Sentire il confine

11 Giugno 2008

Il signore sui trent’anni che comincia a incanutire è attraversato da qualcosa di compatto: un’irregolarità, una concrezione aguzza, un’asticciola sghemba ma dura come un osso. Si reca dunque dal medico di base e, picchiettandosi il frontale con le dita, gli espone il suo problema: “Proprio qui, in mezzo alla fronte, tra occhio e occhio, sotto la prima pelle, mi si è formato un ossicino che protubera e dà noia”.

Dopo averlo auscultato, il medico lo palpeggia in lungo e in largo, ma si riserva di formulare una diagnosi soltanto a seguito di un minuzioso esame radiografico. Non trascorrono tre settimane e i due si incontrano di nuovo. Il medico di base, stringendo una lastra nella mano sinistra, e con la destra indicandovi un’ombreggiatura oblunga che compone lo spettro di un percorso, si rivolge allora al signore sui trent’anni: “Mio caro amico, mettiamola così: un corpo estraneo ha preso ospizio dentro di lei: esso ha principio nel coccige, costeggia l’osso sacro, sale su lungo le vertebre lombari senza incontrare opposizione; poi, all’altezza dei polmoni, piega a destra, verso la parte anteriore dell’addome e dopo aver lambito il cuore e un paio di venuzze, prosegue verso l’alto, rasente la carotide. Infine, conclude il suo tragitto infilzando la lingua a mo’ di spiedo, e arrampicandosi più su, fino alla fronte, accosto al muscolo nasale”.

A questo punto il dottore si interrompe. Tossicchia a lungo premendosi le tempie. Poi fa il raschio, quasi a voler chiarire, schiarendosi la voce, il suo pensiero.

“Non mi fraintenda, signore. Lei sta benissimo. Semplicemente, in stato di minor resistenza, ha inghiottito il confine che cinge il Sudtirolo. Salorno, Passo della Mendola, Malga Castrin, Lago Corvo, Passo dello Stelvio, Passo Resia, Rifugio Similaun, Passo del Rombo, Brennero, Rifugio Gran Pilastro, Malga Predoi, Passo Stalle, Prato alla Drava, Cimabanche, Catinaccio, Salorno. Ogni località è una vertebra: il confine è la sua seconda colonna vertebrale”.

Il signore sui trent’anni, un uomo arguto di solida formazione cartesiana, all’improvviso incanutisce. Uscendo dall’ambulatorio del medico di base, ha l’impressione che qualcosa sia cambiato. O meglio, tutto è uguale a prima: si sente rigido e cammina un po’ impettito, come se indossasse un busto troppo stretto. Adesso, però, gli pare di aver dentro qualcosa di importante: una responsabilità, un confine, la traccia discontinua di un arbitrio.

(Intanto, a Bressanone, tutti parlano di lui. Si dice che nei giorni di bel tempo, accostando l’orecchio alla sua fronte, sia possibile udire il fischio di un treno che varca la frontiera).

3 Risposte a “Sentire il confine”

  1. incredula detto

    Meraviglioso! Rabbbbrividiamo!!! :)

  2. Loiny detto

    @ incredula

    Grazie carissima.
    Questo vecchio “foglietto” è un piccolo esercizio di stile su Calvino (un Calvino giocoso, seduto sulle ginocchia di Giorgio Manganelli). A me fa ridere per un motivo: il “signore sui trent’anni che comincia a incanutire”, nonostante il riferimento anagrafico possa fuorviare, mi ricorda Valentino. Quando lo incrociai per la prima volta sul Forum dell’ff, non potei fare a meno di pensare: “Ecco un altro poveraccio che sta per inghiottire il confine!” Poi la cosa è accaduta e, post dopo post, sono trascorsi degli anni. Oggi Valentin(o) ragiona da uomo politico “precocemente maturo”: il confine che cinge il Sudtirolo è davvero la sua seconda colonna vertebrale. C’è solo da augurarsi che la smetta di frequentare brutte compagnie:-)

  3. incredula detto

    @Loiny
    In questo contesto, il testo mi piace ancora di più, chiederò a Valentino di poter “sentire” la sua fronte, la prossima volta che lo vedo!

    Per quanto riguarda le brutte compagnie, Valentino potrebbe prendersi un esempio dal padrone di casa, che sta pagando la sua pazienza a suon di querele…

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