Due notizie

8 Maggio 2008

Tornato a casa dopo la bella serata passata con H. K. Peterlini (la conferenza sulle mitologie sudtirolesi/altoatesine) e quelli di Heimat, trovo due notizie delle quali dar conto. La prima fa schifo. La seconda è ottima. Cominciamo dalla prima (per concludere col sorriso).

Berlusconi ha già presentato la lista dei suoi ministri. Tra i quali spicca Sandro Bondi alla cultura. Lo so, ogni commento è superfluo.

GattoMur, il nostro GattoMur, ha aperto un suo blog personale: QUI

Censura

6 Maggio 2008

Chi ricorre generalmente alla censura? A parte i casi nei quali questa pratica odiosa è legittima (spam, offese esplicite eccetera), alla censura ricorre chi non è in grado di sostenere una discussione alla pari. Chi soccombe dialetticamente e quindi, non potendo fare altro, decide che è meglio tappare la bocca all’interlocutore.

In vita mia, nei vari forum o blog ai quali ho partecipato, ho patito parecchie volte la censura. L’ho subita sul forum degli Schützen, dal giovane Orfino, da Concetta Failla e ovviamente anche dal prode artefice del blog Provinciali 2008, il quale da un po’ di tempo sposta tutti i miei commenti (anche quelli più costruttivi) in una rubrichetta intitolata “commenti non graditi” (o qualcosa del genere).

Confesso che per me è piacevole avere successo nelle discussioni, avere cioè la sensazione di possedere argomenti più validi. Ma questo trionfo, francamente, mi pare decisamente eclatante.

P.S. La signora Concetta Failla (una persona diciamo così non particolarmente creativa o brillante) comunque ha segnato pochi minuti fa un colpo che è riuscito a stupirmi. Non solo infatti mi ha censurato (in realtà ha censurato un commento da me rivolto ad un frequentatore del suo blog), ma ha addirittura poi ricopiato quello che avevo scritto io e si è rivolta a quel mio potenziale interlocutore spacciando il commento come suo. Censura e appropriazione indebita di pensieri altrui. Grandissima.

Inkazzati a Milano

6 Maggio 2008

Ho trovato un sito gestito da dei formidabili rompicoglioni. Incotrano gli uomini politici, gli uomini del potere, li tempestano di domande e cercano di farli incazzare (inkazzare). Qualche volta ci riescono. Qualche volta no.

Mi sorgono spontanee un paio di rifessioni. Anzi, di domande. È uno sfogo utile? È possibile, aggredendo in questo modo, riuscire a spostare bricioline di consenso? Ma verso dove? Inkazzarci è l’unica cosa che ci rimane? Boh. Guardate e giudicate.

Qui Milano Libera

P.S. Un’altra considerazione. Penso che gli autori di questo blog ritengano che facendo più informazione (non necessariamente di questo tipo) gli italiani capirebbero e non si comporterebbero politicamente come si comportano. Mi permetto di dubitarne. Il successo di certi personaggi si afferma NONOSTANTE si sappiano molte delle cose di cui vengono accusati. E io arrivo addirittura a ritenere che alcune persone siano diventate non solo indifferenti alla “verità”, ma che addirittura traggano una qual certa soddisfazione a premiare proprio i più manifestamente indegni.

Combattere la tentazione

28 Aprile 2008

Ogni tanto bisogna chiederselo. Ma questo tipo di strano “lavoro” che facciamo, tutto questo discutere, porta veramente a qualcosa? Ogni blog tende a generare la propria community, che cresce, assegna ruoli precisi ai suoi partecipanti, permette una certa crescita, ma lascia anche il dubbio che alla fine tutto non sia che uno sterile gioco nel quale chi è convinto di una cosa rimane convinto e chi non è convinto non si lascerà mai convincere. Peccato. In questo modo un mezzo di comunicazione potenzialmente straordinario diventa anche straordinariamente inefficace. Tutto resta come prima. Se possibile anche peggio di prima (perché l’inutilità stanca). Ecco come Luca De Biase vede la faccenda:

C’è una tentazione…

Una tentazione. Qualcuno non sa resistere. Creare in rete piccoli circoli chiusi. Gente che si parla solo con gente che apprezza e dalla quale è apprezzato. Avviene a destra e a sinistra. I piccoli network sociali sono facili e soddisfacenti. Ma la rete è anche esplorare, ascoltare lo sconosciuto, discutere e spesso non capirsi. Fa soffrire. Ma lo scopo è sempre regalare il proprio tempo nella speranza che questo serva a rinsaldare una società che ha bisogno di pace. La condizione: rispettarsi.

L’oscurantismo è guardare all’appartenenza di gruppo ed escludere gli altri. Tentare di cancellarli, con la microconflittualità, la micropolemica. La goccia estenuante. L’oscurantismo è il branco culturale. E’ credere, o non credere, senza ascoltare e senza dimostrare con i fatti.

