Die Analyse der Geologen ohne Grenzen stimmt leider auch nicht. Die periadriatische Naht läuft durch Südtirol, und sie gibt in etwa die Grenze der beiden Platten wieder.
Egal. Io penso con preoccupazione a una cosa. Adesso Carlo/Karl Berger sarà costretto ad approfondire le sue ricerche al fine di poter dimostrare che l’antico nome per “Nilo” era “Athesis”. Che Dio l’assista. Che Dio ci assista.
Ricordo una puntata del “Maurizio Costanzo Show” vista in replica, nella quale un archeologo italico affermava in sostanza che “Ötzi” fosse di origini “italiane”, parente-antenato degli Etruschi. Disse proprio “Etruschi”. Secondo lui, l’Uomo del Similaun arrivava da sud. Da quanto ne so io, quest’ipotesi non è avallata da nessuna ricerca scientifica sulla mummia.
In ogni caso, mi piace pensare che Ötzi sia stato il primo toscano in Sudtirolo. Se Tolomei l’avesse saputo…
Che poi se era toscano sicuramente era livornese. Gli altri troppo impegnati a lucidare il blasone, i nostri invece hanno bisogno di ricerca.
Quindi ci siamo arrivati. L’uomo di Similaun è stato il primo Etranger in SudTirolo.
@ étranger
Io penso con preoccupazione a una cosa. Adesso Carlo/Karl Berger sarà costretto ad approfondire le sue ricerche al fine di poter dimostrare che l’antico nome per “Nilo” era “Athesis”. Che Dio l’assista. Che Dio ci assista.
Risposta:
1) Niete male come battuta di spirito. La faccia proteggere dalla SIAE.
2)Sull’ultilità dell’approfondimento della storia prego rivolgersi al Prof. Luigi d’Ambrosio – studioso di storia romana.
3) Consigliasi ammirare le “esaltanti” scritte latine sul cosiddetto Monumento alla Vittoria.
4) Chiedere al Dott. prof. Giuseppe Albertoni il perché del suo libro: “Le terre del Vescovo: Potere e società nel Tirolo medioevale (secoli IX-XII)(Consigiasi urgentemente la lettura agli “spiritosi”)
5) Consultarsi criticamente col Prof. Hans Heiss, con Hannes Obermair, con Siglinde Clementi, con il prof. Carlo Romeo, con il prof. Josef Riedmann, con il prof. Walter Haider, con il prof. Klaus Brandstätter, ecc,
6) Consigliasi urgentemente una visita al Castello di Tirolo (utilissima la giuda “Mainardi II, il sogno di una Principe” ed a tutti gli altri manieri (dístrutti na Mainardo)che ornano la terra Athesis.
7) Niente male anche meditare sulla storia di Castelfirmiano Forse anche una brevissima visita ai monastero di Monte Maria, di Novacella, di Castel Badia.
9) Per ridere, in fondo, leggere le “favole” raccontate in: “BOLZANO” “Dalle origini alla distruzione delle mura”
10) Fermarsi lungo le rive del “fiume all’ombra del castello” (C.Romeo), rinfrescarsi meditaboldi i stanchi piedi e le pigre menti in quelle acque del Nilo athesino.
“Che il Signore, ci perdoni…”
Così, perché poi non si pensi che quello che ho scritto sopra sia un attacco gratuito, cito nuovamente un intervento del succitato storico romano, a perenne ricordo:
“Luigi d Ambrosio dice:
Giugno 4th, 2008
Concetta, leggo di querele e di M. che chiude il sito.. Le spese legali di M. vorrei fossero divise tra chi ama la libertà. Ci sono avvocati, in Forza Italia, che lo potrebbero patrocinare? Gratis? Vedremo quel che viene fuori”
DOpo il proclama ètrangeriano (che immagino stia raccogliendo i soldi per pagare la sicura condanna) condito da appelli a Dio, nel miglior stile nazionalpopolarecologico, ecco che arriva o’professore, fedele pard, che, invece di tirar fuori il babà dell’arguzia, inallena una figura di caciocavallo dietro l’altra. Cosa c’entra la Storia ROmana con Marcon non lo so.
Linguaggio edificante ….
… per evitare di affrontare storicamente, con competenza, i temi in discussione;
è troppo difficile aggiornarsi, farsi un’idea delle nostre radici medioevali ?(delle radici “romane” pur ci siamo riempiti la bocca, nò?)
Vogliamo lasciare ai nostri fratelli Sub-tirolesi, la “giustificazione” storico medioevale ?
Vogliamo negare che il nostro Tirolo è stato “donato all’Austria” nel 1363 e che su questo
evento “arcaico”, “archeoligoco” et similia, i nostri Südtiroler fondano la loro ragion d’essere un Volk “pan-tirolese” il loro “sacrosanto diritto” di ampliare la loro autonomia fino alla “quasiquasiquasi” indipendenza?
Vogliamo tapparci orecchie e senno per non sentire parlare delle “più importanti prosapie locali esistenti lungo l’Adige prima della “infagocizzazione” tirolese?
Vogliamo smettere di buttare il discorso (di risposta) su battute banali, non perinenti, inconcludenti, per dire poco, solo per non tradire (vana illusione) la nostra assoluta insipienza in materia di storia medioevale.
Certo tutto il discorso può anche non interessare gli amici di étranger: avete il pieno diritto di ignorare, non condividere, le ricerche storiche di chicchessia. Ma allora, per cortesia risparmiateci le vostre “frecciatine”, il vostro cimbatico sarcasmo, le vostre “battute” che tradiscono un certo “snobbismo” verso le fonti storiche, e,…. amici come prima, eviterò di dovervi rispondere, di sentirmi in dovere di “propinarvi” la tanto difficile storia “tirolese”: qualche episodio del nostro passato.
Che nel caso specifico mira, in sostanza, solo,- che sia ben chiaro – a dire ai nostri Freunde Sudtiroler: “Basta odiare il termine Alto Adige: all’era fascista di Tolomei io preferisco contrapporre un nostro comune (multietnico, multilinguistico passato “non arcaico-archeologico-egiziano ecc.) passato in cui il riferimento al nostro fiume Adige (evidentemente all’”Alto” percorso dell’Adige), il riferimento al “Land an der Etsch und im Gebirge”, alla “terra Athesis” offriva il “collante” ad una convivenza non avvellenata dal “Tirolertum” imposto agli Athesini (da con confondersi, prego, con i simpatici estensi contemporanei).
Cordialmente Carlo/Karl Berger – “Laboratorio Athesis” ca.berger@libero it.
Chi sia tu, caro Mur, per dare patenti ed attributi, mancandoti quelli elementari di buona educazione, non lo so.
Leggo che fai l’insegnante. Una volta si diceva l’educatore. Quel che leggo è solo il nulla. Forse hai avuto troppe panelle da piccolo.
Vedi Superciuk, oltre a essere una “serpe”, come ti ha definito giustamente Incredula, dimostri continuamente di non capire o, a scelta, di non essere capace di leggere.
Io non ti voglio attribuire né patenti né attributi, né tantomeno darei lezioni di educazione a nessuno, tantomeno a te.
Ti rifaccio ancora notare che tu, alla notizia di una possibile causa giudiziaria che potrebbe cadere sulla testa di Gabriele, sei andato in un altro sito a invocare collette e coalizioni di avvocati contro la stessa persona che poi dichiari di trovare “simpatico”.
Tanto mi basta.
