Dedicato a A.
22 Novembre 2008
L’onda Baudelaire
18 Novembre 2008
Ah, quanto mi mancano i pranzi da Bernardi, a Brunico, aspettando Loiny e la signora Maria, e sfogliando un nuovo libro di Roberto Calasso! Poi avremmo mangiato, avremmo offerto alla signora Maria una tazza di brodo indiano, avremmo guardato un gatto crogiolarsi al sole, avremmo detto qualcosa, avremmo sparso in aria fumo azzurro, avremmo aspettato l’onda Baudelaire…
C’è un’onda Baudelaire che attraversa tutto. Ha origine prima di lui e si propaga al di là di ogni ostacolo. Fra i picchi e i cavi di quell’onda si riconoscono Chateaubriand, Stendhal, Ingres, Delacroix, Sainte-Beuve, Nietzsche, Flaubert, Manet, Degas, Rimbaud, Lautréamont, Mallarmé, Laforgue, Proust e altri, come se da quell’onda fossero investiti e per qualche momento sommersi. O come se fossero loro a urtare l’onda. Spinte che si incrociano, divergono, si diramano. Risucchi, gorghi improvvisi. Poi il corso riprende. L’onda continua a viaggiare, punta sempre verso il “fondo dell’ignoto” da cui proveniva. (R. Calasso, La Folie Baudelaire, Adelphi).