho fatto e me la spasso. TOrnero’ fra qualche anno e poi forse me ne riandro’ all’estero un altro po’. E certo questo non dipende dai supporters dell’autonomia eliminazionista. Mi posso permettere di fare quel che mi piace. ALla faccia vostra, mi consenta.
Quanto alle lezioni di antifascismo, ho la fortuna di non collaborare con il Sistema, di avversare l’etnoregionalismo, di avere sulle balle ogni inciucio che ha come obiettivo il Potere ed il mantenimento di un sistema corporativo-razziale di discrimazione dei non appartenenti. Se lei, poi, ritiene Benussi un pericoloso fascista, non posso che consigliuarle un paio di buoni terapeuti, d’area, che la possono aiutare. Un’ultima battuta sulla rana. Persino riciclata, la prendono nell’Isola Felice. L’importante è non parlare della realtà.
Ho la fortuna di non vivere in un postaccio deitalianizzato e deprimente come Bressanone
Infatti. Hai la fortuna di vivere a Bolzano, che tu chiami Soweto. Una città sulla quale vomiti un giorno sí e un altro anche. Ma perché non ti godi Francoforte e non ci rompi più i coglioni?
Visto il li-vello-li-quame di insulti ed insultini, vorrei aiutare il Nostro a controllare quel che dice. Non sono Cpb e neppure il mitico Avolio (e tu li ami i napulità..), per cui non querelo, ma, pensa un po’ cosa succede in questo disgraziato paese che si incazza per una rana riciclata ad uso Augusti nostri, tollera il regime segregazionista in una sua provincia e si occupa di far processi per un’idiozia quale dire ad un altro mi fai schifo o fai schifo..
..”L’evoluzione semantica e quindi la sorte del patrimonio lessicale della lingua italiana è, ancora una volta, nelle mani della Corte di Cassazione. Questa volta il suo inappellabile verdetto ribalta un precedente giudizio, che non considerava offensiva l’epressione ‘mi fai schifo’. In precedenza il Tribunale d’Appello di Monza aveva assolto l’imputato che si era rivolto con questa espressione ad una donna. Infatti ‘la frase non era offensiva perché l’uomo usando “la particella pronominale mi” invece che la semplice espressione “fai schifo”, avrebbe manifestato un’opinione soggettiva” anziché un’offesa.
La Cassazione sancisce invece che il peso della particella pronominale è nullo, perché con una tale espressione gli intenti offensivi sono innegabili.
Quindi d’ora in poi facciamo attenzione perché ‘Dire “mi fai schifo” ad una persona può costare il risarcimento danni per reato di ingiuria’, per non rischiare nessuna conseguenza conviene, come vi rammentavo in questo post di alcuni giorni fa, elargire ‘vaffa’ …a volontà”
@ superciuk,
cos’è questo tuo stile così delicato e moderato? mettici più vigore, sono convinto che sai fare di meglio!
http://sdrammaturgo.wordpress.com/2007/10/17/piccola-raccolta-delle-battute-penose/ (raccolta completa..)
Non manca quella sul far schifo. Penosa. Per aiutare la fantasia del ceto intellettuale di governo ed opposizione un piccolo regalo, in lingua pecorara. Le battute sono una schifezza, ma almeno leggo qualche insulto diverso. Questi vengono a noia…
“Tutto sommato è un bravo ragazzo” “Sì, quando dorme!”
“Ahò, se dai un’altra capocciata diventi intelligente!”
“Certo che a te t’entra in culo ma non in testa!”
“Mi sa che tu da piccolo sei cascato dal seggiolone”
Quello è così zerbino che c’ha scritto ‘welcome’ sulla schiena!”
Per i fascinosi delle foto in rete
Ad un tipo che compare spettinato su foto blog “Ti sei pettinato con le miccette?” o “Hai preso la scossa?”Ad un tipo con troppo gel sui capelli “Pare che t’ha leccato una vacca!”
“Ammazza quanto sei astuto! Che ti mangi pane e volpe?”
A qualcuno che chiede troppe cose “Una fetta di culo tagliata vicino all’osso la vuoi?”
“Rambo, levati la fascetta, ché il film è finito!”
“Quello ha la testa solo per spartire le orecchie”
“Ah fate! Ah fate schifo!”
“Ammazza che alito! Ma che ti mangi, i bambini morti con le scarpe da ginnastica?!” o ” Ma che ti mangi, i topi morti?!”
“E’ uscito meglio Pinocchio con una sega che te con una trombata”
“Era meglio che tuo padre si faceva una sega quella sera”
“Sei proprio sfortunato! Tu devi andare a Lourdes!”
“Sono stato a Lourdes” “Trovato chiuso?”
“Guarda che mi incazzo!” “Embè? Fai due fatiche”
“Ti riduco così male che nemmeno tua madre ti riconosce”
“Questa non è una battuta, è una schiacciata”
“Che aspetti a toglierti la maschera? Il carnevale è finito”
@superciuk
La ringrazio di volermi aprire gli occhi e anche di indicarmi alcuni buoni terapeuti, se mi indica i nomi… Sono contenta di starLe così a cuore.