Adesso, se permetti, mi sono anche un po’ rotto di risponderti su sta storia.
Ridicolo che qualcuno pensi di intentare una causa a Gabriele.
I nostri amici destorsi credono che “democrazia”, “libetà di espressione” siano termini volgari in uso alla sinistra (estrema, per dirla come mister B).
“infagocizzazione” che significa?
Conosco fagocitare ma non infagocitare o infagocizzare.
@superciuk, superciuk…..non lanciare la prima pietra……
Dico il mio parere su quanto scritto da Daniela, Ètranger mi perdoni se ancora una volta vado OT, giurin giuretto parola di lupetto che è l’ultima volta
Secondo me, in generale (non sto appunto parlando di questo caso specifico, su cui ho già espresso il mio parere) non è “ridicolo che qualcuno pensi di intentare una causa a Gabriele”. Insomma, potrebbe anche succedere.
Quello che è veramente inaccettabile è che, al primo profilarsi di una tale possibilità, ci sia qualcuno che va su un altro blog e, facendo passare la cosa come una battaglia per chissà quale libertà, invochi il patrocinio CONTRO Gabriele da parte di schiere di avvocati prezzolati da un partito.
Ed è offensivo che questa stessa persona (S.) continui a mentire spudoratamente, nonostante le chiare parole della persona che chiude il blog, dichiarando a ogni occasione che quel blog è stato chiuso “per protesta”, o addirittura per colpa di Gabriele o di non si sa quale altro nemico della libertà di espressione.
@ GattoM.
si, sono pienamente d’accordo con la tua opinione.
Il ridicolo stava nel fatto che a Garbiele non vengono risparmiati insulti dalle stesse persone che si dicono vittime. Questo è il ridicolo o il colmo, come preferisci.
Dirsi vittime è tipico di chi non ha ne argomentazioni valide nè idee.
In quanto al nostro S(S)ti preccupi di quello che dice? Ogniuno si diverte come può, lui si diverete così, passando di blog in bolg adattandosi.
PARLIAMO,qualche volta,anche di COSE TRISTEMENTE SERIE =
Dolomiten Rassegna stampa
Sabato-Domenica 7/8 giugno 2008
Video predigt Hass gegen Südtiroler
„Eine ungeheuerliche Geschmacklosigkeit“
Italienische Faschisten hetzen gegen deutsche Südtiroler
Foto „D“ / „Youtube“
_____________
Bozen – Ein Hass-Video mit dem Aufruf „Bruciate tedeschi“ („Verbrennt Deutsche“) war bis gestern im internet-Portal „Youtube“ zu sehen. Der Kurzfilm wurde von italienischen Faschisten eingestellt und zeigt Bilder von deutschen Ortstafeln, Tiroler Häuser, Schützen und Andreas Hofer, die mit del Aufruf „mai più“ („nie wieder“) belegt sind. Der Film verherrlicht faschistische Symbole und erklärt den Südtirolern den Krieg. Dieses Video könne nicht als Blödelei oder Lausbubenstreich abgetan werden, sondern sei es eine „ungeheuerliche und besorgniserregende Geschmacklosigkeit“, erklärt Sven Knoll vom Bündnis „Süd-Tiroler Freiheit“; das Bündnis wir Anzeige gegen die Urheber erstatten. Am frühen Abend wurde das Video von Nutzer wieder aus dem Portal genommen.
_____Tradotto:
“Un video predica odio contro o Süd- tiroler”
“Un’inaudita mancanza di buon gusto”
Fascisti italiani istigano alla violenza contro i tedeschi Südtiroler
Bolzano – Un video pieno d’odio con l’incitamento “Bruciate tedeschi” era visibile fino a ieri nel portale internet “Youtube”.
Il breve film è stato messo a punto da Fascisti italiani e mostra immagini di insegne stradali, di case tirolesi, di Schützen e di Andreas Hofer, accompagnati dall’incitazione “mai più”
Il film esalta i simboli fascisti e spiega ai Südtiroler la guerra.
Questo video non può essere liquidato come una stupidaggine o una monelleria, ma è di “una inaudita mancanza di buon gusto”, dichiara Sven Knoll della Lega “Süd Tiroler Freiheit”.
Il movimento inoltrerà denuncia contro i promotori. Nella precoce serata il Video è stato ritirato dal portale.
Un mio commento:
Vorremmo evitare di commentare la notizia riportata con evidenza dal quotidiano altoatesino “Dolomiten”.
Ci pare essere ormai giunto il momento per ogni “athesino”, sia esso un “altoatesino di lingua italiana”, un mistilingue o un Südtiroler, di decidere coscientemente se operare per una pacifica, costruttiva convivenza fra gruppi etnici e/o orientamenti politici, o di dare appoggio a quattro “scalmanati” che, miseramente, non hanno alcuna esigenza di pace e di concordia ma intendono perpetrare il seme dell’odio raziale che tante sciagure ha procurato nel passato.
“Chi semina vento raccoglie tempesta”
Sven Knoll si faccia un esame di coscienza in merito al tabellone “Sudtirol ist nicht Italien”
Ma quando mai questi signori, tedeschi ed italiani, si renderanno conto che siamo dei “condannati”: tutti quanti, a vivere qui, insieme.
Per continuare ad offendereci?
E in nostri figli ? E in nostri nipoti? Ed i nipoti dei nipoti dei nipoti
“Du Fascista: Südtirol ist nicht Italien“
“Tu tedesco”: Bruciate tedeschi”
VERGOGNATEVI, non meritate una Heimat/patria cosi bella e generosa!
Non commento perchè i fatti si commentano da soli.
@Berger K/C
Perchè “siamo dei condannati:tutti quanti, a vivere
qui, insieme”.
Io credo che tutti i sudtirolesi siano egocentrici e pensino che sia l’unico posto (per giunta microscopico) dove ci siano problemi di convivenza.
Devo deludervi: non è così.
Il fatto è che fin che si ragiona in temini di italiani/tedeschi/ladini non si va da nessuna parte.
Sono quasi 15 anni che predico e, anche se a voi non sembra, le liste civiche sono un bel passo avanti. Provate a pensare che circa 13 anni fa qundo costruimmo la GBL/AES fu uno scandalo a BX, intollerabile una mescolanza simile.
Bene dopo due legislature vedi nascere le liste civiche che , pur con notevoli problemi, si chiamano fuori dal Sammelpartei. E voi non lo chiamte successo?
Es ist ein großer Unterschied ob man eine Unrechtsgrenze in Frage stellt oder ob man zum Völkermord aufruft. Gegen den Verfasser des Videos wurde Anzeige erstattet und es wird sich nun zeigen ob vor dem ital. Gesetz alle gleich sind.
Notiz am Rande: Der Videoverfasser und überzeugter Deutschenhasser kommt aus Gries…. leider.
Es wurden schon etliche Anzeigen gemacht, die einfach in Bozner Gericht/Questur verstaubt sind.
ZB:
Mussolinifahnen wärend der WM2006.
Verbrennung von Tiroler Fahnen vor dem Bozner Rathaus 2006.
(Alles auf Video und Foto!!)
Mehrmalige Zerstörung des alten Griesner Friedhof.
usw.
Bozen ist eben nicht Brixen….. In Bozen ist leider jeder zweite Italiener ein Faschist und die meisten haben eben verdammt gute Beziehungen zu den “Aufpassern” oder einen Vater der alles deckt.
