Follia pura
27 Giugno 2008

Verrebbe da dire: ma chi si crede di essere? Chi si crede di essere questo personaggio stolido e triste come una carta bollata (o meglio: un foglio di via), questo “patridiota“ che risponde al nome di Pius Leitner? A leggere le dichiarazioni cialtronesche e razziste riportate da questo articolo in tema di immigrazione cascano braccia e coglioni. Ogni voto in più dato a simili mascalzani precipeterà questo paese – già esposto al forte rischio dell’imbarbarimento e soffocamento reazionario – verso il baratro dell’intolleranza e dello sciovinismo paleoculturale. Mi si rivolta lo stomaco solo a pensarci.
Sul concetto di “Gastarbeiter”, che il nostro simpatico Pius (!) vorrebbe introdurre, vedi [QUI].
Ecco, appunto. Appena detto.
Qui gioca tutto a nostro sfavore.
Für sie wünschen die Freiheitlichen verpflichtende Kurse in Sachen Landesgeschichte, Sprache, Kultur und Tradition.
Das ist doch eine tolle Lösung, nochdazu wenn alles gratis ist – so kann die langersehnte Intergation beginnen….
Ich hätte da eine lange Liste mit Integrationsunwilligen Mitbürgern und man kanns kaum glauben, viele können nach 50 Jahren immer noch nicht unsere Sprache… wahnsinn.
Ich schlage Dir und Deinen Kollegen vom BBD-Netzwerk ein neues Motto vor: “BELLUM CONTRA OMNES”. Jeder der nicht Eurer Meinung ist, ist ein Idiot. Na bravo!
Dödl, io qui esprimo pareri personali che non sono né vincolanti per tutti gli attori del BBD-Netzwerk, né vogliono essere rappresentativi di una ipotetica unità di pensiero degli stessi. Se Pius Leitner (come si legge) ritiene di poter qualificare i lavoratori immigrati come “Gastarbeiter” (con tutto quello che ne può conseguire) io provo una istintiva sensazione di schifo. E dunque la manifesto sul mio blog.
Für mich hört sich das so an, als würden wir in die Zeiten der Sklaverei zurückkehren.”Es soll darauf geachtet werden, dass keine kranken und alten arbeitsunfähigen Personen ins Land nachgeholt werden.”
Klingt das nicht irgendwie nach “sfruttamento”?
“Schickt uns die guten starken Arbeiter, wir zahlen ihnen den Mindestlohn, machen sie 10-12 St. am Tag arbeiten, und wenn sie fertig und aufgebraucht sind, schicken wir sie euch wieder zurück”
Wau Herr Leitner, klingt irgendwie nach brauner Sauce, oder?
@Étranger:
Ich habe hier weder den Politiker Leitner noch seine Aussage verteidigt! Ich finde es aber nicht in Ordnung, dass Du (und eben auch die anderen von BBD) verallgemeinernd Leute als Idioten abstempelst.
Ich liebe meine Heimat (na und?), folglich bin ich auch ein Patriot, in Deinen Augen also ein Idiot (=Patridiot)! Woher nimmst Du Dir die Freiheit, mich und alle anderen, die ihre Heimat lieben, für Idioten zu erklären?
Dödl,
citami quando/dove io e pérvasion avremmo definito “idiota” chi ama la propria Heimat… Ed Étranger ha dato a Pius Leitner del “patridiota”, non certo a tutti i simpatizzanti di movimenti patriottici come la ST-Freiheit.
Chi ama la propria patria non è mai un idiota!
Nemmeno Leitner? Komisch.
Ich finde es aber nicht in Ordnung, dass Du verallgemeinernd Leute als Idioten abstempelst.
Ho generalizzato? Quante persone si nascondono sotto lo pseudonimo “Pius Leitner”?
Non condivido alcuna idea con Leitner. Ma è un genio della comunicazione. Noi, che abbiamo altre idee ed altri valori, da lui possiamo imparare come veicolarle, almeno per alcuni aspetti.
Guardo a Leitner come ad una persona di successo, ad una persona molto capace. Anche se tutto quello che fa è contro il mio modo di guardare al mondo, contro i miei valori, le mie speranze. E proprio perché ha successo con il suo progetto, in lui vedo un avversario serio e capace. Spero di poter dare un contributo per far rendere più forte chi condivide la mia idea di futuro e a rendere meno forte chi condivide quella di Leitner. E’ una lotta culturale, a tutto campo, per conquistare i cuori della gente.