Vorrei precisarle che personalmente non sono mai andata in cerca ne mai andrò in cerca di voti, il mio ego non ne ha alcun bisogno sono già soddisfatta di ciò che ho e di politica attiva ne ho piene le tasche (peccato che non siano altrettante piene di soldi). In quanto al posto in cui abito vi è il buono e il cattivo ne più nè meno che negli altri posti di questo mondo, come dice un vecchio proverbio tutto il mondo è paese. Quello che varia è il modo con cui noi ci poniamo.
Non l’ho invitata ad andarsene dal sito, sinceramente i suoi interveniti mi divertono, mi spiace il tono che usa. Devo comunque ringraziarLa per la gentilezza e la pacatezza che ha dimostrato nel rispondermi, mi creda ho apprezzato!
La differenza tra me e lei è semplice: lei intende farmi aprire gli occhi io penso che i suoi siano aperti sulla mia stessa realtà che però legge in maniera diversa. E’ un suo pieno diritto, così come lo è la lettura che do io degli stessi fatti.
In quanto ad essere parte del sitema lei mi giudica male, ho rifiutato di fare il vice-sindaco di BX proprio perchè non approvo il sistema italiano di essere subordinati alla egemonia dell’SVP. Ho lasciato gli ex-ds proprio perchè troppo attaccati ad un potere che è fine a se stesso.
Non ho mai abiurato la mia italianità che però non viene prima della mia umanità.
Spero di rileggerla.
Sono d’accordo con Giudiceandrea. C’è un Sudtirolo bigotto e c’è anche quello (più) illuminato di chi il museo lo ha voluto e continua a difenderlo. C’è il Sudtirolo del Dolomiten e dell’Alto Adige, ma c’è anche quello della Tageszeitung e del C’AA. Come scrissi sul mio blog non è la reazione del vescovo che mi indigna, quanto invece le reazioni di una vasta parte della politica, che al primo “sgarro” vorrebbe sospendere una libertà fondamentale.
Se l’opera venisse eliminata io in piazza ci andrei.
Cara Mosconi, pensi lei se mi chiamassi cosi’ cosa direbbe lo Smoccolatore, il compito di un politico di sinistra, quale lei dice di essere, dovrebbe essere quello di garantire il rispetto del dettatocostituzionale riguardo alle libertà ed alle pari opportunità per i cittadini. Lei ha spazio per tutti i problemi, compresi quelli, leggo nel suo blog, degli immigrati, con citazioni di studi e ricerche. Tutto questo impegno potrebbe riservarlo anche verso coloro che sono considerati se non immigrati, lavoratori ospiti da rispedire piu’ presto al mittente: la comunità di coloro che si dichiarano di lingua italiana. Lei si sente orfana di quel mondo, lo scrive lei, in cui c’era il PCI. Bastone italico del randellatore sovietico, di una feroce dittatura che, parlando di pace e democrazia, all’interno ed all’estero, soffocava nel sangue ogni dissenso. E mi auguro che non sia per questa deformazione ideologica, per il bisogno dello stato assoluto e totale, che lei, di questa realtà, non coglie che qualche aspetto. Tralasciando, mi scusi, quelli di “sinistra”. Di quella vera, europea ed occidentale, socialdemocratica, dei diritti umani e dell’impresa in uno stato “sociale” efficente.
STOP APARTHEID
Luigi, è davvero commovente il tuo impegno a favore della causa civile di denuncia del regime di apartheid. A quanto ne so (anche se su posizioni più moderate delle tue) in Sudtirolo c’è già Donato Seppi che prova a rendersi utile in questo senso. Forse dovresti cominciare a frequentare un po’ il Bar “La destra” (che mi dicono abbia aperto dalle parti di Piazza Vittoria) e proporre una tua linea politica più estremista di quella adottata da Unitalia. L’apartheid è un problema serio, sicuramente molti ti ascolterebbero.
Non credo proprio che il Sudtirolo sia l’unico posto dove l’arte contemporanea ha dei problemi, al Veneto e alla Lucchesia citati da M.G.Corvaja aggiungerei anche Milano, dove la mostra “Arte e Omosessualità” ha avuto la sorte che sappiamo. Poi è stata presentata a Firenze, alla stazione di S.Maria Novella, ma quasi in sordina e, se non ricordo male, senza il patrocinio del Comune.
, il bigottismo è un male comune in questo paese, dalla cima delle Alpi fino in Sicilia.
Anche se, come è noto ai più, Suedtirol ist nicht Italien …
Però questa storia della rana in croce lascia un’impressione poco bella. Non so, fa sospettare che ci sia la deliberata volontà di “épater le bourgeois”, che l’opera venga esposta di proposito in provincia, perché si sa che lì ci sarà il cosiddetto “succès de scandale”.
Poi forse l’autore non ha pensato che, demistificando in quel modo il simbolo della croce, nucleo centrale del sentimento religioso cristiano, avrebbe rischiato di offendere parecchie persone. O forse ci ha pensato e ha calcolato deliberatamente il rischio.
Non vorrei essere frainteso, sono contrario ad ogni forma di censura e anch’io scenderei in piazza per difendere il diritto alla libertà di espressione, però mi sembra che tale libertà si debba basare sull’etica della responsabilità, vale a dire sul rispetto degli altri.
In Italia ogni pretesto è buono per dichiarare il cattolicesimo minoranza perseguitata o per lamentarsi che non c’è più rispetto per i “Valori”. Io invece vorrei che si cominciasse a rispettare chi cattolico non è, qualunque cosa significhi: protestante, ordtodosso, laico, agnostico, ateo, di altre religioni.