Tutto più che OK. Anzi, serata bellissima. Sono andato a vedere con mio figlio Paolo la partita (Olanda – Italia) alla Villa Berta. Era pieno di sudtirolesi (sottolineo: di madrelingua tedesca) che tifavano Italia. L’Italia è stata travolta da un’ottima Olanda. A mio figlio (che era un po’ frastornato) ho spiegato che se si perde in quel modo bisogna ammetterlo ed essere felici. Se ci fosse stato un olandese l’avrei abbracciato. Se ci fosse stata unA olandese l’avrei abbracciata con un trasporto ancora maggiore. Siamo tornati tranquillissimi a casa in bicicletta, senza essere disturbati da stupide macchine festanti. E non siamo neppure eliminati (per quello c’è tempo). Cosa si vuole più dalla vita?
Serata bellissima anche al bar in piazza Gries.
- ho vinto 120.000 € – ero l´unico che ha scommesso
su una vitoria Oranje )… quasi, quasi non mi volevano pagare ( tutti mistibergherlingue e italiani )
@ Mazinga Z
( “tutti mistibergherlingue e italiani” )
La invito formalmente a non usare in nessun caso, e di non storpiare assolutamente, né il mio cognome, (anche se Le riuscisse di scriverlo correttamente) né il mio nome. Grazie
Carlo/Karl Berger ca.berger@libero.it
Moment! Sie verbieten mir zu schreiben und Sie schreiben über zB. Sven Knoll:
Sven Knoll si faccia un esame di coscienza in merito al tabellone “Sudtirol ist nicht Italien”
Was soll der ganze scheinheilige Blödsinn????
Sie haben ja ein ganz großen Problem – Sie sind nicht Tiroler und auch kein Italiener… tun Sie uns einen Gefallen und definiern Sich neu.
„Süd-Tirol non è Italia” nuovo cartello sul confine
a cura di Carlo/Karl Berger – domenica 15/06/08
Scrive il “Dolomiten” di
Lunedì, 16 giugno 2008
„Süd-Tirol ist nicht ltalien” nuovo cartello sul confine
„Süd-Tirol ist nicht ltalien” steht wieder
Bolzano/Brennero – Il castello stradale con la scritta “Süd-Tirol ist nicht Italien”, nel frattempo divenuto famoso, nel fine settimana è stato nuovamente innalzato. C’informa in merito il movimento Süd-Tiroler Freiheit in un comunicato di sabato 20n giugno, di questo tenore: «Questo cartello, che sta direttamente sul confine ingiusto sul Brennero, è destinato ad informare i viaggiatori sul fatto che “il Süd-Tirol non è un territorio italiano”, né culturalmente, né politicamente, e che l’attuale appartenenza all’Italia è avvenuta contro il volere della popolazione e con l’uso della forza».
«La realtà che dalla sua istallazione l’11 novembre 2007 questo cartello sia stato costantemente vittima della brachiale furia distruttiva da parte di raggruppamenti neo-fascisti, dimostra quanto lontano si trovi il Süd-Tirol da una distesa normalità politica..»
Il cartello serve, secondo la Süd-Tiroler Freiheit, non solo da ragguaglio sulla situazione nel Süd-Tirol alla gente non pratica dei luoghi, ma è anche divenuto “un irrinunciabile simbolo della resistenza contro il bagaglio ideologico della destra estrema”.
«Non vi sono mai state delle difficoltà con i proprietari del terreno, come dalle dicerie diffuse dai media» afferma Sven Knoll. Per cui non v’è stato alcun problema ad istallare nuovamente il cartello.. Foto: “D”
_____________________________________
Non spetta, evidentemente. a me il compito di prendere posizione di fronte alle rivendicazioni del movimento politico Süd-Tiroler Freiheit (Eva Klotz, Sven Knoll, Christian Kollman, ecc.) e dell’appartenenza del Südtirol all’Italia.
Sull’episodio del cartello eretto sul confine e sulla sostanza dell’affermazione sono già state prese tutte le posizioni del caso, a livello istituzionale, provinciale e politico, e non rimane altro che attendere le inevitabili reazioni degli organi interessati e competenti.
A me sia permesso di esprimere qualche meditazione di carattere storico e turistico.
Fatto salvo l’ingente traffico commerciale, l’attraversamento del Brennero avviene in prevalenza per ragioni turistiche.
Scrive Hans Heiss nel suo contributo alla Rivista STORIA E REGIONE anno IX, 2000 dal Titolo “”Si ha l’abitudine di dire Sudtirol …. ”
« … Il capitano di circolo (Kreishauptmann) Johann Jakob Staffler, topografo del “Vormärz” tirolese e autore di una geografia regionale ancora oggi insuperata, fece ricorso nella sua opera più conosciuta al termine Sudtirolo, sebbene in maniera tipicamente sfocata:
“Se pensiamo al lungo e imponente versante montuoso del Brennero, che divide il corso di fiumi non secondari e che, correndo da ovest e est, taglia in due metà la regione [tirolese], possiamo senz’altro attribuire il nome di “Nordtirol” alla porzione settentrionale e di “Südtirol” a quella al di là dei monti.” L’immagine di Staffler si fa più nitida non appena l’autore passa a considerare le caratteristiche climatiche e geoculturali della regione:
“Ai fini di una distinzione più precisa – che maggiormente si attagli ai concetti di nord e sud – risultano determinanti il clima e i frutti generosi di questa terra, specialmente le sue uve. Il sud inizia allora presso Bressanone in val d’Isarco e presso Silandro in val Venosta; la Pusteria forma il Tirolo orientale, il Vorarlberg quello occidentale e la valle dell’Inn – con l’alta val d’Isarco – quello settentrionale.(…)
Il termine “Deutschsüdtirol” circolava negli ambienti artigiani già verso fine Ottocento. Il segretario della camera di commercio e futuro deputato del Reichsrat, Johann Angerer, stilò nel 1880 un rapporto sull”‘industria locale del Sudtirolo tedesco”; parlando dei settori più minacciati dalla crisi, egli citò i fabbricanti di pipe della zona di Vipiteno, i calzolai di San Candido e i falegnami della val Gardena, disegnando così con estrema precisione il profilo dell’odierna provincia di Bolzano.
Ancora più significativo è l’elogio che Angerer rivolse sempre nel 1880 al “turismo nel Sudtirolo tedesco”; Venosta, Burgraviato, Bolzano-Gries, val d’Isarco e Pusteria vennero citate come le regioni pioniere del turismo locale, tracciando una linea di demarcazione tra il Sudtirolo e la parte settentrionale della regione, come anche tra questo e il Trentino.
La delimitazione del Sudtirolo quale regione turistica si fece ancora più chiara negli anni successivi. Il 20 gennaio 1889, un ristretto gruppo di albergatori, funzionari, rappresentanti del clero, commercianti e ingegneri ferroviari, sotto la guida del medico Otto von Guggenberg, si diede appuntamento a Bressanone per discutere sulla fondazione di un “Fremdenverkehrsverein für Deutschsüd- und Osttirol” (azienda di soggiorno per il Sudtirolo tedesco e il Tirolo orientale).
L’appello elaborato dal gruppo enfatizza i vantaggi della zona: “Ghiacciai imponenti, la magia inconfondibile delle Dolomiti, le contrade lungo i fiumi Adige e Isarco, con gli splendidi castelli inseriti in un’amena cornice di vigneti, frutteti e castagneti; ulivi del sud e cirmoli del nord dividono qui la stessa terra.
