Heimat-Heima

8 Marzo 2008

Heima (At home) is a documentary and double DVD set about the tour around Iceland in the summer of 2006 of the band Sigur Rós. During this tour they played two big open-air concerts at Miklatún - Reykjavík (30th July) and Ásbyrgi (4th August), as well as small scale concerts at Ólafsvík (24th July), Ísafjörður (26th July), Djúpavík (27th July), Háls, Öxnadalur (28th July) and Seyðisfjörður (3rd August) and a protest concert at Snæfellsskála (3rd August). The documentary also includes footage of an acoustic concert played for family and friends at Gamla Borg, a coffee shop in the small town Borg, on 22nd April 2007.

The documentary premiered in Iceland at the Reykjavík International Film Festival opening day, 27th of September 2007. Heima was released 5th November 2007 (4th December in North America) in two editions, one including atmospheric photos in a photobook documenting the tour. (From Wikipedia)

L’intero film si può vedere [QUI]

Questo, invece, è quello che amerei vedere in questo preciso momento…

[Leggi]

Sorrow

1 Marzo 2008

Egon Schiele, vier Bäume

Hai chiuso gli occhi.

Nasce una notte

Piena di finte buche,

Di suoni morti

Come di sugheri

Di reti calate nell’acqua.

Le tue mani si fanno come un soffio

D’inviolabili lontananze,

Inafferrabili come le idee,

E l’equivoco della luna

E il dondolio, dolcissimi,

Se vuoi posarmele sugli occhi,

Toccano l’anima.

Sei la donna che passa

Come una foglia

E lasci agli alberi un fuoco d’autunno.

(Giuseppe Ungaretti, da Sentimento del Tempo, Canto Quinto, 1932)

[Ascolta]

Trame liquide

18 Febbraio 2008

Ivano Fossati

Ormai la televisione riesco a guardarla quasi soltanto passandoci davanti (se qualcun altro l’ha già accesa). Raramente, molto raramente, sono io che prendo l’iniziativa, magari scegliendo di seguire un programma dall’inizio alla fine. Alla prima interruzione pubblicitaria mi spazientisco, cambio subito canale, o spengo.

Stasera però sono rimasto davanti al video più del solito. Qualche minuto di Otto e Mezzo, con Rita Armeni finalmente orfana dell’ateo devoto, e poi è comparsa la faccia, la bella faccia di Ivano Fossati.

Ecco, io penso che Ivano Fossati (dopo Fabrizio De Andrè e Paolo Conte) sia il cantante (e il paroliere) italiano più bravo che si possa ascoltare. Purtroppo (giudizio del tutto personale) la qualità più rilevante della sua scrittura è anche quella che lo condanna spesso a non essere ricordato. Penso sia difficile tenere a mente un testo di Fossati. Concetti ed immagini si fondono in trame liquide, ci sono cose che appaiono per un istante, si modificano, cambiano densità e poi scompaiono senza lasciare traccia. Qualcosa di obliquo le trafigge (ci trafigge). Ma sono trafitture leggere (un ossimoro?), dobbiamo sforzarci di individuarle quando colpiscono e comunque, una volta individuate, facciamo fatica a trattenerle.

Fossati poi è una persona intelligente. Le cose che dice non sono mai banali o quando lo sono (stasera, per esempio, diceva che le donne sono misteriose) lo sono in un modo che merita senz’altro un’indulgenza che non concederemmo ad altri. (Fossati insomma esaudisce quello che altri artisti generalmente non riescono ad esaudire: che la persona dell’artista riesca a tenere testa alla sua arte).

Su YouTube ho trovato il video di una sua canzone che a me piace particolarmente. Vorrei condividerne l’ascolto con voi.

C’è tempo.

Étranger

13 Febbraio 2008

Albert Camus 

Ogni tanto ci penso. Al vecchio Albert*. In fin dei conti gli devo molto, compreso questo nick che ormai si è infilato sotto la pelle (Étranger… Aujourd’hui, maman est morte. Ou peut-être hier, je ne sais pas. J’ai reçu un télégramme de l’asile : “Mère décédée. Enterrement demain. Sentiments distingués.” Cela ne veut rien dire. C’était peut-être hier… ecc.).

Rileggermi “Lo straniero” d’estate, magari avendo affittato un appartamento su un’isola del Mediterraneo (mi andrebbe benissimo la Capraia, a proposito della quale sto sfogliando un bel libro di Roberto Moresco, Pirati e corsari nei mari di Capraia, Debatte Editore). Lontano da tutto. Ecco la felicità.

Felicità che raccolgo anche grazie a YouTube, con questo meraviglioso video d’epoca dei Cure, anche loro alle prese con le strane vicende dello straniero… [Killing an Arab].

* Questa espressione “puzza” di Baricco. Ma ormai l’ho scritta e non voglio pentirmene.

P.S. Aggiungo un video per stuzzicare ancora di più il nostro Lucio (che - come dimostra la discussione sottostante - non riesce proprio a digerire la mia condizione di misero intellettuale déraciné se coniugata ad un - ugualmente misero - impegno civile a favore di un allargamento del Heimatsgefühl sudtirolese). L’autore del brano in questione non è da me amato in modo particolare, ma mi consola che lo sia da parte di un carissimo amico (Nino Chiurazzi), il quale scrisse tempo fa una preziosa e utilissima (penso sempre a Lucio) monografia sul “postmoderno” (uscita da Mondadori).

Ecco il brano: [Haiku]

Immagini & Musica

30 Gennaio 2008