Però storie come quelle della rana sono un ottimo e immeritato assist per gli integralisti.
@superciuk
Ancora con i comunisti??? Mein Gott ……..
@superciuk
Caro (posso vero) superciuk la sua analisi mi commuove, grazie per i complimenti! I regimi comunisti, così come tutti i regimi compreso quello fascista, non sono stati esempio di democrazia per cui li rinnego. Darmi della comunista non è esatto, può definirmi di ideologia socialista (quella verac). In quanto ad essere orfana…sinceramente non ho mai sentito l’impellenza di seguire un segretario di partito.
Se per lei l’apartheid è un problema così assilante potrebbe anche darsi da fare, in politica c’è posto per tutti, si accomodi!
Daniela, ti avverto che il nostro superciuk è uno di quelli che obbediscono ad una massima inossidabile: parlare male di tutti e non fare nulla per migliorare le cose. Infatti lui neppure vota (figuriamoci). Insomma, proprio una persona utile.
@Gabriele
criticare può essere terapeutico sia per chi critica che per chi viene criticato, mi pare però che le ctitiche del nostro amico siano, aleatorie, vaghe, politicamente non argomentate, troppo “rabbiose”, infantili in alcuni momenti.
Non trovo la rabbia un sentimento negativo, lo diventa quando si pontifica sentendosi superiori o impotenti nel poter cambiare situazione spiacevoli.
Il nostro amico trova spiacevole vivere in questo angolo di mondo, il problema è tutto suo!
Non mi dispiace leggerlo, scrive forbitamente in un buon italiano.
L’unica cosa realmente fastidiosa è che non si firma col suo nome e cognome.
@Tuscan
Te da quale parte della Toscana provieni?
Sono pienamente d’ accordo con quello che hai scritto.
Io spero che un giorno il meno lontano possibile, si faccia avanti anche in Italia uno come Zapatero in Spagna e che faccia finalmente trionfare la laicità dello Stato, assente in Italia da 80 anni.
Se ce l’ hanno fatta nella cattolicissima Spagna, allora si può fare anche in Italia.
Quello che al momento mi da più noia nel PD, è che Veltroni corra ancora dietro supinamente e scodinzolante ai cattolici.
@ matteo
e il leader massimo (d’alema)? ora si atteggia a laico, ma quando era presidente del consiglio andò anche lui a baciare la pantofola al papa, portandosi dietro moglie e figli.
secondo me non è che siano cattolici o anche solo semplicemente credenti. vanno dove fiutano il vento. persino un leader verde del sudtirolo s’è fatto la comunione durante un raduno no global…
poi ci sono i preti per la “liberazione”, quelli che non capisci se stanno tenendo una predica, alzando una barricata, preparando un’estrema unzione o l’insurrezione: sempre ispirati dallo spirito santo però.
l’importante, per i laici autentici, è conservare la capacità di ridere. delle religioni e dei (falsi) credenti.
Ohibò, ma che siete matti a farvi scappare Superciuk? È veramente uno spasso, io lo adoro. Nei momenti di tristezza, leggo un suo commento e torno a sorridere.
Però non sono d’accordo con Daniela quando scrive:
“scrive forbitamente in un buon italiano”
Beh, ecco, qui avrei qualche dubbio…
Però lo ribadisco urlando: ADORO SUPERCIUK, FATE CHE NON CI ABBANDONI!!!
Non ti preoccupare Gatto, eventualmente lo clono io. Scrivere le cose che generalmente scrive Superciuk è facilissimo. Ecco la ricetta.
Ingredienti: amicidegliamici, cadreghe, Fuev, naziverdoni, Soweto, apartheid, etnocentrismo.
Procedimento: mescolare il tutto, eccedendo nelle ripetizioni e con un pizzico di enfasi catastrofista.
Servizio: servire in mezzo ad una discussione, sbattendosene allegramente del contesto.
Più facile di così.
Eh già. Un gioco da ragazzi.
A questo punto devo esprimere un fettes “grazie” anche a Valentino!!!
Ops. Errore “di forma” nella mia citazione.
Incredula, magari fossi capace a fare il verso a superciuk. Purtroppo non è così. Dovresti scrivere un “supergabriele” a caratteri cubitali; l’autore del commento – postato a maggio su Provinciali2008 – è infatti Étranger (tres génial)… a lui va la nostra sincera gratitudine ;-D
Mi inchino e ringrazio allora étranger, il magnifico, che ha rallegrato in modo eccelso (ma non per la prima volta) la mia serata e naturalmente anche te Valentino, per la segnalazione.
Mi arrivano grandi notizie da Bolzano, ragazzi questa è una sera storica per il sidtirolo. Per la politica, quella con la P come Poltrona, una dedica variopinta, alla banda maistati, penso gli unici esseri umani in Europa a non vedere quello che persino in Papuasia è chiaro…
Non siamo nati mica ieri Capatàz,
non siamo nati mica ieri
non siamo mica prigionieri dentro una stella
in questa bella modernità.
Non siamo nati mica per morire qua.
Se provi ad aprire la finestra Capatàz
e coi tuoi occhi guardi fuori,
quante persone che non contano
e si stanno contando già
stanno soltanto aspettando un segno Capatàz.
Questo vecchio segno,
quando cambia il tempo,
quando cambia il tempo arriverà.
Questo vecchio legno
quando si alza il vento,
quando si alza il vento navigherà.
