Censura
6 Maggio 2008
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Chi ricorre generalmente alla censura? A parte i casi nei quali questa pratica odiosa è legittima (spam, offese esplicite eccetera), alla censura ricorre chi non è in grado di sostenere una discussione alla pari. Chi soccombe dialetticamente e quindi, non potendo fare altro, decide che è meglio tappare la bocca all’interlocutore.
In vita mia, nei vari forum o blog ai quali ho partecipato, ho patito parecchie volte la censura. L’ho subita sul forum degli Schützen, dal giovane Orfino, da Concetta Failla e ovviamente anche dal prode artefice del blog Provinciali 2008, il quale da un po’ di tempo sposta tutti i miei commenti (anche quelli più costruttivi) in una rubrichetta intitolata “commenti non graditi” (o qualcosa del genere).
Confesso che per me è piacevole avere successo nelle discussioni, avere cioè la sensazione di possedere argomenti più validi. Ma questo trionfo, francamente, mi pare decisamente eclatante.
P.S. La signora Concetta Failla (una persona diciamo così non particolarmente creativa o brillante) comunque ha segnato pochi minuti fa un colpo che è riuscito a stupirmi. Non solo infatti mi ha censurato (in realtà ha censurato un commento da me rivolto ad un frequentatore del suo blog), ma ha addirittura poi ricopiato quello che avevo scritto io e si è rivolta a quel mio potenziale interlocutore spacciando il commento come suo. Censura e appropriazione indebita di pensieri altrui. Grandissima.
Combattere la tentazione
28 Aprile 2008

Ogni tanto bisogna chiederselo. Ma questo tipo di strano “lavoro” che facciamo, tutto questo discutere, porta veramente a qualcosa? Ogni blog tende a generare la propria community, che cresce, assegna ruoli precisi ai suoi partecipanti, permette una certa crescita, ma lascia anche il dubbio che alla fine tutto non sia che uno sterile gioco nel quale chi è convinto di una cosa rimane convinto e chi non è convinto non si lascerà mai convincere. Peccato. In questo modo un mezzo di comunicazione potenzialmente straordinario diventa anche straordinariamente inefficace. Tutto resta come prima. Se possibile anche peggio di prima (perché l’inutilità stanca). Ecco come Luca De Biase vede la faccenda:
C’è una tentazione…
Una tentazione. Qualcuno non sa resistere. Creare in rete piccoli circoli chiusi. Gente che si parla solo con gente che apprezza e dalla quale è apprezzato. Avviene a destra e a sinistra. I piccoli network sociali sono facili e soddisfacenti. Ma la rete è anche esplorare, ascoltare lo sconosciuto, discutere e spesso non capirsi. Fa soffrire. Ma lo scopo è sempre regalare il proprio tempo nella speranza che questo serva a rinsaldare una società che ha bisogno di pace. La condizione: rispettarsi.
L’oscurantismo è guardare all’appartenenza di gruppo ed escludere gli altri. Tentare di cancellarli, con la microconflittualità, la micropolemica. La goccia estenuante. L’oscurantismo è il branco culturale. E’ credere, o non credere, senza ascoltare e senza dimostrare con i fatti.
Segnalazione
12 Marzo 2008
Volevo solo segnalare che in alcuni thread precedenti (non presenti sulla prima pagina del blog) la discussione sta andando avanti in modo interessante.
Note al margine
26 Febbraio 2008

Scrivo questo post (un post un po’ di servizio) solo per comunicare qualche breve notizia (note al margine, appunto).
1. Ieri sera c’è stata la presentazione del bel libro della Zendron. Erano presenti anche Sergio 7 (finalmente ci siamo conosciuti) e Lucio Giudiceandrea, col quale sono andato a mangiare una pizza. Lucio chiedeva una cosa che merita un breve commento: che fine fanno tutti questi articoli e questi commenti se, con l’avanzare delle pagine, non è più possibile recuperarli senza doversi scartabellare tutto il blog? Non ho risposte molto incoraggianti da dare. Direi comunque che le cose sono due: 1) bisogna avere una buona memoria (magari servendosi dell’aiuto - invero non eccellente - delle “categorie”, oppure dei “mesi”); 2) bisogna confidare che la permanenza online dei contributi sia garantita dal funzionamento complessivo della rete (digitando per esempio su google “SegnaVia”, “Étranger” e una parola chiave si risale abbastanza facilmente all’articolo).
