Sudtirolo e Kosova: un piccolo confronto
20 Giugno 2008
Qualche buontempone continua a paragonare il Sudtirolo al Kosovo (e con ciò l’Italia alla Serbia). Il semplice accostamento di questi due filmati forse potrà ricondurlo all’uso della ragione. Buona e spero pensierosa visione.
Un consiglio: fate partire contemporaneamente tutti e due i filmati, ma togliete l’audio al primo. Poi ripetete l’operazione togliendo l’audio al secondo. L’effetto è devastante.
Non si scherza col fuoco
18 Marzo 2008

Ogni tanto bisogna ripeterlo. Vale ripeterlo anche se per chi scrive queste note (e per chi, da lettore o semplice commentatore, segue il lavoro di questo blog e più in generale del Netzwerk BBD) la cosa è chiarissima.
Quando noi, qui e altrove, parliamo di “indipendenza” e di “autodeterminazione” lo facciamo auspicando e sostenendo un processo di maturazione (in primis antropologica, culturale, più che politica) capace di portarci fuori dalle secche della logica “etnica”. Per dirlo in modo ancora più chiaro: nessuna ipotesi d’indipendenza del Sudtirolo può essere fatta valere senza una contestuale liberazione della popolazione locale dai ceppi dell’indentificazione etnica e linguistica che ancora sono dominanti.
In questo sta la nostra radicale differenza da tutti quei movimenti indipendentistici (vedi ad esempio il Bündnis denominato Süd-Tiroler Freiheit) che vedono invece la questione dell’autodeterminazione ancora legata ad un’interpretazione in gran parte ”völkisch” della realtà sociale e culturale. Per questo motivo, aggiungo, noi giudichiamo la strada sulla quale Klotz e compagni si sono messi un vicolo cieco e un vero e proprio “autogol” segnato sul cammino dell’indipendenza. Allo stesso modo giudichiamo il richiamo “dormiente” all’autodeterminazione presente nello statuto della SVP come un progetto ancora del tutto privo di “testa”.
A conferma di quanto affermato basta volgere l’occhio a quanto sta accadendo nel non lontano (e dagli autodeterministi à la Sven Knoll acclamato) Stato Indipendente del Kosovo:[leggi].
Mettere il tema dell’indipendenza e dell’autodeterminazione nelle mani di persone evidentemente ancora assetate di vendetta “etnica” e di odio nei confronti della “diversità” è sempre stupido e dannoso.
Piccola nota per chi deve capire: il movimento di Eva Klotz e Sven Knoll ha probabilmente margini di crescita negli ambienti più ottusi e retrivi che gestiscono il ristorante-pizzeria Wirt an der Mahr di Brixen. Ma una volta colonizzato quel campo, si pongono i veri problemi. E i veri problemi non sono tanto quelli di convincere o farsi fare l’occhiolino da qualche amico di bevuta. Non so se mi spiego.