Ieri sera, appena finita la partita Turchia-Germania (che ha visto prevalere i tedeschi), ho lasciato un commento sul blog di Lorenz Puff (Mazinga) che ha destato prevedibile scalpore: “Merda. Hanno vinto i crucchi di merda“. Desidero svolgere un paio di considerazioni a commento.

1. Innanzitutto un chiarimento sull’appellativo “crucco”, che viene spesso usato, ma nessuno è poi in grado di dire precisamente che cosa significhi. L’etimologia è incerta, qualcuno però la riferisce al nome dato dai soldati italiani a quelli tedeschi durante la seconda guerra mondiale: all’origine era l’appellativo dato agli slavi, derivato dalla voce serbo-croata kruh che significa ‘pane’…

2. A prescindere dal significato originario è chiaro che il termine “crucco” sia un dispregiativo. Qui mi piace sempre citare un verso di una canzone di Francesco De Gregori (tratto dalla canzone “Generale”) nel quale si parla della “notte crucca e assassina”. È evidente che (ancora una volta caratterizzata da un contesto militare) la percezione che gli italiani hanno avuto dei tedeschi sia stata determinata in larghissima parte dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Una presenza minacciosa, confermata da numerosi fatti di sangue (da Marzabotto a Cefalonia, dalle Fosse Ardeatine a Sant’Anna di Stazzema) che ha lasciato profondissime tracce nella memoria collettiva.

3. Mutatis mutandi questo sostantivo/aggettivo trova ovviamente impiego anche nel “gergo del tifoso di calcio” (giusta l’interpretazione secondo la quale il calcio è la prosecuzione della guerra con altri mezzi e una indiscutibile fonte di “recupero” e “diffusione” di sentimenti nazionalistici). Nel calcio, per gli italiani, i “tedeschi” sono i “crucchi”. E qui la connotazione minacciosa è data effettivamente dalla forza e dalla pericolosità della squadra tedesca, a livello europeo la principale rivale dell’Italia per quanto riguarda partecipazione a semifinali e finali di grandi competizioni internazionali. Insomma, in ambito calcistico la Germana è (per l’Italia) il “nemico ereditario” e quindi il bersaglio prediletto (lo è ovviamente anche a parti invertite, tanto che si può parlare veramente di un “derby”).

4. Vengo adesso all’uso che io ho fatto del termine “crucco”. L’ho fatto (come si evince dal contesto) proprio all’interno di una cornice “da tifoso”, cinque minuti dopo la fine di una partita nella quale (ovviamente) io tenevo per la squadra sulla carta più debole ma che poi si è rivelata anche la migliore. Ero insomma legittimamente incazzato. Come detto, non mi vergogno assolutamente di aver scritto quello che ho pensato, anche se è evidente che la cosa finisce lì.

5. Qui veniamo a cose più complesse. In un libro che sto leggendo (Emanuele/Mario Trevi, Invasioni controllate, Castelvecchi) a un certo punto (pag. 21) si parla di Jekyll e Hyde e di quello che Jung chiama il concetto di “Ombra”:

Chiudendo la porta a quella parte inconscia, oscura, innominabile, Jekyll ottiene solo che essa se ne vada in giro come un mostro incontrollabile. E alla fine ne viene distrutto.

Chiudere la porta alla parte in Ombra significherebbe, nel mio caso specifico, negare che in me (anche in me) abitino pulsioni volgari e perfino razziste (seppur assolutamente circoscritte all’ambito calcistico). Trevi (Mario, lo psicanalista che nel libro è intervistato dal figlio) dice chiaramente che un Jekyll “felice”, capace di compiere la sua individuazione, sarebbe un Jekyll che sappia dare a Hyde lo spazio che gli compete, senza lasciarsene dominare (cioè: magari dicendo qualche volta – e in certe occasioni – “brutti crucchi di merda”).

Trascrivo ancora un passo dal libro:

E. Trevi: Uno scrittore francese che adorava Stevenson, Marcel Schwob, ha scritto che una delle pagine più belle e terrificanti della letteratura universale è la scena in cui Jekyll si risveglia e scopre di avere ancora l’avambraccio peloso di Hyde…

M. Trevi: Da un punto di vista genericamente etico, la prima cosa da dirsi, svegliandosi davanti a questo avambraccio peloso, è: “Anche questo sei tu”. È un punto di vista etico e, per me, terapeutico.