Non siamo nati mica per morire qua.
Se provi a entrare nella mia testa Capatàz,
e coi miei occhi guardi fuori
quante persone quanti cuori
quanti colori al posto di quel grigio quante novità
c’è un altro tipo di futuro che ci aspetta Capatàz.
Questo vecchio segno,
quando cambia il tempo,
quando cambia il tempo arriverà.
Questo vecchio legno,
come si alza il vento,
come si alza il vento navigherà
c’è un altro tipo di futuro, Capatàz.
Ricordatevelo, c’e’ un altro tipo di futuro.. ricordatevelo sempre
Questo è vero. Persino in Papuasia sanno come funziona l’autonomia sudtirolese e non la scambiano certo con l’apartheid sudafricana. Errori simili sono possibili solo a Bolzano.
“quello che persino in Papuasia è chiaro”
Uau. A scuola, in Papuasia, si insegnano i metodi attraverso i quali gli altoatesini di lingua italiana vengono discriminati dai sudtirolesi di lingua tedesca. La materia è denominata “apartheid naziverdona nella Soweto etnocentrica degli amicidegliamici del Fuev”. Ci sono cadreghe, ops, volevo dire cattedre libere. Fossi in lei mi metterei in graduatoria.
Luigi D’Ambrosio, L’apartheid sudtirolese spiegata con grande efficacia ai papuasi, ed. Il Visionario, 2008.
Sulla falsa riga di
http://www.youtube.com/watch?v=fPWZUepiaqI
“Costruisci da solo la tua apartheid”
a cura di D’Ambrosio Luigi – Edizioni Del Bradipo, 2008
Bellina quella del Bradipo. Per il resto niente risposte. Dovremo organizzare un pellegrinaggio a Fatima, passando per Lourdes e finire a Sabiona (tanto per rimanere vicini a casa).. Obiettivo: trasformare le poltrone in idee..
A proposito di poltrone. Quella occupata dal nostro amato Presidente da Volterra è in forte pericolo. Certo non lo aiuta aver fatto l’ultimo intervento, che leggo, non senza aver preso un Maaloxan, sul suo Blogghe.. Ha portato l’aquila tirolese dappertutto e lotta per i diritti di tutti. Lo potrebbe ripetere ad Oltri o nei Quartieri…
Forse quelli di Oltri e dei Quartieri potrebbero trasferirsi alle falde del Vesuvio, così, tanto per vedere il disagio che fa…
Ragazzi siete un mito, davvero. Negare l’evidenza, dichiararsi tutto ed il contrario di tutto (il caro Valentino è una leggenda, in questo) è veramente da Houdini, naturalmente in brache ecologiche e da scena. A me, sinceremente, certe sparate fanno venire in mente Vanna Marchi ed il Mago Otelma, ma qui, nei salotti bene, non si possono citare. Troppo plebei. E le pecore puzzolenti possono emigrare o morire in miseria. Non esiste disagio e apartheid. Sono colpevoli di tutto quello che fanno loro. Siamo là dove si possono trovare, tra un mai stato, uno scizzero, un autodeterminista, lo Smoccolatore tuttologomadeche, un par di firme illustri (a Bolzano) e qualche puella piu’ o meno accorta, persino gli alti papaveroni di Forza Italia.
Il Balcone della Politica altoatesina della sinistra piccionuta (nel senso di colomba della pace).. Fatemi godere ancora.
Allora, prima di andare a letto in questa sera splendida e gewittriga sto aspettando il proclama di ètranger sul matrimonio d’amore celebrato di nuovo tra x ed y che non produrrà, credo e già pregusto, alcun xy in senso riformista, ma, al piu’, qualche strana mutazione, affossata dalle gabine elettorali…
Se avete bisogno di un testimone di nozze vengo con la Beppa Giosef…
STOP APARTHEID
Luigi, ti faccio godere ancora:
All’incontro con Athesis, come sai, c’era anche Concetta Failla (una fine politologa). A un certo punto si è messa a parlare dell’apartheid e di come agli italiani dell’Alto Adige non fosse concesso di integrarsi con i tedeschi (ha detto proprio così: non è concesso…). Ha sciorinato i soliti esempi (gli italiani non possono iscriversi alla SVP, le scuole divise, le palestre divise, i bar divisi, i negozi di scarpe divisi, le panchine divise, gli autobus di linea divisi, i cinema divisi…). Quando ha parlato dei cinema divisi io sono riuscito a interromperla e a chiederle: scusa Concetta, ma a te chi ti impedisce di entrare in un cinema dove si proietta un film in tedesco? E lei: MA IO IL TEDESCO NON LO SO! Non è una risposta da applausi? Non è una risposta che CI fa godere? Eccome.
Non è peggio di quelli che parlano di bilingiusmo. Degli altri. Di merito. Degli altri. Di esempi da dare. Dagli altri…
Sapere il tedesco, per un italiano, serve solo a sperare di avere un posto di secondo livello preso onestamente. Se ha amici il tedesco non serve. Se vuole far carriera anche. Deve andarsene. Lo dicono le cifre. Lo negate voi.. I ciechi di Stufles…
PS Scusa Gabriele, lo ripeto per l’ennesima volta, ma devo farlo. Io, il tutto, lo prendo con ironia e, ti ripeto, senza acrimonia personale. Dove lo trovo uno come te, che mi insulta in rete, per Mail, per pensieri, opere e pure omissioni? Un bacione al Corvaja.
