Sudtirolo e Kosova: un piccolo confronto
20 Giugno 2008
Qualche buontempone continua a paragonare il Sudtirolo al Kosovo (e con ciò l’Italia alla Serbia). Il semplice accostamento di questi due filmati forse potrà ricondurlo all’uso della ragione. Buona e spero pensierosa visione.
Un consiglio: fate partire contemporaneamente tutti e due i filmati, ma togliete l’audio al primo. Poi ripetete l’operazione togliendo l’audio al secondo. L’effetto è devastante.
Un po’ di macelleria tanto per tener su “lodienss”…
prisencolinensinainciusol….ollrait…
Ti dò ragione per quanto riguarda il confronto che non regge – ma anche il tuo non regge. Senza fare il pignolo, oltre a qualche paessaggio alpino e ambientazione da “Hüttn” non c’è riferimento al Sudtirolo. Bastava un confronto con un video che faceva vedere scene reali del Sudtirolo per avere un confronto alla pari.
Anche perchè ho già visto un documentario dei giovani cossovari che fanno festa – e li le scene ricordavano il secondo video.
La questione del Kosovo ha suscitato anche in ambito locale qualche smania di emulazione. Fermo restando che non vi può essere nessuna similitudine tra Kosovo e minoranza altoatesina di lingua tedesca, poiché la popolazione del Kosovo è stata sotto l’amministrazione internazionale a seguito di un conflitto civile e di una persecuzione da parte dello Stato serbo, tale da costringere la NATO prima e le Nazioni Unite in un secondo momento a prendere il controllo della situazione per scongiurare un possibile genocidio, nel diritto internazionale il principio di autodeterminazione deve essere contemperato con il principio dell’integrità territoriale non solo degli stati, ma anche dell’unità territoriale oggetto del diritto all’autodeterminazione. In sostanza il diritto internazionale non favorisce la secessione. L’autodeterminazione è un diritto che fa capo , innanzitutto, ai popoli sotto dominazione coloniale o razzista, o che si trovano in una situazione assimilabile a un regime coloniale. La Corte suprema del Canada, nel pronunciarsi (negativamente) sulla pretesa del Quebec di secedere dalla madrepatria, ha affermato che l’autodeterminazione spetta alle ex colonie, ai popoli assoggettati ad una dominazione militare straniera, e ad un gruppo sociale ben definito, che si vede rifiutare un accesso effettivo alle autorità pubbliche, rivolto ad ottenere il suo sviluppo politico, economico, sociale e culturale.
Detto questo, è bene sottolineare un’altra questione: le minoranze, non sono considerate dal diritto internazionale dei popoli, e non sono titolari di un diritto di autodeterminazione (esterna). Per le minoranze, la dimensione interna dell’autodeterminazione può essere attuata mediante la concessione dell’autonomia, così come lo Stato italiano ha attuato con successo in questa Provincia.
Come tutte le faccende umane, il diritto soggiace alla convenienza. Se si vuole davvero fare, questa autodeterminazione può essere fatta.
@ Der Frankie
Ovviamente hai ragione. La mia era solo una “irritazione” (non penso del tutto immotivata). È che non sopporto più la retorica del “se lo fanno loro allora lo facciamo anche noi”. È una logica stupida e miope. Che non tiene in giusto conto specificità che non si lasciano quasi mai ridurre a modelli efficaci.