I centri abitati si trovano ad altitudini comprese tra 262 m (Bolzano e Merano) e 1362 m (Brennero e Dobbiaco) e non distano l’uno dall’altro mai più di 100 chilometri in ferrovia; questa zona così circoscritta offre per ogni stagione dell’anno un’abbondanza di luoghi di soggiorno. Dove esiste un’altra terra in grado di dare cosÌ tanto?” (atto costitutivo, Bressanone, 20. 1. 1889, raccolta privata Hans Heiss).
Dietro quest’elogio al turismo del sud si celava nientemeno che una dichiarazione di indipendenza paesaggistica. La regione tra il Brennero e Bolzano, tra Resia e Prato alla Drava, vi appariva come zona omogenea dal punto di vista geografico e culturale, che racchiudeva in sé tutti gli estremi e tutti i vantaggi. L’appello considerava il Sudtirolo come un “paese” indipendente, anche se solo sub specie turistica, che si distingueva nettamente dal nord come dal sud. Gli statuti del “Fremdenverkehrsverein für Deutschsüd- und Osttirol” approvati il 20 gennaio 1889 indicavano come bacino d’utenza i capitanati distrettuali di Lienz, Ampezzo, Brunico, Bressanone, Bolzano e Merano []…]
Le premesse per una suddivisione del territorio dal punto di vista turistico, peraltro, erano già state poste dai tanti appassionati di alpinismo accorsi nell’area tirolese negli ultimi trent’anni. I resoconti delle esplorazioni di geografi quali Penck o Schindler, riportati nei libri, nelle riviste dell’Alpenverein e nelle popolari guide turistiche di Amthor e Trautwein avevano contribuito al diffondersi di una concezione del Tirolo come chiaramente diviso tra nord e sud.
Gli elementi di contrasto – come scrive Schindler in un suo contributo sulla “geografia culturale della zona del Brennero” (1893) – sono assai più evidenti in prossimità del valico che non “in qualsiasi altro punto delle Alpi orientali. Si avvicinano, si toccano, ma non si mescolano mai del tutto. Ecco perché ci basta superare il valico per respirare subito aria di sud, che ci viene incontro con i suoi tratti leggiadri, le colture di mirto, arance e alloro.”
Quali parole più appropriate, quale studioso più autorevole per comprendere l’assurdità, sotto il profilo turistico, di voler dar da intendere all’ignaro ospite proveniente dal nord, che con il confine nulla cambia, che con il “Südtirol” non inizia lo splendore della “Sonnenseite der Alpen”, del “versante esposto al sole delle Alpi”, il clima ormai sempre più mediterraneo, preludio al “Land wo di Zitronen blühn…” tanto amato dagli stranieri del nord ecc. ecc.
Che oltrepassato il Brennero non inizia das schöne “Land an der Etsch und im Gebirge”/ la “terra Athesis” / la “terra lungo l’Adige e fra i monti” con la sua millenaria storia; la terra madre delle nostre culture multietniche e multlinguistiche. La terra culla e radice delle nobili prosapie che di loro hanno lasciato traccia nelle nostre magnifiche, incastellate valli, athesine: dai Conti di Appiano-Ultimo, ai nobili di Wanga e di Enn, di Velturno, di Tures, fino all’avvento dei Conti di Tirolo e la loro espansione nella valle dell’Inn (che oggi usurpa in nome di Tirolo).
Nò, cara Signora Klotz, cari signori Knoll e Kollman: se amate la vostra Heimat non è proprio il caso che, al Brennero, diate da intendere che da lì in poi “non è Italia” ma .. ancora Austria.
Dite onestamente ai vostri/nostri amici che, varcato il confine, essi stanno entrando nel Land Südtirol/Provincia autonoma di Bolzano, facente parte della Democratica Repubblica Italiana. Al quale Land l’Italia, previo accordo con l’Austria, ha saputo riconoscere la più ampia autonomia del mondo, creando un Provincia/LandProvincia autonoma retta e governata dai Südtiroler, con poteri tanto ampi da rasentare lo stato indipendente.
Dite loro che anche qui trovano gli Schützen, le processioni al Sacro Cuore; che I Sud-Tirolesi sono qui tanto indipendenti politicamente che possono decidere addirittura di appoggiare, a Roma, con i propri parlamentari anche i Governi filo/comunisti, storicamente nemici delle autonomie dei popoli, nemici delle tradizioni religiose ecc.
Ma se invece questo mio discorso non vi convincesse, permettetemi un piccolo suggerimento:
Al Brennero togliete il vostro cartello “SüdTirol ist nicht Italien” e sostituitelo con uno più veritiero, più proficuo agli interessi della vostra Heimat; un cartello che dica
“SÜD-TIROL IST NICHT ÖESTERREICH”
“SÜD-TIROL IST DAS SCHÒNE LAN AN DER ESTCH UND IM GEBIRGE“!
Grazie, pérvasion. Chiedo scusa.
succede così quando un 82.enne lavora al computer fino alla 23.30. Echt Walschkraut.
Vedi l’originale cartello da mè suggerito http://www.polis.bz.it
Cordiamente Karlo/Carl
P.S. Non commenti la mia provocazione?
Ragazzi che litigio. Carlo contro un diciottenne che, davanti alle citazioni di un’ icona vivente dei verdi -bravo ragazzo, l’Heiss-, si mette a tacciare il vecchio Karl quasi di tradimento della patria. E, non contento, il mitico architetto conta gli errori in tedesco del Karl (che gli risponde pure..) per dimostrare la non purezza razzial linguistica di uno che, a differenza sua, il cognome tedesco ce l’ha e se lo tiene.. Scusate, ma perché non cercate civilmente il dialogo con una persona che ha interesse e passione e che merita delle risposte articolate. Un saluto affettuoso a Carlo-Karl Berger ed a Valentino e pure all’architetto.
PS per Valentino: mi fai un paio di nomi di intellighenzia athesina dei verdi che salveresti dal diluvio universale?
Vorrei fare un articolo: da Rocco Siffredi e l’intellighenzia altoatesina, lo stato della questione. Un testino leggero leggero per far due risate e non beccar querele. Da Rocco Siffredi
Vorrei fare un articolo: Rocco Siffredi e l’intellighenzia altoatesina, lo stato della questione. Un testino leggero leggero per far due risate e non beccar querele. Da Rocco Siffredi
C’era anche il buonanima che diceva che voleva che l’Italia diventasse la Florida d’Europa.
Vedi cosa fanno a volte i tassi arcolici?
Die Analyse der Geologen ohne Grenzen stimmt leider auch nicht. Die periadriatische Naht läuft durch Südtirol, und sie gibt in etwa die Grenze der beiden Platten wieder.
Egal. Io penso con preoccupazione a una cosa. Adesso Carlo/Karl Berger sarà costretto ad approfondire le sue ricerche al fine di poter dimostrare che l’antico nome per “Nilo” era “Athesis”. Che Dio l’assista. Che Dio ci assista.
Egal II. Io l’ho sempre detto: ma non vi sembra che Ötzi sia un “negro”?
Ricordo una puntata del “Maurizio Costanzo Show” vista in replica, nella quale un archeologo italico affermava in sostanza che “Ötzi” fosse di origini “italiane”, parente-antenato degli Etruschi. Disse proprio “Etruschi”. Secondo lui, l’Uomo del Similaun arrivava da sud. Da quanto ne so io, quest’ipotesi non è avallata da nessuna ricerca scientifica sulla mummia.
