Schiava di Roma
22 Luglio 2008
A me sembra abbastanza incredibile che si parli così tanto (sui giornali) del dito medio di Bossi alzato citando l’inno di Mameli. E’ pur vero che l’argomento risulta abbastanza “estivo” e buono da essere discusso tra una porzione di riso freddo e una bella fetta di cocomero, però tutto il can-can è francamente eccessivo.
Come noto, Umberto Bossi ha fondato gran parte della sua popolarità proprio su gesti del genere. “Sparate”, come si dice ormai pensando quasi sempre a lui. Le citazioni si sprecano: “Non andremo mai al governo con la porcilaia fascista” (Bossi su Fini il 1 febbraio 1994); “Fini è di quelli che vincono al Totocalcio e poi si ritrovano con le pezze al culo” (Bossi sempre sul collega di governo nel gennaio del 1995); e poi il grande classico, “Il tricolore lo uso per pulirmi il culo” (pronunciato nel 1997), che gli valse una condanna a 1 anno e 4 mesi (poi commutati in 3 mila euro di multa che non sono neppure stati pagati grazie al sopraggiungere dell’indulto).
Insomma. E’ Bossi. Vogliamo ancora stupirci? Serve a qualcosa? A qualcuno?
Un paio di considerazioni al margine?
Leggo che questa nuova “sparata” potrebbe avere avuto una motivazione per così dire familiare (cioè molto “itagliana”). Renzo Bossi, figlio del “Senatur”, è stato recentemente bocciato da privatista al liceo scientifico Bentivoglio di Tradate. Aveva portato una “tesina” intitolata “La valorizzazione romantica dell’appartenenza e delle identità”. Un tema del genere avrebbe sicuramente avuto in Sudtirolo un’attenzione maggiore. Visto che la locale sezione della Lega (ma com’è finita poi la storia con Atz?) non ha il problema di compiacere gli “alleati di governo”, si potrebbe pensare di far finalmente diplomare il ragazzo all’ombra delle Dolomiti e poi fargli fare qualche buona esperienza etno-federalista dalle nostre parti.
Parlavamo di gesti e gestacci. C’è molta differenza tra chi (ascoltando l’inno) si porta la mano sul cuore e chi (sempre all’udire parole e note dell’opera di Goffredo Mameli) distende il dito medio? Non sono entrambi gesti che in fin dei conti lasciano il tempo che trovano?
Essendo qui, ancora a Livorno, non posso ricorrere a un mio talismano. Giorgio Manganelli ha scritto una volta un elzeviro fulminante sul tema del “vilipendio” ai simboli della nazione. Mi pare si chiami “Amor di patria” (e mi pare sia contenuto nella raccolta, uscita per Adelphi, “Mammifero italiano”). E’ una lettura che farebbe bene a tutti, sia a quelli che ascoltano l’inno con la mano sul cuore, sia a quelli che amano pulirsi il culo con la bandiera. Se almeno un lettore di questo blog non conoscesse quel libro e volesse provvedere… per oggi mi riterrei molto soddisfatto.
P.S. Agli amici del centrodestra che seguono con affetto e con profitto questo sito consiglio la lettura di un articolo di Ilvo Diamanti. Sono convinto che lo apprezzaranno molto:
se non sbaglio, fu proprio il ragioniere di livorno, quando siedeva al quirinale, a potenziare questa prassi dell’inno nazionale, pretendendo che lo si cantasse a ogni pié sospinto, facendo gran sfoggio di commozione e partecipazione.
credo che insistesse molto su quel tasto per la seguente ragione. le classi dirigenti italiane sanno benissimo che questo paese ha una debole coscienza nazionale. sanno che il racconto ufficiale dell’unità d’italia è in grande parte
falsificato e modellato secondo le esigenze del presente.
ma si illudono, e qui il ragioniere di livorno è uno dei capofila, che la coscienza nazionale possa essere creata per così dire dall’alto, partendo dai simboli e dai gesti rituali. facciamo loro cantare l’inno, issiamo la bandiera, portiamoci la mano al cuore – così ragionano – e in tal modo produrremo dei buoni cittadini.
beata simplicitas!
personalmente le bandiere non mi piacciono e così gli inni nazionali. ricordo però che negli stati uniti, dove è diffuso un vero e proprio culto della bandiera e dell’inno nazionale, si stampano rotoli di carta igienica a stelle e a strisce: non risulta che i fabbricanti di quel prodotto siano oggetto di polemiche sui giornali. nel 1969 jimi hendrix propose al pubblico di woodstock una versione dell’inno statunitense che vale almeno quanto un saggio di mcluhan: non risulta che qualche solerte procuratore lo abbia indagato per questo.