2. Vedo che il thread “filosofico” continua a tirare. Per agevolarne e rinfrescarne l’accesso lo linko anche qui:
http://segnavia.wordpress.com/2008/02/19/le-parole-e-le-cose/
3. Ho già inserito nel blogroll l’indirizzo del blog di Susanne. Ne approfitto per segnalare un “testo salvato” (da lei) che scrissi molto tempo fa. Si tratta di un breve racconto (proprio così: una mia rarissima prova letteraria) che ha una storia curiosa. La racconto brevemente.
Scrissi quel pezzo per un giornalino bilingue che non ha avuto invero molta fortuna (si chiamava 360°). Scrivendo, insomma, io avevo la sensazione che nessuno leggesse quello che poi sarebbe stato pubblicato. Così (senza pensarci su due volte) mi misi a comporre questo raccontino traendo spunto dalla mia esperienza personale. Coinvolsi però anche un’altra persona (la protagonista del racconto) pensando che mai e poi mai avrebbe letto l’articolo (articolo che comunque non era affatto offensivo. Anzi). Mi sbagliavo. Probabilmente era vero che nessuno leggeva quello che scrivevo, ma guarda caso l’unica persona che forse non avrebbe dovuto leggere il pezzo lo lesse. E si arrabbiò tremendamente.
Il racconto si chiama “Mimosa” e lo potete leggere [QUI].
4. Leggo sul Corriere dell’Alto Adige: Siluro per Holzmann, An candida Urzì. Gli uomini vicini al parlamentare lasciano la riunione del coordinamento. Anche Mitolo infuriato con la maggioranza.
Ieri sera, dopo aver salutato Lucio, sono andato a prendere la mia macchina che avevo parcheggiato di fronte alla libreria Cappelli (dietro al Monumento alla Vittoria). Proprio a due passi, c’erano Holzmann e Mitolo che parlavano. Il senso di mestizia era palpabile. Più in là un gruppetto di persone, tra le quali ho riconosciuto Sigismondi. Poi Mitolo ha salutato Holzmann (senza stendere il braccio romanamente, avrà pensato che non era davvero il caso) e un po’ a fatica è entrato nella sua macchina, parcheggiata proprio accanto alla mia. Ha fatto retromarcia molto prudentemente e altrettanto prudentemente è partito.
BBD III
1 Febbraio 2008
Il prossimo venerdì sera, 8 febbraio ‘07, avrà luogo a Bolzano l’oramai terzo incontro di Brennerbasisdemokratie - il primo dell’era [bbd]-Netzwerk. La partecipazione è aperta a tutti gli autori, lettori e interessati i quali, entro e non oltre le ore 12.00 di domani, sabato 2 febbraio, si annunceranno su bbd@selbstbestimmung.net oppure attraverso un commento al presente post - in modo tale da consentire a Werner, che organizza l’incontro, di prenotare per tempo. Il locale in cui si svolgerà la serata (scelto a seconda del numero di partecipanti e della disponibilità di posti) verrà reso noto nel corso dei prossimi giorni su SegnaVia.
Am kommenden Freitagabend, den 8. Februar 2007, findet das nunmehr dritte Brennerbasis-Treffen in Bozen statt. Die Teilnahme steht allen Autoren, Lesern, Interessierten offen, die sich bis Samstag, den 2. Februar um 12.00 Uhr unter bbd@selbstbestimmung.net oder in Form eines Kommentars zu diesem Artikel anmelden – damit Werner, der die Zusammenkunft organisiert, rechtzeitig eine Vormerkung vornehmen kann. Das Lokal wird anhand von Teilnehmerzahl und Verfügbarkeit gewählt und im Laufe der nächsten Tage hier bekanntgegeben.
Due montagne
16 Gennaio 2008

Quando mi sono messo a scrivere questo blog ho deciso di non trapiantarvi nessun contributo pubblicato su [BBD]. Il motivo era duplice. Da un lato mi piaceva vedere quell’esperienza come conclusa, congedando dunque tutto quello che vi avevo prodotto come si farebbe con i vecchi mobili di un appartamento che non si abita più. Dall’altro ho cominciato a capire che l’esistenza autonoma di [SegnaVia] era in realtà la naturale prosecuzione dell’omonima rubrica di [BBD], quindi non valeva la pena selezionare e duplicare un numero imprecisato di pagine.