In ogni caso, mi piace pensare che Ötzi sia stato il primo toscano in Sudtirolo. Se Tolomei l’avesse saputo…
Che poi se era toscano sicuramente era livornese. Gli altri troppo impegnati a lucidare il blasone, i nostri invece hanno bisogno di ricerca.
Quindi ci siamo arrivati. L’uomo di Similaun è stato il primo Etranger in SudTirolo.
@ étranger
Forse anche una brevissima visita ai monastero di Monte Maria, di Novacella, di Castel Badia.
Io penso con preoccupazione a una cosa. Adesso Carlo/Karl Berger sarà costretto ad approfondire le sue ricerche al fine di poter dimostrare che l’antico nome per “Nilo” era “Athesis”. Che Dio l’assista. Che Dio ci assista.
Risposta:
1) Niete male come battuta di spirito. La faccia proteggere dalla SIAE.
2)Sull’ultilità dell’approfondimento della storia prego rivolgersi al Prof. Luigi d’Ambrosio – studioso di storia romana.
3) Consigliasi ammirare le “esaltanti” scritte latine sul cosiddetto Monumento alla Vittoria.
4) Chiedere al Dott. prof. Giuseppe Albertoni il perché del suo libro: “Le terre del Vescovo: Potere e società nel Tirolo medioevale (secoli IX-XII)(Consigiasi urgentemente la lettura agli “spiritosi”)
5) Consultarsi criticamente col Prof. Hans Heiss, con Hannes Obermair, con Siglinde Clementi, con il prof. Carlo Romeo, con il prof. Josef Riedmann, con il prof. Walter Haider, con il prof. Klaus Brandstätter, ecc,
6) Consigliasi urgentemente una visita al Castello di Tirolo (utilissima la giuda “Mainardi II, il sogno di una Principe” ed a tutti gli altri manieri (dístrutti na Mainardo)che ornano la terra Athesis.
7) Niente male anche meditare sulla storia di Castelfirmiano
9) Per ridere, in fondo, leggere le “favole” raccontate in: “BOLZANO” “Dalle origini alla distruzione delle mura”
10) Fermarsi lungo le rive del “fiume all’ombra del castello” (C.Romeo), rinfrescarsi meditaboldi i stanchi piedi e le pigre menti in quelle acque del Nilo athesino.
“Che il Signore, ci perdoni…”
Carlo, perché non ti sei fermato al primo punto? Era quello giusto. Comunque non la farò proteggere dalla SIAE: rivendila pure.
Ma questa è una battuta? Semmai facia proteggere anche questa dalla SIAE.
“2)Sull’ultilità dell’approfondimento della storia prego rivolgersi al Prof. Luigi d’Ambrosio – studioso di storia romana.”
Così, perché poi non si pensi che quello che ho scritto sopra sia un attacco gratuito, cito nuovamente un intervento del succitato storico romano, a perenne ricordo:
“Luigi d Ambrosio dice:
Giugno 4th, 2008
Concetta, leggo di querele e di M. che chiude il sito.. Le spese legali di M. vorrei fossero divise tra chi ama la libertà. Ci sono avvocati, in Forza Italia, che lo potrebbero patrocinare? Gratis? Vedremo quel che viene fuori”
DOpo il proclama ètrangeriano (che immagino stia raccogliendo i soldi per pagare la sicura condanna) condito da appelli a Dio, nel miglior stile nazionalpopolarecologico, ecco che arriva o’professore, fedele pard, che, invece di tirar fuori il babà dell’arguzia, inallena una figura di caciocavallo dietro l’altra. Cosa c’entra la Storia ROmana con Marcon non lo so.
No, cosa c’entra la storia con te. È questo il problema.
Ho messo quella tua simpatica frase solo per ricordare ai lettori chi sei. Tutto qui.
Linguaggio edificante ….
… per evitare di affrontare storicamente, con competenza, i temi in discussione;
è troppo difficile aggiornarsi, farsi un’idea delle nostre radici medioevali ?(delle radici “romane” pur ci siamo riempiti la bocca, nò?)
Vogliamo lasciare ai nostri fratelli Sub-tirolesi, la “giustificazione” storico medioevale ?
Vogliamo negare che il nostro Tirolo è stato “donato all’Austria” nel 1363 e che su questo
evento “arcaico”, “archeoligoco” et similia, i nostri Südtiroler fondano la loro ragion d’essere un Volk “pan-tirolese” il loro “sacrosanto diritto” di ampliare la loro autonomia fino alla “quasiquasiquasi” indipendenza?
Vogliamo tapparci orecchie e senno per non sentire parlare delle “più importanti prosapie locali esistenti lungo l’Adige prima della “infagocizzazione” tirolese?
Vogliamo smettere di buttare il discorso (di risposta) su battute banali, non perinenti, inconcludenti, per dire poco, solo per non tradire (vana illusione) la nostra assoluta insipienza in materia di storia medioevale.
Certo tutto il discorso può anche non interessare gli amici di étranger: avete il pieno diritto di ignorare, non condividere, le ricerche storiche di chicchessia. Ma allora, per cortesia risparmiateci le vostre “frecciatine”, il vostro cimbatico sarcasmo, le vostre “battute” che tradiscono un certo “snobbismo” verso le fonti storiche, e,…. amici come prima, eviterò di dovervi rispondere, di sentirmi in dovere di “propinarvi” la tanto difficile storia “tirolese”: qualche episodio del nostro passato.
Che nel caso specifico mira, in sostanza, solo,- che sia ben chiaro – a dire ai nostri Freunde Sudtiroler: “Basta odiare il termine Alto Adige: all’era fascista di Tolomei io preferisco contrapporre un nostro comune (multietnico, multilinguistico passato “non arcaico-archeologico-egiziano ecc.) passato in cui il riferimento al nostro fiume Adige (evidentemente all’”Alto” percorso dell’Adige), il riferimento al “Land an der Etsch und im Gebirge”, alla “terra Athesis” offriva il “collante” ad una convivenza non avvellenata dal “Tirolertum” imposto agli Athesini (da con confondersi, prego, con i simpatici estensi contemporanei).
Cordialmente Carlo/Karl Berger – “Laboratorio Athesis” ca.berger@libero it.
Chi sia tu, caro Mur, per dare patenti ed attributi, mancandoti quelli elementari di buona educazione, non lo so.
Leggo che fai l’insegnante. Una volta si diceva l’educatore. Quel che leggo è solo il nulla. Forse hai avuto troppe panelle da piccolo.
Vedi Superciuk, oltre a essere una “serpe”, come ti ha definito giustamente Incredula, dimostri continuamente di non capire o, a scelta, di non essere capace di leggere.
Io non ti voglio attribuire né patenti né attributi, né tantomeno darei lezioni di educazione a nessuno, tantomeno a te.
Ti rifaccio ancora notare che tu, alla notizia di una possibile causa giudiziaria che potrebbe cadere sulla testa di Gabriele, sei andato in un altro sito a invocare collette e coalizioni di avvocati contro la stessa persona che poi dichiari di trovare “simpatico”.
Tanto mi basta.
Adesso, se permetti, mi sono anche un po’ rotto di risponderti su sta storia.
Ridicolo che qualcuno pensi di intentare una causa a Gabriele.
I nostri amici destorsi credono che “democrazia”, “libetà di espressione” siano termini volgari in uso alla sinistra (estrema, per dirla come mister B).
“infagocizzazione” che significa?