Jimi Hendrix era ministro delle riforme?
era molto più potente di un ministro delle riforme!
fai conto che era anche molto più conosciuto e seguito di dario fo
Ecco, tu, grazie all’appoggio dei soliti amici degli amici, sei lì che te la spassi al mare; io, solo perché non ho le conoscenze giuste, tanto che me ne sono pure andato via dalla provincia di Bolzano, recluso tra libri polverosi…
Vabbè, per questa volta voglio farti felice in parte: è troppo lungo trascrivere tutto, lo faccio solo per le prime due pagine.
Per chi volesse continuare la lettura, il libro vale molto di più dei miseri 10€ che costa.
Ciao carissimo.
Grazie Gatto. Ognuno – alla luce del magnifico testo di Manganelli e in virtù delle reiterate performance(s) bossiane – può così misurare gli indubbi progressi che il popolo itagliano sta facendo in materia di vilipendio dei simboli nazionali.
… e fai conto, étranger, che in quel di bolzano due artisti sono stati indagati per vilipendio all’inno nazionale non più tardi di un paio di anni fa.
In campo artistico Bolzano è certamente all’avanguardia.
non liquidare i problemi con le battute, étranger, visto che commenti in punta di penna il gestaccio del senatùr.
tra qualche migliaio di altri problemi, in italia c’è da occuparsi pure di chi vilipende bandiera inno e di chi li difende col codice penale: difficile dire cosa sia più scoraggiante.
Anch’io non vedo grossi problemi. Bossi che alza il dito medio all’indirizzo di una strofa dell’inno di Mameli (peraltro nemmeno compresa nel suo significato letterale) è poco più che una notiziola adatta a riempire il solito “Sommerloch”. Per questo ho trovato a suo modo illuminante la spiegazione offerta da Matteoli (ministro delle infrastrutture): “Bisogna prendere il personaggio Bossi per quello che è: bravo a Roma, ma un po’ esuberante quando parla al nord”. Matteoli dice insomma che Bossi è un “personaggio” al quale si può concedere questo ed altro. Altrove abbiamo visto che qualcuno vede in Marco Travaglio non un giornalista, ma una “star”. Il vero problema, mi pare, è che nessuno si adatta più a svolgere il ruolo che dovrebbe sobriamente interpretare.
Sono d’accordo con Bossi. Non posso che condividere il dito medio ad una marcetta che contiene le parole “schiava di roma iddio la creò” …
La germania ha deciso di non cantare più la strofa dell’inno tedesco che diceva “Deutschland überalles”… perchè in italia i soliti patriottardi di destra e sinistra (per una volta unite) festeggiano un inno che inneggia alla schiavitù e non alla libertà dei popoli?
Lukas, nello specifico:
“Schiava di Roma…” sarebbe la “Vittoria”, che è il soggetto della frase.
sarà anche la vittoria, la nike, non lo metto in dubbio, ma sa tanto di ventennio.
Lang lebe Bossi!
http://mazingazeta.wordpress.com/2008/07/21/bossi-schmaht-natinalhymne-und-spricht-von-faschistischem-staat/
E Complimenti…ITALIA ha il lodo ALFANO!
W la DEMOCRETINIA!
Lukas
Guarda che l’ inno di Mameli non ha niente a che vedere con il Ventennio.
Sarebbe come paragonare il Deutschlandlied di Hoffmann von Falersleben al nazionalsocialismo, o vederne un precursore diretto.
L’ inno di Mameli non sarà bellissimo, ma è un canto inneggiante alla libertà d’ Italia, allora oppressa dal Vaticano (che la opprime ancor oggi) e dai vari monarchi che se la spartivano.
@Lucio
Che l’ Italia postunitaria e postrisorgimentale abbia preso un bruttissimo andazzo, è un altro discorso che meriterebbe un thread a parte.
Mi piace sempre ricordare una frase di Massimo d’ Azeglio poco conosciuta: “Unirsi ai napoletani è come andare a letto con una lebbrosa.”