O Matteo, ho trovato una birretta locale di produzione artigianale, bio, che è una lussuria..
PS2 Speriamo che gli Europei di calcio finiscano presto, non sono ancora cominciati e già non se ne puo’ piu’..
Sapere il tedesco, per un italiano, serve solo a sperare di avere un posto di secondo livello preso onestamente.
Ma che dici? Quel posto te lo danno anche se il tedesco non lo sai. TI SPETTA DI DIRITTO. Altro che merito. La proporzionale concede agli italiani nati qui un trattamento che viene negato a chi è nato altrove (a Catania, Bari, Como) e magari vorrebbe concorrere per un onesto posto di netturbino. Inoltre, una volta avuto il posto di netturbino, qui ti concedono persino di maledire la Provincia e di pensare che a Catania, Bari e Como avresti potuto ricoprire un importante ruolo dirigenziale. Non è fantastico?
Lest bitte mal den Beitrag zu den Deutschen Kindergärten in Bozen auf der Seite der Schützen (”nein zur Mischkultur in Südtirol” ) und dann wiederholt nochmal, dass Superciuk nicht Recht hat.
Seid Ihr sicher, dass Ihr auf der linken Seite steht?
@ Beppa Giosef
Ti assicuro che tra le affermazioni di Superciuk e quelle degli Schützen la differenza è solo appartente. Gli uni non sono che il rovescio della medaglia sulla quale è stampata l’effige dell’altro. Vanno contrastati ENTRAMBI.
Contrastare i dati e la realtà (entrambi noti a livello internazionale) con opinioni giustificazioniste del sistema e negazioniste senza motivazioni, è esercizio rispettabile, ma non certo di valore. Del resto, se gli antroposofi steineriani credono ad Atlantide, voi potete fare i fari luminosi dell’avvenire (vostro) accettando un sistema di apartheid e discriminazione che sta portando alla scomparsa due dei tre gruppi linguistici presenti sul territorio -inserito in quell’euroregionalismo etnico che PRIVA (altro che integrazione degli stranieri) chi non ne fa parte di ogni diritto.
Gli scizzeri fanno quello che fanno gli scizzeri in tutto il mondo sudtedesco: i conservatori. Se si limitassero a questo e perdessero di vista la razza e certe ideologie, ne saremmo tutti piu’ contenti. A me, ripeto, non danno alcun fastidio.
Si puo’ essere autonomisti e amanti del Sudtirolo anche dicendo la verità. Nessuno si dovrebbe sentire offeso dalla verità. Si eliminino le discriminazioni, innanzitutto. In una cosa ti do ragione, sulla critica agli italiani. Gli italiani che hanno posti di rilievo, in Sudtirolo, dovrebbero vergognarsi per come si comportano nei confronti del proprio gruppo linguistico di riferimento. Il sistema clientelare costruito, in barba a qualsiasi merito e bilinguismo, è un’atrocità. Lo scrivo io, lo pensano in tantissimi, quelli che, il Sistema lo vivono tutti i giorni e che mi dicono, scrivono, urlano e sussussarano di andare avanti. Contro le clientele anche i tedeschi sembrano aver cominciato a muoversi, naturalmente votando l’estrema destra, come da tradizione e da ovvio sbocco di una realtà conservatrice che, purtroppo, copre la realtà storica e la piega agli usi politici immediati e futuri. Come nelle opere di Orwell. Cosa abbiano fatto i verdi e le liste civiche, espressioni di un pensiero ultraconservatore preindustriale, per andare “contro”, non è dato saperlo e non lo sa nessuno.
Ma sembra che questo non piaccia agli elettori… I voti in libera uscita dei verdi non vanno al PD ma alla destra tedesca…
Si puo’ essere autonomisti e amanti del Sudtirolo anche dicendo la verità.
Giusto. Per te però dovrebbe valere un’altra massima. Si può essere critici rispetto all’autonomia e nei confronti del Sudtirolo anche non dicendo scemenze (tipo quella dell’apartheid). Comincia a dirci in che modo tu modificheresti il sistema esistente. Quali articoli dello statuto rivredesti. Circoscrivi un po’ il discorso. Altrimenti discutere con te a cosa dovrebbe servire?
Rassegna stampa
Z am Sonntag 1 Giugno
Intervista di Cristiane Weinhold
Ora parla per la prima volta Corinne Diserens,
la direttrice del Museion, sullo scandalo della rana
«Per tradizione, mai una autocensura»
«Keine Selbstzensur für Tradition»
La rana crocifissa rimane.
Dopo una settimana di polemiche sull’opera nel Museion la Direttrice per la prima volta rende conto!
Christiane Weinhold
z Signora Diserens, Lei ha atteso una settimana prima di chiedere la parola nella causa-Frosch/Rana. Perché lo fa appena ora?
Corinne Diserens: C’è stato un comunicato stampa del Museion; per un’intervista non sono stata fino ad ora interpellata, mentre non ero pronta per una breve presa di posizione.
Z – Neppure per l’Assessora provinciale responsabile…? Né Lei, la Direttrice del Museion, né il Presidente della Fondazione Alois Lageder erano raggiungibili, afferma, criticando, Sabina Kasslatter Mur.