Conosco fagocitare ma non infagocitare o infagocizzare.
@superciuk, superciuk…..non lanciare la prima pietra……
Dico il mio parere su quanto scritto da Daniela, Ètranger mi perdoni se ancora una volta vado OT, giurin giuretto parola di lupetto che è l’ultima volta
Secondo me, in generale (non sto appunto parlando di questo caso specifico, su cui ho già espresso il mio parere) non è “ridicolo che qualcuno pensi di intentare una causa a Gabriele”. Insomma, potrebbe anche succedere.
Quello che è veramente inaccettabile è che, al primo profilarsi di una tale possibilità, ci sia qualcuno che va su un altro blog e, facendo passare la cosa come una battaglia per chissà quale libertà, invochi il patrocinio CONTRO Gabriele da parte di schiere di avvocati prezzolati da un partito.
Ed è offensivo che questa stessa persona (S.) continui a mentire spudoratamente, nonostante le chiare parole della persona che chiude il blog, dichiarando a ogni occasione che quel blog è stato chiuso “per protesta”, o addirittura per colpa di Gabriele o di non si sa quale altro nemico della libertà di espressione.
@ GattoM.
si, sono pienamente d’accordo con la tua opinione.
Il ridicolo stava nel fatto che a Garbiele non vengono risparmiati insulti dalle stesse persone che si dicono vittime. Questo è il ridicolo o il colmo, come preferisci.
Dirsi vittime è tipico di chi non ha ne argomentazioni valide nè idee.
In quanto al nostro S(S)ti preccupi di quello che dice? Ogniuno si diverte come può, lui si diverete così, passando di blog in bolg adattandosi.
PARLIAMO,qualche volta,anche di COSE TRISTEMENTE SERIE =
Dolomiten Rassegna stampa
Sabato-Domenica 7/8 giugno 2008
Video predigt Hass gegen Südtiroler
„Eine ungeheuerliche Geschmacklosigkeit“
Italienische Faschisten hetzen gegen deutsche Südtiroler
Foto „D“ / „Youtube“
_____________
Bozen – Ein Hass-Video mit dem Aufruf „Bruciate tedeschi“ („Verbrennt Deutsche“) war bis gestern im internet-Portal „Youtube“ zu sehen. Der Kurzfilm wurde von italienischen Faschisten eingestellt und zeigt Bilder von deutschen Ortstafeln, Tiroler Häuser, Schützen und Andreas Hofer, die mit del Aufruf „mai più“ („nie wieder“) belegt sind. Der Film verherrlicht faschistische Symbole und erklärt den Südtirolern den Krieg. Dieses Video könne nicht als Blödelei oder Lausbubenstreich abgetan werden, sondern sei es eine „ungeheuerliche und besorgniserregende Geschmacklosigkeit“, erklärt Sven Knoll vom Bündnis „Süd-Tiroler Freiheit“; das Bündnis wir Anzeige gegen die Urheber erstatten. Am frühen Abend wurde das Video von Nutzer wieder aus dem Portal genommen.
_____Tradotto:
“Un video predica odio contro o Süd- tiroler”
“Un’inaudita mancanza di buon gusto”
Fascisti italiani istigano alla violenza contro i tedeschi Südtiroler
Bolzano – Un video pieno d’odio con l’incitamento “Bruciate tedeschi” era visibile fino a ieri nel portale internet “Youtube”.
Il breve film è stato messo a punto da Fascisti italiani e mostra immagini di insegne stradali, di case tirolesi, di Schützen e di Andreas Hofer, accompagnati dall’incitazione “mai più”
Il film esalta i simboli fascisti e spiega ai Südtiroler la guerra.
Questo video non può essere liquidato come una stupidaggine o una monelleria, ma è di “una inaudita mancanza di buon gusto”, dichiara Sven Knoll della Lega “Süd Tiroler Freiheit”.
Il movimento inoltrerà denuncia contro i promotori. Nella precoce serata il Video è stato ritirato dal portale.
Un mio commento:
Vorremmo evitare di commentare la notizia riportata con evidenza dal quotidiano altoatesino “Dolomiten”.
Ci pare essere ormai giunto il momento per ogni “athesino”, sia esso un “altoatesino di lingua italiana”, un mistilingue o un Südtiroler, di decidere coscientemente se operare per una pacifica, costruttiva convivenza fra gruppi etnici e/o orientamenti politici, o di dare appoggio a quattro “scalmanati” che, miseramente, non hanno alcuna esigenza di pace e di concordia ma intendono perpetrare il seme dell’odio raziale che tante sciagure ha procurato nel passato.
“Chi semina vento raccoglie tempesta”
Sven Knoll si faccia un esame di coscienza in merito al tabellone “Sudtirol ist nicht Italien”
Ma quando mai questi signori, tedeschi ed italiani, si renderanno conto che siamo dei “condannati”: tutti quanti, a vivere qui, insieme.
Per continuare ad offendereci?
E in nostri figli ? E in nostri nipoti? Ed i nipoti dei nipoti dei nipoti
“Du Fascista: Südtirol ist nicht Italien“
“Tu tedesco”: Bruciate tedeschi”
VERGOGNATEVI, non meritate una Heimat/patria cosi bella e generosa!
F.to: Carlo/Karl Berger – Laboratorio ATHESIS – ca.berger@libero.it
Nella precoce serata il Video è stato ritirato dal portale.
Mah.
Non commento perchè i fatti si commentano da soli.
@Berger K/C
Perchè “siamo dei condannati:tutti quanti, a vivere
qui, insieme”.
Io credo che tutti i sudtirolesi siano egocentrici e pensino che sia l’unico posto (per giunta microscopico) dove ci siano problemi di convivenza.
Devo deludervi: non è così.
Il fatto è che fin che si ragiona in temini di italiani/tedeschi/ladini non si va da nessuna parte.
Sono quasi 15 anni che predico e, anche se a voi non sembra, le liste civiche sono un bel passo avanti. Provate a pensare che circa 13 anni fa qundo costruimmo la GBL/AES fu uno scandalo a BX, intollerabile una mescolanza simile.
Bene dopo due legislature vedi nascere le liste civiche che , pur con notevoli problemi, si chiamano fuori dal Sammelpartei. E voi non lo chiamte successo?
Es ist ein großer Unterschied ob man eine Unrechtsgrenze in Frage stellt oder ob man zum Völkermord aufruft. Gegen den Verfasser des Videos wurde Anzeige erstattet und es wird sich nun zeigen ob vor dem ital. Gesetz alle gleich sind.
Notiz am Rande: Der Videoverfasser und überzeugter Deutschenhasser kommt aus Gries…. leider.
Gegen den Verfasser des Videos wurde Anzeige erstattet und es wird sich nun zeigen ob vor dem ital. Gesetz alle gleich sind.
???? E perché ???
Es wurden schon etliche Anzeigen gemacht, die einfach in Bozner Gericht/Questur verstaubt sind.
ZB:
Mussolinifahnen wärend der WM2006.
Verbrennung von Tiroler Fahnen vor dem Bozner Rathaus 2006.
(Alles auf Video und Foto!!)
Mehrmalige Zerstörung des alten Griesner Friedhof.
usw.
Bozen ist eben nicht Brixen….. In Bozen ist leider jeder zweite Italiener ein Faschist und die meisten haben eben verdammt gute Beziehungen zu den “Aufpassern” oder einen Vater der alles deckt.
http://de.youtube.com/watch?v=K0tZ54PQcdI&feature=related
Ahhhhhhhh. Ma io pensavo che avessero tolto il link della storia “Südtirol ist Afrika”! E invece quello è rimasto al suo posto. Come non detto.
