Cose notevoli
18 Giugno 2008
Cose notevoli le ha scritte recentemente Valentin[o]. La prima occupandosi di una notizia che io, ieri sera, ho “bucato” in modo disdicevole (la morte di un grande scrittore qual è Mario Rigoni Stern). La seconda coniando una bellissima definizione per il progetto Athesis (“avveniristi al contrario”). Valentin[o] scrive poco, ma quando lo fa lascia sempre il segno.
Un toccante ricordo di Rigoni Stern si può leggere oggi su La Repubblica, a firma di Paolo Rumiz.
E un’intervista al grande scrittore (tarata sui nostri soliti temi locali) si può leggere anche nel blog di Riccardo Dello Sbarba.
E, per finire, anche [questo].
Non appena ho letto la definizione “avveniristi al contrario” – nella nostra provincia ce ne sono di tutte le età, di tutti i gruppi linguistici e di ogni estrazione sociale – mi è tornato in mente un passo di Robert Musil:
“Nella verde foresta un cacciatore spara e colpisce il bruno cervo. Cerchiamo di annullare questo evento, di farlo ritornare indietro. La pallottola è uscita dalla canna, poi è venuto il lampo, poi la detonazione, il cervo è caduto di schianto, poi si è accasciato su un fianco, scuotendo le corna, infine è rimasto immobile. E ora, torniamo indietro. Il cervo si drizza – ma non dovrebbe alzarsi, bensì “cadere” verso l’alto; e, ancor prima, le sue corna dovrebbero seguire la danza speculare ai movimenti che le avevano scosse, cominciando a muoversi con la velocità finale e finendo con la velocità iniziale. La pallottola dovrebbe volare indietro con la parte larga in avanti; i gas di scoppio dovrebbero condensarsi con una detonazione, assumendo nuovamente la forma solida; e via di questo passo. Per revocare anche un solo anello di questa catena annullare l’evento non sarebbe sufficiente: si dovrebbe avere pieni poteri di trasformare il mondo. La forza di gravità dovrebbe agire verso l’alto, in aria dovrebbe essere sospeso un piano orizzontale fatto di terra, la balistica dovrebbe sottoporsi a inconcepibili trasformazioni. Insomma, se suoniamo una melodia a partire dal fondo, non è più una melodia; per farla diventare tale bisognerebbe mettere sottosopra tempo e spazio”.
Il brano è tratto da un saggio del 1922 dal titolo “L’Europa abbandonata a se stessa” (“Das hilflose Europa oder Reise vom Hundersten ins Tausendste”). Purtroppo in negozio ho solo l’edizione italiana.
Eh.
Ma per chi si occupa sempre di fiumi: non dovrebbe essere chiaro che l’acqua scorre?
Grazie Étranger. Nulla di notevole. Mi sentivo in dovere di scrivere quei due post – devo dire, con amarezza e un pizzico di rassegnazione.
Comunque, se i redattori del “Dolomiten” avessero trovato questo video, nemmeno le quattro righe in croce dell’edizione odierna (sotto la notizia della scomparsa di Fliri) sarebbero state pubblicate. Rigoni Stern bollato come “anti-autonomista”, nonostante la caratura del personaggio. Dividere il mondo tra amici e nemici dell’Autonomia… è triste constatare quali mostruose logiche possa generare la nostra specialità. L’Europa è lontana…
“Rigoni Stern bollato come “anti-autonomista”, nonostante la caratura del personaggio. Dividere il mondo tra amici e nemici dell’Autonomia…”
Bravo Vale. Da questo giro di frasi, si capisce quanto tu sia lontano da qualsivoglia atteggiamento ideologico, da qualsiasi forma di intransigenza sterile. Prometto che da oggi in avanti non ti tratterò più come un “Poppele” straordinariamente dotato, ma come una persona. Una persona straordinariamente dotata.