C’è chi può

22 Aprile 2008

Come noto, gestire un blog non è (non dico mai, ma quasi mai) un affare remunerativo. Lo diceva anche Luca De Biase in quel suo bel libro (L’economia della felicità, Feltrinelli). “Il pubblico attivo della rete regala a se stesso e agli altri il proprio tempo…”, come si legge all’inizio del capitolo 5, I mezzi del dono e del denaro.

Regala??? Tra il numeroso popolo dei blogger intanto ne è spuntato uno che di “regalare” qualcosa a qualcuno neppure se lo sogna. Scoprite chi è: [QUI].

Il legno storto

17 Aprile 2008

Ho trovato in rete un articolo interessante  (e discutibile: da quel che ho capito sorvolandolo fuggevolmente). Lo propongo senza indicazioni particolari di lettura (non dirò dunque che è particolarmente utile o disutile). È un testo che parla di questo territorio e ne ricostruisce la storia. A qualcuno piacerà. Ad altri meno. Ma anche la storia assomiglia, per l’appunto, ad un “legno storto, dal quale non è possibile cavare nulla di dritto” (Kant).

Riccardo Dello Sbarba

Oggi pomeriggio io e Valentin[o] siamo stati ricevuti a “Palazzo”. Avevamo appuntamento con Riccardo Dello Sbarba e la sua segretaria personale, Micki Gruber, per varare il blog ufficiale del Presidente del Consiglio Provinciale. Missione eseguita, come potete vedere [QUI].

A Riccardo e Micki un augurio di buon lavoro. Ma scordatevi di battere la nostra concorrenza. Noi siamo irraggiungibili;)

Quasi un principato

13 Marzo 2008

Die Süddeutsche Zeitung

S’intitola così, tradotto, un reportage sul Sudtirolo scritto da Stefan Ulrich e pubblicato sulla terza pagina della Süddeutsche Zeitung. Grazie al blog di Markus Lobis è possibile leggerlo online [QUI].

Tempo fa scrissi [questo]. C’ho ripensato oggi, raccogliendo alcuni materiali per la presentazione del libro del giornalista Beppe Severgnini (L’Italiano. Lezioni semiserie) che si terrà domani pomeriggio, alle ore 17.00, all’Università di Bolzano (io faccio il moderatore, speriamo bene…).

Qui svolgo solo una breve considerazione che mi piacerebbe sviluppare domani. In che senso i nuovi media (soprattutto i blog) modificano e sempre più modificheranno la nostra attitudine al leggere e dunque anche allo scrivere? È un fatto che tenere un blog (gestirlo, ma anche semplicemente frequentarlo) implica la riappropriazione di un’attività che molti davano per finita o comunque agonizzante. Attraverso i blog (e attraverso i links che ci portano a leggere articoli, piccoli saggi e quant’altro viene “postato” dai partecipanti) la comunicazione “scritta” sta riacquistando un peso notevole. Questo ci obbliga così a fare i conti con delle tecniche che potevamo ignorare nella comunicazione “orale” o comunque in quella - più passiva - prevalente all’interno di un universo dominato dai media “verticali” (pensiamo alla televisione).

Personalmente (e proprio scrivendo un blog in “italiano”, rivolto però a tutta la comunità sudtirolese) do molta importanza alla scrittura. Mi sforzo sempre di non fare errori, di essere chiaro, di precisare, di rivedere e correggere formulazioni che magari nella fretta erano state stese con approssimazione. Non sempre ci riesco, è vero. Ma vi giuro che ci provo. Se esiste un’etica della scrittura, come diceva qualcuno, dev’esserci sicuramente anche una scrittura vissuta come etica.

P.S. Aggiorno l’indirizzo del video di Moretti che apriva quel vecchio post su [BBD]: Le parole sono importanti!

P.P.S. Anche Beppe Severgnini ha un blog, che funziona da estensione della sua rubrica “Italians”. [Eccolo qui].

La guerra dei media

5 Marzo 2008

pum!pum!

Lo dicevo anch’io presentando il libro di Luca De Biase [vedi]. È in atto una vera e propria guerra mediatica tra media “verticali” (televisioni, giornali: in prima linea) e “orizzontali” (internet, in particolare il fenomeno dei blog).

La differenza è questa: i primi, i media “verticali”, fanno discendere le informazioni dall’alto, dalle redazioni che generalmente tangono (oh, se tangono!) i principali centri di potere e in larga parte ne dipendono; i secondi sono invece pluricentrici, tendono ad abbattere la barriera tra propositori e fruitori delle notizie, ampliano quella che si potrebbe chiamare la “civiltà del commento”.

Non so se possiamo parlare di una rivoluzione, magari scandita dal grido telematico “blogger di tutto il mondo unitevi!”. Però è un fenomeno gigantesco, che sta cambiando in profondità il nostro rapporto con il mondo dell’informazione.

Sul blog di Beppe Grillo, qualche giorno fa, è stata pubblicata una lettera che sintetizza molto bene quello di cui stiamo parlando.

[Leggi]