@Étranger
Tutto OK? Mi fai paura………
Tutto più che OK. Anzi, serata bellissima. Sono andato a vedere con mio figlio Paolo la partita (Olanda – Italia) alla Villa Berta. Era pieno di sudtirolesi (sottolineo: di madrelingua tedesca) che tifavano Italia. L’Italia è stata travolta da un’ottima Olanda. A mio figlio (che era un po’ frastornato) ho spiegato che se si perde in quel modo bisogna ammetterlo ed essere felici. Se ci fosse stato un olandese l’avrei abbracciato. Se ci fosse stata unA olandese l’avrei abbracciata con un trasporto ancora maggiore. Siamo tornati tranquillissimi a casa in bicicletta, senza essere disturbati da stupide macchine festanti. E non siamo neppure eliminati (per quello c’è tempo). Cosa si vuole più dalla vita?
Serata bellissima anche al bar in piazza Gries.
( tutti mistibergherlingue e italiani )
- ho vinto 120.000 € – ero l´unico che ha scommesso
su una vitoria Oranje )… quasi, quasi non mi volevano pagare
120€…. Tippfehler…
La notizia vera è che sei andato in bicicletta!!!!
@ Mazinga Z
( “tutti mistibergherlingue e italiani” )
La invito formalmente a non usare in nessun caso, e di non storpiare assolutamente, né il mio cognome, (anche se Le riuscisse di scriverlo correttamente) né il mio nome. Grazie
Carlo/Karl Berger ca.berger@libero.it
@Berger Karl
Moment! Sie verbieten mir zu schreiben und Sie schreiben über zB. Sven Knoll:
Sven Knoll si faccia un esame di coscienza in merito al tabellone “Sudtirol ist nicht Italien”
Was soll der ganze scheinheilige Blödsinn????
Sie haben ja ein ganz großen Problem – Sie sind nicht Tiroler und auch kein Italiener… tun Sie uns einen Gefallen und definiern Sich neu.
„Süd-Tirol non è Italia” nuovo cartello sul confine
a cura di Carlo/Karl Berger – domenica 15/06/08
Scrive il “Dolomiten” di
Lunedì, 16 giugno 2008
„Süd-Tirol ist nicht ltalien” nuovo cartello sul confine
„Süd-Tirol ist nicht ltalien” steht wieder
Bolzano/Brennero – Il castello stradale con la scritta “Süd-Tirol ist nicht Italien”, nel frattempo divenuto famoso, nel fine settimana è stato nuovamente innalzato. C’informa in merito il movimento Süd-Tiroler Freiheit in un comunicato di sabato 20n giugno, di questo tenore: «Questo cartello, che sta direttamente sul confine ingiusto sul Brennero, è destinato ad informare i viaggiatori sul fatto che “il Süd-Tirol non è un territorio italiano”, né culturalmente, né politicamente, e che l’attuale appartenenza all’Italia è avvenuta contro il volere della popolazione e con l’uso della forza».
«La realtà che dalla sua istallazione l’11 novembre 2007 questo cartello sia stato costantemente vittima della brachiale furia distruttiva da parte di raggruppamenti neo-fascisti, dimostra quanto lontano si trovi il Süd-Tirol da una distesa normalità politica..»
Il cartello serve, secondo la Süd-Tiroler Freiheit, non solo da ragguaglio sulla situazione nel Süd-Tirol alla gente non pratica dei luoghi, ma è anche divenuto “un irrinunciabile simbolo della resistenza contro il bagaglio ideologico della destra estrema”.
«Non vi sono mai state delle difficoltà con i proprietari del terreno, come dalle dicerie diffuse dai media» afferma Sven Knoll. Per cui non v’è stato alcun problema ad istallare nuovamente il cartello.. Foto: “D”
_____________________________________
Non spetta, evidentemente. a me il compito di prendere posizione di fronte alle rivendicazioni del movimento politico Süd-Tiroler Freiheit (Eva Klotz, Sven Knoll, Christian Kollman, ecc.) e dell’appartenenza del Südtirol all’Italia.
Sull’episodio del cartello eretto sul confine e sulla sostanza dell’affermazione sono già state prese tutte le posizioni del caso, a livello istituzionale, provinciale e politico, e non rimane altro che attendere le inevitabili reazioni degli organi interessati e competenti.
A me sia permesso di esprimere qualche meditazione di carattere storico e turistico.
Fatto salvo l’ingente traffico commerciale, l’attraversamento del Brennero avviene in prevalenza per ragioni turistiche.
Scrive Hans Heiss nel suo contributo alla Rivista STORIA E REGIONE anno IX, 2000 dal Titolo “”Si ha l’abitudine di dire Sudtirol …. ”
« … Il capitano di circolo (Kreishauptmann) Johann Jakob Staffler, topografo del “Vormärz” tirolese e autore di una geografia regionale ancora oggi insuperata, fece ricorso nella sua opera più conosciuta al termine Sudtirolo, sebbene in maniera tipicamente sfocata:
“Se pensiamo al lungo e imponente versante montuoso del Brennero, che divide il corso di fiumi non secondari e che, correndo da ovest e est, taglia in due metà la regione [tirolese], possiamo senz’altro attribuire il nome di “Nordtirol” alla porzione settentrionale e di “Südtirol” a quella al di là dei monti.” L’immagine di Staffler si fa più nitida non appena l’autore passa a considerare le caratteristiche climatiche e geoculturali della regione:
“Ai fini di una distinzione più precisa – che maggiormente si attagli ai concetti di nord e sud – risultano determinanti il clima e i frutti generosi di questa terra, specialmente le sue uve. Il sud inizia allora presso Bressanone in val d’Isarco e presso Silandro in val Venosta; la Pusteria forma il Tirolo orientale, il Vorarlberg quello occidentale e la valle dell’Inn – con l’alta val d’Isarco – quello settentrionale.(…)
Il termine “Deutschsüdtirol” circolava negli ambienti artigiani già verso fine Ottocento. Il segretario della camera di commercio e futuro deputato del Reichsrat, Johann Angerer, stilò nel 1880 un rapporto sull”‘industria locale del Sudtirolo tedesco”; parlando dei settori più minacciati dalla crisi, egli citò i fabbricanti di pipe della zona di Vipiteno, i calzolai di San Candido e i falegnami della val Gardena, disegnando così con estrema precisione il profilo dell’odierna provincia di Bolzano.
Ancora più significativo è l’elogio che Angerer rivolse sempre nel 1880 al “turismo nel Sudtirolo tedesco”; Venosta, Burgraviato, Bolzano-Gries, val d’Isarco e Pusteria vennero citate come le regioni pioniere del turismo locale, tracciando una linea di demarcazione tra il Sudtirolo e la parte settentrionale della regione, come anche tra questo e il Trentino.
La delimitazione del Sudtirolo quale regione turistica si fece ancora più chiara negli anni successivi. Il 20 gennaio 1889, un ristretto gruppo di albergatori, funzionari, rappresentanti del clero, commercianti e ingegneri ferroviari, sotto la guida del medico Otto von Guggenberg, si diede appuntamento a Bressanone per discutere sulla fondazione di un “Fremdenverkehrsverein für Deutschsüd- und Osttirol” (azienda di soggiorno per il Sudtirolo tedesco e il Tirolo orientale).