Diserens: Il mio compito è quello di tenere aperte le porte del Museion alle persone che desiderano visitarlo. Come risposta alle reazioni abbiamo pensato di attivarci noi stessi: con una giornata delle porte aperte la Domenica ed una conferenza sui simboli della cultura nel prossimo futuro.
Z – Quando ha scelto la rana di Kippenberger aveva previsto una simile reazione?
Diserens: No, non mi era attesa delle reazioni così violente. Ma ora con il senno del poi posso solo dire: ma perché no? E ogni opera d’arte è aperta a molteplici reazioni.
Z – L’arte deve, l’arte può provocare?
Diserens: L’arte può avere un effetto provocatorio, ma raramente gli artisti intendono provocare.
Z – Allora Lei non crede che Kippenberger abbia voluto provocare ?
Diserens: Questo non è provocazione, ma, come noi lo chiamiamo, un effetto attivante. Credo che sia un’opera spiritosa. L’humour è qui molto importante. La rana è l’alter ego dell’artista. La bestia quale alter ego è spesso usata nelle favole. Non si può ridurre l’opera ad un significato..
Z – La rana non è l’oggetto della contestazione dell’opinione pubblica, ma la realtà che è appesa alla Croce,
Diserens: Nella storia dell’arte esiste una grande tradizione della rappresentazione della croce. E Kippenberger non ridicolizza la rappresentazione in nessun periodo. Ma egli mette così discussione qualcosa che nulla ha a che fare con gli uomini. Se Beuys ha detto che „ogni uomo è un artista“,
Kippenberger dice: Ogni artista è un uomo“-
Z Lei dice: La tradizione e la peculiarità di un paese per Lei significano molto in rapporto alla cultura. Nella scelta dell’opera non ha pensato che il Südtirol è un paese molto plasmato cattolicamente?
Diserens: Per tradizione non c’imponiamo alcun’autodifesa. Un museo è un luogo della libera espressione artistica, della molteplicità dell’espressione. Se qualcuno, perché vede una rana ubriaca su una croce, pensa che si tratti di un attacco alla Chiesa cattolica, si tratta delle sue opinioni e della sua responsabilità.
Z – Molti hanno però anche criticato la posizione dell’opera nell’ingresso.
Diserens: Ognuno ha il diritto di criticate. La prima opera che si presenta al visitatore e l’opera di Tatlin. Nell’esposizione v’è un costante dialogo fra espressioni artistiche per il concetto del collettivo e la rappresentazione dell’individuo. Proprio un simile dialogo avviene fra l’opera di Tatlin e quella di Kippenberger.
Z – Le è stato contestato di aver chiarito troppo poco.
Diserens: Da molto tempo abbiamo iniziato un’intensa opera di sensibilizzazione con il progetto MUSEION MOBIL, che prosegue. Offriamo inoltre tutta una serie di possibilità di informazione. Nel percorso dell’esposizione è integrata una biblioteca pubblica che offre molteplici documentazioni sugli artisti. Inoltre il visitatore trova nell’entrata un testo sull’opera di Kippenberger. Abbiamo aperto appena da pochi giorni, siamo un “Laboratoriumin progress”
Z – Dunque l’opera rimane esposta?
Diserens: Si. Lo abbiamo subito chiarito in un comunicato stampa e quindi rimane deciso così.
Z – Dopo tutto il baccano Lei oggi si comporterebbe diversamente?
Diserens: Un simile modo di pensare non mi corrisponde . Voler fare qualcosa di diverso a posteriori è privo di senso,
PS: traduzione a cura di Carlo/Karl Berger – Laboratorio Athesis – ca.berger@libero it
Grazie Carlo. Ma non abbiamo bisogno della traduzione qui. La prossima volta, se vuoi, posta il testo in lingua originale.
Con chi andrebbe a lanciare pietre sul Commissariato del Governo se fosse toccato lo Statuto, mi sembra molto difficile parlare, ètrangerio. Le mie posizioni sullo Statuto sono note e non mi sembra il caso di ribadirle. Solo una presa di coscienza della Svp potrebbe, con una serie di interventi a favore del gruppo italiano, potrebbe normalizzare la situazione. Ma non si vuol fare.
Fra parentesi, le parole della direttrice del Museion rappresentano una goccia di buon senso. Finalmente.
Io andrei a lanciare pietre in caso di abolizione dello statuto (il discorso era quello). Non mi mettere in bocca cose che non ho mai detto.
Comunque sei vago. UNA SERIE DI INTERVENTI A FAVORE DEL GRUPPO ITALIANO. Me ne illustri uno?
@Lucio
Hai proprio ragione!
“l’importante, per i laici autentici, è conservare la capacità di ridere. delle religioni e dei (falsi) credenti.”
Hehehe
Per quanto riguarda D’ Alema, ne sono molto deluso:
è stato dopo tanto tempo il primo Presidente del Consiglio ateo e poi va a scodinzolare dal Papa *kotz*
L’ unico laico che abbiamo avuto alla guida di un governo, allora, è stato il mio concittadino Giovanni Spadolini, anch’ egli ateo dichiarato.
@Superciuk
Kuß zurück! Che birra è? Magari la provo anche io. Al momento ho la fissa della birra ceca: Staropramen, Gambrinus, Krusovice, Pilsner Urquell.
@ Matteo
Das Bier heißt Riedenburger historisches Emmer Bier und ist sehr lecker! Kuss auch von mir!