C’è un piccolo mobile, un piccolo testo, però, che adesso sento di non poter lasciare laggiù. La sua composizione è stata lenta, stratificata, poi, nella parte finale, improvvisa. La prima parte (quella lenta e stratificata) l’ha scritta Loiny, il fiume sotterraneo di [BBD], che qui non è ancora comparso. La seconda l’ho scritta io, cominciando oscuramente a comporla in un primo abbozzo [questo] quasi trasognato, gassoso, e poi, come dicevo, condensandola rapidamente, non appena la versione finale, levigatissima, del testo di Loiny mi è giunta via mail. In questo piccolo scritto, a mio avviso, è contenuto tutto il passato e tutto il futuro di quello che abbiamo detto e diremo. Il passato e il futuro, ché il presente (se ne accorgerà chi lo legge) lì propriamente non sussiste, abbracciando e sconfinando da ogni lato la realtà che ancora ci imprigiona.
Fra parentesi (e lo dico con grato stupore) i temi toccati da questo testo sono in un certo senso gli stessi che Hans Karl Peterlini ha evocato nell’intervista che ho pubblicato qualche giorno fa [leggi]. Anche lì si parlava della frantumazione dei grandi racconti, dei grandi miti, in racconti più piccoli. Anche lì si parlava di mitologie e di strategie per il loro superamento. Una sintonia impressionante, devo dire.
Il testo del quale sto parlando è Due Montagne.
BBD: una pietra sopra?
2 Gennaio 2008
Per l’inizio del nuovo anno mi ero ripromesso di svolgere una riflessione più pacata (nonché argomentata) sull’evento che - in buona sostanza - ha generato anche questo blog: la “decomposizione” di [BBD]. In realtà avrei voluto che il compito predetto se lo fossero assunti o Valentin[o] - al quale riconosco doti “storiche” superiori alle mie: però Valentin[o] tace, ha messo il suo [Blaun] in stand-by e di fare quello che io gli ho chiesto di fare (it seems to me) non tiene gana (che in siciliano dovrebbe voler dire “voglia”) -, oppure pérvasion (sì, bono chello!) - al quale in fondo si deve quello che è successo: però pérvasion è rimasto della sua idea iniziale, ovvero quella che non prevede una discussione pubblica sul significato del suo gesto.
Dunque tocca nuovamente a me fare la prima mossa. Lo farò molto brevemente, anzi schematicamente, in modo da fornire soltanto una serie di spunti.
1. L’avventura di [BBD] ha attraversato sostanzialmente tre fasi. La prima fase, coincidente con la fondazione di quel blog (ad esclusiva opera di pérvasion) e con la prima estensione dell’idea autodeterministica che lo ispirava, si è svolta per molto tempo quasi sottotraccia, senza un grande successo di pubblico. I commenti erano radi, la discussione non decollava. Col tempo è venuto meno anche il… tempo (compatibilmente agli impegni di pérvasion) e così il suo autore decise (insieme ai frequentatori più assidui della piattaforma) di “aprire” la gestione del blog anche ad altri (inizio della seconda fase). Io, Valentin[o], Susanne e Loiny abbiamo dato vita a delle rubriche che hanno rimpolpato l’offerta tematica. Contemporaneamente la nostra presenza su altri blog e sui diversi forum sudtirolesi ha fatto crescere il volume d’interesse e la partecipazione. A questo punto è subentrata la terza fase, concretizzata dal fatto che le “rubriche” non erano più controllate da pérvasion, ma venivano amministrate direttamente dai loro autori. Avendo questa possibilità io ho marcato in modo sempre più evidente l’immagine di [BBD] e questo, per ammissione di pérvasion (da me peraltro condivisa) ha provocato un cambiamento del suo orizzonte (o del suo carattere). La crisi nasce da lì.
2. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata però di natura tecnica. L’accumolo quotidiano di post ha infatti sempre più mandato in tilt la capacità di ricezione del sito. Venivano pubblicati insomma troppi contributi. Per questo pérvasion ha deciso di operare un taglio drastico e l’ha fatto, come noto, senza avvertire che l’avrebbe fatto. Con questa mossa ha messo a segno due obbiettivi: a) il blog ha cominciato la sua cura dimagrante; b) [BBD] è tornato ad essere quello che pérvasion voleva che tornasse ad essere: il “suo” blog.
3. Difronte ad una simile mossa è chiaro che non rimaneva (per me) altra scelta che quella di abbandonare la barca (non è dunque vero che io o Valentino siamo stati cacciati, come in un primo tempo ho contribuito forse io stesso a far credere). Così è nato [SegnaVia], un blog che ovviamente ha la sua radice nella rubrica omonima di [BBD] ma che rappresenta anche qualcosa di diverso (in che cosa consista, esattamente, questa “diversità”, è un fatto che dovrà essere ulteriormente indagato).
4. A questo punto urge una considerazione di natura linguistica. [BBD] è (era?) un sito intrinsecamente, esplicitamente plurilingue (tedesco/italiano/ladino…. ladino in minima parte ma comunque…). Adesso, mi pare, è tornato ad essere un sito “soltanto” tedesco. Allo stesso modo anche [SegnaVia] sconta la parzialità linguistica del suo amministratore. Io giudico questa evoluzione in modo negativo: si tratta cioè di una involuzione. Il sistema del Netzwerk, al quale per adesso ci siamo rimessi, mitiga solo in parte questa situazione. Io rimango dell’avviso che una presenza mediatica più forte, palesemente e programmaticamente plurilingue, fosse (e sia) necessaria.
5. Insieme alla caratteristica della plurilinguisticità mi pare che sia lentamente sfocata anche l’altra caratteristica saliente di [BBD]. Ovvero quella di rappresentare in modo apertamente visibile una piattaforma di riflessione sul concetto di “autodeterminazione”. Confesso che i maggiori dubbi sul significato apertamente politico di questo riferimento sono dovuti a me. Noto però che anche pérvasion (rientrato in pieno possesso del “suo” blog) ha tolto di mezzo questa parola dalla testata del sito. Adesso si parla di indipendenza, è vero. Però il richiamo all’autodeterminazione è sparito. È un fatto interessante, sul quale prima o poi sarebbe opportuno discutere.
6. Chiudo con una nota polemica. Non mi pare che dal giorno della mia fuoriuscita da [BBD] il sito di pérvasion abbia tratto un nuovo slancio. I post sono pochi, i commenti anche. Il ritorno alla dimensione originaria ha insomma fatto tornare anche il livello di partecipazione ai suoi minimi storici. Sicuramente adesso pérvasion dormirà sonni più tranquilli (non sarà per così dire turbato dall’idea di svegliarsi e vedere che sul “suo” sito si sono installate comunità di discussione che bivaccano accapigliandosi sui temi più peregrini), però questo costituisce indubbiamente anche un regresso della sua capacità comunicativa e di diffusione dei suoi contenuti. O no?
Piccolo consuntivo
22 Dicembre 2007

[SegnaVia] ha appena una settimana di vita e già si prende la sua prima vacanza. Del resto, sono stati gli eventi a determinarne la nascita un po’ precipitosa e questa è capitata nel periodo a ridosso delle feste natalizie (non proprio il periodo migliore per aprire un blog).
A proposito degli “eventi” in questione (ovvero il rappel a l’ordre lanciato da pérvasion su BBD). Ne abbiamo parlato qui, un po’ emotivamente, com’è naturale. Sono state fatte alcune ipotesi, un buon numero di illazioni e sono stati anche diffusi giudizi. In realtà, col passare del tempo, il sottoscritto ha un’immagine abbastanza chiara di quello che è successo. Un carteggio privato con lo stesso pérvasion ha illuminato l’esatta dinamica che ha portato (lo ha portato) a mutare la strategia editoriale del “suo” blog. Non voglio anticipare un’analisi più approfondita che farò magari tra qualche giorno (passate le feste). Dico soltanto che la situazione è ancora in evoluzione e, sul terreno di quello che sembrava la “fine” di qualcosa, stanno già germogliando progetti nuovi e un rinnovato spirito di collaborazione. Dunque: state all’erta!