@Meihoamat
Siamo alla frutta, oder besser: Die Kacke ist am Dampfen, willkommen im Faschismus light!
@Lorenz
Bossi è e rimane una testa di cazzo. Che i lumbard se lo tengano!
@Gabriele
Per il cenrodestra tutto è uno scherzo: Mussolini non ammazzava nessuno e mandava gli oppositori in vacanza al confino; Paolo di Canio scherzava quando ha salutato romanamente gli ultras Lazio e via dicendo.
Mi domando come faccino (fantozziano) i cultori di Patria e Italianità a stare insieme ad un partito così negativamente antinaionale come la Lega.
Sarebbe come se da voi Urzì e Biancofiore si alleassero con la Klotz.
http://www.quirinale.it/simboli/inno/inno.htm
Per chi ha voglia….se un compaesano sente o solo legge l’inno senza background automaticamente pensa al fascismo. In fine l’inno nazionale non c’entra con il fascismo…addiritura Balilla non c’entra per l’uso che ne viene fatto.
Ma a volte mi viene il dubbio se la popolazione italiana conosce il background
Beh, anche in Perù c’hanno sta fissa del vilipendio…
http://maxi.emaginario.com/noticias/leysi-suarez-con-caballo-y-bandera-pero-sin-ropa/
dal Corriere on line:
Voleva forse essere un tributo alla patria in occasione dell’anniversario dell’indipendenza, il 28 luglio, ma l’idea dell’attrice peruviana Leysi Suarez di posare per una rivista nuda, a cavallo, e seduta sulla bandiera nazionale, ha suscitato polemiche e minacce di gravi sanzioni. L’attrice, che è anche ballerina e cantante del gruppo Alma Bella, ha accettato un invito della rivista D’Farandula e si è fatta fotografare senza abiti a cavalcioni di un invisibile destriero, con un cappello da cowboy ed i lunghi capelli neri a velare i seni. In men che non si dica le polemiche si sono moltiplicate, raggiungendo perfino il Parlamento, dove la deputata Zenaida Uribe ha detto che l’attrice ha violato l’art. 344 del codice penale e può essere punita anche con due mesi di carcere. «Non ho visto la foto incriminata – ha precisato l’on. Uribe – ma il solo fatto di posare a cavallo di un simbolo patrio va contro la morale». Il presidente della Commissione Pubblica Istruzione del Parlamento, Pedro Santos, ha annunciato che citerà la Suarez perchè la performance «è stata davvero di cattivo gusto»
Sommer-Blogger-Treff 2008
http://mazingazeta.wordpress.com/2008/07/22/sommer-blogger-treff-2008/#comment-1050
A questo punto vorrei dire un paio di cose:
1. L’inno di Mameli è un inno nato in un certo contesto e sconta i limiti di quel contesto. Personalmente lo trovo musicalmente mediocre (non pessimo), trovo il testo in certe sue parti totalmente anacronistico, ma lo considero un documento storico. Siccome – per fortuna – ritengo in generale la questione degli “inni” una faccenda molto marginale, non sono tra quelli che vorrebbero cambiarlo a tutti i costi. E’ quello che è, va preso per quello che è.
2. Un Paese moderno dovrebbe avere un approccio “laico” rispetto ai propri simboli, quindi sono contrario al mantenimento di una normativa che prevede il reato di “vilipendio”. In questo senso anche le reiterate esternazioni “à la Bossi” dovrebbero essere relativizzate.
3. Se le esternazioni “à la Bossi” devono poter essere relativizzate, il fatto che però esse provengano esplicitamente da un Ministro della Repubblica qualche problema lo pone. Da un ministro infatti ci si aspetterebbe un contegno formale di altro tipo. Qui insomma la relativizzazione che prima sostenevo dovrebbe trovare un argine almeno istituzionale. Capisco di rischiare la contraddizione, ma sono disposto ad approfondire il discorso.
4. La polemica anti-italiana dei nostri amici patrioti sudtirolesi (Lorenz e Guenther) è pretestuosa e fuori luogo. TUTTI i simboli nazionali (o sub-nazionali: come quelli sudtirolesi) sono in fin dei conti RIDICOLI e apprezzabili da anime “molto semplici”. Se non si vuole gettare il ridicolo sui propri, bisogna comunque rispettare gli altri. Conosco “canti tirolesi” che fanno letteralmente schifo (sia come musica che come testo). Vero e proprio ciarpame pseudo-mitologico, scarti di una cultura post-romantica che non è certo migliore di quella interpretatata dal ventunenne Mameli.