@Beppa Giosef
Wieviel Umdrehungen hat es? Und ist es eher herb oder würzig?
Wie gesagt, momentan bin ich voll auf tschechische Biere fixiert und auf ungarischem Wein, Graf Karoly, kann ich wärmstens empfehlen.
Paßt sehr gut zu Fisch und zu kalte Platten und meine Freundin trinkt es auch gern.
Küss’ die Hand und einen Gruß dem Herrn Gemahl!
Sei tu l’ideologo, Gabriele. E non mi sembra che su questi temi vi siate mai proposti con qualcosa su cui discutere se non proclamini senza costrutto e senza contenuti, se non di difesa dell’esistente, con la conseguente condanna degli italiani, fascisti di per se’… Interventi a favore della libertà di scelta scolastica, del lavoro, mutuo sociale, rotazione etnica, meritocrazia, calci nel sedere ai partiti nella cultura e negli enti etc. etc. etc. Ma la normativa europea e lo Statuto vanno cambiati. Ci siamo scontrati piu’ volte su questi temi. Mi sembra inutile riproporli. Quando leggero’ finalmente qualcosa da parte vostra potro’ essere costruttivo e propositivo. Questa rivoluzione non puo’ partire dagli italiani. Devono essere le componenti maggioritarie a farsene carico. Fintanto che, pero’, la logica è quella di gastarbeiterizzare gli italiani, contando sull’appoggio di meteci interessati oltre che monolingui, privi di coraggio civile e leninisticamente interessati solo al potere, niente si puo’ fare. Il destino è segnato. Ma l’eliminazione del multilinguismo in Alto Adige, perseguita dal Potere, con la tolleranza interessata di chi condivide l’atrio del Potere stesso, non porterà niente di buono. Ve ne rendete conto?. Qui, nella bella Germania (paese conservatore e patriottico, ma in questo lungimirante..) si parla di trilinguismo, si fanno seminari e ci si impegna per il multilinguismo nelle scuole (noi abbiamo progetti con tutto il Mondo). Da voi, al momento, chi parla di apartheid e di disagio viene tacciato di fascismo da chi dovrebbe, per appartenenza politica e cultura personale, sostenerlo. E non lo fa perché partecipa al potere, non avendo coraggio e motivazioni sufficienti a cambiarlo.
Quando la scuola bilingue si farà sarà una succursale di seconda scelta dellascuola tedesca, in una realtà ormai monolingue.
Matteo, sai che intorno a casa mia ci sono un tot di localini niente male?…)) La Beppa ci legge e se la beve… E si mette le mani nei capelli davanti a quel che legge…
Luigi, io ti ho fatto una domanda precisa e tu continui non rispondere. Forse perché non sai rispondere? Io continuo a chiedere: dimmi dove e in che modo tu vorresti che venisse cambiato lo statuto d’autonomia (se per te questo è IL problema). Non è possibile che a fronte di tutte le bordate che tu riservi al “sistema”, tu non sia capace di indicare una proposta seria, documentata e circoscritta. Quando scrivi: “interventi a favore della libertà di scelta scolastica, del lavoro, mutuo sociale, rotazione etnica, meritocrazia, calci nel sedere ai partiti nella cultura e negli enti etc. etc. etc”, non stai dicendo NULLA di preciso. Partiamo dall’inizio: “interventi a favore della libertà di scelta scolastica”. Benissimo. Ti risulta che in Provincia di Bolzano esista una limitazione della libertà di scelta scolastica? E in che senso vorresti modificare la normativa sulla scuola? In che modo? Con quali risorse? Dai, cerca di non riproporre sempre i tuoi soliti slogan ed entra nel merito. Ci riesci?
Ti ho detto e risposto -e sono parole pesanti- o pretendi che mi metta a fare proposte di legge in dieci secondi??… Forse perché non sai leggere (ma non credo, siete di una razza superiore) continui a giocare a rimpiattino. Un caso disperato, da lettino. Non leggo la tua, piuttosto, di proposta, a meno di non considerare tali quelle partite da Dello Sbarba e dai civici.. Allora, per te che il sistema lo vuoi superare ma non dici come, cosa si dovrebbe fare, premesso che credi, tra un insulto ed un altro, che gli italiani stiano bene e che sia tutto bellissimo quello che viene da verdoni secessionisti e amenità varie??
Forza..
Sono 4 anni che scrivo su questi temi. Puoi farti un giro su Polis e archivi connessi…
@ Matteo
Es ist eher würzig, würde ich sagen. Die Umdrehungszahl weiß ich nicht, aber vielleicht kannst Du es mir bald sagen? Wir kaufen es bei Alnatura in Sachsenhausen… Es gibt auch eine Website: http://www.emmerbier.de. Gruß bestellt, Gruß auch der Freundin! Und nun aber zurück zum Thema!
@Superciuk
Dove abiti di preciso?
Strano! La destra tedesca,invece, è convinta che la Germania sia un paese ausländerizzato pieno di Gutmenschen linksliberali, supino alla volontà dei musulmani e guardano all’ Italia berlusconiana con invidia, come si può leggere su questo sito di patridioti germanici:
http://patriotischesforumsueddeutschland.wordpress.com/
http://patriotischesforumsueddeutschland.wordpress.com/category/italien/
Sono 4 anni che scrivo su questi temi.
