Oh, finalmente! Finalmente possiamo tornare a parlare di Carla Bruni, anzi: Carla Bruni-Sarkozy, colei la quale (secondo le statistiche del mio blog) ha portato il maggior numero di visite su SegnaVia (evidentemente il suo nome è uno dei più cliccati nei vari motori di ricerca). L’occasione è data dalle sue recenti affermazioni in margine all’ultima pagliacciata di Silvio Berlusconi:

http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_09/carla_bruni_berlusconi_9a0f383e-ae4d-11dd-a27b-00144f02aabc.shtml

Fra parentesi, pensate a questa dichiarazione della Bruni: “Siamo paralizzati dalle abitudini. Il potere ha spesso avuto la stessa testa, uomini bianchi e piuttosto vecchi. Le abitudini, alla fine, diventano una sclerosi…”. Bene. E ora guardate questo:

http://de.youtube.com/watch?v=agGWjaMoSIw

(Ricordo che non più di due anni fa Andreotti fu quasi eletto come presidente del Senato, con ben più di 150 voti…)

È così. Ogni tanto qualcuno si diverte a rimproverare ai Verdi di non essere più un partito “interetnico”, di essere cioè diventato a tutti gli effetti un partito “solo” tedesco (Die Grüne und Stop). Rimane un fatto che – è indifferente da quale pulpito si levi questa accusa – NESSUNO può vantare in Sudtirolo un impegno ugualmente concreto a favore della comunicazione tra i vari gruppi linguistici della provincia. Dunque: ammesso che la tendenza in esame si dia, è soltanto al partito dei Grüne-Verdi-Verc che può, anzi DEVE ricorrere l’elettore altoatesino/sudtirolese che non voglia barrare sulla scheda elettorale un simbolo MONOETNICO.

La dimostrazione indiretta di un tale assunto ce la dà il poco originale estensore di questo tristissimo blog:

http://guerriglia.wordpress.com/2008/09/30/verdi-grune-verc-molto-grune-e-poco-altro-anzi-quasi-niente/

Come si vede, il poco originale estensore di questo tristissimo blog (un blog nel quale non si dichiara l’identità di chi l’ha messo in rete*, un blog che neppure dà l’opportunità di inserire i commenti, in pratica un blog scritto da una persona intellettualmente limitata e soprattutto illeberale) si è addirittura preso la briga di segnare in rosso l’appartenenza linguistica dei singoli candidati, in perfetto stile vetero-provinciale. Il risultato? Solo 7 candidati (su 34) sarebbero del gruppo linguistico italiano, ERGO questa lista non è interetnica.

Si potrebbe ribattere facilmente all’estensore del blog quanto segue. Lui è in grado di segnalarci un’altra lista più virtuosa da questo punto di vista? Lui è in grado di segnalarci un altro partito che storicamente ha contribuito in modo altrettanto significativo al superamento di un Sudtirolo impostato secondo le griglie etniche? Lui è in grado di trovare un altro “partito tedesco” che ha come suo capo-lista un italiano?

Evidentemente il nostro avrebbe qualche difficoltà a rispondere affermativamente a queste domande. Ma non importa. L’essenziale (per lui) è unirsi al coretto dei poveri di spirito che rimproverano agli altri quello che loro non sarebbero minimamente in grado di fare. Per citare Karl Kraus:

“Per nausea della vita metter mano al pensiero: un suicidio per mezzo del quale ci si dà la vita”.

* In realtà l’identità è palese. Solo una persona è infatti in grado di unire tanto brillantemente uno stile espositivo sciatto e gravato da espressioni ripetute (“per così dire”, “parlando con pardon”…) a dei contenuti biliosi e concettualmente approssimativi.