Rigetto completamente le tue frasi nel punto 4.
Dove ho scritto in modo anti-italiano?
“Per chi ha voglia….se un compaesano sente o solo legge l’inno senza background automaticamente pensa al fascismo. In fine l’inno nazionale non c’entra con il fascismo…addiritura Balilla non c’entra per l’uso che ne viene fatto.
Ma a volte mi viene il dubbio se la popolazione italiana conosce il background.”
Con quello che ho scritto volevo dire che se tu oggi fai vedere a un compaesano il testo dell’inno, troveri pochi che sanno collocare il testo ai tempi dell’unificazione nazionale. legendo elmo di scipione, balilla o schiavi di Roma sicuramente lo dirottano verso elementi fascisti. E ho postato il sito del quirinale dove una persona può capire il significato di parti del testo. E poi ho affermato che sicuramente tanti anche fuori dall’Alto Adige non sanno il significato delle frasi dell’inno. Non ho scritto niente di più e niente di meno.
E’ antiitaliano ciò che ho scritto? Vedete voi!
Condivido tutti e 4 i punti. Solo sul 3 vorrei aggiungere che come ministro Bossi ha giurato fedeltà alla repubblica e pertanto il suo gesto non solo è difficilmente relativizzabile per via del ruolo istituzionale che egli riveste ma è in evidente contrasto con il suddetto giuramento. Magari ci verrà a dire che ha giurato con le dita incrociate ma a mio parere ha dimostrato la sua totale incompatibilità con il ruolo di ministro. Vabbè che il suo principale fa le corna nelle foto con i primi ministri degli altri paesi, ma non è la stessa cosa.
@Corvaja
“L’ inno di Mameli non sarà bellissimo, ma è un canto inneggiante alla libertà d’ Italia, allora oppressa dal Vaticano (che la opprime ancor oggi) e dai vari monarchi che se la spartivano.”
Inneggia anche alla Massoneria, tant’è vero che comincia con “Fratelli d’Italia”.
@ Guenther
Non alludevo tanto a quello che hai scritto adesso. Alludevo a un atteggiamento di generale sbeffeggiamento dell’Italia e dei suoi simboli patriottici (inno in primis) che va di moda negli ambienti patriottici sudtirolesi. Un atteggiamento del tutto infantile.
hmm, se posso aggiungermi, il caso Bossi è solo uno dei tanti dove i nostri politici (sia nazionali che locali) ci fanno fare certe figure per cui poi l’estero spesso ci giudica…. a me personalmente l’inno piace, mi opporrei all’obbligo di farlo cantare in classe dagli alunni (come in America), però non lo trovo tanto sbagliato farlo sentire in determinate condizioni…
sul testo: credo che ogni inno abbia quel “poco” di pattriotico nelle sue strofe, senza che ora come ora ci si debba credere pienamente (nelle parole dell’inno) e annuire a ogni singola frase, per me è più che altro un simbolo…
che però Bossi è tutta un’altra storia, al di là dell’inno, fa sottolineata….purtroppo c’è chi ancora crede alle sue parole…
Il reato del vilipendio poi è un’altra storia perchè esistono crimini ben più gravi (da noi spesso non puniti, o il lodo Alfano che è abominevole!!!), ma un ministro della Repubblica dovrebbe saper comportarsi e basta!! Come avete detto, ha fatto un giuramento in fin dei conti….
Si penso che ongnitanto qualcuno spara oltre del dovuto. Forse questi attegiamenti vengono supportati anche dagli atteggiamenti di chi ci rappresenta. Fino ad’oggi toni volgari, scazzature, ristori aperti li conosco solo dal parlamento e/o senato italiano. Quando il governo Prodi è caduto, davanti al tg mia figlia mi ha chiesto chi sono questi….avrei dovuto dirle la verità? Ho preferito tacere. Questo logicamente fa in completa controtendenza con la cultura e la gastronomia del bel paese. Il concetto fondamentale dovrebbe essere : “Die eigene Heimat lieben, die des anderen respektieren.”
“Die eigene Heimat lieben, die des anderen respektieren.”
Sì. Questo è sicuramente un atteggiamento che alla fine risulta utile a tutti.
