Mi sono già occupato di questo tema [QUI]. Stasera però lo riprendo offrendo, mi si perdoni il gesto un po’ macabro, una testimonianza che gronda letteralmente sangue: corpus delicti.

Vi proporrò il testo dell’esame di bilinguismo svolto oggi (categoria B, versione italiana). Poi riporterò una delle sei domande che ne indagavano il senso. Quindi, utilizzando una “climax“, presenterò alcune soluzioni tentate da alcuni candidati. Vi giuro sulla testa dei miei nove figli che non si tratta di un’invenzione. Buon divertimento.

Il problema dei ghiacci

La dottoressa Monica Kristensen parla di sé come: “una donna interessata a problemi che, teoricamente, sembrano divertenti”. Ha studiato fisica, ed ha una specializzazione in glaceologia, è preparata per affrontare l’interessante problema al quale si dedica: i cambiamenti causati dal clima nei ghiacci.

Le numerose ricerche della Kristensen in Antartico cercano di dare una risposta a due questioni collegate tra loro. Come risponde la calotta antartica ai cambiamenti di temperatura dell’aria e soprattutto del mare? E che conseguenze producono negli strati di ghiaccio i cambiamenti del clima?

Cosa può accadere se, ad esempio, le calotte di ghiaccio si sciolgono? Ci sono indicazioni che in 130.000 anni il livello del mare in tutto il mondo è cresciuto di sei o sette metri. Può accadere ancora? Le invasioni di alghe e le malattie delle foche indicano che la temperatura del mare sta aumentando.

Domande guida/Leitfragen

(…)

6. Da quali indizi si deduce che la temperatura del mare sta aumentando? (Due informazioni).

Ed ecco le risposte…

… und außerdem durch die Krankheiten von GÄNSEN – TINTENFISCHEN – SEELÖWEN – KORALLEN – PLANKTONTIERCHEN – MAMMUTS – FOSSILIEN…

O se preferite, anche l’inverso: come il mondo delle favole sta divenendo vero. Chi non conosce la famosa sentenza di Nietzsche, tratta dal Crepuscolo degli Idoli? In questo testo, il filosofo espone una confutazione della storia della filosofia quale storia della “verità”. Una sorta di fenomenologia della menzogna (la “verità” come menzogna) che culminerebbe nella stazione annunciata dal suo Zarathustra. Ripercorriamola insieme brevemente:

Come il “mondo vero” finí per diventare favola

 Storia di un errore

1. Il mondo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, – egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.

(La forma piú antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi “Io, Platone, sono la verità”).

2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (“al peccatore che fa penitenza”).

(Progresso dell’idea: essa diventa piú sottile, piú capziosa, piú inafferrabile – diventa donna, si cristianizza…).

3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo.

(In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; la idea sublimata, pallida, nordica, königsbergica).

4. Il mondo vero – inattingibile. Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?…

(Grigio mattino. Primo sbadiglio della ragione. Canto del gallo del positivismo).

5. Il “mondo vero” – un’idea, che non serve piú a niente, nemmeno piú vincolante – un’idea divenuta inutile e superflua, quindi un’idea confutata: eliminiamola!

(Giorno chiaro; prima colazione; ritorno del bon sens e della serenità; Platone rosso di vergogna; baccano indiavolato di tutti gli spiriti liberi).

6. Abbiamo tolto di mezzo il mondo vero: quale mondo ci è rimasto? forse quello apparente?… Ma no! col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente!

(Mezzogiorno; momento dell’ombra piú corta, fine del lunghissimo errore; apogeo dell’umanità: INCIPIT ZARATHUSTRA).

Chi volesse trovare un’applicazione evidente di questa sorprendente teoria – applicazione al nostro contesto politico, dico – non ha che da leggere (mi auguro col sorriso sulle labbra, ancorché con le guance rigate di pianto) il seguente articolo di Pino Corrias [LEGGI].