Il mio “crucchi di merda” di ieri sera era il mio braccio peloso, il mio “personal Hyde”.

6. Quando ho scritto quella frase, ieri, sapevo benissimo a quali commenti sarei andato incontro. Si è aperta una gara a chi si stracciava in modo più plateale le vesti (a cominciare dal padrone di casa, uno che – non penso di fargli un torto – sta in un partito creato apposta per contrapporsi ai “Walschen”). Il meccanismo è noto e non c’è bisogno di illustrarlo minutamente. Una volta che tu dai via libera al tuo Hyde, ne spuntano fuori a centinaia. E tutti questi Hyde rimproverano agli altri Hyde quello che dovrebbero probabilmente rimproverare a se stessi.

7. Vengo all’ultima considerazione. Alla luce di quanto detto, sarebbe giusto prendere decisamente le distanze dalla propria parte in “Ombra”, magari impegnandosi a rispettare un codice comportamentale “illuminato” anche in occasioni – come quelle calcistiche – che sembrano invece fatte apposta per dare via libera agli Hyde che dormono in noi? Oppure possiamo sfruttare proprio questo fatto per riconoscere che i nostri Hyde esistono e che è un bene se ogni tanto ci ricordiamo di loro per poi limitarli con più efficacia?

26 Risposte a “Crucchi (my personal Hyde)”

  1. Und wenn ein Südtiroler “Walsche Sau” sagt ist die Welt wieder in Ordnung oder was?

  2. d.k. detto

    Wenn es wirklich eine “Sau” (also das richtige Tier) ist, dann ist die Welt in Ordnung! ;-)

  3. curly detto

    Ho commentato di la…
    vabbe… io penso alla fine che il calcio tiri fuori sempre il peggio di noi (italiani, tedeschi, francesi ecc.). Ma è un gioco!

  4. Pare che l’autocontrollo sia forse più utile dell’autostima.

  5. osservatore quasi sempre muto detto

    étranger, hai rovinato tutto.
    ci sono molti tedeschi in Alto Adige che dicono “walsche sau” e roba del genere, i diversi “forum” ne erano pieni (perché poi in molti casi sono stati cancellati dagli administrators, in parte soltanto dopo protste, ma non importa). il problema è che tu sei sceso al livello di osteria del peggio di Schützen, Südtiroler Freiheit, Union für Südtirol, Burschenschatler undsoweiterundsofort.

    ammetterai che la compagnia non è certo la migliore.

  6. Étranger detto

    “il problema è che tu sei sceso al livello di osteria…”

    Certo. Per l’appunto dicevo:

    In un libro che sto leggendo (Emanuele/Mario Trevi, Invasioni controllate, Castelvecchi) a un certo punto (pag. 21) si parla di Jekyll e Hyde e di quello che Jung chiama il concetto di “Ombra”:

    Chiudendo la porta a quella parte inconscia, oscura, innominabile, Jekyll ottiene solo che essa se ne vada in giro come un mostro incontrollabile. E alla fine ne viene distrutto.

    Chiudere la porta alla parte in Ombra significherebbe, nel mio caso specifico, negare che in me (anche in me) abitino pulsioni volgari e perfino razziste (seppur assolutamente circoscritte all’ambito calcistico). Trevi (Mario, lo psicanalista che nel libro è intervistato dal figlio) dice chiaramente che un Jekyll “felice”, capace di compiere la sua individuazione, sarebbe un Jekyll che sappia dare a Hyde lo spazio che gli compete, senza lasciarsene dominare (cioè: magari dicendo qualche volta – e in certe occasioni – “brutti crucchi di merda”).

    Trascrivo ancora un passo dal libro:

    E. Trevi: Uno scrittore francese che adorava Stevenson, Marcel Schwob, ha scritto che una delle pagine più belle e terrificanti della letteratura universale è la scena in cui Jekyll si risveglia e scopre di avere ancora l’avambraccio peloso di Hyde…

    M. Trevi: Da un punto di vista genericamente etico, la prima cosa da dirsi, svegliandosi davanti a questo avambraccio peloso, è: “Anche questo sei tu”. È un punto di vista etico e, per me, terapeutico.

    Il mio “crucchi di merda” di ieri sera era il mio braccio peloso, il mio Hyde.