Anch’io penso che la questione “inno di Mameli” non sia molto rilevante: è stato composto in un determinato periodo storico, in un certo contesto, per cui risente dei miti e delle retoriche del momento, con una musica mediocre, ma quella di molti altri inni nazionali non è migliore; non tutti hanno la fortuna di avere Haydn com compositore. Quindi sia i suoi feroci detrattori sia quelli che lo cantano con la mano al cuore sono tutti un pò ridicoli, per non parlare di quelli che lo accusano di fascismo (ma un minimo di senso storico, no?) o di quelli sempre pronti a gridare al vilipendio ad ogni occasione.
Già in un paese laico non dovrebbe esistere il reato di vilipendio, ma tant’è: che lo si voglia o no, è un simbolo dell’Italia: coloro che si riconoscono nella nazione italiana dovrebbero averne un minimo di rispetto basico, così come quelli che non vi si riconoscono, per lo stesso principio per cui un italiano è tenuto a rispettare i simboli altrui.
Il problema semmai è un altro: gli italiani in genere dei miti e riti nazionali in genere se ne fregano, la bandiera viene sfoggiata solo per i campionati di calcio, occasione in cui ogni tentativo per far cantare l’inno ai calciatori è risultato vano, salvo poi chiedere di cantarlo a un Plankensteiner (spero di ricordarmi bene il nome). D’altra parte tutt’oggi chiunque può essere incriminato di vilipendio, se ha la sfortuna di incontrare un tutore dell’ordine o un magistrato particolarmente zelante, mentre un ministro della Repubblica può alzare il dito medio o fare i più volgari discorsi da bar, senza che nessuno si scandalizzi.
Tanto, si sa, non va preso sul serio, no?
Non so, ma mi sa tanto di due pesi e due misure, di arbitrarietà del diritto, di leggi diventate “grida” spagnolesche (vedi sempre “I Promessi Sposi”)
@ tuscan…non so se ci sono 2 pesi e 2 misure…intanto da ieri 4 italiani pesano e misurano di più degli altri…
e il problema è che sembra che sia tutto quasi normale…..la droga sonnolente dei mass media fà il suo effetto…..ci stiamo adormentanto….
@Paddo
Non credo inneggi alla massoneria in quanto tale.
Mameli era sì massone, ma ha scritto l’ inno rivolgendosi in primo luogo agli italiani e all’ Italia.
La parola “fratelli” può essere interpretata in due modi: molti dei combattenti del Risorgimento erano massoni (da notare anche l’ alto numero di protestanti ed ebrei fra i patrioti risorgimentali in un paese allora quasi totalmente cattolico) e l’ aspirazione ad uguaglianza e fratellanza fra tutti li italiani, indistintamente dal ceto o dall’ appartenenza regionale. Uguali e fratelli in diritti e doveri.
In più, va ricordato che Mameli era poco più che ventenne quando aveva scritto il suo inno ed era un idealista.
Sparare merda su quel che ha scritto e sul suo sacrificio per un’ Italia libera lo trovo indegno. Se Bossi fosse coerente,dovrebbe continuare col suo parlamento da osteria (quello padano) e dare le dimissioni da Ministro della Repubblica.
Una carica che non si merita.
Chiunque sia stato Mameli, il suo inno è una ciofeca. Molto meglio “tre parole” o anche “Wamos a la playa”
“W”amos?
e wabbè, vamos
Ok, d´accordo, l´inno di Mameli e´ una ciofeca. Del resto quasi tutti gli inni nazionali lo sono. Ma questo non cambia di una virgola la questione, vale a dire se il paese di riferimento sia percepito come una ciofeca o meno.
L´Italia come al solito si distingue: non si se sia piu´ ciofeca lei (concetto che sicuramente riscuoterebbe vasti consensi) oppure certi personaggi che la descrivono come tale.
Dovesse l’ Italia un giorno cambiare l’ inno nazionale, trovo questo qui il più adatto:
Perchè uno che si dichiara padano è ministro della nazione che disprezza e da essa riceve lo stipendio? Perchè pur essendo uno dei pochi, 4-5 italiani che trova offensivo il suo gesto devo avere come ministro della mia nazione questo imbecille?(uno dei tanti)
Sono veneto e non avendo cariche istituzionali né nella Repubblica Italiana né nella pseudo-nazione padania credo di poter ricambiare il dito medio a bossi e alla lega nord a cuor leggero.