L’appello elaborato dal gruppo enfatizza i vantaggi della zona: “Ghiacciai imponenti, la magia inconfondibile delle Dolomiti, le contrade lungo i fiumi Adige e Isarco, con gli splendidi castelli inseriti in un’amena cornice di vigneti, frutteti e castagneti; ulivi del sud e cirmoli del nord dividono qui la stessa terra.
I centri abitati si trovano ad altitudini comprese tra 262 m (Bolzano e Merano) e 1362 m (Brennero e Dobbiaco) e non distano l’uno dall’altro mai più di 100 chilometri in ferrovia; questa zona così circoscritta offre per ogni stagione dell’anno un’abbondanza di luoghi di soggiorno. Dove esiste un’altra terra in grado di dare cosÌ tanto?” (atto costitutivo, Bressanone, 20. 1. 1889, raccolta privata Hans Heiss).
Dietro quest’elogio al turismo del sud si celava nientemeno che una dichiarazione di indipendenza paesaggistica. La regione tra il Brennero e Bolzano, tra Resia e Prato alla Drava, vi appariva come zona omogenea dal punto di vista geografico e culturale, che racchiudeva in sé tutti gli estremi e tutti i vantaggi. L’appello considerava il Sudtirolo come un “paese” indipendente, anche se solo sub specie turistica, che si distingueva nettamente dal nord come dal sud. Gli statuti del “Fremdenverkehrsverein für Deutschsüd- und Osttirol” approvati il 20 gennaio 1889 indicavano come bacino d’utenza i capitanati distrettuali di Lienz, Ampezzo, Brunico, Bressanone, Bolzano e Merano []…]
Le premesse per una suddivisione del territorio dal punto di vista turistico, peraltro, erano già state poste dai tanti appassionati di alpinismo accorsi nell’area tirolese negli ultimi trent’anni. I resoconti delle esplorazioni di geografi quali Penck o Schindler, riportati nei libri, nelle riviste dell’Alpenverein e nelle popolari guide turistiche di Amthor e Trautwein avevano contribuito al diffondersi di una concezione del Tirolo come chiaramente diviso tra nord e sud.
Gli elementi di contrasto – come scrive Schindler in un suo contributo sulla “geografia culturale della zona del Brennero” (1893) – sono assai più evidenti in prossimità del valico che non “in qualsiasi altro punto delle Alpi orientali. Si avvicinano, si toccano, ma non si mescolano mai del tutto. Ecco perché ci basta superare il valico per respirare subito aria di sud, che ci viene incontro con i suoi tratti leggiadri, le colture di mirto, arance e alloro.”
Quali parole più appropriate, quale studioso più autorevole per comprendere l’assurdità, sotto il profilo turistico, di voler dar da intendere all’ignaro ospite proveniente dal nord, che con il confine nulla cambia, che con il “Südtirol” non inizia lo splendore della “Sonnenseite der Alpen”, del “versante esposto al sole delle Alpi”, il clima ormai sempre più mediterraneo, preludio al “Land wo di Zitronen blühn…” tanto amato dagli stranieri del nord ecc. ecc.
Che oltrepassato il Brennero non inizia das schöne “Land an der Etsch und im Gebirge”/ la “terra Athesis” / la “terra lungo l’Adige e fra i monti” con la sua millenaria storia; la terra madre delle nostre culture multietniche e multlinguistiche. La terra culla e radice delle nobili prosapie che di loro hanno lasciato traccia nelle nostre magnifiche, incastellate valli, athesine: dai Conti di Appiano-Ultimo, ai nobili di Wanga e di Enn, di Velturno, di Tures, fino all’avvento dei Conti di Tirolo e la loro espansione nella valle dell’Inn (che oggi usurpa in nome di Tirolo).
Nò, cara Signora Klotz, cari signori Knoll e Kollman: se amate la vostra Heimat non è proprio il caso che, al Brennero, diate da intendere che da lì in poi “non è Italia” ma .. ancora Austria.
Dite onestamente ai vostri/nostri amici che, varcato il confine, essi stanno entrando nel Land Südtirol/Provincia autonoma di Bolzano, facente parte della Democratica Repubblica Italiana. Al quale Land l’Italia, previo accordo con l’Austria, ha saputo riconoscere la più ampia autonomia del mondo, creando un Provincia/LandProvincia autonoma retta e governata dai Südtiroler, con poteri tanto ampi da rasentare lo stato indipendente.
Dite loro che anche qui trovano gli Schützen, le processioni al Sacro Cuore; che I Sud-Tirolesi sono qui tanto indipendenti politicamente che possono decidere addirittura di appoggiare, a Roma, con i propri parlamentari anche i Governi filo/comunisti, storicamente nemici delle autonomie dei popoli, nemici delle tradizioni religiose ecc.
Ma se invece questo mio discorso non vi convincesse, permettetemi un piccolo suggerimento:
Al Brennero togliete il vostro cartello “SüdTirol ist nicht Italien” e sostituitelo con uno più veritiero, più proficuo agli interessi della vostra Heimat; un cartello che dica
“SÜD-TIROL IST NICHT ÖESTERREICH”
“SÜD-TIROL IST DAS SCHÒNE LAN AN DER ESTCH UND IM GEBIRGE“!
(Per la proposta del cartello a colori vedasi http://www.polis.bz.it)
Carlo/Karl Berger
Laboratorio Athesis
ca.berger@libero.it
Willkommen in der
democratischen Republik Italien
a cura e traduzione di
Carlo/Karl Berger
Laboratorio athesis
ca.berger@libero it
[...] commento di Carlo Berger su SegnaVia [...]
ÖESTERREICH
SCHÒNE
LAN
ESTSCH
DEMOCRATISCHEN
complimenti, 5 errori in 21 parole tedesche…
Signor Bilinguismo Athesino.
ESTSCH = ESTCH
Grazie, pérvasion. Chiedo scusa.
succede così quando un 82.enne lavora al computer fino alla 23.30. Echt Walschkraut.
Vedi l’originale cartello da mè suggerito http://www.polis.bz.it
Cordiamente Karlo/Carl
P.S. Non commenti la mia provocazione?
L’ho commentata io:
http://blaun.wordpress.com/2008/06/17/intelligentia-athesina/
Ragazzi che litigio. Carlo contro un diciottenne che, davanti alle citazioni di un’ icona vivente dei verdi -bravo ragazzo, l’Heiss-, si mette a tacciare il vecchio Karl quasi di tradimento della patria. E, non contento, il mitico architetto conta gli errori in tedesco del Karl (che gli risponde pure..) per dimostrare la non purezza razzial linguistica di uno che, a differenza sua, il cognome tedesco ce l’ha e se lo tiene.. Scusate, ma perché non cercate civilmente il dialogo con una persona che ha interesse e passione e che merita delle risposte articolate. Un saluto affettuoso a Carlo-Karl Berger ed a Valentino e pure all’architetto.
PS per Valentino: mi fai un paio di nomi di intellighenzia athesina dei verdi che salveresti dal diluvio universale?
Vorrei fare un articolo: da Rocco Siffredi e l’intellighenzia altoatesina, lo stato della questione. Un testino leggero leggero per far due risate e non beccar querele. Da Rocco Siffredi
Vorrei fare un articolo: Rocco Siffredi e l’intellighenzia altoatesina, lo stato della questione. Un testino leggero leggero per far due risate e non beccar querele. Da Rocco Siffredi