  7. Io ad esempio non ho mai osato dire “Crucchi di merd..”.
    Non ho neanche mai usato la parola “crucchi” soltanto per indicare i tedeschi

    Vedi anche http://www.suedtirolistitalien.com

  8. Étranger detto

    Io ad esempio non ho mai osato dire “Crucchi di merd..”.

    Eh lo so. Dovremmo sempre prendere esempio da te.

  9. Luk4S detto

    LOL!!!
    Davide… certo… stai solo in un partito che sulla propria homepage ha il faccione di Almirante, uno che non nascondeva certo il fatto di essere fascista e che avrebbe volentieri mandato via i sudtirolesi dalla propria terra…

  10. Mazinga Z detto

    @Étranger
    Il mio “crucchi di merda” di ieri sera era il mio braccio peloso, il mio “personal Hyde”.

    Es ist schon komisch, wie man Sachen banalisiern will. Du hast einen Fehler gemacht und statt dich für deinen rassistischen Ausrutscher zu entschuldigen, setzt du noch einen drauf…

    Da muß mann schon mal zugeben, ein Davide Orfino ist zwar mein extremer politischer Gegner, aber solch eine rassistische, deutschfeindliche Aussage würde er nie machen. da muß mann ihn einen gewissen Anstand hoch anrechnen.

  11. @ Lorenz:

    Solch eine Aussage würde ich nie machen, da hast du recht. Ich sag auch nicht “Baccani” oder “Tamocchi”, sonder nur “deutscher”, “Südtiroler”. So wie sich es gehört!
    Aber du must auch nicht so Scheinheilig tun, denn ihr sagt ja auch immer “walsche”, meist mit einem Schimpfwort dabei.
    Könnt ihr nicht einfach italienier sagen oder Italien statt “walsch unten”???

  12. Étranger detto

    Lorenz, io non banalizzo niente. Anzi. Ho fornito il contesto della mia frase, l’ho spiegata riferendomi addirittura alla psicoanalisi junghiana. Sei libero di pensare quello che vuoi. Anche che quella frase codifichi in realtà il mio pensiero meglio di molte altre frasi che ho speso in tutt’altra direzione. Anche il tuo modo di reagire è significativo e io lo osservo con grande curiosità.

  13. Mazinga Z detto

    @Orfino
    Wir in Bozen sagen schon seit jahren nicht mehr “De Walschn”, wir sagen “De Ziegl”.

    @Étranger
    Du willst es einfach nich schnalln – du hast Scheiße gebaut und siehst es nicht ein. Du willst alles zerreden und wenn es geht noch den anderen in die Schuhe schieben, bzw. die Schuld den anderen zuweisen.

  14. Étranger detto

    Lorenz, per me i “tedeschi” sono “Ziegl”. Cioè “crucchi”. Mi dispiace siano in finale.

  15. Wieso findest du es in Ordnung wenn man Walsche sagt regst dich dann aber auch wenn man crucchi sagt?

  16. Mazinga Z detto

    @Orfino

    Es regt mich auf, wenn ein “Linker” folgendes sagt:
    “crucchi di merda”

    Es regt mich auf, weil ich Ihn so vieles glaubte, das er in den letzten Monaten geschrieben hatte.
    Nun kommt der Wolf hintern Schafpelz raus. Da hat doch mal einer Ihn als “NAZIVERDONE” beschrieben…… langsam glaube ich das auch.

    Zu Welsche oder Walsche:
    In der deutschen Sprache werden heute unter Welschen als Exonym jeweils die am nächsten wohnenden romanischen Völker bezeichnet, und in seinen Varianten ist diese Bezeichnung über ganz Europa zu finden.

    Welschtirol, die alte Bezeichnung für das von Italienern bewohnte Trentino
    Welsche Confinen (oder mit «k»), eine kleinere Region im Trentino
    Welsche Vogteien, alte schweizerisch Bezeichnung für die Region Valtellina (Veltlin)/Bormio in Obertalien
    Welsch-Bern für Verona zur Unterscheidung vom „originalen“ Bern, der Schweizer Stadt Bern.

    Es ist ein Unterschied, ob ich zu dir Welscher sage oder Walsches Notscherle.

  17. Étranger detto

    Lorenz, “crucchi di merda” non l’ha dette “ein Linker”, ma un “tifoso”.

