BBD: capitolo chiuso
1 Dicembre 2008

Oggi, giornata di grande neve, sento il bisogno di ratificare in modo definitivo e ufficiale la fine di un’esperienza alla quale ho parteicipato, alla quale ho contribuito, della quale mi ero però progressivamente distaccato, disamorato, ma che adesso mi sento di rifiutare nel modo più deciso.
Lo faccio anche sotto le piacevoli impressioni ricavate dalla lettura del nuovo libro di H.K. Peterlini (Tirol – Notizen einer Reise durch die Landeseinheit, Haymon Verlag). Consiglio il libro a tutti coloro i quali volessero riflettere maggiormente sull’eredità storica e culturale di quel singolare complesso geo-antropo-politico-mito-psicologico denominato “Tirolo”.
Liberato comunque dall’incantamento del progetto di BBD, rivolgo una grata preghiera di ringraziamento a chi (o a cosa) ha influito nel farmi cadere definitivamente i prosciutti dagli occhi:
Vater von uns andro,
der du bist in Humbl,
sey santificart dai Nam;
’s kume dai Regno;
sey g’macht dai Lust
wia in Humbl so in l’Erde.
Get uns andro ’s
Broat alle Tago;
latt uns ab unsero Schul
wia mir andro latsen
ab unsero Schuln;
zieht un net in tentatium,
ma liberat uns von der Weah.
(Gebet auf einer Bronztafel auf dem Spielplatz von Terragnolo, AD 2008)
Senti, senti, senti…
28 Ottobre 2008

E noi tutti qui a romperci la testa: chi si prenderà in giunta la SVP? La destra di Urzì? La sinistra di Tommasini? Macché:
http://www.stol.it/nachrichten/artikel.asp?KatID=fa&p=5&ArtID=126959&SID=0D7F
(Breve traduzione ad uso di chi non sa il tedesco: formando una squadra di governo “ridotta nel numero”, non ci sarebbe il problema d’imbarcare troppi italiani (e due sono sempre troppi). Secondo le ferree leggi della proporzionale, basta calibrare su un UNICO rappresentante del gruppo linguistico italiano il numero dei restanti assessori di lingua tedesca).
E qual è quel partito (più o meno) “italiano”, favorevole, anzi favorevolissimo all’autonomia, che ha tra le sue fila un’italiana già battezzata con rito SVP e quindi reintegrabile secondo il modello del “figliol prodigo” o della “pecorella (tricolore) smarrita”?
Pensateci un po’. L’Artioli, che esce dalla SVP perché considerata “italiana” (troppo “italiana”), che appena fuoriuscita attacca il suo ex-partito accusandolo di essere completamente insensibile al problema dei “mistilingue”, che dovesse rientrare adesso a semplice titolo etnico…
Ma non è, non sarebbe meravigioso tutto ciò?