Non è una partita tra idioti e geni.
Non sono affatto d’accordo. E’ facile per lui – come d’altronde per gran parte delle opposizioni – sparare a zero contro il potere locale, quando le soluzioni da lui proposte (inverosimili) non potranno mai essere applicate perché al governo, lui, non ci starà mai. Il suo è solo becero populismo, fatto di parole grosse e slogan facilissimi à la Lega Nord. Altro che grande comunicatore e strategie di marketing…
Süd-Tirol ist nun mal ein Land der Patrioten….
auch die Würgerlisten sind im Grunde verkappte Patrioten und ebenso die Grünen… alle lieben das schöne Land Tirol.
Ah dimenticavo: Logisch isch der Davide auch ein Patriot
Ups
sollte ” Bürgerlisten ” heißen… sorry
Cito
da Ètranger
Follia pura
27 Giugno 2008
Se Pius Leitner (come si legge) ritiene di poter qualificare i lavoratori immigrati come “Gastarbeiter” (con tutto quello che ne può conseguire) io provo una istintiva sensazione di schifo.[...]
A leggere le dichiarazioni cialtronesche e razziste riportate da questo articolo in tema di immigrazione cascano braccia e coglioni. Ogni voto in più dato a simili mascalzani precipeterà questo paese – già esposto al forte rischio dell’imbarbarimento e soffocamento reazionario – verso il baratro dell’intolleranza e dello sciovinismo paleoculturale. Mi si rivolta lo stomaco solo a pensarci.
27 Giugno 2008 a 16:25 Se Pius Leitner (come si legge) ritiene di poter qualificare i lavoratori immigrati come “Gastarbeiter” (con tutto quello che ne può conseguire) io provo una istintiva sensazione di schifo. E dunque la manifesto sul mio blog.
Mi sovvengono, tuttavia, anche le seguenti affermazioni di.xxx xxx xxx. (?) che mi permetto citare:
«E così in Sudtirolo viviamo in una “convivenza asimmetrica”, in cui le regole uguali vengono applicate a gruppi socio-linguistici assolutamente diversi. E in queste regola soprattutto gli italiani (ma anche molti tedeschi urbanizzati) non riescono a starci dentro.
Come se ne esce? [...]
Con gran pragmatismo, si è mossa finora la politica di Luis Durnwalder: ma alla fine bisognerà scegliere.
Cominciando magari dal considerare la mancanza di identità degli italiani non più come una malattia, ma come una risorsa.
Rediner Münz, docente alla Homboldt Universität Berlino, ha definito gli italiani del Sudtirolo come «Gastarbeiter mit einem priviligierten Status».
So che la definizione manda in bestia molti dei miei concittadini, ma suggerisce qualcosa di vero. Se per un gruppo linguistico minoritario che esce da una lunga oppressione la parola chiave è «tutela» (e su questo principio è costruito la gran parte dell’edificio dell’autonomia), per dei Gastarbeiter, ancorché privilegiati, la parola chiave è “integrazione”.
È possibile rendere compatibili in Sudtirolo protezione e integrazione, lasciando ciascun cittadino libero di scegliere? Se sì, allora la terza fase dell’autonomia è aperta.
La prima è stata vissuta dai sudtirolesi come il periodo dell’arroganza italiana, la seconda è stata vissuta dagli italiani come il periodo dell’arroganza tedesca. La terza potrebbe andare oltre questa “logica del pendolo” (Langer) [...]
Mi pare, tuttavia, di poter condividere appieno quanto scritto da
Dödl detto:
27 Giugno 2008 a 16:47
@Étranger:
Ich habe hier weder den Politiker Leitner noch seine Aussage verteidigt! Ich finde es aber nicht in Ordnung, dass Du (und eben auch die anderen von BBD) verallgemeinernd Leute als Idioten abstempelst.
Ich liebe meine Heimat (na und?), folglich bin ich auch ein Patriot, in Deinen Augen also ein Idiot (=Patridiot)! Woher nimmst Du Dir die Freiheit, mich und alle anderen, die ihre Heimat lieben, für Idioten zu erklären?
Il discorso è lungo e complesso e non tale da poter essere circoscritto in poche battute di spirito.
Ben lontano, in ogni caso dal voler difendere Pius Leitner, Ulli Mair ecc. ed i loro Freiheitlichen – Die Blauen
Carlo/Karl Berger – Laboratorio Athesis – ca.berger@libero it