    Divertente poi il tuo esercizio sul termine “Walsche”, che tu depuri dalla sua evidente connotazione dispregiativa in molti contesti d’uso. Agendo così si potrebbe persino ricordarti che la parola “crucco” (secondo l’etimo probabile) vuol dire “pane”. Crucco = un pezzo di pane = un bonaccione. Ma secondo me non tiene.

    Volevo dire soprattutto una cosa. A parte il fatto che io avessi potuto/dovuto non scrivere quello che ho scritto, tutta questa discussione riguarda:

    a) un comportamento individuale censurabile?

    b) un comportamento individuale censurabile che convalida un comportamento sociale diffuso altrettanto censurabile?

    Se fosse così sarebbe inutile discutere. Per questo ho rilanciato, tirando in ballo Jung.

    C’è qualcuno (Lorenz?) che ha voglia di ammettere che in certe occasioni noi (anche noi) siamo degli impenitenti razzisti? Io lo ammetto senz’altro.

  18. Mazinga Z detto

    Gabriele…..

    du bisch a unverbesserlich Rassist?????

    bist du auf Drogen?

  19. Luk4S detto

    Etranger cmq semmai se proprio avessi voluto essere preciso i tedeschi di germania sono i Piefke :-D

    (per favore regia la musica di superquark in sottofondo)

    Homo Piefke: lo si riconosce dall’immancabile andatura a passo d’uomo. Se avvistato su strade comunali/provinciali/statali non è raro che vada a singhiozzo guardando qualsiasi cosa, anche la mucca a 3km sul monte:-D
    In montagna è solito portare sandalo modello Birkenstock munito di calzino rigorosamente bianco e al sole la sua pelle cambia colore dal “bianco mozzarella” a “rosso fuoco” :-D
    Ultimamente si è evoluto e lo troviamo spesso camminare munito di “bacheti” per nordic walking. Anche praticando questa disciplina però l’immancabile “bier bauch” non scompare :-D

    Dai su fa caldo :-D

  20. Luk4S detto

    x Davide:

    E’ sovente dire anche “untn in Italien” :-D

    Cmq Davide toglimi una curiosità… mi spieghi perchè i catalani possono non sentirsi spagnoli mentre noi dovremmo sentirci italiani?

  21. Étranger detto

    Lukas ti ringrazio per questo tuo contributo rivolto alla circoscrizione del campo semantico “Piefke”.

  22. @ Lukas:

    Chi ha detto che voi dovete sentirvi Italiani?

  23. Luk4S detto

    :-D
    Cmq contribuiscono anche i nostri cugini:

    http://www.oe24.at/zeitung/sport/euro2008/lifestyle/article317648.ece

    Della serie tutto il mondo è paese.

  24. enrico detto

    Secondo me l’uso dell’espressione “merda, hanno vinto i crucchi di merda” non rivela la parte nascosta (il personal Hyde) di Etranger ma è un esempio molto bello di come i significati dipendano dai contesti.

    In questo caso il contesto è quello delle tifoserie sportive, in cui si trova in genere molto di peggio. Naturalmente non si tratta di insulti, si tratta di espressioni normali in ambito sportivo. Inoltre è chiaro che nessuno si sogna di trasporre i termini usati in un contesto sportivo a situazioni della vita di tutti i giorni: si tratta di due sfere chiaramente distinte.

    In questo senso la provocazione di Etranger ha il merito di mostrare come in Alto Adige/ST riusciamo a fare (al solito) eccezione, capaci come siamo di mescoare sempre i piani del discorso.

    Visto che Etranger ha indossato qualche giorno fa l’avatar della rana crocifissa, ho l’impressione che possa succedere che egli decida poi di usare la gigantografia della rana quale nuovo avatar, come hanno fatto al Museo, sostituendo pero’ gli articoli di stampa, indicativi dell’incapacità del senso comune di distinguere i piani del discorso, con i commenti sui blog ai suoi post calcistici.

  25. superciuk2008 detto

    La libertà delle parole non dovrebbe essere libertà d’insulto, ma Gabriele non vuole insultare, solo fare un pò di teatro.

  26. hope detto

    Davide Orfino und Ètranger sind beide Faschisten. Aber Davide versteckt es ein bisschen besser. ;-)

    Wenn jemand darauf achtet, die Wörter “Walsche” oder “crucchi” nicht zu verwenden, heißt das leider noch lange nicht, dass er kein Faschist oder kein Neonazi ist.

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