È vero. E infatti io ti leggo da quattro anni. Eppure non hai mai fatto proposte serie e circostianziate. MAI. Su, coraggio, cerca di rimediare o fammi leggere qualcosa che mi è sfuggito. Non dovrebbe essere difficile…
@ Matteo
Das einzige, was Superciuk, der gerade am Arbeiten ist, an Berlusconi gefällt, ist der Kuli, den er vor der Wahl bekommen hat und der ihn jedes Mal, wenn er ihn in seiner Tasche findet, sehr vergnügt, weil es das kitschigste ist, was er je gesehen hat. Das gilt auch für mich.
Superciuk schlägt vor, ein paar Patrioten von hier nach Südtirol zu schicken, da sie dort bestimmt viele Freunde hätten.
@Beppa Giosef
Das leider mit Sicherheit
Im Übrigen fahren viele deutsche Neonazis gerne nach Predappio um sich gewisse Devotionalien zu kaufen, die man in Deutschland nichtmal unter der Ladentheke bekommen könnte.
Scusami Gabriele, ma noi si lavora qui..
Scusami Gabriele, ma noi si lavora qui…
Ma figurati, non mi aspettavo nulla, in fin dei conti. Quando si tratta di sparare merda su tutti, di palare di apartheid e di altre sciocchezze il tempo lo trovi, eh? Eccome se lo trovi! Ognuno è in grado di misurare la tua credibilità. Io mi limito solo a farti vedere il muro contro il quale la tua retorica da quattro soldi va a sbattere. Poi sei tu che, invece di frenare, accelleri.
Non dire sciocchezze. Lo statuto va preso e ridiscusso capitolo per capitolo, riga per riga, punto per punto. Lo volevano fare quelli che hai votato, ma era solo uno specchietto per le allodole. Contestualmente va operata un’azione a livello di normative europee sulle minoranze, avendo il coraggio, magari, di riconoscere come tali anche quelle “nazionali” all’interno di territori come l’Alto Adige. Il maggior ostacolo è l’atteggiamento di alcuni stati nazionali, di uno in particolare. La visita del superconservatore Presidente del Niederschachsen Wulff a Durni non fa che sottolineare quel che penso. Scusami, ma te non hai voglia di leggere, di informarti, di discutere, di fare niente altro che fingere di non sapere. Il dialogo, per essere tale, deve essere fatto da due parti. L’apartheid è realtà e le cifre sono indiscutibili. La legislazione è quella che è e il difetto di democrazia è evidente. Come la mancanza di concorrenza, di rispetto dell’ambiente, di scarsità del settore culturale, sanitario, edilizio. La maggioranza della popolazione italiana tra i 30 ed i 50 anni va via. I politici di riferimento degli italiani cooptati dall svp non conoscono il tedesco e controllano in modo totale le risorse per il gruppo italiano che non li vota… Cambiare tutto questo è rendere, legalmente, impossibile che questo si faccia.
STOP APARTHEID
Tu lo Statuto lo toccheresti?
Il fatto che controlliate cultura e media non significa certo che abbiate ragione. Ci vorranno anni e generazioni, ma alla fine vedremo la libertà per il Sudtirolo
WoW! Un’impresa titanica. Ma tu da dove cominceresti. Nemmeno un’ideuzza ti viene?
Eh, già. Invece quelli che stanno simpatici a te (quelli che: una bandiera tricolore in ogni maso) avranno più chances, no?
Anche questa è un’affermazione notevole. Riconoscere il gruppo linguistico italiano “minoranza” all’interno del proprio Stato. E in che modo pensi di riuscirci? Tecnicamente, dico. Chi si dovrebbe attivare? Secondo quali modalità? Riesci a dare un minimo di sostanza a quello che è (a tutti gli effetti) un mero slogan?
L’apartheid è realtà e le cifre sono indiscutibili? Quale realtà? Apartheid significa una cosa ben precisa, non può essere usato come slogan. E di quali cifre parli? La diminuzione della percentuale di persone che “si dichiarano” italiane al censimento è un segno di apartheid? È un’affermazione priva di senso.
Holzmann il tedesco lo sa? Con lui in giunta risolviamo i problemi?
Per me lo Statuto non è certo un tabù. Sicuramente pero non lo attacco in base a un pregiudizio negativo o cianciando di apartheid. Sarei lietamente disposto a discutere in concreto (e in modo circostanziato) di cose che sono da rivedere. Ma dovresti aiutarmi un po’, visto che sei tu quello che sente il bisogno di esaminarlo “punto per punto”. Ma sinceramente a me non pare che tu sia in grado di farlo.
“Controlliate”? Fammi capire, di quale gruppo di persone stai parlando? Cosa vai farneticando? Potresti essere un po’ più preciso? E poi: cosa significa “libertà” per il Sudtirolo? Ti sei convertito alla causa dell’indipendenza? È una notizia.
Hahahahahahahahahahahaha[...] Scusate se interrompo la risata, ma ho appena ricevuto una chiamata dalla redazione del Dolomiten. Mi cercano, non sanno come pilotare l’opinione pubblica per farla votare “verde” PD o “verde” Verdoni… suggerirò loro di pubblicare in prima pagina la rana di Kippenberger con il suo “recondito messaggio elettorale subliminale verso un certo colore politico” – vedi http://www.failla.it/?p=711.
Ci vediamo stasera da Hosp con gli amicidegliamici dei musei etnocentrici.
Allora, Luigi? Quando cominci?