Prima di rimettervi ai vostri panettoni e ai vostri spumanti permettete che ringrazi ognuno di voi. Questo blog vive esplicitamente della partecipazione dei suoi lettori, è senza filtro e non è stato certo concepito per dare maggiore visibilità al suo già abbondantemente narcisistico autore. In sei giorni di vita [SegnaVia] ha ricevuto 5.500 visite (1.272 giovedì scorso!) e registrato più di 300 commenti. A me pare un buon inizio. Grazie a tutti.
Ma adesso basta discorsi. È Natale. Siccome non so trovare le parole per farvi gli auguri, sfrutto un contributo inviatomi gentilmente dalla nostra “Incredula“, la quale con pochi e rapidi tocchi ha espresso in modo perfetto la Stimmung un po’ hektisch di questi giorni. Un grazie particolare va a lei. A presto.
Weihnachten
Toys r us, Mediamarkt, DEZ Gedränge aber auch Handarbeitsmärkte, Christkindlmärkte, Geruch nach Glühwein der auf den Magen schlägt, überall Zucker, Zucker, Zuckerwatte, kein Schnee, dafür eiskalt, was muss ich noch kaufen, hab ich die Weihnachtskarten und wieso finde ich keinen Tixo der auch funktioniert und mir wenigstens einen Nagel ganz läßt? Weihnachtsessen meiner Freundinnen, die alle 2,3 Jobs haben und dementsprechend viel Grund zu feiern, mein Chef ist zu knausrig…und ich fühle mich vernachlässigt, Engele Bengele tut es also auch und wo steckt nun die Schere wieder? Zwischendrin un buon caffè als Rettungsanker an dem sich so mancher festklammert dafür jede Menge unsinniger Weihnachtsmails, wer hat eigentlich soviel Zeit sich die auszudenken? Und weiter: die Aufführungen in der Schule, Gospelsingen, Weihnachtstheater (im wahrsten Sinne des Wortes) da und dorthin eilen, Zuhause bleibt alles liegen: Wecker klingen und Panikattacke ist alles eins, was noch ganz wichtig ist: Sehen wir uns vor Weihnachten noch? Wieso geht die Welt danach unter? Jetzt hab ich immer noch erst eine Keksefuhr gemacht, was sollen wir zu Weihnachten eigentlich essen? Wok, Tajine, oder tun es ein paar Rippelen auch? Telefon klingelt ständig, was machst du zu Silvester? Für mich ist die Antwort klar: Zuhause bleiben und mich erholen!
Dopo BBD
16 Dicembre 2007
Più o meno è andata così. Una volta c’era [BBD], uno spazio online nato per pensare ad un “altro” Sudtirolo. Si trattava di un blog scaturito da una costola del forum del settimanale “FF”, poi sviluppatosi in blog collettivo e gestito anche da chi sta materialmente depositando sullo schermo queste parole. Non sono uno storico di me stesso, posso solo dire che si è trattato di un’esperienza molto forte, molto bella, che ha lasciato il segno. Oggi quell’esperienza è finita. Come un inquilino scacciato di casa (mobili ed effetti personali sparsi davanti al portone) ho deciso di trasferirmi per così dire in questa stanza provvisoria (tutto, in questo mondo, è provvisorio) per non passare la notte all’addiaccio.
Non ho intenzione di riportare in questo blog quanto ho scritto nell’altro. Chi volesse può cliccare la rubrica che ho aggiornato fino a pochi giorni fa [clicca] e vedere il cammino fatto su quel sentiero interrotto.
A maggior ragione (ora più di allora) mi pare opportuno ricominciare con questo:
http://de.youtube.com/watch?v=qoKnzsiR6Ss
Aggiornamento: leggo che il buon pérvasion ritiene “eccessiva” la mia interpretazione dei fatti. Io, argomenta, non sarei stato “scacciato” di casa, ma mi “sentirei scacciato” di casa. Insomma, una roba simile al famoso “disagio”. Che dire? La proposta di “rientrare nei ranghi”, cioè di abbandonare la pagina iniziale di BBD per essere confinato nella mia “rubrichetta” invisibile può certamente essere interpretata in vario modo. Mantenendo in piedi la metafora della casa è come dire: tu da ora in avanti non puoi più venire in salotto, ma te ne stai confinato nella tua cameretta. Un po’ poco no?